Cose di Bambole

Si combattono senza esclusioni di colpi. Sono femmine del XXI secolo, del resto. Una ha ormai i suoi annetti, ma non demorde e non vuol lasciare il terreno. Del resto, l’antesignana di tutte le donne che fra un rifacimento di seno e l’altro han dato l’assalto al mondo, è lei. Con quell’aria da cheerleader del tempo che fu pronta a trasformarsi in casalinga disperata o in Santanché, il biondo platino dei capelli stirati, l’azzurro degli occhioni, la scollatura con le tette che sfidano da sempre ogni legge di gravità, il look firmato da grandi stilisti, è il modello di quelle femmine che paiono tanto gheishe tradizionali, ma poi, quando meno te lo aspetti, si ritagliano un posto in Consiglio di Amministrazione. Magari perché sono le amanti dell’anziano Presidente e se lo sbambocciano come un pupo, ma tant’è.

L’altra è più teenager sgarrupata, con il look da aspirante velina che va al provino per una comparsata dalla De Filippi: unghie fluo, minigonna e top che lascia scoperto il pancino col piercing, ombretto spatolato sulla palpebra come la malta sul muro, smorfietta da Paris Hilton de noantri sul volto e ‘na bira e ‘n calippo come aspirazione al mare, quando nessuno la sta a sentì. L’una è ossessionata dal perbenismo, tanto è vero che tutti la vogliono perché è una bella figa, ma lei no, no, no, deve far sapere che ora ci ha una laurea, potrebbe fare il medico e l’astronauta, e nei momenti liberi, quando non è in vacanza con il fidanzato (che però è fidanzato storico, mica amante da una notte e via) fa da babysitter alla sorellina: è quel tipo di donna che fa sì il calendario scollacciato e magari il film semiporno, ma ci tiene a precisare che i guadagni del primo vanno in parte in beneficenza, ed il secondo l’ha accettato perché il copione prevede solo nudo d’arte ed erotismo d’alta scuola.

L’altra no, viene su a borsette e tacchi a spillo da quando smette di andare in girello, minigonne inguinali e circoletto di maschietti bamboccioni al seguito, con cui si fidanza per due o tre giorni, o il tempo di un pompino. Non la prende la laurea, tanto non le serve: si presenta al Presidente della Corporescion con il suo sorriso e il suo decoltè di ventenne che ha imparato ad amministrare il corpo come altri imparano ad usare il palmare: sono strumenti di lavoro. In fondo, anche se non lo vogliono confessare, sono madre e figlia, e i loro scontri hanno quel tanto di epico che sempre assumono le baruffe di famiglia fra donne di diverse generazioni che non accettano di perdere potere seduttivo ed influenza in casa. L’una spia l’altra, tutte e due si copiano senza dare a vedere, si malignano alle spalle e poi baruffano a sangue, per questioni soldi; da brave donne del XXI secolo, mettono in mezzo ai loro scontri plotoni di avvocati.

Sono due belle bambole, in fondo, e proprio in virtù della loro bambolaggine sono il mito di tutte le bambine. Ma nel dargli delle bambole di plastica non c’è alcuna offesa: loro sono proprio bambole, infatti. Sono la Barbie e la Bratz.

6 Comments

  1. Tu hai mai giocato con le bambole? Hai una figlia che gioca con le barbie? (La Bratz è stata eliminata per guasti meccanici.) Hai mai provato l’ebbrezza di argomentare la tua repulsione verso le winx con una bambina di cinque anni?

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  2. Chiedo scusa se sono stato troppo criptico nel primo intervento. Volevo argomentare che le osservazioni fatte nel post sono da me condivise, ma l’esperienza con mia figlia mi ha portato a rivedere la mia (e la sua) in una nuova luce. C’è una netta separazione fra quello che vedono i bambini e quello che vediamo noi. I nostri giudizi sono frutto di esperienza e di sapienza, vedono le connessioni con la società, i simboli, eccetera. Quelli dei bambini no. Sono molto più “assoluti”, svincolati da tutto questo. Per i bambini gli oggetti sono un pretesto per costruire sceneggiature e storie, per sperimentare il mondo, per divertirsi. I bambini eleggono a bambola qualsiasi cosa, anche un sasso, come è capitato a me in spiaggia giocando con mia figlia.

    I messaggi che troviamo nei giochi si trasmettono (solo?) quando trovano coerenza con tutto il resto della vita del bambino. E’ per questo che ho potuto tranquillamente giocare con pistole e fucili e fare l’obiettore di coscienza.

    Spero di non esser stato troppo noioso. 🙂

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  3. la barbie è un mito intramontabile secondo me descrive alla perfezione l’evoluzione della società moderna anno per anno

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