Evaristo ad Omnibus. Ovvero: non c’è niente di più pauroso del razzismo per bene.

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Volevo postare una cosa diversa, stamattina, ma poi, aprendo la tv, sono capitata su Omnibus Weekend, a La7, dove si teneva un colto dibattito intitolato Non passa lo straniero, e a cui partecipavano, in quota centro destra, Angelo Mellone, il deputato della Lega Nord Dario Galli e, per La Destra di Storace, Nello Musumeci. Era così rassicurante vederli, alle otto del mattino, gli esponenti della destra, perché erano tutti eleganti, pettinati, incravattati e tirati a lucido; niente a che vedere con quelli della “sinistra”, Felice Casson e Raul Mantovani, che avevano un’aria ciancicata, giacca di vellutino vissuta e polo sotto la giacca, sguardo di chi s’è appena alzato e di domenica ne avrebbe fatto volentieri a meno; ma si sa, son di sinistra, chissà che han fatto durante la notte, questi qui. Invece i destri erano lì, eleganti e precisi, lo sguardo franco puntato dritto dritto alla telecamera, anche un po’ simpaticamente ammiccante, perché a quell’ora, dall’altro lato del video, c’è la massaia intenta a preparare la colazione, e alla massaia, se vede uomini così rassicuranti e vestiti tanto bene in tv, scappa il pensiero che a signori così distinti vorrebbe offrire un caffè.

I signori così distinti stavano appunto spiegando che è giusto, giustissimo, salutare e financo doveroso approvare di corsa una legge che per due anni blocchi l’ingresso di tutti gli immigrati nel nostro paese. Mica è razzismo, puntualizzava subito Dario Galli della Lega Nord, ma “E’ solo una misura economica.” Già. È solo una misura economica, o meglio, un ragionamento fatto con i conti della serva, dire che, siccome c’è la crisi economica, allora chiudo le frontiere. Mi sfugge, onestamente, come questo dovrebbe aiutare l’economia, dato che gli immigrati, di solito, vanno a fare lavori che gli Italiani schifano: Karim che entra in Italia, di solito finisce a pulire le stalle bergamasche, e non vedo come impedirglielo dovrebbe recar sollievo all’operaio specializzato cinquantenne che cerca un posto da capofficina, o al contabile in mobilità, che una mucca l’ha vista solo nella réclame della mozzarella; ma tant’è, assicura il Galli, liberiamoci degli immigrati e l’economia correrà come una favola.

Qualcuno, non ricordo chi, a questo punto gli fa notare che, anche blindando le frontiere, però, l’Italia sarebbe ugualmente tenuta a riconoscere asilo politico a tutti quei migranti che arrivano sul patrio suolo non per cercare lavoro, ma per sfuggire alle guerre ed alle persecuzioni che subiscono nella loro patria. È la legge europea che ce lo impone, e la nostra Costituzione questo diritto lo garantisce, anche perché la Costituzione fu scritta da uomini e donne che spesso, proprio per aver trovato asilo politico all’estero quando il Fascismo li perseguitava in patria, poterono avere salva la vita. Mellone entra in campo, sorriso aperto, sguardo franco, e spiega con invidiabile naturalezza che non si può certo, via, equiparare così un perseguitato politico europeo e uno del Sudan, perché quello europeo è europeo, e quello del Sudan, guarda un po’, è sudanese, viene da una cultura diversa, ha diverso stile di vita, mica è un fratello Rosselli (li cita! Li cita!) che passa la frontiera per andare in Francia e, appena valicato il confine, paffete, è già integrato come se sempre avesse abitato sulle rive della Senna. Io, lo confesso, comincio a sentire allo stomaco una strettolina fastidiosa, e ho il fondato dubbio che la botta di nausea non dipenda da quello che ho mangiato a colazione, ma dal fatto che Mellone sarà anche vestito tanto bene, con la cravatta a posto e la faccia da ragazzo distinto, ma per me un perseguitato politico è un perseguitato politico e basta, venga da Sudan o da Barletta, dato che rischia la pelle nello stesso modo, e non importa quindi la pelle di che cazzo di colore è.

