52 Comments

  1. Pingback: Phastidio.net
  2. Non pretenderai che s’informino sul bersaglio, prima di dileggiarlo!… Tsk!

    Speravo di leggere qualcosa sulla Binetti… come mai niente? Okay, ormai è come sparare sulla croce rossa parcheggiata, ma l’ultima che ha fatto è notevole. In linea col personaggio, ma notevole. Cosa ci faccia nel PD, lo sa solo lei (neanche dio).

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  3. Soprattutto è triste che il Sacconi si professi socialista. Se fosse ancora in vita, anche l’altro cavaliere, quello noto come il Puzzone, potrebbe andare a Ballarò a vantare trascorsi nel partito socialista: ma che la figura di
    Mussolini nella storia sia stata quella di un socialista non oserebbe affermarlo nessuno.

    Sacconi invece ha, parlando di sé, quell’ardire: lo stravolgimento della realtà gli è congenito. Insomma: Sacconi si nasce.

    Pensando a lui mi viene sempre in mente quel titolo di Cuore: “Scatta l’ora legale. Panico fra i socialisti”. Socialisti à la Sacconi, di quelli che essendo ministro della Sanità sono sposati con il Direttore generale di Federfarma.

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  4. Le omonimie sono insidiose, una volta un tizio confuse la Senatrice Senatrice socialista Lina Merlin con la giornalista dell’Unità Tina Merlin.

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  5. Eppure non capisco dove sia la figuraccia: il PCI non è mai stato da meno della DC in fatto di familismo. Basta citare il nome Berlinguer. Peraltro, Villari L. si è distinto, l’anno scorso, in qualche figuraccia con Pansa e Galli della Loggia, a cercare di minimizzare dettagliucci come il ruolo dei comunisti negli omicidi politici a ridosso del ’45. E’ arrivato persino a sostenere che i comunisti nel ’45 non volevano fare la rivoluzione; è stato tra i “cattivi maestri”, di nuovo citati da Pansa, che crocifissero pubblicamente Luigi Calabresi in un famoso documento, poco tempo prima che fu ammazzato. Più comunista di così cosa volete? La figuraccia Sacconi l’ha fatta semmai nel non aver avuto la prontezza di spirito di dare questa risposta: che il buon D’Alema, pure lui figlio d’arte, a parlargli di familismo l’avrebbe affondato.

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  6. @->un passante (anche se lo so che è perfettamente inutile cercare di spiegarglielo, visto il tono del commento):
    Caro Passante, probabilmente perché lei passa in fretta su tutto e non si ferma a pensare, cerco di chiarirglielo. E’ una figuraccia, fra persone civili, aggredire un tizio attribuendogli cose che ha fatto invece il fratello, perché si dimostra plateale ignoranza; è una figuraccia ancor peggiore, una volta che si chiarisce l’equivoco, continuare a insultare, come ha fatto Sacconi, invece che chiedere semplicemente scusa come si conviene tra persone non dico educate, ma appena appena civili.
    Quanto alle pretese “figuracce” di Villari: Lucio Villari è uno storico di professione, mentre Pansa (Dalla Loggia gli faceva solo da appoggio) citato da lei è un giornalista che da qualche anno, partendo da alcuni fatti innegabilmente accaduti, ha però tracciato un quadro delle Resistenza che è storicamente poco veritiero; ciò ha fatto venire i brividi a molti storici di professione e di varie tendenze politiche, non solo a Villari, perché Pansa ha usato nei suoi libri un procedimento che con l’acribia storica vera e propria ha poco a che fare (la storia, sa, è una scienza, non una appendice della propaganda!), e cioè ha allargato indebitamente comportamenti e moventi che furono propri solo di alcune bande di partigiani a tutti i partigiani, insinuando in pratica che tutti i partigiani fossero comunisti (cosa falsa) e che tutti usassero le rappresaglie per dirimere questioni personali o di partito (cosa ancor più falsa).
    Da storico Villari deve smentire che i Comunisti nel ’45 volessero la “Rivoluzione” perché, essendo la storia un scienza, uno storico si basa sui documenti e sui fatti, e per provare una cosa del genere non vi sono, a tutt’oggi, nè gli uni nè gli altri (Se lei ha in casa qualche documento ufficiale del PCI che dice questo, la prego di citarlo, perché sarebbe di grande aiuto per la ricostruzione del periodo; se invece ripete solo qualche chiacchiera sentita in giro, ecco, con quelle non si fa storia, ma al massimo ci si costruiscono sopra le rodomontate da bar).
    Il fatto che Villari abbia potuto firmare qualche appello contro il Commissario Calabresi non c’entra un cippa, visto che di appelli gli intellettuali ne firmano da sempre, e a iosa, e non equivalgono ad una iscrizione ad un partito.
    Siccome però è chiaro dal commento che a Lei tutte queste cose non interessano, perché per lei “comunista” non ha un significato preciso, ma è solo un generico insulto che si rivolge a chi non fa parte di un certo schieramento, mi rendo conto che tutto quanto ho spiegato è perfettamente inutile: lei è ignorante e maleducato come ha dimostrato di esserlo Sacconi, quindi andate pure avanti così, che fate una coppia perfetta.

