Italian Style

Lapo Elkann, che stava assistendo ad una partita di basket in America, ha praticamente rischiato di invalidare l’incontro perché ha sottratto la palla dalle mani di un giocatore del Toronto.

Chiamato a rispondere del gesto, si è giustificato dicendo: “Non conosco le regole.”

Del resto, è lui che esporta lo stile italiano nel mondo, no?

14 Comments

  1. Mi permetto di spezzare una lancia a favore di Lapo El Kan.

    E’ un sano, onesto, integerrimo e tutto d’un pezzo, coglione.

    Coglioni cosi’, scusate, ma non ne fanno piu’.

    Coglione e orgoglioso di esserlo.

    E’ l’unico coglione che oggi in Italia fa onestamente il suo mestiere senza millantare crediti o percuotersi il petto atteggiandosi a vittima di golpe fascisti o complotti comunisti.

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  2. Sono d’accordo con Yossarian: Lapo fa quelle cose perché è quello che è, un coglione, e perché lo è in modo schietto.

    Il fratello John – quello che ufficialmente fa il dirigente – a mio modestissimo avviso non lo è affatto di meno, ma intorno a lui si fa invece da sempre molta attenzione che la cosa non traspaia, operando anzi affinché la gente comune colga di lui un’immagine contraria. Ciò perché era obiettivamente importante che almeno uno dei due dovesse incarnare la parte dell’intelligente, insomma, dell’industriale che sa il fatto suo e campa perchè è tanto bravo, mica coi soldi dello Stato.

    Del resto la genetica ha indotto gli Agnelli a divenire insuperati esperti nell’arte di sembrare molto più di quel che si è realmente. E in effetti seppero fare anche di meglio rispetto al caso dei fratelli Elkann: a forza di farlo chiamare “Avvocato”, fecero sembrare l’inetto e gaudente Gianni una specie di deus ex machina e il simpatico e silente Umberto addirittura un consumato uomo d’affari. Così si prendevano puntualmente i meriti dei fatti positivi, mentre per le cazzate non mancavano mai di dare in pasto alla gente i sottoposti di turno, ivi compresi i responsabili tecnici e amministrativi della Juventus.

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  3. Un’altra manifestazione per il risveglio culturale del nostro martoriato paese, una manifestazione che parte dal basso, dalla rete Internet, per questo i canali ufficiali di informazione non hanno dato nessuno spazio all’iniziativa.

    Sabato 13 Marzo a Reggio Calabria ci sarà una grande manifestazione contro la mafia, il No Mafia Day.

    Chiedo a tutti di farsi portatori di questa causa diffondendo il più possibile la notizia ad amici e conoscenti.

    Ancora un grazie a Il nuovo mondo di Galatea per l’ospitalità e la collaborazione.

    Ciao,
    Mimmo.

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  4. Sua Signoria la Ninfa non dovrebbe censurare in questo modo l’unico,vero,autentico interprete dell’attuale stile made in Italy,stile riassumibile nel concetto ” non so assolutamente cosa sto facendo,ma lo sto facendo” ( quasi una parafrasi di Owen Wilson in “Zoolander”: se conosco la musica di Sting? No di certo,ma il fatto che lui la componga è importante. )
    E,soprattutto: non dovrebbe fare post come quelli che vorrei fare io sugli argomenti che vorrei trattare io,mannaggia.
    Inchino e baciamano.
    Ghino La Ganga

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  5. Qualche giorno fa, per il centenario di Flaiano, Gramellini citava l’osservazione dello scrittore sul fatto che un italiano al polo nord aggiunge alla scena qualcosa di ridicolo al tutto. Ecco, se uno ha un minimo di dimestichezza con lo Staple Center (quasi il San Siro del basket) e si immagina il rampollo della Fiat che si fionda su un pallone ancora contendibile in una partita punto a punto a due minuti dalla fine, capisce molto dell’Italianità che Flaiano aveva saggissimamente preconizzata.

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