L’egemonia culturale della Sinistra. Se sanno scrivere, sono comunisti?

L’egemonia culturale della Sinistra, si sa, è ciò che ha rovinato l’Italia. In una terra in cui tutti, come è noto, passano ogni minuto del loro tempo libero a leggere saggi, romanzi sperimentali, raccolte di poesia ermetica, a frequentare sale da concerto e palchi d’opera lirica, dove il quotidiano più venduto è da sempre l’edizione domenicale del Sole24ore perché così, oltre che delle sottili analisi economiche, il pubblico può bearsi del corposo inserto culturale, e soprattutto dove anni di scuole affidate a docenti tutti in forza stabile al PCI han prodotto generazioni di giovani alieni dai valori del consumismo e del facile successo mediatico, l’egemonia culturale è un fatto serio, e chi ce l’ha governa di fatto il paese.

Le lotte per l’egemonia culturale, di fatto, sono state sempre guerre senza quartiere: fazioni opposte di intellettuali che si scontravano nelle piazze, armati di pesanti saggi come mazzuoli: e i sinistri, in questo, armati meglio degli altri, perché un tomo di Marx lanciato bene può esser ben più pericoloso di un sanpietrino in testa, e non c’è Viaggio al termine della notte che faccia da scudo. Dunque ben si capisce l’accorato appello partito dal Giornale e dalla penna di Alessandro Gnocchi. Il quale, con sommo sprezzo del pericolo e dopo aver seguito le volute di non si sa quante reti LAN, è riuscito a contattare infine la sua “Gola Profonda”, ovvero un amministratore italiano di Wikipedia medesima, battezzato con ammirevole colpo di genio “Admin” (non si escludono successive puntate con altre fonti anonime, ribattezzate Login e Logout), e denunciare così quanto molti, del resto, sospettavano: Wikipedia non è neutrale, ma è gestita in modo poco democratico e assai oscuro da una cricca sinistra, in tutti i sensi. Insomma, dalla solita cerchia di intellettuali comunisti.

Subdoli, come solo i comunisti sanno essere, i wikipediani rossi non vanno a ritoccare le voci su Silvio Berlusconi, perché sarebbero scoperti subito. No, loro si intignano a scrivere le voci culturali, quelle dedicate al pensiero liberale, o agli economisti di riferimento dell’area neoliberista, come Milton Friendman: si sa che una modifica a queste voci può avere pesanti ed imprevedibili ripercussioni sullo svolgimento di una campagna elettorale! E sapete come portano avanti le loro oscure manovre, i maledetti bolscevichi? Aprendo sulle singole frasi da modificare dei dibattiti, che sono peraltro leggibili e commentabili da chiunque si colleghi. Be’, lo ammetterete, un simile modo di procedere già la dice lunga, ma lunga lunga, su quanto questa gente sia infida! Siccome quando aprono il dibattito in realtà hanno già la maggioranza, perché tutti quelli che vanno a leggere una voce dedicata ad un argomento culturale come le teorie economiche neoliberiste è ovvio che sono di Sinistra, va a finire che le voci vengono scritte da comunisti e approvate con maggioranze bulgare di comunisti che fanno la ola. Non parliamo poi delle discussioni riguardanti la religione! La maggior parte degli amministratori di Wikipedia, dice la “Gola Profonda” sono tutti anticlericali persi, e naturalmente mobilitano la loro cricca di atei impenitenti per scrivere lemmi che riguardano la storia della Chiesa e del Cristianesimo. Insomma, sulla rete come negli anfratti delle vecchie case editrici, la regola è sempre la stessa: o fai parte della fazione sinistrorsa o non riesci a pubblicare nulla.

Il povero Admin della cosa non si dà pace: gli tocca ammettere che trovare il modo di arginare questa valanga di intellettuali comunisti che s’è presa Wikipedia come il Palazzo d’Inverno è proprio difficile, perché gli utenti che invece sono “palesemente schierati per Berlusconi” sono “pochi” e, parole di Admin, spesso sono pure “dei perfetti imbecilli”, che si fanno buttar fuori dai forum di discussione perché non sono in grado di produrre alcuna concreta obiezione scientificamente valida, né di proporre modifiche, ma si limitano ad insultare gli altri utenti finché qualcuno non si scoccia e li banna come meritano, probabilmente non perché comunista, in realtà, ma solo perché si è scassato i santissimi di doversi leggere commenti partoriti da una miriade di deficienti.