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  7. La conclusione dimostra che lei è quantomeno della stessa pasta di Sacconi, visto che non sa chi sono ma ha subito emesso un editto.

    Per quanto riguarda i comunisti che non volevano fare la rivoluzione, c’è da farsi solo una bella risata sulla sua ridicola risposta (si sa, Togliatti andava sempre da Stalin per passare le vacanze a Mosca).

    PS Lei dice una grossa bugia quando sostiene che Pansa generalizzi le accuse verso tutti i partigiani, e chiunque abbia non dico letto il libro, ma solo un’intervista a Pansa lo sa benissimo.

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  8. PS Qualcuno vorrebbe spiegarmi com’è che Villari L., così attento all’acribia, ai documenti e alla ricerca scientifica obiettiva in ambito storico, possa poi sostenere che “esiste comunque una verità morale al di sopra e aldilà di ogni fatto storico”? Frase pronunciata in diretta tv durante la citata serata a Porta a Porta con Pansa, come improbabile via di fuga alle obiezioni mosse dagli altri ospiti della trasmissione.

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  9. “(la storia, sa, è una scienza, non una appendice della propaganda!)”
    Ah ah ah ah ah ah ah ah.
    La storia e’ una scienza. Ah ah ah ah ah.

    Questa devi incorniciarla, Galatea. Anche tu “vai di fretta” dando l’impressione di essere molto ma molto piu’ intelligente di quanto tu lo sia veramente.

    Il PCI non sono “i Comunisti” Il PCI e’ il Partito Comunista Italiano. Occhio con la logica ed i sillogismi, altrimenti potresti concludere che le Brigate Rosse sono i Comunisti. Hai un po’ di confusione parte della quale ti deriva dal fatto di pensare che la Storia sia una Scienza.
    Con questa logica non ci compri neanche il pane.

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  10. Caro Passante,

    io forse non sono colto come Lei; ma io ho per lo meno sentito parlare della “svolta di Salerno” del ’44, quando Togliatti (imbeccato da Stalin, secondo Lei) accettò di governare con Baoglio Primo ministro e Sciaboletta sul trono. Con ciò ponendo fine a qualsiasi discussione rivoluzionaria all’interno del suo partito.

    Se poi Lei, dotto signore, volesse citare il caso Pietro Secchia, che secondo alcuni sotterraneamente cercava soluzioni diverse, è un’ipotesi tutta da verificare ancora. Comunque la linea del Pci era allora dettata e rappresesentata in Italia da Togliatti e solo da lui, Pansa vorrà convenirne ne sono certo.

