That is the question…

“Mi innamoro di una persona che [a mia insaputa] prende il Prozac e scopro [un bel giorno] che, senza Prozac, ha un cattivo carattere. Non lo amo più? Chi ho amato?” (L. Boella, Neuroetica, Cortina, Milano 2008, p. 8).

Mi sono quasi sempre innamorata di persone che poi, conoscendole meglio, ho scoperto diverse da quello che pensavo all’inizio.

Non mi pare un dilemma neuroetico. Si chiama vita.

6 Comments

  1. Io mi innamorai di ragazze che il Prozac non lo prendevano, e che invece avrebbero dovuto ingurgitarne parecchio.
    Pare che,alla fine della fiera,la mia funzione fosse appunto quella di fungere da Prozac umano.
    Siccome a un certo punto mi ruppi i coglioni di far da Prozac,la reazione delle interessate fu simile a quella descritta nel brano : mostrarono un cattivo carattere.
    Adesso il Prozac è superato, c’è lo Zoloft:tuttavia non sento la voglia di assumerne le vesti.
    Anzi, sto ben attento ad accorgermene subito, se le ragazze che incontro son diverse da come sembrano : se è così, non mi ci fidanzo, bensì indico loro un medico e la farmacia.
    Questa è la vita, non c’è dubbio .
    Oh, sia chiaro: per tipe come la Sua amica Patrizia,elargisco anche un calcio in culo,non mi faccio dar del tirchio.
    Inchino e baciamano
    Ghino La Ganga

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  2. Ho amato e sono stato amato. In vari modi, naturalmente. Mi sono dato e ho accolto. Non ho mai avuto paura della vita; ho anzi cercato di lasciarmi “sporcare” da lei. Amando mi sono esposto e, a volte, ho anche sofferto, non lo nego. Nessuno ti può fare tanto male quanto la persona che ami. Eppure non rimpiango nulla perché ogni momento d’amore ha ricompensato tutto ed sono stati l’unica ragione di vita. Non rimpiango nulla anche perché l’alternativa ad amare è rinunciare a vivere.

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  3. la prima impressione spesso trae in inganno. per scoprire certe persone basta un attimo, per altre non basta una vita, sono sicuro che queste ultime siano le più interessanti, e qualche sorpresa ci sta.

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  4. L’innamoramento, come il vero amore, sono beni rari, la gente non vuole “rischiare”, mettersi in gioco. E poi è un’alchimia di difficile realizzazione perché non solo bisogna volerlo in due ma anche nello stesso momento. Poi ci sono le infatuazioni. I desideri. le passioni. Ma sono altre cose.

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  5. @->Ghino: Anche a me capita continuamente di incontrare gente che mi vuole “usare” come Prozac. Ghino, deve essere perchè noi dell’ariete siamo piuttosto combattivi, attivi, ottimisti di carattere e, alle volte, troppo generosi nel correre in soccorso di chi ci pare in difficoltà: diamo l’impressione di essere in grado di risolvere le depressioni altrui o per lo meno di attenuarle, ma se mostriamo noi, poi, un attimo di tristezza, o di malinconia, o di semplice umana stanchezza a dover sempre fare da stampella, i morosi depressi si rivoltano con inaudita cattiveria, peggio che se li avessi cornificati. Col tempo ho imparato che la tattica giusta è quella seguita da te: indirizzarli dal medico o almeno metterli di fronte al fatto che ognuno deve risolvere da solo i problemi suoi. Pare cattivo, ma è l’unico modo per aiutare loro e non farti trascinare dentro a spirali senza uscita. Un po’ di sano egoismo, del resto, è quello che conserva da sempre la specie.

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