Capirete anche voi che la costernazione di Admin è profonda e non trova fine, pur se le sue idee su cosa sia “di sinistra” o di “destra” talvolta appaiono un pelino confuse. Fa infatti un gran mischiotto, Admin, fra l’essere di Sinistra ed essere, ad esempio, atei, o anticlericali: per la sua visione del mondo, chi è ateo pare sia necessariamente anche comunista, o comunque un sinistrorso perso; il che cozza e fa a pugni, ad esempio, con la mia esperienza personale, grazie alla quale potrei citare decine di amici atei, ateissimi e ferocemente anticlericali che però se gli dai del comunista o del sinistrorso, anche per scherzo, ti tolgono il saluto.

E non è la sola perplessità che la lettura di Admin lascia, questa. Non si capisce infatti come mai, per prima cosa, le voci sul neoliberismo, su Milton Friendman e su quant’altro faccia parte della cosiddetta “cultura di destra” vengano immancabilmente scritte, chiosate, corrette e si presume quindi anche lette solo da una moltitudine di sinistrorsi. Che è? Possibile che non ci sia un solo utente di Destra, anche magari non palesemente schierato con Berlusconi, ma insomma, almeno tiepidamente a lui vicino, che si prenda la briga di scrivere lui le voci relativa a quelli che ideologicamente sono i suoi punti di riferimento? No? Come mai? Non hanno internet, non leggono Wikipedia, o forse, troppo presi a lavorare e produrre, non hanno tempo da dedicare a questa amena ma fondamentalmente inutile attività che è la cultura? Oppure, molto più semplicemente, quelli che il povero Admin riconosce come utenti certificati e perfetti di destra sono esclusivamente quelli che ripetono come un bla bla imparato a memoria la propaganda, e quindi tutti gli altri, quelli che magari, anche non essendo comunisti, scrivono in maniera critica anche le voci relative al pensiero di destra, a lui di destra non paiono, non li riconosce, e pertanto finisce col convincersi di essere assediato esclusivamente da sinistrorsi sovversivi?

Luca Sofri, in un suo post, ha detto che forse l’egemonia di sinistra su Wikipedia si spiega con il fatto che quelli di sinistra si interessano di più alla cultura in generale, e anche a Wikipedia, per cui naturalmente diventano predominanti in quell’ambiente. Ecco, a me pare invece che la spiegazione del perché i tipi come Admin vedano in ogni ambiente culturale l’egemonia della Sinistra sia invece più semplice e terra terra: perché considerano un pericoloso comunista chiunque riesca a formulare un pensiero critico, e a scriverlo senza errori di ortografia.

25 Comments

  1. Galatea, qui non e’ questione di destra o sinistra.

    Posso essere anche d’accordo con te in linea di massima, ma sta di fatto che l’edizione italiana di Wikipedia riporta spesso delle immmani cazzate, specie quando si tratta di storia.

    Riletture parziali o ad cazzum nel migliore dei casi, e non so se siano di destra o di sinistra.

    Ciodetto, io non so se “Perle Complottiste” sia un pericoloso sito di fascisti, squadristi, leghisti, etc etc, bava alla bocca, abberlusconi, raaaaarghhh, garurghh…. e nemmeno se i complottisti siano di destra o sinistra, pero’ le vaccate ci sono e vengono puntualmente segnalate.

    “Insomma, sulla rete come negli anfratti delle vecchie case editrici, la regola è sempre la stessa: o fai parte della fazione sinistrorsa o non riesci a pubblicare nulla.”

    Questo e’ in parte vero, mi dispiace, e vale anche per i giornali.

    E ancora , non e’ questione di destra o sinistra.

    Dicesi clientelismo o nepotismo. Ognuno con il proprio pezzettino di territorio da gestire.

    “si spiega con il fatto che quelli di sinistra si interessano di più alla cultura in generale”

    Scusa, ma questo e’ come “non ci sono piu’ le mezze stagioni”

    Ah ma l’ha detto Sofri…mbe’ e allora? Capisco il padre che stimo assai, ma lui…

    Indi: finche’ si fara’ passare Celine come letteratura per iniziati, o la 5 di Beethoven come materiale “per quelli di sinistra che s’interessano di piu’ alla cultura in generale”, Gnocchi avra’ buon gioco a scrivere belinate, e la gente a leggere la Tamaro o Melissa P.