    Se me lo consente, dotto signore, Le consiglierei però di prestare attenzione oltre che alla storia anche alla grammatica per evitarci lo sconforto di dover leggere frasi tipo: “crocifissero pubblicamente Luigi Calabresi in un famoso documento, poco tempo prima che fu ammazzato”.

    Accademici saluti,

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  11. @->sagredo: Gentile Sagredo, con questo commento tu, tranquillo, non corri nemmeno il rischio di essere considerato intelligente.
    La storia è una disciplina che si occupa dei fatti, cercando di capirne le cause e gli effetti, differente dalla cronaca, che invece ricostruisce il singolo fatto e la catena di eventi, ma senza cercare di indagarne più di ta nto le cause remote. la Storia ha le sue regole, enunciate fin dai tempi di Tucidide: in realtà il “metodo storico” è proprio per questo uno dei primi casi di “metodo scientifico” enunciato dall’uomo. Chi vuol essere considerato storico deve conoscerle e metterle in pratica, altrimenti fa altro (il portavoce di partito, il romanziere, il cronista: tutti mestieri nobili, ma che non sono quello dello storico). Sono cose, queste, che in genere si spiegano alle elementari, ma evidentemente quel giorno eri assente, e non hai mai colmato la lacuna. Poi, come in tutte le cose, ci sono storici più o meno affidabili,ma questo non cambia il fatto che la storia sia un disciplina seria.
    Quanto alla seconda parte del tuo commento, chi fa un sillogismo zoppo sei tu: l’accusa a Villari era di essere un “organico del partito”, il che è una cosa non vera, dato che Villari non è mai stato iscritto, al contrario del fratello.
    Le Brigate Rosse in verità sono da considerarsi effettivamente una formazione “comunista”, in quanto la loro formazione dichiarava di ispirarsi ai principi del Comunismo Rivoluzionario e di voler fare una rivoluzione comunista. Non furono mai, invece, “comunisti” nel senso di membri del PCI, dal momento che non risultano iscritti ad esso. Queste sono le distinzioni e le ricostruzioni che è in grado di fare chi si attiene ai principi della storia come scienza. Chi invece non è in grado di distinguere fa solo casino, come fai tu, che con la tua logica non arrivi a comprarti neanche un cracker. Ma sono problemi tuoi.

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  12. @->un passante: Difficile capire di che pasta sia fatto, dato che non lascia link per poterla giudicare in altra maniera se non da quello che scrive nel suo commento. Anche lei come sagredo, per altro, confonde quale era l’oggetto del dibattito: se lei mi dice che il Partito Comunista nel ’45 tramò per far scoppiare la rivoluzione in Italia, sta dicendo una cosa che per lo meno non è suffragata da prove (in realtà, gli indizi sono tutti contro: sarebbe bastato un ordine di Togliatti alle formazioni partigiane comuniste per far scoppiare davvero la rivoluzione in alcune regioni, ma non lo fece; parimenti il PCI rifiutò di “sfruttare” il malcontento popolare nel momento dell’attentato a Togliatti).
    Quanto a Pansa, chiunque abbia letto le sue ultime interviste si rende conto che di generalizzazioni pesantine il Pansa ne fa parecchie, nell’ultimo periodo, non ultima quella di sostenere da sempre di essere stato il primo a rivelare certi fatti, che invece erano conosciuti da tempo, anche se forse non alla stragrande massa delle persone (Ma non è colpa degli storici se il pubblico legge molto più facilmente un libro di Pansa che non un tomo di storia).
    Pansa, fra l’altro, è passato a scrivere romanzi, che non sono saggi storici, ne converrà.
    Quanto a Villari, ripeto: come tutti gli esseri umani ha le sue opinioni, e a me manco mi interessa sapere quali siano su determinati argomenti. Sulla frase che lei cita, per esempio, non concordo, nel senso che si può anche pensarlo, ma non dipende dal fatto di essere “storici” o meno: è una opinione del tutto personale.
    Ciò non toglie che Sacconi abbia detto una stupidaggine nel merito, e non abbia avuto nemmeno il buon gusto di scusarsi. E che se lei vuol essere giudicato in base a qualche altra cosa che ha detto o scritto, si presenti, caro signor “passante”, altrimenti si prenda la risposta così com’è.

