Medioevo prossimo venturo

Ogni volta che, negli ultimi tempi, il fronte clericale se ne esce con una delle sue nuove battaglie (no all’eutanasia, no all’aborto, no alla fecondazione, ma ormai, quasi quasi, anche no agli antibiotici,) subito qualcuno grida: “Stiamo tornando al Medioevo!!”

Ragazzi, il Medioevo era un’epoca seria: in cui, per dire, filosofi come Occam e Bacone ponevano le basi delle scienze future e della logica moderna, in cui Tommaso D’Aquino nutriva dubbi sull’anima degli embrioni, gli studenti erano liberi di invitare, nelle Università a tener lezioni, i docenti che più gli aggradavano, e gli imperatori e i re di carattere, quando i Papi splafonavano un po’ troppo, li rimettevano a posto a suon di mazzate.

Stessimo tornando al Medioevo, quasi quasi mi sentirei sollevata. Dato il livello delle polemiche che questi signori metton su, io direi che stiamo tornando, nella migliore delle ipotesi, direttamente al Paleolitico.

30 Comments

  1. Sai, anche il paleolitico in fondo è stato un periodo d’oro: la ricerca della sopravvivenza, scoprire nuovi materiali e il modo di lavorarli, evolvere per sopravvivere non nel corpo ma nella mente, dare un nome alle stelle del cielo, conoscere la terra e vivere l’animismo come prima forma religiosa… mi sa che quello a cui andiamo incontro è il tanto temuto Nuovo che Avanza.
    Ti ricordi La Storia Infinita, col Nulla che minacciava Fantàsia? Ho paura che andiamo incontro a quello.

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  2. …se andiamo avanti così, avremo il Nulla, ma anche tanti telefonini, suonerie, gossip, fiction, ed altre inutilità anocra.
    Non ti senti già più sereno??

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  3. hai ragione, è sconfortante oggi l’assenza di voci veramente laiche: anche nei momenti più bui qualche raggio di luce c’era. Ma ora, per quanto mi venga in mente (e sperando di essere smentito)… non vedo particolari individualità, solo la speranza è riposta nel procedere silenzioso e quotidiano della scienza e della tecnologia (con gli effetti sociali collaterali). Non è un granché ma è quel che abbiamo.

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  4. E se (tanto per cominciare da qualche parte) cominciassimo noi sedicenti laici a fottercene una buona volta di quello che dice il papa, i cardinali, i vescovi, i nunzi, i coadiutori, i parroci, gli abati, i sacerdoti e i monaci, e ci mettessimo a parlare di cose serie? Come, per dire, nel resto del mondo, dove l’opinione di papa e compagnia bella è una di tante, nemmeno troppo interessante?
    Che laici siamo se stiamo sempre attaccati alle sottane di Ratzinger?

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  5. Semplice…per mostrare a chi non ha occhi che il re è nudo.

    E che da mooooooo che è nudo!

    ehehhehehhheheh

    Dai KK…vuoi toglierci il divertimento?

    Con simpatia,
    🙂

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  6. Non bisogna esagerare.
    L’aquinate metteva l’infusione dell’anima al terzo mese per difetto di informazione. Non si sapeva niente sulla genetica, sul Dna etc etc
    Io credo che fare battaglie su queste problematiche è troppo facile : nessuno vuole dar conto a nessuno.
    Come sulle tasse, sulle norme contrattuali, sulla lotta all’illegalità, sul lavoro nero.
    Libertè senza egalitè e fraternitè…

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  7. Spesso si confondono temi e pensieri tipici della modernità con il medioevo che ne era quasi del tutto estraneo. Perché oggi l’idea di medioevo è quella ormai obsoleta degli storiografi dell’Ottocento che riprendevano le posizioni degli intellettuali umanisti…

    I “no” nel medioevo erano molto rari e soprattutto sporadici. Come dice il grande Michel Foucault, la pretesa di curare, di indirizzare le coscienze, di uniformare il pensiero, di emarginare i diversi è caratteristica dell’età moderna.

    Un saluto

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  8. Parole sante.

    x il sarcotrafficante: magari tornasse Prodi, l’unico a poter affermare “pubblicate tutte le mie intercettazioni”. Lo rimpiangeremo, è stato diffamato dall’Italietta dei furbetti e dei corrotti.

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  9. Il problema non è quel che dicono i chierici, i parroci, i vescovi e compagnia cantando, di cui potremmo anche disinteressarci bellamente.
    Il problema è che i nostri politici, a tutti i livelli, sono subito supinamente pronti a fare proprie quelle opinioni.
    Esempio sconfortante il caso di Eluana Englaro.

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  10. Credo che pero’ la tua rifelssione sia fuorviante. Innanzitutto tutto quelli che hai nominato e mille altri filosofi del medioevo (a parte Tommaso) vivevano fuori dallo Stato della Chiesa. Bacone poi non e’ del medioevo e vive in un mondo protestante in rivoluzione e contrasto col papato.
    Altro punto importante e’ che il 99% dei filosofi e saggi del medioevo erano all’interno della Chiesa. Erano parte integrante della Chiesa, quindi facevano parte di un discorso interno che la Chiesa ha sempre avuto fin dall’albore dei tempi del cristianesimo.
    Se un laico, nello stato del papa, cercava di affrontare il discorso, vedi come glielo facevano vedere il Medioevo: a forza di botte.