    Infine su “colti di sinistra e ignoranti di destra” in generale: Perche’ non la si spiega la cultura, invece di farne un’arma per erigere steccati classisti e piccolo borghesi – fra l’altro tipici della destra? –

    Perche’ nessuno spiega, invece di ostentare superiorita’ che, per esempio, il Flusso di Coscienza di Joyce non e’ fisica quantistica o la Cabala, bensi’ una rappresentazione scritta dei pensieri nella maniera in cui si presentano alla mente delle persone, ovvero in maniera scoordinata, prima di venir riordinati dai processi logici della mente.

    Stai a vedere che se lo spieghi cosi’, uno lo legge volentieri Joyce:

    “Cazzo, e’ cosi’! Anch’io penso nella stessa maniera, e’ proprio cosi’! Bello! Andiamo avanti a leggere. Che bravo sto irlandese alcolizzato e rissoso”.

    E lo stesso dicasi per Bardamu: Celine non utilizza esattamente un francese da Victor Hugo, ed e’ una storia avvincente, non un “tabernacolo dello spirito” al quale avvicinarsi dopo aver fatto sacrifici umani o aver letto l’equivalente della biblioteca di Alessandria.

    D’Egitto, non quella in Piemonte, obviously.

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  2. Scusa Yossarian ma cosa impedisce a qualcuno di “destra” di partecipare alle discussioni su Wikipedia o pubblicare libri o blog di un qualche contenuto culturale. Se spieghi cosa c’entra col clientelismo ed il nepotismo senza buttarla in caciara te ne sarei grato. Uno dei motivi per cui Admin dice quelle cose di pseudo-utenti di destra è proprio questa: trolleggiare non è consentito.

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  3. Yossarian, guarda che siamo perfettamente d’accordo. 🙂
    L’articolo del Giornale mi ha fatto sorridere perché il tono del discorso di Admin, in realtà, è quello di uno che dell'”egemonia culturale della Sinistra” è lui per primo convinto, senza rendersi conto che è una immane cazzata. In realtà il fatto è che la cultura (quella seria che dice davvero qualcosa di nuovo) non è di destra o di sinistra, ma è fatta sempre da gente che ha una mente aperta e la deprecabile tendenza a cercare di battere strade nuove. Al di là delle procedure con cui sono stilate le voci di wikipedia (ve ne sono alcune di fatte bene, altre che fanno pietà), probabilmente Admin non si rende conto che non tutti gli estensori delle voci sono “di sinistra”, ma che è difficile stabilire se un estensore è “di sinistra” o di “destra” solo in base a come ha impostato una voce, o a una singola frase contenuta in essa.

    P.S. Tanto per chiarire, io adoro Celine, per esempio. Secondo le idee di Admin, da questa mia affermazione se ne potrebbe dedurre che sono Nazista? 😉

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  4. Perfetta come presa in giro del tifoso berlusconiano per cui ” l’egemonia culturale della sinistra” è solo uno dei tanti slogan.
    Ma mostrare quanto questo tipo umano sia tristo(tanto quello che “berlusconi ha rincretinito gli italiani con la tv”, intendiamoci), non significa per forza che all’interno di wikipeda non si sia formato un gruppo di forza vicino alla sinistra, o statalista, o ateo, ecc… o no?
    Beninteso io non so se sia vero o no, ma non mi sembrerebbe una cosa tanto strana…

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  5. In totale controtendenza rispetto a tutte le ossessioni post-ideologiche, credo che, o la politica è soprattutto battaglia di pensieri, oppure semplicemente non è. Chi vota destra spesso ha una cultura da curva nord, del tutto legittima sia chiaro, ma che di certo sarà più influenzata da una domenica sportiva che non da una seppur facile lettura su Wikipedia.

