I rivoluzionari si sporcano sempre le mani

sacchetto spazzatura

Ohi, ma lo conosco dalla medie.

Le mie medie, intendo, mica le sue, che lui era già professore. Carniati, intendo. Cioè, il professor Carniati, ma così non lo ha mai chiamato nessuno. Perché professore, per esserlo, lo era, ma a noi diceva: “Chiamatemi Ugo, e diamoci del tu, che è più democratico!” Io, che ero timida, continuavo a dargli del lei; poi, figurarsi, andavo dalle suore, e lì ai docenti si dava poco meno che del voi. Gli davo del lei e lui s’incazzava, anzi sfotteva di brutto: “Oh, la nostra signorina borghese che va alla scuola privata, lei!”. Diventavo rossa, perché pareva, ostrega, che fossi la figlia di Onassis e l’avessi chiesto magari io di finire là dentro, con le suorine che ti spiavano alla ricreazione, di Quaresima, che non mangiassi la merendina per rispettare il digiuno. Invece, fosse stato per me, non ci sarei finita, e sarei scappata via di corsa. Però ero una bambina, e mi ci avevano iscritta, quindi, nisba, toccava restare. Ma per lui no, ero la “signorina borghese” bon ton, e sfotteva. Avesse letto i miei pensieri, si sarebbe accorto che ero poco bon ton, con lui, e un paio di volte il vaffanculo lo aveva rischiato di brutto.

Comunque, lui era Carniati. Ed era il prof di sinistra. Quello più a sinistra di tutti. Comunista che se gli fosse capitato per le mani Giuseppe Stalin, a momenti sarebbe stato lui, Carniati, a fargli il processo per deriva borghese. Viveva in stato di Rivoluzione permanente. Contro cosa, non è che mi fosse ben chiaro. Lui diceva: “Contro il Sistema.” e basta. Aveva la S maiuscola, il suo Sistema, e doveva essere quella che permetteva di identificarlo a botta sicura. Io me lo ripetevo: “Contro il Sistema…” ma non capivo bene cosa comprendesse il Sistema: noi signorine ben ton in erba, si sa, scarseggiamo di fantasia e abbisogniamo di direttive precise.

Per gli altri, però, era un mito. Portava giubbotti sdruciti. Veniva a scuola in moto. Era quello che in classe leggeva il giornale. No, non ad alta voce, come un Don Milani, per commentare gli articoli: lui lo leggeva e basta: entrava, salutava gli alunni, si sedeva sulla cattedra, apriva il quotidiano suo e si metteva a leggere, mentre il resto della classe faceva un casino dell’anima. Ma mica si comportava così perché non gli andava di fare nulla, eh. No, il suo era un atto d’insurrezione contro il Preside, e le direttive ministeriali, e il Ministero tutto, e il Governo e, appunto, il Sistema. Un atto politico e rivoluzionario, di tutt’altra pasta di quello, uguale uguale, che faceva Rufini, quello di tecnica dell’altra sezione. Che anche lui leggeva il giornale in classe, preciso preciso, e non faceva una cippa: però Rufini era di Destra e, dagli alunni, si faceva portare anche il caffè. Niente valenza rivoluzionaria, dunque, ma bieco atto classista di perpetuazione della gerarchia corrente. Fascismo, insomma.

Ogni tanto, mi riferivano gli amici, in classe raccontava le sue prodezze. Come quella volta che aveva portato un sacchetto pieno di merda davanti alla porta di casa del Sindaco del paese suo, un democristiano piissimo che viveva ancora con mamma e con cui Carniati ce l’aveva a morte perché non gli faceva asfaltare la strada sotto casa. Gli aveva suonato il campanello, quello era uscito fuori a vedere chi fosse, e lui splaffete! Un sacchetto di cacca fumante spatasciato sul tappetino di casa, così quel Servo del Sistema aveva dovuto passare la domenica a ripulire la veranda, in maniche di camicia tirate su, come un proletario qualsiasi.

L’altro giorno Giulia mi fa: “Ma hai visto chi s’è candidato per la Lega?”

Chi?”

Ugo Carniati!”

Carniati??? Ma scherzi???”

No, no, l’ho incontrato per caso l’altra sera, che andava ad un comizio di Bossi, con la cravatta verde e il fazzoletto con il Sole delle Alpi stampato su… è addirittura nel Direttivo, a livello nazionale. È uno degli uomini di punta del mandamento, qui da noi. M’ha spiegato che sta organizzando le ronde nel circondario. Lo dovresti sentire: cinque minuti di conversazione e m’ha fatto paura: stava a sbarellare sui Celti, e sulle origini etniche della Padania, un delirio! Pare che sia diventato un personaggio famoso perché ha organizzato, qualche tempo fa, al paese suo, una manifestazione in cui lanciava palate di letame contro il Municipio, non so per cosa, credo perché non gli andasse bene come avevano impostato i sensi unici. Ha imbrattato mezza piazza e s’è beccato una denuncia..”

Può cambiar partito e idee, Carniati, me sempre a maneggiar merda rimane.

I personaggi e gli eventi citati nel racconto non corrispondono a fatti reali, ma sono frutto di fantasia. Anche la merda, beninteso.

13 Comments

  1. Quando erano giovani, il Carniati e suo fratello gemello, il Bossi, facevano i vitelloni. Lo spernacchiamento dei lavoratori, loro biglietto da visita immortalato dal Sordi, traeva origine dal loro vissuto: indolenza, prepotenza, noia di vivere, insofferenza verso qualsiasi disciplina, disprezzo per l\’altro, i pochi pensieri rivolti verso miti tanto più affascinanti quanto più nebulosi: Stonehenge, Wotan e il suo martello, gli ariani, i celti o anche l\’estremismo maoista con la mistica dei kamikaze di Sganghai ad aprire la via a quelli di Al Qaeda… e come modello, i pellerossa di Tex Willer. Però mai una volta che avessero fatto un viaggetto anche solo fino a Chiasso, come in quegli stessi anni saggiamente suggeriva Arbasino.

    Oggi, dopo aver tanto cazzeggiato in gioventù, il Carniati e suo fratello gemello, il Bossi, hanno imparato a vendere la loro mercanzia alla gente della riserva, smerciando la patacca dell\’odio xenofobo salvifico e predicando la prepotenza come regola di vita.

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  2. Allevata dalle suore? Dalle famose “Franceschine?”

    Carniati prof. di sinistra? Nooooooo, non esiste. Di sinistra è un Credo. Come avrebbe potuto mai metterlo in discussione?

    mmmhhh.

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  3. Non lo so, prova a chiederlo a Maroni, anche lui da giovane simpatizzante di sinistra. O allo stesso Bossi. Prova a chiederlo a Cicchitto, Bondi, Ferarra e a metà della classe dirigente dell’attuale Pdl. O a metà dei Leghisti di qui che hanno alle spalle militanza politica nell’ex Pci. Non te n’eri accorto? Qui mi pare che l’unico che ha una visione monolitica e la proietta sugli altri sia tu. Ma è un problema tuo. Lavoraci, potrebbe farti bene.

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  4. Porca miseria. La memoria………… E pensare che che dal secondo partito di 30 anni fa (1976) ai quattro gatti di oggi qualcuno deve averci ben ripensato (e quelli del PD, tra questi)!!!!
    Ma l’importante è la fede !!!!

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  5. @->frz40: Ragazzo mio, tu non stai proprio bene, i tuoi commenti non hanno ormai neppure più un senso intelleggibile… ripeto, consulta qualcuno di specializzato, non può farti che bene. Arrivederci.

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