9 Comments

  1. Guarda, lo stanno presentando in giro per tutte le reti TV come “innocente commedia familiare” millantando divertimento a profusione e battute di fine umorismo (sì, da caserma), coi conduttori che si arrampicano su specchiere improponibili per dire che non c’è assolutamente nulla di volgare in tutta la pellicola, e chi dice il contrario è uno sporco comunista che vuole boicottare il sano cinema italiano. Adesso non vorrei fare il comunista che pensa male, ma qualcos’altro mi ricorda… forse che Neri parenti sia l’autore dei discorsi di Silvio?

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  2. Ma no, hanno ragione!

    Basta contare quante natiche scoperte ci sono nel lungometraggio succitato e si scopre subito che è un prodotto cul-turale!

    Siete dei detrattori della cinematografia italiota… vergogna!

    Cordialità

    Attila

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  3. Scusate.
    Possiamo arrabbiarci quanto vogliamo.
    Resta un fatto.
    La nostra gente si ricorderà sempre le battute di un filmetto del genere,faticando a ricordare quelle del cinema “alto”.
    Ci si ricorda,infatti, di Tomas Milian come ispettore Nico Giraldi,non di Tomas Milian come attore di Antonioni.
    La battuta “A mustafà,no rompe er cazzo e pensa a cagà” batterà sempre la battuta “dio,come sei lucida”.
    Il centrodestra berlusconiano non ha inventato nulla.
    Si limita ad assecondare.

    Inchino e baciamano alla padrona di casa.
    Ghino La Ganga

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  4. @->Ghino la Ganga: E “Dio, come sei lucida” chi lo ha detto????

    Il fatto è che la targhetta di “cinema di interesse culturale” serve solo a far risparmiare al produttore qualche bell’euro di tasse e beccare possibilmente un finanziamento pubblico (di cui non ha bisogno perché sono film che incassano valanghe di quattrini). Allora, a me i furbetti e le furbate danno un po’ sui nervi, specie quando sono spudorate come questa.
    Poi, devo essere sincera, io Thomas Milian me lo ricordo solo per i film di Monnezza. Anche perché per portarmi a vederne uno di Antonioni devono tramortirmi. Ma forte forte. 🙂

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  5. scusi la curiosità, ma non capisco quale idea si “nasconda” detro la battuta. Io la vedo diversamente, ma suppongo lei (o tu? boh!) consideri cosa buona è giusta che il cinema sia tenuto in piedi a furia di finanziamenti (sempre che in questo caso specifico non si tratti di minor tassazione, non conosco la materia, non è la stessa cosa, ma facciamo finta di si per non complicare).
    Ora, è proprio così ovvio e scontato definire cosa sia “culturale” o meno? Io non ho abbastanza cultura – scusa il gioco di parole – per mettermi a discutere con te cosa sia la “cultura”, ma ci provo: non credo si voglia identificare come “di interesse culturale” solo ciò che è di nicchia, o destinato ad una “elite” – dico: la cultura popolare. E allora, tra trent’anni, chi mi dice che non chiameranno cultura pop questa roba?

    (per inciso, io piuttosto che i film di natale andrei a vedere antonioni – se proprio mi ci obbligassero)

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