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  6. @nomedelblog: Sarà che a me tutti i complotti che presuppongono gruppi di potere altamente organizzati lasciano sempre un po’ perplessa. E’ come se dicessero che, tanto per tirare nomi a caso, Malvino, Metilparaben tu e io abbiamo fondato una setta segreta per imporre le nostre opinioni sul web…probabilmente molti degli utenti di wikipedia si trovano d’accordo su determinate idee, ma non credo che la cosa prenda la forma di “gruppo di potere organizzato” o di una “egemonia”. Le teorie del complotto mi fanno sempre molto Voyager.
    @Martina. Eh, lo so. Ma una deve pur divertirsi. 🙂

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  7. @Galatea

    “Secondo le idee di Admin, da questa mia affermazione se ne potrebbe dedurre che sono Nazista?”

    No, se ne deduce che Admin e’ un miserello. Come Gnocchi, che, quanto a complottismo, non sfigurerebbe tra le perle complottiste.

    Quanto alla cccultura, era ovviamente un discorso sui generis.

    Le tue “badilate di cultura” per esempio, mi garbano assai.

    🙂

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  8. Ma se si parla di cultura, e soprattutto di “se sanno scrivere, sono comunisti?” allora il sig. Train è come minimo un anticomunista sanguinario, sempre che non ce lo si immagini fascista col manganello. Consiglio di rinunciare a questa seconda fantasia. Se va in giro con manganello in mano, trapianto di proboscide sul setto nasale, sax tenore di Odean Pope into his asshole, in quel dell’Asinara è carnevale tutto l’anno. Pur tra i lazzi turpi e matti, il buon Train, o vulgo sciocco, un pitocco non è già…
    Tranquillo, sig. Train, non è fascista, è naturaliter leghista ferocemente anticomunista per colpa della egemonia culturale de qua dixit Galatea.

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  9. Nessuna polemica, ma tanto per guardare le cose con semplicità, una alla volta (come consigliava uno dei maggiori pensatori del ‘900, il dottor Hannibal Lecter), riporto alcune tue affermazioni, Galatea.

    ”L’egemonia culturale della Sinistra” è una immane cazzata.

    In realtà il fatto è che la cultura (quella seria che dice davvero qualcosa di nuovo) non è di destra o di sinistra, ma è fatta sempre da gente che ha una mente aperta e la deprecabile tendenza a cercare di battere strade nuove.

    La destra è sempre formata da partiti conservatori o reazionari. Persone conservatrici o reazionarie che vogliono conservare i valori, lo status quo e contrastare le novità. La sinistra è formata dai partiti progressisti, persone progressiste, e progresso vuol dire passi avanti, miglioramenti, cose nuove.
    Guardandola in questo modo la tua definizione di cultura cade automaticamente a sinistra e non dà nessuna speranza alla destra: niente cultura per loro, per definizione.
    Il guaio è che io concordo completamente con la tua definizione. E allora arriva la domanda, che può sembrare ma non è tanto banale: dire “l’egemonia culturale della Sinistra” è davvero una immane cazzata?

    PS: anche a me piace Celine. Leggo sempre lui quando sfilo in camicia bruna davanti al Reichstag.

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  10. @Salazar: Mah, penso che la definizione di cultura di “sinistra” o di “destra” sia in realtà molto scivolosa. Partendo dal principio che l’intellettuale vero (cioè quello che produce veramente cultura)è chi sa andare al di là del luogo comune e guardare con occhio critico ed originale la realtà, penso che definirlo “di sinistra” o “di destra” sia sempre ingabbiarlo e volerlo in qualche modo ridurre. Prendi per esempio un Aristofane: era certamente un “conservatore”, eppure proprio per questo nella Atene democratica di V secolo riusciva ad essere originale, rispetto ad una società che si andava un po’ appiattendo sulla vulgata dei valori “democratici”, che diventavano indiscutibili. Pensa ad un Tacito, repubblicano nostalgico. Pensa ad un Dante, che a suo modo era rivoluzionario, ma aveva dietro un impianto ideologico legato al mito dell’Impero universale che ai tempi suoi era un sogno passatista. Prendi Balzac, conservatore a livello conscio, ma in grado come pochi di descrivere i vizi tremendi della società che lo aveva partorito. Prendi pure Pasolini, che è sì una icona della sinistra, ma ha scritto cose che in fondo hanno tratti pesantemente conservatori ed antimoderni (tanto che io ho il dubbio, fosse vissuto, che non ce lo saremmo trovato oggi più vicino alla destra…). Il fatto è che l’intellettuale grande, anche se può partire da una tradizione di destra o di sinistra, poi la elabora in maniera del tutto sua, che va al di là dello schema ideologico di partenza e proprio per questo riesce a parlare a tutti. Gli intellettuali che producono solo opere “in linea” con i dettami di questa o di quella tradizione ideologica non fanno cultura: si limitano a produrre scartoffie che dopo pochi anni possono essere usate solo per incartare il pesce.

