L’Ospite Ghino: Cinema d’essai

Forse qualcuno dovrebbe spiegare, alla giurata del Festival di Berlino Francesca Comencini, che i festival stranieri ci snobbano non perché il cinema italiano è troppo sentimentale, ma perché pretendiamo di piazzare  in concorso film che sembrano quelli delle Comencini, anche quando li fanno altri.

State bene.

Ghino La Ganga

3 Comments

  1. per Erasmo:
    Magari fosse così.
    Almeno avremmo repliche di scene come quella di Sordi Monsignore e della Sandrelli ragazzotta settantasettina in ascensore,da “Quelle strane occasioni”.
    Invece ci sfiniamo di repliche di pranzi di famiglia con figlio gay che si finge etero,madri rompipalle,uomini italiani che apprezzano sventole senegalesi (ci vorrà…),g8 a genova come luogo di ritrovo di intellettuali non violenti.
    Ah,già:con una grande cura per i movimenti in scena,certo.
    Stai bene,grazie per la lettura.
    Ghino La Ganga

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  2. Sì, certo. Volevo dire che il cinema italiano è scarso anche perchè vive di stanco nepotismo, anzi: figlismo. Un covo di raccomandati finanziati dal contribuente.
    Del resto, è il pubblico a rifiutarlo. Non credo si possa accettare la spiegazione altezzosa che il pubblico ama solo il trash americano: neanche il trash americano fa successo al botteghino. Non è invece trash un film di intrattenimento che ha una trama originale e attori convincenti. Ambedue le cose latitano nel cinema italiano contemporaneo, che supplisce all’assenza di idee con la prevedibile descrizione di “situazioni”. Ma Bergman non c’è, me degli attori è meglio non parlare.

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