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  13. “E’ arrivato persino a sostenere che i comunisti nel ‘45 non volevano fare la rivoluzione”

    …ma tu pensa…! E poi cosa si è sognato di dire, che Hitler ha perso la guerra? Che Winston Churchill fumava il sigaro? Perdincibacco!

    Io il dibattito in TV non l’ho visto ma l’innegabile realtà degli omicidi politici post-liberazione (soprattutto nell’Emilia Romagna) ha avuto un’entità modesta (non confondiamo gli omicidi politici con la rappresaglia; non sto difendendo a prescindere la seconda, che spesso è stata sommaria e feroce, ma si sta parlando di storia ora non di morale); dire che c’era dietro un progetto rivoluzionario è ridicolo.

    Mi chiedo se non ci si stia capendo o se proprio non hai idea di ciò di cui stai parlando. Tu pensi che Stalin volesse la rivoluzione in Italia nel 1945? Stronzo sicuro, pazzo forse, ma non credo che il vecchio Josif fosse completamente idiota. Non solo i partigiani comunisti mantennero un’alleanza fedele con gli altri gruppi (prima di citarmi Porzus in risposta, fai un salto su wikipedia) durante la lotta di liberazione, perchè i rapporti di forza (giellisti e badogliani erano meglio armati e, fino al ’44 credo, anche in superiorità numerica) non permettevano certo un exploit come quello di Tito o di Enver Hoxha, ma con la svolta di Salerno per motivi di opportunità politica (di nuovo: Stalin) i comunisti andarono contro anche alle istanze repubblicane e riformiste di Parri ecc. ecc., costringendoli ad accettare almeno temporaneamente il ritorno della monarchia.

    Questo se parliamo del Partito. I militanti: chissà… sicuro non erano entusiasti della svolta di Salerno, sicuro qualche libertà verso i padroni e i vecchi nemici se la presero, ma che avessero tutta questa voglia di fare la rivoluzione non ne sono poi tanto sicuro.

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  14. Scrive Galatea: “in realtà, gli indizi sono tutti contro: sarebbe bastato un ordine di Togliatti alle formazioni partigiane comuniste per far scoppiare davvero la rivoluzione in alcune regioni, ma non lo fece”

    Questa e’ la “Storia scientifica”?. Beh, allora io rimango molto volentieri poco dotato di quella che tu ritieni intelligenza. Sulla comprensione degli “effetti” dei “fatti” storici, mi pare che Popper abbia gia’ detto tutto, ma forse tu a lezione di Scienze e Filosofia della Scienza eri distratta. Andavi anche quel giorno di fretta.

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  15. @->sagredo: più vai avanti, più ti incarti: infatti ho detto che si tratta di “indizi”, non di prove, e non ho sostenuto l’ipotesi, ne ho solo accennato, per completezza di informazione, come appunto uno storico fa. Tu devi essere andato di fretta per tutto il curriculum di studi, e, per altro, citi Popper a caso. Ma non si può pretendere di più da te, mi rendo conto.

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  16. Io cito Popper a sproposito? Perche’? A me pare di no riferendomi alla sua negazione che lo storicismo (la possibilita’ di inferire conseguenze in storia) non possa essere spacciata come una Scienza. Ma la tua Intelligenza la sa piu’ lunga, evidentemente.