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  11. Salazar, non mi sembra corretto dire che “destra = reazionario”. È una questione relativa: il fascismo si impose come movimento rivoluzionario, ed in effetti non era conservatore, in quanto voleva modificare lo statu quo.

    Se oggi, per ipotesi, il fascismo si imponesse, non sarebbe affatto reazionario, ma contrario allo statu quo. E chi combattesse contro il fascismo a favore della repubblica democratica sarebbe un conservatore.

    Così come quando a “destra” si vuole modificare la legislazione sul lavoro e a “sinistra” si vuole mantenerla, i conservatori stanno a sinistra.

    Comunque è un fatto che in Italia si dibatta sempre sulla cultura di destra e di sinistra: infatti in Italia non si produce un pezzo decente di cultura da secoli, mentre negli altri Paesi sì.

    Cioè, noi andiamo anche contro la statistica ed il caso, perché in un periodo abbastanza lungo di tempo avremmo dovuto fare qualcosa di decente, e invece niente.

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  12. un intellettuale, e con questo termine definirei una donna o uomo che pensa con la sua testa ed ha anche un poco d’attrezzatura culturale, tende ad essere sempre critico o quantomeno a non esser troppo servile, nei confronti del potere

    quindi, chi ha potere ha, giustamente, diffidenza verso gli intellettuali; del resto, se c’è un gregge di pecore e ce n’è una troppo indipendente nello sceglier la strada, il pastore s’incazza e pensa: ma guarda sta pecora, mi crea casino nel gregge e non dà retta al cane!

    intendiamoci: gli intellettuali a volte sono persone antipatiche, spesso poi hanno una concezione feudale del loro intoccabile posticino accademico, per cui di antipatici ce ne sono, mi pare che furono pochissimi i docenti universitari che non aderirono agli obblighi fascisti

    a me piacciono le persone che pensano con la loro testa, e possibilmente non eccessivamente intellettuali, ma quel tanto che basta per stare alla larga dal virus del narcisismo

    gli intellettuali la destra li teme troppo, son pochi quelli davvero capaci di lottare per un’idea giusta, la destra li sopravvaluta, forse

    intellettuali di destra ne ho conosciuti al liceo, ricordo letture di evola e spengler, gente intelligente ma anchessi enormemente narcisi

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  13. “l’INTELLETTUALE VERO…” sarebbe dunque “quello che PRODUCE veramente cultura”.
    Non glielo ripeterò mai abbastanza, signorina: balbuzie o non balbuzie, il linguaggio ha le sue astuzie, e, mi consenta, Lei che scrive camionate di roba a cada dia al solo scopo di intrattenere i cicisbei, sembra ignorarle tutte.
    Lei non ci fa ridere come Noi facciamo ridere Lei, sig.na: Lei è una sig,ra Train più pericolosa, e per questo desta allarme. Mi spiego: un’oco patentemente oco non è un pericolo, ma solo uno spaventapasseri. Lei invece è uno specchietto per le allodole e, quel ch’è peggio, non sa di esserlo.

    p.s.
    Naturalmente, neppure le allodole, cui è rivolta in realtà tutta la mia attenzione, sembrano capirlo. Ci sentiamo di salvare solo* il sig. Yossarian, che ogni tanto glielo dice, e con grande educazione, quelle che lui chiama cose erronee, ed io cazzate immani.

    *ovviamente sono esclusi dal discorso, oltre a Noi red. cac., tutti gli ex colleghi della redazione che abbiano scritto qui anche una sola parola.

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  14. @Salazar

    “PS: anche a me piace Celine. Leggo sempre lui quando sfilo in camicia bruna davanti al Reichstag.”

    E immagino che quando finisci di sfilare, ti riunisci con altri camerati a gettare libri “degenerati” come Celine in grandi falo’…

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  15. Galatea, tutto può essere, certo nemmeno io voglio vedere complotti per forza. cmq non lo so e quindi non posso dir nulla.

    red. cac., grazie della correzione, credevo si potesse dire anche tristo.

