Videocracy

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Non ho naturalmente ancora potuto vedere Videocracy, ma, è ovvio, sono andata su You tube a sbirciare il trailer censurato, e ieri sera, su Blob, del film ho intravisto qualche spezzone. Ho potuto così godere la visione di Lele Mora che, orgoglioso e paffuto, nel salotto di una delle sue ville sarde arredate con divani bianco crema, mentre spiega che la tv è un gran mezzo perché dona a chiunque la popolarità, fa suonare un telefonino palmare su cui, come suoneria, ha installato Faccetta nera; e di Fabrizio Corona che spiega la sua etica da moderno Robin Hood, bandito che ruba ai ricchi, sì, come il suo antesignano, ma per dare ad un ragazzo povero solo, nella fattispecie Corona stesso, perché al mondo contano i soldi, i soldi, i soldi, e solo quelli.

Nel mezzo, spezzoni di fanciulle impegnate in casting, più o meno nude e più o meno svestite, mimanti coiti e gemiti mal riusciti che volevano esser balletti, o forse balletti che erano coiti e gemiti mal riusciti, non so.

Chissà perché si è chiesto l’intervento della censura, che ha impedito di mandare in onda lo spot, giudicandolo, evidentemente, pericoloso. Forse perché è proprio indistinguibile  da qualsiasi trailer di una puntata di Verissimo.

4 Comments

  1. Io mi sono delocalizzato in Svezia da un paio di settimane, e Videocracy lo danno al cinema sotto casa, ma se stasera si decide di andare al cinema io voto per qualunque altro film in proiezione. La salute prima di tutto!

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  2. Un po’ di storia non farebbe male, spec. per te, Nihil, che sei sul “luogo”.
    Certamente non è Berlusconi che “ha inventato la Tv commerciale “, reality-shows etc. e così triste che il film da l’idea che la videocrazia sia un fenomeno unicamente italiano mentre naturalmente esiste in tutto il mondo occidentale, partendo dagli USA.Il “marcio nella nostra società” è condiviso, semmai l’urto è stato più violente in Italia, povera e molto cattolica.
    Idem per la rivoluzione sessuale! Ricordate che in Europa questa cominciò in Svezia negli anni 50 e 60, con ridicoli eccessi all’inizio, un po’ come più tardi in Italia.( film di Luigi Scattini “Svezia inferno e paradiso (1968)”!) Ora Gandini, nato in Italia ma vissuto in Svezia, crea , per mezzo delle sue forti esagerazioni e omissioni, l’idea che l’Italia sia diventata una nazione interamente di puttane… Gli attacchi morali più accaniti vengono dagli Inglesi e dai Nordici – una volta i maestri! Che assurdo! And don’t think that things are better there! Only different and less visible.

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