A piccoli passi

Si impara a vivere un po’ alla volta, a piccoli passi. Come quando sei piccolo, e gattoni, ruzzoli, cadi e ti rialzi, e poi ricadi ancora. Si impara a vivere superando tanti piccoli tonfi: capendo come evitare gli angoli, dove appoggiarsi. C’è chi ha più istinto, o più naso, ed impara svelto. Trova la strada giusta, sa subito chi seguire e chi evitare, e la felicità per lui è semplice come reggersi sui piedi e camminare via.
E poi c’è chi invece a camminare pare proprio che non ci sia tagliato, non lo impari mai del tutto: incespica, inciampa, non riesce a tenere a lungo l’equilibrio, e quando pare che ce l’abbia fatta, ecco, traballa di nuovo, e ricade. Per lui ogni piccolo passo è un’incognita, ogni gradino una immane fatica, ogni arrivo un traguardo.
Gli altri lo guardano restare sempre un po’ indietro, perplesso. Non capiscono perché si attardi per fare quel passo che a loro sembra tanto facile, tanto naturale, persino scontato. Lui li guarda, sorride, stringe i denti e si fa coraggio per arrivare là. A piccoli passi, con cautela infinita. Prima o poi ci arriva.

3 Comments

  1. Si chiama la sindrome del brutto anatroccolo; quanti cigni riflessi, belli, sorridenti, sicuri di sè, così diversi dall’immagine a pelo d’acqua.

    "Mi piace"

I commenti sono chiusi.