La bellezza non è democratica, oh yeeeh!

A Mitia, che si arrabbia per le troppe ragazze fighe su Friendfeed

Se c’è qualcosa che stordisce, nella bellezza, è la sua apparente, totale casualità. Non è democratica, ci nasci e basta. Delle volte ho l’impressione che neanche l’intelligenza sia poi tanto più democratica, perché è pur vero che anche lì ognuno ha i suoi limiti, e talvolta possono essere più drammatici assai. Ma l’intelligenza, come dire? Ci fa. Forse perché è intelligente, lascia pur sempre l’illusione di essere più a portata di mano. Che leggendo, studiando, viaggiando, conoscendo il mondo, uno l’intelligenza la possa potenziare, moltiplicare, persino farsene venire un po’ di più di quella che all’inizio aveva in dote.

La bellezza no. A meno che una non si presenti da un chirurgo e si rifaccia di sana pianta, non c’è alcun mezzo naturale per ottenerla: si può, con qualche trucco, arrangiare un po’ meglio quella che si ha, ma sono palliativi. Tutti i chili di fondotinta, i push up, i corsetti strizzanti, piallanti o modellanti, le creme, le infinite sedute in palestra per avere ventre piatto e seni turgidi non sono che meri inganni transitori, destinati a cadere come miseri veli una volta che si è nude davanti allo specchio. La bellezza è un dono degli dei, che, come tutte le divinità, sono capricciose e molto stronze: la distribuiscono senza logica, senza un minimo criterio di meritocrazia, apparentemente senza senso alcuno. Eppure è questa sua totale mancanza di senso e di giustizia che ci attrae e ci affascina, che ci spinge a cercarla in coloro che vogliamo attorno, ad odiarla nei nostri simili quando non la possediamo, a considerarla il più insondabile dei misteri. Quando facciamo un commento acido su un belloccio, in realtà non odiamo lui o lei, ma Dio o la Natura, che hanno dato all’altro o all’altra, senza un perché, il dono meraviglioso di un viso armonico, di un corpo perfetto, di uno sguardo che incendia tutti i pensieri o di labbra che accendono ogni possibile fantasia. Li hanno resi belli, insomma, così, con un tocco di grazia incomprensibile che a noi normali invece è negato. C’è di che far incrinare teodicee e far perdere fedi: perché la divinità dice di amare tutti i suoi figli, ma alcuni, ed alcune, li ama in maniera più visibile, immediata, addirittura sfacciata: sono belli. Le strade della vita si spalancano davanti a loro, pronti ad accoglierli come naturali protagonisti: sono loro, senza fatica alcuna, tutti gli sguardi, le attenzioni, i sorrisi. Chi bello non è, ecco, di quella bellezza sente tutta l’offesa, l’ingiustizia. Per quanto possa consolarsi con altre doti, ogni passaggio davanti allo specchio, ogni foto, ogni sguardo gli conferma che quella non ce l’ha. E per questo sgarbo non c’è motivo, né ragione. È proprio così, gratuito e ingiustificato, un dispetto del Destino o un capriccio del caso.

Poi dicono che uno si butta a sinistra.

20 Comments

  1. senza i brutti, i belli non saprebbero di esserlo, quindi anche i brutti partecipano al concetto di bellezza, che ha bisogno dei brutti per esistere

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  2. A me questo post ricorda due fatti.

    1)Una seria analisi scientifica di qualche tempo fa,che chiarì come i belli e le belle erano avvantaggiati nella prima fase della vita,quando venivano scelti senza possedere grandi altre doti; poi però,in età un po’ più avanzata,subivano una sorta di tracollo sociale, dacchè – complice l’abitudine ad essere accettati e ricercati senza troppi sforzi – non sapevano proporsi in altro modo, una volta che accettazioni e ricerche calavano bruscamente,stante l’inevitabile declino fisico.

    2) La conferma del suesteso fatto,risultante da un leggendario dialogo tra due distinti signori attraversanti una via di Napoli in “Speravo fosse amore,invece era un calesse” di Troisi:
    “Avete lasciato Vostra moglie?”
    “Sì.”
    “Ma perchè? Era così bella…”
    “Appunto. Era. Ora la bellezza è passata,è rimasto il caratteraccio, ed io non ne potevo più.”