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  16. @Salazar
    la tua definizione dipende dalla definizione marxista di progresso.
    Puoi dare il giudizio che vuoi della Tatcher, ma ha rivoltato l’ UK come un calzino, altro che conservazione dell’ esistente!
    Tra l’altro di solito vengono classificati di destra i libertari, come il succitato Friedman,personaggio difficile da classificare: su diritti civili e droga la pensava come Pannella, sull’ istruzione come le associazioni cattoliche, e sull’ economia era lontano anni luce da qualunque partito italiano.

    @diego b.
    occhio che una buona fetta degli intellettuali di professione sono “organici” a partiti ed affini, ed hanno grande influenza a prescindere da come li giudichiamo.

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  17. Ha ragione Galatea nel dire che è scivoloso definire di destra o di sinistra uno che fa cultura; risulta persino difficile ridurre alcuni politici dentro alle due categorie.
    Tuttavia la stessa Galatea, e tutti gli altri che sono intervenuti, lo hanno fatto continuamente in questa pagina, fornendo un bel elenco di ciambelle senza buco: da Aristofane alla Tatcher, passando per Dante e Pasolini.
    Notevole cosa che sarebbe l’elenco casuale di sinistri venuti fuori tanto strambi da sembrare dei destri: sono sicuro che la lista della ciambelle con il buco, quella dei sinistri veri e conclamati, sarebbe stata più lunga e più interessante.
    Ma la domanda fatta si riferiva all’egemonia della sinistra, cioè alla presunta superiorità, preminenza o predominio del pensiero e delle idee scaturite da alcune zone culturali piuttosto che altre, non alla quantità di quelli che stanno con uno o di quelli che stanno con l’altro, oppure alla chiara etichettatura di chi sta con uno e di chi sta con l’altro. Cosa impossibile quest’ultima: non tutte le ciambelle riescono con il buco, abbiamo visto, e a volte (anzi, sempre) i confini non sono belli chiari e inconfondibili. Segnati con la matita rossa. O blu.
    Nessuno ha risposto alla domanda con una semplice risposta, nessuno ha detto cosa pensa con semplicità, che è quello lo scopo del porre una semplice domanda: ricevere una semplice risposta.
    Tutti, però, chi più o chi meno, hanno approfittato dell’occaskione per mostrare le proprie doti di dotti, esibire il famoso muscolo della conoscenza: sono fioccati nomi e citazioni in quantità più che gratuita; rigide critiche di inesattezza storica persino sulle battute ironiche di fine pagina; critiche sulle definizioni usate: non lo dico io che i partiti di destra sono conservatori o reazionari, lo dice il Dizionario di Italiano, quindi – per favore – rivolgersi al Sabatini Coletti.
    Invece di ribattere con i muscoli, che forse i miei sono avvizziti, o forse non sento il bisogno di farlo, rifaccio la domanda rimasta inevasa: è o non è una cazzata parlare di egemonia culturale della sinistra?

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  18. Certo che è una cazzata, sig. Salazar (ma che nick!), a meno che per “culturale” non si intendesse mediatica (sì sì, mediatica) e conformistica.
    Si potrebbe discutere, forse, sul mediatico, perché c’è troppo roba impolitica, ed è roba da fessi discettare su quanto l’impolitico sia di destra o no; ma sul conformismo, tranquillo, è tutto a sinistra, e con quello sì che non si è mai fatta cultura.

    p.s.
    Far coincidere in toto destra e reazione non è del tutto corretto, epistemologicamente. Non ho letto chi ha citato Dante, ma quando si parla di Dante, che pure è evidentemente reazionario, meglio scordarsi persino di avere le mani (Lei no, sig. Train, le fidanzate le tenga pure a mente). Non mi pare di aver letto che, quanto si dice reazionario, bisognerebbe anche valutare rispetto a che cosa. Visto che tanti hanno fatto nomi, consiglio di leggere il destra e sinistra di Bobbio per farsi l’idea di quanti danni possa fare la senilità. Io personalmente ne so qualcosa.
    Lei no, sig. Train: con Lei non c’entra la senilità, Lei è nato così.

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