Ma è un dilagare. Prende la parola di nuovo Galli, che spiega che di immigrati, per carità, ce ne sono tanti di onesti, e a me la stratterella allo stomaco si fa più intensa, perché ogni volta che uno comincia così vengono fuori le peggio cose, come quando uno esordisce dicendo che ha molti amici ebrei e poi afferma che l’Olocausto è una bufala dei perfidi giudei sionisti. Infatti il prosieguo è: ma è evidente dalle statistiche che gli immigrati delinquono il doppio degli Italiani. Quali statistiche, chiede Mantovani, perché i dati ufficiali sono diversi. Galli si impapocchia: “Be’, basta prendere i titoli riportati sui giornali, dove è chiaro che i reati li fanno in larga parte gli extracomunitari!” Non gli viene il dubbio che magari la rilevazione così non è una statistica, ma un’impressione da bar, perché se un immigrato ruba un pacchetto di biscotti al supermercato ci si fa un titolo di sei colonne, e se un avvocato nostrano falcia un pedone, giusto un trafiletto per spiegare che era sotto l’effetto di cocaina. “Perché non chiede i dati ufficiali al suo ministro dell’Interno?” lo incalzano. Lui non prende botta: “Be’ la percezione che hanno gli abitanti del Nord è questa.” Allora siamo a posto, se la percezione è questa, vale la percezione, e quindi immigrati raus.

Si passa poi a chiarire che gli immigrati sono fastidiosi perché non si integrano, secondo il principio che la Lega non è razzista, sono loro che sono negri. La Lega, chiarisce infatti, fin dalla nascita mica ce l’ha mai avuta con i meridionali, che venivano al Nord ma si integravano, perché facenti parte della stessa cultura. Oddio, mi dico io, guardando il teleschermo ad occhi sbarrati, e i manifesti anti terroni, e quelli su Roma ladrona, e i discorsi di Bossi contro i Meridionali? Stai a vedere che me li sono sognati io, anzi, è un clamoroso errore di persona: a voler buttare fuori d’Italia i meridionali non era Bossi, ma Fassino, che si presentava ai comizi leghisti truccato da Umbertun, per far dispetto e disinformare. Deve essere così, sennò non si spiega l’arcano.

Musumeci prende la parola, e rincara la dose, dicendo che gli immigrati che pensano di rimanere in Italia devono prima di tutto aver rispetto della nostra religione. Magari della sua, mi verrebbe da obiettare a caldo. E poi mi domando: ma perché, gli immigrati non la rispettano? Che io ricordi, a voler portare i maiali a passeggiare sui terreni destinati ad ospitare una moschea erano cristianissimi, a loro dire, ragazzotti italiani, capeggiati da un italianissimo rappresentante del popol nostro, a parole altrettanto cristiano.

Non è finita. Si va a toccare il tasto dell’assistenza sanitaria. Non deve più essere gratuita, dice Galli convinto, per gli immigrati irregolari: se si presentano in pronto soccorso, devono pagarsi le spese per le cure e l’eventuale degenza. “Mica non li si cura, solo che riceveranno a casa il conto.” A parte il dettaglio tecnico che voglio vedere come fanno a recapitarglielo a casa, dato che, ufficialmente, manco sono presenti sul patrio suolo, negare l’assistenza gratuita ad un immigrato che sta male contribuisce ad evitare che questi, quando sta male, vada in ospedale, con il bel risultato che, se ha qualcosa di contagioso, lo nasconde e sparge microbi a tutt’allè. E i microbi, si sa, quando girano colpiscono indiscriminatamente anche gli Italiani: se ne fregano del passaporto e del permesso di soggiorno regolare, non sono razzisti, loro, ve’. Invece Galli è proprio convinto che sia una trovata geniale, perché, spiega, lui i pronto soccorsi li ha visti, ed è inammissibile che siano occupati “militarmente” “da immigrati albanesi che hanno fatto incidenti d’auto” e pretendono di essere curati prima degli Italiani. Dacché nei pronto soccorsi, a quanto mi consta, i medici fanno prima di tutto il cosiddetto triage, stabilendo chi deve essere curato in base alla gravità della patologia e non all’ordine di arrivo, se gli Albanesi che lui dice di aver visto passano prima degli Italiani è perché, a valutazione dei medici, sono più gravi e van curati prima. Se poi son lì per un incidente d’auto, poi, chissà perché il buon Galli deve dar per scontato che essi siano i responsabili dell’incidente e non, magari, le incolpevoli vittime di un italico pirata della strada. Ah, già, avrà letto sui giornali che gli incidenti li causano tutti gli stranieri.

