Alessandro a Gaza, ovvero posti che nella storia attirano sempre tiranni

Sto scrivendo un libro su Alessandro, e sono arrivata all’assedio di Gaza. 

Che a leggerlo adesso, mette i brividi. Non solo per quello che succede, ma perché fra i vari assedi di Alessandro, quello di Gaza forse é il più strano e fuori dalle regole. 

Gaza non é una grande metropoli: é una cittadella costruita su una collina, famosa per essere un nodo di smistamento importante per la via dell’incenso e la porta verso l’Egitto. 

Alessandro ci arriva con un esercito sfinito dal lungo assedio di Tiro. Si trova di fronte Batis, che non é manco un satrapo, ma un governatore locale, a capo di una milizia di mercenari arabi. Insomma, un tipo che viene descritto come brutto, grasso, pure di pelle scura, un passacarte flaccido che potrebbe arrendersi e continuare tranquillo a campare. E invece per qualche motivo che dalle fonti antiche non si capisce, non lo fa. 

Certo Curzio Rufo dice che era cattivo e crudele, ma é quello che si dice di tutti coloro che perdono, e Alessandro, santi numi, a Tiro aveva appena fatto crocifiggere tremila abitanti solo perché lo avevano fatto tribolare, quindi una mammoletta non era manco lui. 

Comunque Batis decide di resistere. E per due mesi ci riesce. Nonostante Alessandro gli costruisca attorno alle mura un terrapieno e ci piazzi gli arieti per sfondare i bastioni, che colpiscono giorno e notte. 

Ma Batis resiste. Scendono in battaglia, e lui gli manda un soldato arabo che finge di arrendersi e invece tenta di pugnalarlo, e poi Alessandro per poco non ci lascia la pelle perché una freccia lo trafigge. 

E allora quando prende la città si fa portare Batis e gli ordina di prostrarsi o lo uccidera nel peggiore dei modi possibili, e quello ciccia, non lo fa. E allora gli fa perforare le caviglie e lo fa trascinare da un carro, in cerchio, davanti alla città, finché non muore. 

Come Achille con Ettore, solo che almeno Achille Ettore prima l’aveva ammazzato. 

Poi mette a morte pure tutti gli uomini di Gaza, e le donne e i bambini vengono venduti schiavi, e vi lascio immaginare cosa può essere successo a quelle povere creature abbandonate all’ira della soldataglia. 

Poi svuota Gaza e la ripopola e la ricostruisce. Non la trasforma in un villaggio vacanze per ricchi macedoni, ma quasi.

E a te che leggi, adesso, queste cose, viene da piangere. Perché sono passati duemila e trecento anni e più e siamo ancora lì, con Gaza che resiste abbandonata da tutti, perché un conquistatore vuole prenderla, svuotarla, e ricostruirla a suo piacimento. 

E per quanto a te Alessandro stia simpatico, stavolta a leggere la sua impresa ti viene il voltastomaco e pensi che sia solo un tiranno e uno stronzo. 

E non sia il solo, purtroppo. 

Patti chiari, amicizia lunga: voi potete scrivere quello che volete, io posso bloccare chi mi pare