Piccole cose di valore non qualificabile

13 Comments

  1. @sIa: Ehm no, secondo me senza il colpo di scena finale sarebbe stato un banale corto sul solito amore infelice e il carabiniere un idiota da barzelletta. Così invece si capisce che il dramma è raccontato con molto tatto, e il carabiniere si dimostra una persona sensibile che purtroppo ha visto molte situazioni orrende e sa cogliere le sfumature con sensibilità e rispetto estremo.

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  2. @Galatea: sono d’accordo che così com’è è ben fatto e pure con la tua riflessione, ma senza il colpo di scena avrebbe avuto, dal mio punto di vista, un senso più ampio, esistenzial-generazionale, di chi denuncia appunto di aver subito il furto dei sogni (non solo di un amore).

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  3. Come volevasi dimostrare. Il peggior servizio che si poteva rendere a chi ha subito sul serio abusi in famiglia. Si scopre oltretutto tutta la tensione del plot nel momento esatto in cui il carabiniere dice alla ragazza “potrei essere suo padre” e l’ attrice che la impersona strabuzza gli occhi e sospirosamente chiede un bicchiere d’ acqua.
    La scuola muccinante da recitazione isterica o da fiction ha fatto scuola.
    Comunque non funziona così, Galatea: chi ha subito abusi in famiglia e ha ferite non rimarginabili nel breve tempo spesso ha più sogni di altri e una gran voglia di rivalsa.
    Quanto all’ amore, vedi mai che esistono temperamenti romantici. Li picchi e li malmeni, e non lasciano il fidanzato. Li fai ricoverare a tradimento in ospedale psichiatrico, e non mollano il fidanzato. Anzi, il fidanzato viene addirittura invitato dal personale della struttura ospedaliera a “portare la paziente a fare una passeggiata e un pranzo fuori, sotto la tua resopsabilità”. Vengono diseredati, e non lasciano il fidanzato e non fanno una piega, anzi, lavorano il doppio per mantenersi.
    Vengono ripetutamente invitati a guardarsi attorno per trovarne “altri”, intercambiabili e “che ti meritino”, e meditano di sposarsi quanto prima….

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  4. Purtroppo invece, spesso la violenza familiare ruba tutti i sogni ad una giovane vita. Specie la violenza subita da un genitore, perché è sui genitori che un individuo fa totale affidamento, è a loro che deve la vita ed è da loro che si aspetta il più incondizionato affetto. Quindi impara, anzichè ad amarsi, a non aspettarsi di meglio da nessuno. Per questo poi non riesce a staccarsi da chi alterna i baci alle botte.

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  5. A me è piaciuto molto

    Parte e sembra una banale “gag” su un carabiniere fantozzianamente ligio ai regolamenti e poi ti da un pugno nello stomaco nel finale – cui la battuta del carabiniere non mi aveva preparato.

    De gustibus, naturalmente

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  6. Finale forte e che decisamente “colpisce”.
    Devo però dire che capisco s|a quando dice che stava in piedi anche senza colpo di scena finale.
    Narrativamente il tema del furto dei sogni infatti poteva sottintendere qualunque altra spiegazione o metafora.
    Quello scelto è decisamente drammatico. Forse il salto è persino troppo repentino. Diverse sfumature si colgono solo rivedendo il filmato.
    Certo il “pugno allo stomaco” è violento. Credo che se fosse stato in qualche maniera meno “imprevisto” in realtà l’efficacia della narrazione ne avrebbe guadagnato.
    Così come un finale sospeso sarebbe stato assolutamente degno.

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  7. Ho ancora i brividi.
    Grazie Galatea per la segnalazione.
    Essendo padre i brividi mi si raddoppiano perchè, al di là della esemplificazione drammatica della storia, mi riporta ai doveri infiniti e alle aspettative che i figli riversano sui genitori… giustamente.

    Un Sorriso

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  8. P.S. tornando nel merito, quello che mi aveva colpito nel racconto erano le date: nata nel 75, il “delitto” si perpretava dall 89 al 99… mentre quello che mi ha fatto dubitare di qualcosa (avevo nasato) era il fatto dei sogni che si sporcavano.

    Comunque mi ripeto, davvero bello.

    Ancora Un Sorriso

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  9. Io trovo invece che la fine porta a riflettere molto. Fa rianalizzare tutto il resto sotto un’altra ottica.
    E’ vero che il cortometraggio sarebbe stato in piedi lo stesso ma non avrebbe avuto lo stesso significato e secondo me proprio il fatto che il cambio di argomento sia così repentino porta a fermarsi per ripensare a quello che si è appena visto e darne nuova lettura. Mi è piaciuto molto.

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