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  17. @->Sagredo: la possibilità che dalla storia passata si possano desumere dei “rimedi” per la storia presente è opinabile, ed infatti gli storici non pensano, oggi come oggi, che la storia sia “magistra vitae” o che essa sia una sorta di manifestazione di una Verità trascendente.
    Il fatto che gli eventi possano essere messi in rapporto di causa ed effetto e da queste serie ordinate si possa tentare una ricostruzione, per quanto parziale di un periodo no. La Storia è diversa dallo “storicismo”, che peraltro è stato “inventato” o per lo meno riesumato dai filosofi idealisti, non dagli storici.

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  18. Rimaniamo sempre al punto che la Storia e’ conoscenza ma non e’ una Scienza con delle leggi e dei modelli empirici etc. Quindi rimangono i “fatti” storici che
    a) non ho citato Popper a sproposito
    b) tu usi degli indizi per dedurne ipotesi storiche (6 grande….)
    c) non ho mai fatto sillogismi su Villari ed, infine,

    tutte le conclusioni degli storici sono opinioni che non possono essere spacciate per Scienza. Ecco, separare i fatti dalle opinioni, una buona abitudine che molti, nella frettolosita’ della loro superficiale esistenza hanno perso.

    Grazie dello scambio, Galatea, da te non ci si annoia.

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  19. @->sagredo: Dunque, quindi secondo il tuo punto di vista il fatto che, poni caso, ci siano state le guerre puniche e che le abbia vinte Roma è un fatto opinabile.. interessante. La storia non è una scienza, non vi sono regole che permettano di distinguere una ricostruzione storica corretta da una farlocca, quindi chiunque può dire in merito a quanto avviene qualsiasi cazzata gli salti per la testa senza dover portare uno straccio di prova, e chiunque non condivida alla fine la ricostruzione storica che proponi tu è un comunista… eh, grazie per lo scambio di opinioni a te, sagredo… è servito ad appurare che sei pronto per essere assunto nella redazione del Giornale o di Studio Aperto. Ti faranno ponti d’oro. 🙂

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  20. La vittoria di Roma e’ un fatto, non una conclusione degli Storici. La Storia non e’ una Scienza proprio perche’ permette a te di poter “dire in merito a quanto avviene qualsiasi cazzata gli salti per la testa senza dover portare uno straccio di prova” (Es. Togliatti e la non Rivoluzione). I fatti separati dalle opinioni, Galatea altrimenti le tue conclusioni sono all’altezza della scienza che ti meriti.

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  21. Siccome Lei, signorina Galatea, non ha dell’epistemologa né la tempra né la preparazione, la smetta di attaccarsi a un termine per difendere l’indifendibile. Ha sentito Lei quali stronzate ha detto il sig. Villari? Le ha ascoltate bene? Li ha soppesati i suoi “effettuale”.
    Detto francamente, sig.na Galatea, Lei non sa che significhi essere comunista, e neppure la minima idea di che significhi essere di sinistra: Lei sa soltanto che vorrebbe esserne una luce (o un candelabro, dipende dai punti di vista). Lei è solo una decente scrittrice che si spreme le meningi parecchie ore al giorno tra un corto e un lungo, cullando l’illusione di valere qualcosa di più delle sue estenuate ricerche lessicali.
    Faceva piangere il suo bozzetto storico su Nicia, non rende radioso i viso la foto che nessuno le aveva chiesto (e per la quel non darei una sola delle innumerabili stronzate del sig. Train), fa piangere vedere come ogni critica la obblighi a restringere, facendo violenza alla realtà, ai soliti quattro pirla il campo dei votanti per la sinistra.
    In poche parole, sig.ra Galatea, sotto tanti stilemi alligna una notevole fessaggine, come avevamo già ben visto da quando leggemmo i suoi stilemi sul Robespierre dell’antica Grecia, quelli tra Dostoevskij e Tolstoij. E per un chiarimento definitivo, io venni qui per la prima volta sulle tracce del sig. Train, in uno di quei periodi in cui cerca di fare a meno di farsi beccare dilà in redazione.
    Mi stia bene, signorina: e veda di ricavare qualcosa di meglio, in termini concreti, dalle sue incursioni nel Qualcovunque.

