Via, non è la prima volta. Per consolare Renata Polverini e Roberto Formigoni il blog Il Nuovo Mondo di Galatea ha deciso di ricordare i casi più famosi di disguidi elettorali nel corso della Storia.
La cacciata di Adamo ed Eva: l’espulsione della celebre coppia dal Paradiso Terrestre sarebbe dovuta ad un disguido nella presentazione dei documenti richiesti dal Padreterno. Adamo ed Eva sarebbero stati allontanati in quanto, invece di presentarsi all’ora giusta, si sarebbero indebitamente assentati per mangiare una mela.
Le tavole di Mosè: Il famoso episodio biblico è stato recentemente reinterpretato dagli storici. Mosè, sceso dal Sinai, avrebbe infatti rotto le tavole con i Dieci Comandamenti per un moto di stizza, in quanto gli Ebrei, lasciati soli, avrebbero dato il via da una raccolta firme illegittima per costituire una lista “Vitello d’Oro”, che intendeva presentarsi alle amministrative in Palestina.
L’assassinio di Giulio Cesare: Secondo una ricostruzione innovativa, che sarà oggetto della prossima puntata di Voyager, in realtà Giulio Cesare non morì per una congiura, ma per un disguido elettorale. Il tafferuglio che gli costò la vita nacque infatti perché Bruto e Cassio stavano cercando di depositare in Senato le liste per le elezioni per la Provincia di Bitinia. La celebre frase “Anche tu Bruto, figlio mio!” non era un atto d’accusa, ma solo un moto di sorpresa di Cesare, che solo in quel momento si rese conto che il nome di Bruto era stato inserito fra i candidati.
Le invasioni barbariche: la teoria più moderna per spiegare le calate dei popoli barbari entro i confini dell’impero romano è quella che si trattasse in realtà dei rappresentanti di lista, che periodicamente si muovevano alla volta dei seggi elettorali romani, armati fino ai denti per evitare gli agguati dei Radicali che intendevano impedire loro di entrarvi.

Ma non dimentichiamo neanche l’incresciosa vicenda di Marcello Fiasconaro e il contributo positivo che essa apportò alla normativa in materia di partenze.
«Ricordiamo inoltre Fiasconaro come l’atleta che ha fatto cambiare alla Federazione Internazionale la procedura di partenza delle gare degli 800, facendo eliminare il comando “pronti” e lasciando solo quello “ai vostri posti”, al quale segue il tradizionale colpo di pistola che dà il via alla gara.
Ciò nasce dall'”incidente” accaduto durante la Coppa Europa Maschile del 1973 allo Stadio Bislett di Oslo. Infatti, i movimenti del corpo dell’atleta durante le lunghissime pause tra i diversi comandi ordinati dallo starter fanno squalificare il “March”, tra i fischi del pubblico deluso di non poter vedere in azione il nostro fuoriclasse e il parapiglia generatosi dall’invasione di pista da parte di alcuni nostri dirigenti e atleti, in un disperato tentativo di fare annullare la squalifica.
L’eccessiva rigidità dei giudici norvegesi, insieme con le responsabilità che anche la stampa di casa nostra riconosce comunque a Fiasconaro, fanno comunque sì che il dibattito che deriva da questo misfatto contribuisca in modo determinante alla decisione della IAAF di cambiare l’ambigua procedura».
da http://www.pagine70.com
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Non vedo l’ora di vedere l’interessante e attendibile ricostruzione del conduttore di Voyager.
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Il conduttore di Voyager (detto affettuosamente “Er Cazzaro”), che insieme a quell’ottentotto di Veneziani e a quel ceffo di Squitieri sorreggono – novelli atlanti – la ponderosa architrave di quella formidabile e complessa architettura che è “la cultura di destra”, di cui molti ingenerosamente negano l’esistenza.
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Nessuna sorpresa ha invece destato la decisione di Pilato di proporre agli Ebrei l’elezione di uno dei due noti candidati: il più votato, a conferma dei sondaggi, è stato il grande ladrone. Il candidato sconfitto ha rilasciato un’ultima intervista nella quale lamenta che il proprio sponsor lo avrebbe abbandonato nel momento più critico della campagna elettorale. Ha inoltre ribadito che lui con lo scandalo della Maddalena non c’entra nulla, mentre la famosa cena sarebbe stata organizzata dal tesoriere del partito, tale Giuda. Infine ha annunciato il lancio di ben quattro best seller zeppi di rivelazioni e gossip.
Dal Golgota per il momento è tutto, linea al TG1.
