Ieri in libreria guardavo le pile dei best seller estivi e mi chiedevo perché non ho ancora scritto un romanzo con protagonista un monaco medievale serial killer, che uccide per difendere un manoscritto segreto dei Templari ma viene scoperto da una investigatrice trentenne, single e maniaca dello shopping, la quale alla fine però lo sposa in seguito ad una serie di incontri di sesso in stile sadomaso e dopo aver lasciato il moroso vampiro, che è andato a fare delle gare mortali in un futuro apocalittico.
Dovrei intercettare il 100% del pubblico, a occhio.
Visti i trend di quest’anno, mettici anche un qualche amore gay e/o lesbico del monaco, della protagonista detective, o del/della quarantenne di successo.
Mi raccomando, non più di 40 pagine a stampa per ogni “incontro” descritto con i dettagli + intimi (colori, odori, sapori), ma non meno di dieci.
Bah, fa meno fatica: raffazzona su un libro di cucina e chiamalo “Le ricette della cugina della zia della nonna della cognata della sorella della portinaia della parrucchiera dell’amica della fisioterapista di Benedetta Parodi”.
ciao Galatea, qui da me anche libri leggibili… sono fortunata a poter scegliere inoltre ho attorno un bel pacchetto di lettrici e lettori misti che non si fermano alle classifiche e se li raccontano… buona estate e se un giorno passi da Bologna mi farebbe piacere offrirti un bel caffè… ciao da Nicoletta
Non lo scrivi perché in realtà concepire un buon best-seller non è affatto facile e quello che descrivi prende spunto da romanzi di cassetta che però prima non c’erano e proprio per la loro (relativa, chiaro) originalità hanno avuto successo.
Insomma: monaci occamiani, vampiri in crisi d’identità, studiosi dei templari, casalinghe masochiste, resuscitarori di dinosauri, shophaolics compulsive, non facevano parte del panorama della letteratura popolare prima che qualcuno li mettesse al centro di una storia (più o meno) intrigante e decentemente ben congegnata. Come non esistevano ex ergastolani divenuti ricchi borghesi, misteriosi capitani di sottomarini oceanici, giovani avventurieri che risalgono i fiumi africani, e – perché no? – bon vivants omosessuali che ripercorrono il loro personale filo della memoria.
Non esiste la formula del best seller, crederlo è illusorio, o semplicemente stupido; nessun editore è in grado di dire che cosa venderà o no, quali saranno i libri, le storie, che troveranno un largo pubblico disposto ad accoglierle.
Novantanove su cento di questi libri non supereranno il vaglio della storia: ma è molto probabile che quello che sopravviverà avrà raccolto un buon numero di giudizi sprezzanti tra i suoi contemporanei.
Il tutto condito con qualche massima esistenziale alla Fabio Volo.
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Beh se ci metti dentro i Templari userei la tecnica di Voyager per il titolo. Una domanda senza risposta, come la trama 🙂
Successo garantito.
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@lafrangia: giusto, mi ero dimenticata il personaggio secondario di un quarantenne di successo in crisi non si sa bene perché.
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Visti i trend di quest’anno, mettici anche un qualche amore gay e/o lesbico del monaco, della protagonista detective, o del/della quarantenne di successo.
Mi raccomando, non più di 40 pagine a stampa per ogni “incontro” descritto con i dettagli + intimi (colori, odori, sapori), ma non meno di dieci.
Anonimo SQ
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Manca qualche elfo, o troll o nano. E magari un drago.
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“Un libro stupefacente per la modernità delle idee che vi sono esposte e per l’impeccabile rigore del ragionamento.” Ti piace come fascetta?
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Bah, fa meno fatica: raffazzona su un libro di cucina e chiamalo “Le ricette della cugina della zia della nonna della cognata della sorella della portinaia della parrucchiera dell’amica della fisioterapista di Benedetta Parodi”.
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Non lo scrivi perchè noi tuoi lettori di blog non lo leggeremmo.
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Ultimamente, quando entro in libreria, vengo colta da conati di vomito. Dovremmo essere pagati noi per leggere certi libri.
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«le ricette dei templari» con sacro graal in plastica omaggio
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@–>Diego56
Geniale! 😀
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vedrai, ottimo lector, che la realtà supera spesso la fantasia, basta fare un salto all’edicola
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L’investigatrice trentenne dovrebbe essere appassionata di cucina, e ogni tanto descrivere le sue ricette prelibate 😉 “tombola!”
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@diegod56 – Le ricette dei Templari è fantastico (specie col sacro graal di plastica in omaggio):-)))
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ciao Galatea, qui da me anche libri leggibili… sono fortunata a poter scegliere inoltre ho attorno un bel pacchetto di lettrici e lettori misti che non si fermano alle classifiche e se li raccontano… buona estate e se un giorno passi da Bologna mi farebbe piacere offrirti un bel caffè… ciao da Nicoletta
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Non lo scrivi perché in realtà concepire un buon best-seller non è affatto facile e quello che descrivi prende spunto da romanzi di cassetta che però prima non c’erano e proprio per la loro (relativa, chiaro) originalità hanno avuto successo.
Insomma: monaci occamiani, vampiri in crisi d’identità, studiosi dei templari, casalinghe masochiste, resuscitarori di dinosauri, shophaolics compulsive, non facevano parte del panorama della letteratura popolare prima che qualcuno li mettesse al centro di una storia (più o meno) intrigante e decentemente ben congegnata. Come non esistevano ex ergastolani divenuti ricchi borghesi, misteriosi capitani di sottomarini oceanici, giovani avventurieri che risalgono i fiumi africani, e – perché no? – bon vivants omosessuali che ripercorrono il loro personale filo della memoria.
Non esiste la formula del best seller, crederlo è illusorio, o semplicemente stupido; nessun editore è in grado di dire che cosa venderà o no, quali saranno i libri, le storie, che troveranno un largo pubblico disposto ad accoglierle.
Novantanove su cento di questi libri non supereranno il vaglio della storia: ma è molto probabile che quello che sopravviverà avrà raccolto un buon numero di giudizi sprezzanti tra i suoi contemporanei.
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@Piero: lo so, era una battuta…
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io lo leggerei se ci fosse un anello magico o una spada parlante…
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