Logica femminile

aritmetica

Giulia, la mia Giulietta, l’adoro. Quando ho bisogno di una ventata di ottimismo, vado da lei, perché è una di quelle persone che ti inducono il buon umore come un riflesso pavloviano. Se il mondo va a rotoli, lei no, non se ne frega; ma riduce la cosa alle sue giuste proporzioni: rotola? Vabbe’, rotola; prima o dopo, da qualche parte, a forza di rotolare si fermerà. Un caffè con lei è come una botta di bonaccia, entrare in un porto sicuro, perché Giulia è allegra, simpatica, intelligente, vivace. Credo che sia per questo che, dacché la conosco, cioè dal reparto nursery, Giulietta ha sempre avuto un gran successo con le persone. Non parliamo poi degli uomini: dai tempi dell’asilo non ricordo di averla vista single un solo giorno. I ragazzi li ha sempre avuti a grappoli, modello crocchio: se qualche etologo aveva bisogno di studiare la teoria dello sciame, poteva chiamare lei. Non so di preciso come diavolo faccia, ma le cadono ai piedi come perognocchi, e là restano, persino quando lei fa delicatamente capire che non è cosa, perché da anni ha occhi solo per il suo Carlo, e Carlo per lei. Deve essere una cosa di pelle: lei ha gli imput giusti, mentre io, che volete, si vede che ho i feromoni all’incontrario.

Ieri, davanti alla tazzona di cioccolata con generosa panna cosparsa sopra, eravamo in anda di confidenze. Giulietta, preoccupata, si è informata se ho nessuno che mi fila, e al mio sospiro di risposta, che significava no qui è un mondo di addormentati che neanche se gli metti un cartellone sotto casa “mi piaci” si svegliano, ha sospirato di rimando una cosa che era un implicito: “Ma cazzo!”

Però, effettivamente, in questo periodo, mi sa che sono proprio tutti così…” ha aggiunto poi, con occhiata da sfinge.

Giulie’, raccontamela giusta, che combini?”

Uh, niente, sai com’è, pure io mi sono accorta che non sono mica più come una volta, gli uomini…”

Giulie’, non menare il can per l’aia…”

Oh, vabbè, uffa…con te non si riesce mai a tenere un segreto…be’, insomma, per poco non avevo una storiella…”

E Carlo?”

Uh, Che vuol dire? Mica faccio niente di male, lo sa che non lo tradirei mai! É che ogni tanto, qualcosa che fa rialzare l’autostima ci vuole, no? E così, conosco questo tizio…sai, concertista affermato, affascinante da panico, con l’occhietto giusto da vieni da me che ti rivolto io… insomma, uno di quei tizi che fanno colpo, difatti l’amica con cui ero al concerto e che lo conosceva perdeva le bavette peggio di una lumachina…dopo il concerto andiamo in camerino, me lo presenta, ci scambiamo le mail… lo sai che devo organizzare il festival per l’estate prossima, no? Be’, io vedo che lui mi guarda, io lo guardo, ci guardiamo…”

Giulie’, vai avanti, tutto il guardami-guardami-guardami lo possiamo saltare.”

Vabbe’, insomma, ci guardiamo, quando vado via fa il baciamano trattenendomi le dita un pochino più di quello che serve. Allora il giorno dopo gli mando una mail. Mi dico: una bottiglia fra le onde, questo sta sempre in viaggio, figurati se risponde mai. Invece, dopo mezz’ora, ecco che arriva la posta. Lettera cortese e formale, come la mia, ma mi lascia il numero di cellulare e dice che gli piacerebbe parlarmi perchè ha capito che abbiamo una visione comune. Così ci sentiamo, e gli propongo di venire a suonare da noi..lui accetta, anzi mi dice che avrebbe anche un progetto più adatto che un semplice concerto, ma che allora bisogna che ci conosciamo meglio… Così ci sentiamo varie volte, poi ci vediamo per dei caffè, sempre con questo detto e non detto di sottofondo, quelle cose che capisci che va anche se non succede niente, proprio il brividino a pelle da ammazza quanto mi piaci; poi, l’altra settimana, mi dice che vorrebbe discutere alcuni particolari, e mi invita da lui..”

E Carlo????”

Uh, ma a Carlo dico tutto, tanto lo sa che con me è in una botte di ferro, gli voglio bene! Poi guarda che con lui ero sempre stata molto chiara, glielo avevo detto bene che sono sposata, innamorata e non ci penso proprio. Insomma, vado a casa sua, una sventola di casa che è un attico sul Canal Grande con pianoforti in ogni stanza, foto di lui con tutti i direttori d’orchestra del mondo, da Abbado a Dio, praticamente. Lui mi accoglie, parliamo, parliamo, ma non di lavoro, alla fin fine, no, è quel parlare e guardarsi negli occhi, che non sai neanche bene cosa stai dicendo ma ti piace lo stesso, e poi lui mi versa il tè, e poi ancora parliamo…”

E…?” chiedo io, a questo punto curiosissima.