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Ritenendomi chiamato direttamente in causa dal reportage della S.ra Alice, tengo a respingere con forza la qualifica di “ladrone” in esso riportata. Faccio piuttosto presente di essere un ribelle zelota, a suo tempo prigioniero politico. E semmai mi resi autore di alcune, diciamo pure così, appropriazioni indebite, ognuna di esse rientrò e risultò funzionale all’ambito della mia attività del mio partito rivoluzionario e irredentista. Del resto, ho già chiarito tutto al Giudice Caifa, sebbene al momento non possa aggiungere altro a tal riguardo.
Sul piano politico, do invece atto al mio avversario di aver condotto una campagna elettorale coraggiosa e sin troppo leale. Di questi tempi, in cui emerge prepotente una forte richiesta di legalità, trasparenza e riconoscimento del merito, quel suo presentarsi agli elettori come “Figlio di Dio” si è rivelato un boomerang, un’inopportuna affermazione ideologica di nepotismo, e la gente si è sentita molto più rassicurata dalla mie oscure e mignottesche origini.
Con ossequio.
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Gianfri-zerbin-risciaquat-kippat-fasciofini dice che il PDL non gli piace… sapesse a noi!
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Caro sig. Barabba,
non s’adonti per il titolo di ladrone: le spetta, come del resto Ella ammette, pur con le spettabili attenuanti zeloto-resurrezionaliste.
Lei ci parla da una distanza di venti secoli, mentre noi abitanti del futuro possiamo rassicurarLa che il partito del Suo avversario, dopo quella frastornante settimana pasquale, ha vinto a man bassa ed è quindi fuori luogo parlare di boomerang.
Come se non bastasse, oltre agli eredi del suo avversario, abbiamo tra le costolette anche un altro millantatore con dei sopratacchetti che dice di essere l’Unto del signore.
Ora la dobbiamo lasciare (siamo in una trattoria di Efeso, in compagnia di un bel tipo) che ci stanno servendo la trippa e i fagioli all’uccelletto.
saluti
alice e priscilla (uno splendido pas-de-deux!)
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Tanto pe’ rimane’ leggerine. Ammàppeve! Meno male ch’è mercoledì. E la domenica? Che ve magnate la domenica? Le vipere all’amatriciana o la coda de coccodrillo co’ li peperoni?
Ma la trippa fatta come? A la romana (sugo e pecorino), alla fiorentina (lampredotto) o come?
Comunque, vabbè. Però pure noi, c’abbiamo messo un paio di millenni, però alla fine ci siamo rifatti parecchio e dovete ammettere che anche noi un bel pezzo di mondo siamo risusciti a metterlo sull’attenti.
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buonasera,
bella la presentazione e la ricostruzione storica degli eventi, a mia memoria inedita dei fatti narrati.
Purtroppo a mio avviso stiamo assistendo all’agonia della democrazia in Italia, quando delle liste apparteneti ad un partito che detiene la maggioranza relativa del Paese non riescono a presentare i propri candidati significa che c’è qualcosa che non va’.
Da Tangentopoli in poi, e forse ancor prima, non si è fatto altro che deligittimare la politica e i politici, poi è sceso in campo il “tuttofare” dando il colpo di grazia alla “politica” quella vera.
Poi è arrivato il partito delle libertà, dell’amore, del fare e qualsiasi altro aggettivo si voglia dargli io direi del gioco a scacchi, perchè è questo che vogliono fare, sacrificando Formigoni, che per legge non più candidabile, e la Polverini sicuramente scaricheranno le responsabilità dell’esclusioni alla magistratura, covo di talebani catto-comunisti, per poi inserirlo in campagna elettorale andando a toccare l’anima degli elettori videodipendenti.
grazie per l’ospitalità
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La lunga storia dei compromessi storici all’Italiana si allunga… e non finisce qui 😦
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Tanti tanti anni fa c’era un Paese nel quale non si dovevano raccogliere le firme per presentarsi alle elezioni. C’era il proporzionale puro senza sbarramenti e governava la bieca Democrazia Cristiana. In Parlamento c’erano 7 partiti in tutto ( a volte 8, mai più di nove). Poi si inventarono il maggioritario, per “garantire la governabilità”, di cui non c’era bisogno (e far fuori i piccoli partiti che tanto rompevano le scatole) e con esso la raccolta di firme per presentarsi alle elezioni (per essere più moderni ed “americani”)…..
Negli ultimi vent’anni è successo centinaia di volte che non si siano presentate delle liste perchè non avevano raccolto le firme necessarie o perchè v’erano irregolarità. Nessuno ha strepitato più di tanto. Ora costoro, per insipienza o per faide interne, hanno fallito l’obbiettivo. Fatti loro.
Avete voluto la bicicletta? Pedalate.
E’ la democrazia bellezza……
P.S. vogliamo scommettere che aboliranno la raccolta firme per le prossime elezioni?
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