Aiutoooooo, fermateli!

In pausa per qualche giorno, non riesco a tener dietro ai giornali come vorrei. Ero appena inorridita per la vicenda dell’anestesista obiettore illustrata qui sotto, che mi è caduto l’occhio –tardivamente- sulla lettera che Adriano Celentano ha spedito al Corriere della Sera.

Se un caritatevole medico obiettore può rifiutarsi di dare un analgesico ad una donna perché questa soffre in quanto ha appena abortito, un caritatevole cantautore cattolico può scrivere, per dare “un aiuto”, queste frasi al padre di Eluana Englaro:

“Forse Eluana ha bisogno della conversione di suo padre per far sì che la sua dipartita da questo mondo avvenga in modo spontaneo e senza alcuna interruzione. O addirittura che si svegli.”

Insomma, se abortisci e ti contorci nel letto per i dolori postoperatori, il cattolico zelante ti nega una puntura, così soffrendo capisci il tuo errore; se tua figlia è in coma irreversibile, e tu chiedi che venga liberata da quella agonia, una altro cattolico zelante ti spiega che se quella figlia non muore naturalmente o non si ripiglia è colpa tua, perché tu ti ostini a non voler essere un buon cattolico, e ti suggerisce una pronta conversione.

Come sono cari, come sono bravi e, soprattutto, come sono comprensivi e buoni: ti torturano e ti insultano, i cattolici zelanti, però per il tuo bene. Sono sadici, ma, benitenso, per puro altruismo.

8 Comments

  1. Ecco, se ci fosse bisogno di una definizione aggiornata per il concetto di Testa di Cazzo, saremmo apposto così. Ci vorrebbe una conversione di Celentano all’Albo dei Cervelli, altroché, ma non si può piantare una rapa nel cemento.

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  2. La ripugnante lettera di Celentano mi aveva già provocato un travaso di bile, e ancor più il fatto che certe affermazioni fossero pubblicate sul principale quotidiano nazionale. Mi incazzo acnora a pensarci.

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  3. Come disse la Littizzetto a Eminenz, i cattolici saranno pure contro la pena di morte, ma sono a favore della pena di vita.

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  4. Ora aspettiamo che accaduto l’ineluttabile ed il giusto i soliti avvoltoi si muoveranno ad annerire il cielo con la loro presenza sinistra ed il querulo, stridulo verso, ribelle a qualsiasi musicalità .
    Diranno , rivolgendo il fiero cipiglio e l’indice ammonitore contro l’autore del misfatto, che costui è un assassino della peggiore risma non meritevole di compassione alcuna perché ha osato trasgredire alla massima aurea , vera rupe del Prometeo comune, in base alla quale “la vita essendo un dono di Dio, è un bene indisponibile”.
    Già , la vita : come se la condizione di assurdo beckettiano cui è stata costretta la povera Eluana Englaro, morta cerebralmente da 16 anni ed artificialmente tenuta in vita in grazia di una legislazione inverecondamente ottusa, potesse definirsi in questi termini…
    E pazienza se è stato un giudice illuminato del Tribunale di Milano ad applicare la legge del buon senso autorizzando ciò che per troppi anni è stato crudelmente negato.
    Le Prefiche, speriamo di essere pessimi profeti, impediranno che il silenzio sacrale ammanti la conclusione della tristissima vicenda : troppo difficile resistere alla tentazione di imporre altrui la loro visione del mondo assolutista e disumana anche perché profondamente irreligiosa.
    I rumori e le urla blasfeme prevarranno ancora una volta a ricordarci che sì l’inferno è davvero qui e che l’unica salvezza è nel libero e consapevole dispiegamento della coscienza individuale, per quanto onerosa e drammatica possa apparire questa scelta.

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