Smoke gets in your eyes

Sento ora dal Tg2, che dopo Studio Aperto è sempre fonte di imperdibili notizie, che i medici inglesi sono sul piede di guerra: la lotta al fumo, dicono, sarebbe vanificata dai film, centinaia di pellicole di ogni genere in cui i protagonisti, questi scostumati, sfumacchiano senza il minimo imbarazzo. I medici inglesi, sento ed inorridisco, sostengono che un tiro di Malboro di Humphrey Bogart ed uno sbuffo di Uma Thurman annullano da soli anni e anni di spot e di campagne antisigaretta. Chiedono pertanto, i medici inglesi, come premurosamente informa il Tg2, che nelle scene in cui compare una sigaretta, un sigaro, magari anche uno zampirone per le zanzare, siano messe in sovrimpressione le stesse scritte sui pacchetti venduti dal tabaccaio: nuoce gravemente alla salute, fa male in gravidanza, invecchia la pelle, etc, etc, etc.

Nonostante la passione per il cinema, io non ho mai fumato in vita mia: in genere tossicchio al solo avvicinarsi di un mozzicone. Ma giuro, e vorrei dirlo ai medici inglesi nonché al Tg2: al guardare questo servizio, mi è venuto l’impeto di appicciarmi una sigaretta.

9 Comments

  1. Nemmeno servirebbe lo dica ma, come puoi immaginare, l’ho fatto io per te, anche se, nel mio caso, è proprio colpa di Bogart. Me lo vedo in certe scene: Suona la nostra canzone, Sam. Come ai vecchi tempi. E scorrono quei sottotitoli di allarme. O che dire… Sam Spade tiene il mozzicone fra le labbra e il pubblico chiedersi: il fumo fa male a lui o a chi sta menando?

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  2. Porcamiseria, ho appena finito le sigarette e ‘sto post m’ha fatto venire una voglia boia di fumare….
    Che poi io ho iniziato a tirar tabacco in sezione di partito, in quelle riunioni con gli “alleati” che duravano fino alle due di notte.
    Un vecchio della mia sezione, grande passista di trattative sindacali, vedendomi stanco sfoderava il pacchetto e sentenziava “burdèl, tòl ‘a zigaretta c’ta sveg’, snò a’ là mettan in te cùl ma nuìltr, ‘sti cumnèst sà tri naròiz”(1*)

    Inchino e baciamano, e scusi Sua Signorìa la volgarità della citazione, ma tale è.
    Ghino La Ganga

    Nota :(1*) dal dialetto romagnolo “ragazzo, prendi la sigaretta che ti svegli, sennò ce lo mettono in culo a noialtri , questi comunisti con tre narici”.

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  3. Ci prendono per deficienti?
    Se guardassi un film in cui un tizio si suicida, secondo i medici inglesi, proverei impulsi autolesionisti? Bah.
    Secondo me se le sognano di notte…

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  4. suppongo e presumo che la richiesta dei medici inglesi sia dettata dall’intenzione di far pervenire il messaggio al giovane pubblico emulatore e, spesso, beota. non, se non in minima parte, agli adulti.
    si, sotto alle scene bang bang boum boum, dovrebbero anche scrivere che le armi uccidono. almeno tanto quanto il fumo.

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  5. “Sciura Ruseta, coma la va?”
    Messaggio:
    Usa prudenza con i tuoi vicini di casa.
    Un giorno potrebbero uccidervi la famiglia a bastonate.

    “Ho sentito tornare tardi la Simona, neh.”
    Messaggio:
    Non concedere ai tuoi figli troppa libertà.
    Un giorno potresti ricevere una telefonata dalla Polizia Criminale.

    “È un regalo, come mi sta?”
    Messaggio:
    Non osare sfidare il conformismo.
    Un giorno potresti rimanere senza amici.

    “No, i nuovi del secondo piano sono di Palermo.”
    Messaggio:
    Non dare a chi è diverso troppi diritti.
    Un giorno potresti sentire il bisogno di votare Berlusconi.

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  6. Goodidea, il tuo commento è meraviglioso!

    e come ha detto una volta Luttazzi, voglio che sulle mutande di lana ci sia l’avviso: “con queste mutande vi gratterete il c*** tutta la vita”

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  7. Pienamente d’accordo.
    Però è vero che furono proprio gli spin-doctor ingaggiati dalle multinazionali del tabacco a promuovere il fumo attraverso il cinema. Il figo fuma. La bella fuma. Il dannato fuma. La contemplativa fuma.
    Molti film nostrani degli anni 60 e 70, contengono scene in cui viene addirittura nominata la marca delle sigarette (o del liquore) oppure viene fatta rientrare l’etichetta nell’inquadratura. (Poi questa cosa si è vietata per legge, ma adesso è stata reintrodotta).

    Ancora più curioso è sapere che fu un poco noto spin-doctor americano, Bernays, a risolvere per le multinazionali del tabacco il problema di ampliare anche alle donne il fumo. Nei primi decenni del secolo scorso, infatti, le donne non fumavano (se non dentro casa) perchè considerato socialmente riprovevole. Egli introdusse la figura della donna-vamp nei film hollywoodiani con la sigaretta nel cannello (aggeggio che inventò lui, in modo che le labbra non la toccassero mai), allo scopo di rendere attraente il gesto.
    Inutile dire che ebbe gran successo…

    (Il bello, poi, è ritrovare lo stesso personaggio a progettare le campagne antifumo degli anni ’90… che funzionano!)

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