A questo punto la giornalista annuncia l’arrivo della pubblicità, e di fronte alla pubblicità i tre distinti signori fanno un cenno col capo, come a dire: “Ah, be’, allora!”, perché sono persone compite e dabbene e sanno dunque che bisogna sempre lasciare il campo libero a chi paga i conti. Si chetano, quindi, sorridono bonari, consci che l’intervallo servirà alla truccatrice per rimettere a posto il cerone e risistemare la cravatta. Sono persone serie, moderne, civili, loro, ben vestite e pronte a prendere educatamente un caffè con la massaia, che ha finito di preparare la cuccuma e pensa che a quei distinti signori una tazzina la offrirebbe volentieri.

Lei gliela offrirebbe. A me, la mia, è già andata per traverso.

12 Comments

  1. e visto che siamo in argomento….ieri il telegiornale dà una notizia:
    Dei “giovani” hanno aggredito dei ragazzi che andavano in giro per una festa di laurea, a Bologna. Alcuni di questi sono del gruppo musicale “legittima offesa”analizzato, insieme al gruppo “270 bis”, nel documentario “Nazirock”. In questo documentario è presente il forzanovista Martin Avaro che canta “Io ho il cuore nero”.
    Lo stesso che a maggio fu arrestato per lo scontro a La Sapienza, cosa che nessunoi ricorda. Degli studenti stavano attaccando manifesti per protesta contro l’assemblea sulle foibe indetta per il giorno successivo da Forza Nuova (titolo: l’unica verità) del giorno successivo. Questi tizi (adulti, non studenti) scesero dalla macchina con spranghe e bastoni e aggredirono gli studenti.
    Questo ebbe l’impudenza di dire Roberto Fiore, leader di Forza Nuova e attuale europarlamentare:

    “i dati oggettivi sono che dei giovani di Forza Nuova che stavano attaccando manifesti fuori l’università sono stati aggrediti: infatti due di loro sono all’ospedale e una loro macchina è stata distrutta”
    Martin Avaro fu anche protagonista di altre aggressioni (come a Villa Ada, nel giugno 2007).
    Questa estate sono comparsi, anche nel mio quartiere, manifesti con le parole della canzone “io ho il cuore nero” ( “e me ne frego e sputo in faccia al mondo intero”). Vi invito a dare un’occhiata ai testi delle canzoni di questo gruppo oppure a guardare il documentario “Nazirock” per farvi una idea.
    Io ci sono stata a La Sapienza il giorno dopo e l’atmosfera era lugubre, come non dovrebbe essere.
    Ma diffondere razzismo e violenza non era reato? Ci deve scappare il morto?
    Tempi bui.

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  2. Scusa, non ho capito solo una cosa: i giovani che andavano in giro per la festa di laurea sono stati aggrediti da chi?

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  3. La distinzione non è più destra e sinistra. Sarebbe necessario distinguere tra chi è un ignorante immorale e razzista e chi no. Poi vai a vedere il voto e ti va di traverso non il caffè ma pranzi e cene degli ultimi 4 o 5 anni.
    luigi nonallineato

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  4. Spero proprio che tu ti sbagli, e che le massaie che offirebbero un bel caffè a questi imb.. emh distinti signori siano poche.

