Discriminazione comunista

Nobel

Nonostante l’inno, gli spot e la campagna di raccolta firme pro Silvio lanciata via internet, il Nobel per la pace lo hanno dato ad Obama.

È la prova, laddove ce ne fosse bisogno, che l’Accademia di Stoccolma è un organo comunista.

Del resto, gli indizi parlavano chiaro. Sono anni che nemmeno prendono in considerazione di dare il Nobel per la letteratura a Sandro Bondi.

15 Comments

  1. Oggi ho accennato della nomina di Silvio a mio padre, che non ne era informato, e lui giustamente s’è ammazzato dalle risate. Col senno di poi, la scelta del momento non è stata delle più prudenti, visto che eravamo in macchina e guidava lui. Per fortuna è andata bene.

    Silvio può sempre concorrere per gli Ignobel Prize, sono sicuro che ne ha la stoffa.

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  2. In effetti il povero Sandro e i memorabili versi dedicati alla pescivendola governativa un premiuccio se lo meriterebbero tutto.

    Ignara bellezza
    Rubata sensualità
    Fiore reclinato
    Peccato d’amore

    (ROTFL)

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  3. Si’, voglio dire, se il Nobel a Silvione Chavez era una barzelletta, e siamo tutti d’accordo, quello a Obama mi sembra una battuta da ubriachi:

    E i motivi per cui se lo sarebbe meritato a parte l’essere nero?

    Pace in Medio Oriente? HAHAHAHA

    Dopo i disastri dell’amministrazione Bush, bastava che un diplomatico americano offrisse un caffe’ a un collega iraniano per far gridare all’apertura diplomatica.

    C’era anche un oppositore del regime di Mugabe in lista. Uno che e ‘ stato picchiato e torturato Non era abbastanza nero quello?

    Bah

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  4. già, anche il Nobel a Obama sconcerta alquanto. A volte penso che i Nobel siano come gli Oscar, ma meno kitsch perchè si assegnano in Svezia.

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  5. Be’ effettivamente anche io il Nobel ad Obama lo trovo per lo meno un po’ prematuro. Ma si vede che gli Accademici usano il mio stesso criterio di giudizio: lo trovano tanto tanto tanto caruccio. 🙂

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  6. Galatea, anch’io lo trovo tanto caruccio 🙂 Mi e’ davvero simpatico e ha la mia eta’.

    Ma il colore della pelle, o l’appartenenza a questa o quella minoranza, non dovrebbero contare in un politico.

    Specie nel caso del presidente di una grande potenza.

    Saro’ un “old fashioned liberal” come li chiamano da queste parti, ma generalmente parto dal principio che la politica serve il cittadino a prescindere dal colore o dal sesso.

    Sono della vecchia scuola, quindi per me siamo tutti uguali.

    Ciao 🙂

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