    Sicchè mi chiedo spesso cosa faranno certi mariti di certe modellone prive di ogni senso umano:quando passerà la modellona, e resterà un essere femminile privo di senso umano.
    Anzi : privo di senso. E basta.
    Inchino e baciamano.
    Ghino La Ganga

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  3. Cara Galatea, ma se dico che gli dei con te non sono stati nè stronzi nè capricciosi rischio di sembrare un lumacone bavoso? 😀

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  4. @Ghino: Be’, magra consolazione, però…intanto hanno avuto una giovinezza splendida, che spesso permette loro di frequentare o sedurre persone che gli altri possono solo sognare, avere opportunità che gli altri devono sudarsi, spesso senza riuscire neppure ad ottenere.Pazienza, noi donne normali ci consoliamo pensando che chi si lascia affascinare da noi, magari, è un pochino meno superficiale. Qualche volta non basta.
    @Gan: Be’, grazie. 🙂

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  5. “Poi dicono che uno si butta a sinistra.”

    Perche’? Sono tutti dei cessi a sinistra?. Dopo la cultura, ora la sinistra ha anche il monopolio dello spleen, del mal di vivere e della sofferenza esistenziale?

    Tutti “uomini dal fiore in bocca” a sinistra?

    E i brutti sono tutti intelligenti?

    Devo essere l’eccezione che conferma la regola.

    Forse sono fortunato, ma non mi sono mai posto il problema.

    Me ne strabatto e mi piaccio cosi’ come sono.

    Poi si’ lo so, sono insensibile, prosaico, cinico, stronzo, nazista, c’e’ tanta gente per cui la bruttezza e’ un dramma, Elephant Man etc etc.

    Potete chiamarla superbia, egotismo o narcisismo: io preferisco autostima, e comprende i miei limiti, che sono parecchi.

    “Se vuoi conoscere i tuoi limiti non superarli”

    Giacomo Leopardi.

    Ciao

    😉

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  6. @Yossarian: No, il ragionamento è che chi si indigna per la mancanza di equità nella distribuzione divina della bellezza, si incazza e pretende che l’eguaglianza sia imposta in terra…per cui si butta a sinistra. 😉

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  7. @Galatea

    Lo so, lo so…i miei due neuroni hanno fatto un enorme sforzo congiunto dopo aver letto il bel post, ed erano d’accordo…

    Trollavo un po’. Non sono bello ma come ben sai sono un potentissimo, immane, devastante, circostanziato, definitivo, superumano, immantinente rompicoglioni…

    Quanto alla bellezza, non credo che tu ti debba buttare a sinistra….

    🙂

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  8. […]Alle sembianze il Padre,
    alle amene sembianze eterno regno
    diè nelle genti; e per virili imprese,
    per dotta lira o canto,
    virtù non luce in disadorno ammanto.

    (scusa la citazione un po’ ruffiana…)

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  9. A me invece piace frequentare cessi autentici.
    I belli mi mettono in ombra, basto io da sola a tenere la scena.
    E poi, se la bellezza è tanto poco democratica, io dimostro, nella mia regalità, almeno di avere buon cuore a frequentare gente tanto più brutta di me.
    Poi coi brutti c’è un vantaggio: li si può criticare sul loro aspetto, quando si è belli come me; ti daranno sempre ragione.
    Li si può anche prendere per il culo senza che si lamentino più di tanto. Sono mota plasmata dal raggio divino della bellezza, mendicanti sentimentali.
    Ma, ahimé, la bellezza è spesso un fardello. Come ho già commentato un’ altra volta su questi schermi, se un bello invecchia spesso è una catastrofe.
    Se uno è un cessetto non può che migliorare con l’ età.
    Un sanitario vintage è sempre confortevole deposito di umori corporali.

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  10. @mitia: be’ dai..un po’ di photoshop sul brufolo che ti rovina la bella foto, o una schiarita alle occhiaie traditrici…
    Poi, per quanto riguarda il tema bellezza, noi umanissime donne con l’occhiaia e la buccia d’arancia che puntiamo su altre doti meno effimere non sempre facciamo colpo subito, ma in realtà siamo molto più amate.

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