    (i giovani comunisti che giravano per bologna sono stati aggrediti da un gruppo di neo-fascisti, componenti del gruppo musicale “legittima offesa”)

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  5. A me viene in mente di quando qualche anno fa ero steso su una barella al pronto soccorso, in attesa che venisse il mio turno per essere ricucito, e le parole di conforto che mi ha rivolto il signore immigrato che attendeva pazientemente che la moglie, che nella barella accanto soffriva forti dolori, fosse visitata. Non so più chi sia passato prima (spero lei, io non stavo poi così male), ma alla fin fine eravamo tutti soltanto esseri umani.

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  6. La cosa che mi fa incazzare di più è che tanto questa gente quanto gli alfieri del “volemose bene” ostacolano ogni discorso serio sull’ argomento.
    Di problemi pratici ed economici legati all’ immigrazione ce ne sono a iosa, non si risolvono certo ne coi pogrom ne con la fratellanza universale.
    Purtroppo il terrore di confondersi con questi gli lascia il monopolio di fatto su certi discorsi che andrebbero affrontati in modo più razionale.
    Giusto per dirne alcune che mi sovvengono leggendo l’articolo: Fino a che punto vogliamo spingerci nell’ assistenza ai clandestini? Solo pronto soccorso e infettivi? O tutto il SSN? Chi paga?
    Miliardi di persone vivono in stati più o meno autoritari: possiamo accogliere tutti quelli che vogliono andarsene? dove li mettiamo? chi paga?

    Non ho risposte in tasca, ma credo che siano problemi reali e degni di essere rappresentati da gente più rispettabile.
    E giusto per essere chiari, credo che il metodo migliore per la questione dei clandestini sia ridurne il numero, facilitando la regolarizzazione a chi lavora ed accompagnando alla frontiera (aereo) i malviventi.

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  7. è ovvio che sia necessario trovarsi dei nemici, magari molti così aumenta l’onore, per distrarre l’italico popolo. in questo caso sono gli immigrati, anche se mi piacerebbe sapere la nazionalità degli operai che hanno fatto gli ultimi lavori a casa di uno di questi, e altri, signori, o l’idioma della signora che ogni giorno stira le loro immacolatissime camicie. però non dimentichiamoci che ce ne sono altri, di nemici, così li abbiamo un pò come quelle caramelle tutti gusti; possiamo prendercela con gli Alitalioti che insomma ma che vogliono, ma quanto vogliono, ma perchè non chinano la capa e basta. o con i dipendenti pubblici che maccheddiamine, tutto il giorno al bar del ministero, o magari a fare spesa in centro, ed intanto la mia pratica di condono edilizio langue in qualche polveroso ufficio.
    la mancanza di visione del futuro è sempre stata un male italiano, almeno dal 1848; non esiste in Italia un piano industriale, un piano economico, un piano dell’istruzione, ma solo interventi tante volte mal riusciti.
    a quanto pare sono stati votati, questi personaggi, così come fu votato Craxi o Andreotti (per 40 anni). e questo la dice, almeno a me, molto lunga sulla bontà della democrazia parlamentare.

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  8. Disposto a far venire in Burkina Faso 10 giovani leghisti e 10 di Forza Nuova in tanga in cambio di 40 immigrati (20 argazzi e 20 ragazze) del Burkina Faso da far alloggiare nelle famiglie dei suddetti giovani di Forza Nuova e Leghisti. Chissà, da cosa nasce cosa…

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  9. I giovani, capelli lunghi e chitarra, sono stati prima insultati e poi aggrediti da una banda di porcheria neonazi, uno dei quali suona porcherie in un gruppo nazirock. Tutti arrestati. Il TG de la 7 l’ha definita un’aggressione fascista. Come per l’assalto a Piazza Navona, il peronsilvio e lo scudiero maroni non hanno obiettato né parlato di facinorosi.
    luigi nonallineato

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  10. E’ proprio vero che i mali non vengono per nuocere. I miei problemi di connessione non mi hanno permesso di leggerti che solo oggi. Ho passato una domenica solitaria ma tranquilla. Senza destra e mal di stomato. Ti ho mai detto che sono fortunato?
    baciotti

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