E niente, cazzo! Tutta ‘sta gran scena di seduzione e non ci ha nemmeno provato! – sbotta Giulia, infuriatissima – Ma dico io, cos’hanno nel cervello, le frappole? IO ti devo dire di NO, ma TU, caspita, ci DEVI provare, sennò mi offendo!”

Sì, lo so, mi direte che la logica femminile è contorta.

Però, secondo me, in questi casi non fa una grinza.

28 Comments

  1. Tu dirai “Beh! ma sei un maschietto” (se ricordo bene), ma qualche grinza la fa. Sarà perché non amo i NO! né dirli né sentirli, e non è solo una logica femminile. Essere corteggiati fa piacere e aumenta l’autostima. Il NO! chiude il corteggiamento e l’autostima bisogna trovarla nella tazza di cioccolato, anche se con panna. Aggiungerei per l’amica che a giocare col fuoco capita di scottarsi. Se però vuoi corteggiarmi, nulla in contrario, scrivi alla mia casella vocale. Ti manderò il cellulare per primi contatti. Tieni presente che suono l’arpa birmana. 🙂

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  2. @->mario: Tranquillo, non ho intenzione di corteggiarti, sennò il cellulare ce l’avevo da secoli. Semmai lo passo a Giulietta, però, se vuoi. Magari le piace l’arpa birmana.

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  3. Non vorrei sembrare quello che “con i suoi discorsi seri e inopportuni” guasta questo clima da pausa-caffè, ma questo post, oltre ad essere scritto come sempre benisimo, aggiunge un’altra tessera al mosaico che cerca di comporsi nella mia testa; un’altra tessera è la canzone “Il corrotto” di Gaber, di cui ho postato il testo di recente.
    Quante volte l’equivocato dovere di provarci ha avuto esiti tragici? Quante volte quel NO che si pretendeva di dire è arrivato tardi?
    Le tessere del mio mosaico sono quasi tutte coperte da un punto interrogativo, ma la figura di fondo comincia ad essere riconoscibile.

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  4. provarci???mica è tanto semplice….
    io non riesco a espormi se non mi colpisce una combinazione di magie che vanno aldilà del semplice aspetto fisico….
    e ho anche il terrore di ricevere uno schiaffone se disgraziatamente mi pongo nel modo sbagliato…
    insomma..sono in fase confusionale!!!!!
    🙂

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  5. ah, le donne, splendide creature delle quali non si può fare a meno. Ma in fondo, cosa volete veramente? Se uno ci prova diventa cascamorto, se non ci prova è un pò rinco……..
    decidetevi, il mondo cambia in fretta.
    Grazie per lo spazio concessomi.

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  6. E se fai parlare il cervello sei troppo mentale.
    E sei fai parlare il cuore non sei abbastanza virile.
    E se fai parlare le pudenda sei il solito maschio sciovinista fallocratico, fallocefalo e “fallo di mano” (se sei single).
    Eeeeeeeeeeelamiseria! come ti muovi sbagli.

    Da ora in poi di fronte a leggiadra si gettera’ la monetina: “Cara e’ il destino che decidera’ invece dei miei ormoni: testa ti trombo, croce ti saluto”.

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  7. Gli uomini hanno capito che a loro interessa solo il sesso, quindi fanno di tutto per trovare surrogati di piacere, ascoltare la loro “parte femminile”, sopravvivere platonicamente. Insomma, trovare una via di compromesso che gli permetta di condurre con l’altro sesso una vita piacevole, anche fuori dalla camera da letto.

    Le donne non vogliono mettersi limiti e passano la vita a romperci i coglioni.

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  8. @->Der Pilger: Eh benvenuto nello sfolgorante universo di noi donne. Però, pure voi: e quando una fa la scema, dopo un po’ è troppo scema; e quando una è intelligente, perlamordiddio è troppo intelligente. Se sei gnocca, li metti in angoscia, se sei la ragazza della porta accanto, non li ecciti; sei timida, si scocciano, sei sfacciata, si sentono minacciati…eeeeelllamiseria, come ti muovi sbagli, e pure se stai ferma. Ma sse poì sapè che volete pure voi???
    😉

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  9. “glielo avevo detto bene che sono sposata, innamorata e non ci penso proprio”
    Magari non voleva incasinamenti. Io non l’avrei manco invitata.

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  10. Eh,vedi a fare i baciamano giusti.
    Quanto a Giulia:prima la fa tanto lunga che è sposata,poi che è fedele,poi magari schiaffa pure la fede lì sul tavolo in funzione apotropaica; infine s’arrabbia se quello non ci prova.
    Ma che vuole?
    Va a finire che il musico temeva la querela!

    Ah,dimenticavo, per Der Pilger: dalle parti mie,monetina dopo monetina, accumulato un dicreto ammontare ,c’è chi ha deciso di usarle tutte in un verso solo, consegnandole a certe interessate….

    Okkei, ho capito.
    Vado dietro la lavagna.