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  11. Qui c’è uno che dice “vuoi levarci il divertimento?”, un altro che dice “un respiro di sollievo”, un altro ancora “Il problema non è quel che dicono i chierici, i parroci, i vescovi e compagnia cantando, di cui potremmo anche disinteressarci bellamente.Il problema è che i nostri politici, a tutti i livelli, sono subito supinamente pronti a fare proprie quelle opinioni”.
    Ma i politici chi ce li mette? Da dove vengono, da Plutone?
    Il problema non sono i preti, che fanno il loro mestiere e dicono cose in cui credono. Il problema siamo noi laici, che invece di pensare a fare i laici, passiamo il tempo a sbeffeggiare quel che dicono i preti e più in generale i cattolici. Così ci teniamo il divertimento, il sollievo, lo sfogo, anche perché è tanto più facile passar la vita a condannare qualcuno invece di dedicarsi sul serio a cambiare le cose (il che implicherebbe, in primis, parlarci coi cattolici e cercare magari anche di capirli: perché la politica non si fa contro i cattolici, o i musulmani o i buddisti, ma con i cattolici, i musulmani, i buddisti). Invece eccoci lì a fare battute “spiritose” e simpatiche discettazioni pseudoteologiche.
    Come si faccia a pensare che tutto questo serva a qualcosa, per me è un mistero.

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  12. @->Fabristol: Era Ruggero Bacone. 🙂 Nel Medioevo laici propriamente detti non ce n’erano, salvo forse Farinata degli Uberti e i suoi compagni che Dante mette nel girone degli Epicurei, ma non si è mai capito bene in base a quali fonti.
    La mia, del resto, era una battuta, non una analisi del pensiero medioevale e/o moderno, per la quale non basterebbe una intera enciclopedia, e quindi figuriamoci se lo si può fare in un post.
    Per il resto @->KK: personalmente non pretendo che le mie battute “servano” a qualcosa…non mi prendo così sul serio, nè ho queste ambizioni. Rivendico la mia libertà di farle, però: se i preti hanno il diritto di “fare il loro mestiere e dire le cose in cui credono”, ebbene, lo stesso diritto ho io di farci sopra dell’ironia. Francamente mi pare che a “capire” i cattolici ci proviamo tutti, e nessuno vieta loro di credere in ciò che credono: il problema, caro KK, è quando i cattolici (o i buddisti, i mussulmani, gli animisti delle isole Ndogo Ndogo) pretendono in base alle loro convinzioni religiose di fare leggi che valgano anche per coloro che hanno convinzioni diverse ed opposte, imponendo la loro morale ad altri. L’ironia, lo sberleffo, la satira “servono” a far rilevare questa contraddizione: se per te resta un mistero, pazienza.

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  13. La religione e la politica amministrano. Sono egualmente corruttibili e soggette all’errore; se vogliamo, sono la burocrazia di ciò che sta in alto e quella di ciò che sta in basso. E si sa, la burocrazia complica se stessa. Perciò, dico io: è possibile mettere tutto questo in mani umane e poi aspettarsi un risultato diverso dal fallimento? Oggi mi sono alzato ottimista.

    P.S. Certo che ci lamentiamo, il problema è che non lo fanno tutti.

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  14. “Anche perché è tanto più facile passar la vita a condannare qualcuno invece di dedicarsi sul serio a cambiare le cose.”

    Come si faccia a pensare che un’intera vita di chi scriva o commenti in un blog venga banalmente considerata e sì, qui, GIUDICATA, sulla base di poche righe testè scribacchiate…questo sì resta per me è un mistero.

    Non è questo il luogo per l’azione.
    Ma può esserlo per la riflessione.

    Relax and take it easy, KK.

    Sempre con simpatia.

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  15. Galatea,
    il fatto che tu sia libera di scrivere quel che ti pare è il presupposto dell’avere un blog. Per il resto, se sei convinta di fare “satira” e che la satira (questa satira) serve a far rilevare una certa contraddizione (che peraltro contraddizione, onestamente, non mi sembra che sia), allora non è vero l’affermazione per cui “non pretendo che le mie battute “servano” a qualcosa…non mi prendo così sul serio, nè ho queste ambizioni”. Tra l’altro non capisco perché sminuire in questo modo l’importanza di quel che scrivi (atteggiamento ampiamente condiviso, peraltro: quanta gente c’è che alla prima critica o obiezione dice: “ma quante storie, era solo una battuta!”): se le scrivi, vorrà dire che le pensi, o no?
    Io mi chiedo proprio perché ci mettiamo – anche la gente in gamba, come te per es., che sei capace di scrivere cose non banali sul medioevo o Roma antica – a fare satira, o comunque roba che anche noi non ci sentiamo minimamente di difendere, invece che a lavorare sul serio. Personalmente non vedo proprio UN motivo, neanche uno, per cui la gggente dovrebbe dar retta a noi piuttosto che ai preti, se tutto quello che sappiamo fare dal canto nostro è abbaiare o fare battute.

    Eppureshemoves,
    come dici te, relax ecc. ecc. Non mi sono sognato minimamente di criticarti o giudicarti; manco ti conosco d’altronde. Mi sono limitato a commentare una frase (nella quale, visto che insisti, non solo non ho visto alcuna azione, ma anche poca riflessione).

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  16. Ah? Ma mica sei tu il problema. Il problema è che molti “laici”, con o senza blog, ste cose o cose analoghe le scrivono o le dicono proprio per lavoro. Lo faranno anche loro per divertirsi, senza saperlo, come il M. Jourdain di Molière faceva della prosa?

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  17. @-> KK: “Io mi chiedo proprio perché ci mettiamo a fare satira, o comunque roba che anche noi non ci sentiamo minimamente di difendere, invece che a lavorare sul serio.”
    Scusa, per curiosità: ma “noi” chi?

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  18. Galatea,
    la curiosità te la tolgo solo se vai in balcone e mi fai il giuramento degli scout che la domanda non la fai solo per divertimento.
    Però il giuramento lo devi fare su un piede solo, con la parrucca da pagliaccio e la barba posticcia (non il piede, tu).

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