Non sono più in sintonia con le priorità della mia epoca.

Ad esempio, non capisco perché sia più grave bruciare una bandiera per motivi politici piuttosto che ammazzare a botte uno che ti ha rifiutato una sigaretta.

10 Comments

  1. A fronte di una morte assurda, invece di condannare con chiarezza e fermezza le frange estremiste di destra in cui i 5 sono cresciuti e in cui hanno nutrito la loro miserabile, insensata violenza, Fini si lancia in una patetico e assurdo distinguo: a sinistra sono peggio di noi, perché bruciare le bandiere incita all’odio verso un popolo; e i 5 vigliacchi, assassini skinheads vengono ora raccontati come “cani sciolti”.
    Negando la violenza e l’odio che alberga in certe realtà a lui ancora troppo vicine, perde un’occasione per dimostrare che da un certo passato ha realmente preso le distanze.

    Abberrante

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  2. Dal mio amico “Spazi liquidi”:
    “Appartiene veramente al suo tempo, è veramente contemporaneo colui che non coincide perfettamente con esso né si adegua alle sue pretese ed è perciò, in questo senso, inattuale; ma, proprio per questo, proprio attraverso questo scarto e questo anacronismo, egli è capace più degli altri di percepire e afferrare il suo tempo.”
    Giorgio Agamben, Che cos’è il contemporaneo, Roma, Nottetempo

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  3. Sono cose che capitano anche nelle migliori famiglie.Queste ronde fasciste stavano presidiando il territorio per difenderci da negri, ebrei, froci e comunisti quando, per un banale incidente (un litigio per una sigaretta), c’è scappato il morto.Oggi, in una caserma, un rumeno fermato dai carabinieri è volato giù dalle scale ed è morto. Un incidente che può capitare a chi difende la legge e l’ordine e non capita a quelle quattro mezzeseghe (in totale, due seghe intere) buoniste, sempre pronte a sputare sui nostri camerati in divisa.
    Galatea, me la danno una camicia nera? 🙂

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