    (Inchino e baciamano alla padrona di casa)

    Ghino La Ganga

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  11. @->Ghino: Uh, come si sente che sei avvocato…pensi subito alla querela… 🙂 povera Giulia, come tutte noi, alle volte, vuole solo tirarsi su di morale, e civettare, lasciarsi corteggiare, fa parte di questo. Poi magari chissà, il musico ci riusciva, invece: se uno mai tenta, non sa neppure che risultati può ottenere, no? Noi donne, tutte, siamo imprevedibili: alle volte persino il baciamano giusto ottiene effetti insperati.
    Quanto al punto due, invece:vabbe’, sarà una soluzione, quella di pagare le monetine per aquistare la compiacenza di una signorina che non ti fa problemi e non ti costringe a rischiare di fare figuracce in un corteggiamento, e io sarò anche l’ultima delle romanticone un po’ sceme, ma non è un po’ desolante? Non è per mandare nessuno dietro alla lavagna, per carità, ma come sistema per risolvere il problema di trovare qualcuno con cui fare sesso mi è sempre sembrato deprimente. Non tanto per le donne, che, in fondo, fanno le imprenditrici, ma per i clienti.
    Ok, perdo punti perché mi rivelo forse una moralista.
    Manda dietro la lavagna me.

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  12. Non gioco più? amo da matti essere corteggiato e preferisco scegliere da chi farmi trascinare a letto. Nel secondo caso sono molto più selettivo, e tutto con una ferrea logica maschile che, mi convinco, non fa una grinza. “Infondo… alla stronza va bene la cena ma non il dopocena”.
    Come dice un frequentatore di questi lidi:
    Inchino e baciamano
    (e io aggiungo) occhio all’anello
    😉

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  13. @->Mario: Mi sa che la logica, femminile o maschile, sembra sempre ferrea, purchè si appartenga al gruppo che la pratica: quindi le donne pensano di essere assolutamente logiche nei loro deliri, e gli uomini anche.

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  14. >Ma sse poì sapè che volete pure voi???

    No guarda, avremo tanti dubbi, ma questa e’ una delle poche certezze.
    Quello che vogliamo e’ chiaro, chiarissimo, solo che lo vogliamo in mille modi diversi e possibilmente spesso.
    Siamo noi, piuttosto, che di fronte a tanta e cotale concorrenza dobbiamo inventarci le cose piu’ assurde, incluso il metrosexual, per apparire meno pitecatropi di quello che siamo.
    Non so come siete messi in italia, ma qui da me si fanno i salti mortali millantando sensibilita’ e intellettualita’ che non appartengono alla natura maschile. Qui si hanno solo tre neuroni, per: birra, calcio e sesso (in ordine di importanza). Il sogno recondito del maschio teutonico e’ di incontrare una pinup alcolizzata che faccia la commentatrice delle partite.

    solo un nota riguardo il concertista: un vero genio, ha capito subito con chi aveva a che fare. un applauso da parte mia anche se non ho il gene della musica.

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  15. Per Mario:
    mmmh….
    quel termine “cena e dopocena” mi ricorda un certo lessico,di un certo mondo,uso a risolver dialettiche amorose con le monetine di cui parlavo.
    Osta,Mario,chi l’avrebbe detto?
    Da oggi mi stai più simpatico,veh.
    Solo un consiglio : visto che suggerisci alle ragazze di stare attente all’anello,io Ti suggerisco di stare attento al portafoglio. Perderlo di vista è un attimo.
    ;-D
    Un caro saluto,stai bene.
    Ghino La Ganga

    Per Der Pilger:
    il bello è che Tu credi che l’Italia sia popolata da pitecantropi più evoluti di quelli che deambulano in Germania.
    Chissà perchè.
    Già è tanto essere pitecantropi eretti.
    ;-D
    Stai bene, un caro saluto.
    Ghino La Ganga

    Per la Padrona di casa:
    ho capito,ho capito: dietro la lavagna ci resto per un bel po’,eh?
    ;-D
    Inchino e baciamano.
    Ghino La Ganga

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  16. @->Der Pilger:porca miseria. Io sono sono popputa e non bevo. Inoltre non capisco un’acca di calcio. Adesso ho finalmente capito perché sono single. Grazie.

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  17. @ Ghino La Ganga
    Non saprei, ormai gli italici con cui vengo in contatto sono gli internettaioli e le strane creature che vengon su per l’oktoberfest. In entrambi i casi non fanno statistica.

    @ ilmondodigalatea per due requisiti c’e’ rimendio con un po’ di impegno e un po’ di soldi, ma per l’essere astemia…la scienza medica non ha ancora trovato rimedio per questa grave disfunzione, ma non disperare.

    Favolina.
    Un’amica si e’ trasferita da roma e per i primi mesi si e’ goduta il fatto di non essere importunata per strada con fischi e commenti salaci.
    Dopo sei mesi si era sulla Leopoldstrasse, la via dello struscio e l’amica e’ sbottata: “Ao’ ma qqua nun te guarda nessuno!”.
    Giulia non e’ sola.

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