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  22. @->Sagredo, tentare di ragionare con te con la logica è come cercare di pettinare Claudio Bisio:dà pure la stessa soddisfazione.
    E come fai a sapere – se non perché ti fidi di quanto hanno detto gli storici che tu reputi attendibili, in quanto han dimostrato di comportarsi come “scienziati” e non come simpatici intrattenitori -che la vittoria di Roma è un fatto? Come fai ad essere sicuro, dal momento che tu dici che non ci sono criteri per giudicare un vero storico da uno farlocco, che Roma abbia davvero vinto Cartagine? Se la storia non si comprota come una scienza, caro Sagredo, non c’è nemmeno modo di appurare se sono avvenuti i fatti su cui esprimere le opinioni.

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  23. Sig. Train, Lei vada a farsi una sfidanzata, e dopo, a furori spenti, cerchi di capire un saggio di Momigliano (Arnaldo), o del Mazzarino, o di M. Bloch. Invece Tempo della chiesa e tempo del mercante, che non ha evitato al sig. Einaudi il curatore fallimentare, lo può leggere senza problemi: non c’è niente da capire.

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  24. Mi consenta, signorina. Questa Sua risposta al sig. Sagredo sulle guerre puniche rivela tutta la Sua inconsistenza culturale, e soprattutto l’attitudine al capriccio al primo inciampo.
    Signorina, lasci perdere. Si dedichi alle Sue divagazioni, che quando parla di niente la si può leggere volentieri (e per fortuna Le capita spesso).

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  25. Tra l’altro, mi sconcerta vedere come Lei, da buona badante scolastica, abbia aderito in pieno, senza capirla, alla dizione di Scienze umane affibbiata alla storia e alla filosofia dal solito gabbafessi.

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  26. Chi è che rutta qua? Il solito cafone?

    Un mio amico storico mi ha raccontato che una volta ha fatto una ricerca sugli antifascisti sardi. E’ andato in prefettura, ha trovato i dossier, gli antifascisti erano notoriamente schedati, ed ha trovato parecchio materiale. Grazie alle circolari dei Prefetti del tempo e al materiale che ha trovato ha ricostruito le storie di questi personaggi. Un lavoro utile per la scoperta della verità.

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  27. Vorrei far notare come l’approccio metodologico del mio amico storico e del tutto simile allo scienziato. Ha utilizzato le fonti a sua disposizione ed è riuscito a ricostruire le loro vite.

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  28. @->red cac: Caro red, Lei vive nella costante illusione – non so come generatasi- che a qualcuno qui, me compresa, interessi qualcosa della Sua opinione, o si curi minimamente delle pagelline che, non si è mai capito a che titolo, ogni tanto si premura di stilare. Mi considera una decente scrittrice ma trova che i miei bozzetti facciano piangere? Vabbe’, e allora? Le ho chiesto io di leggerli? No. Le ho chiesto mai cosa ne pensa? No. Crede passi le nottate insonni chiedendomi: “Oddio, chissà cosa scriverà domani nel suo commento red cac del mio post?” No.
    Quindi per quanto mi riguarda, se vuole continuare a venire qui e leggere i miei bozzetti pietosi, sono fatti suoi. Se vuol pensare che io sia fessa, sono problemi suoi. Se vuole passare il tempo ad ingorgare di commenti (peraltro scritti in un italiano involuto e con il tono inutilmente pedante che assumono sempre coloro che pensano di essere intelligenti) il mio blog, sempre fatti suoi sono. A me tutto ciò che fa o non fa non tocca minimamente, nè me ne preoccupo, perché in genere reputo degne di considerazione le critiche di persone che stimo, indipendentemente dal fatto che concordino con me; e Lei, nel caso avesse qualche dubbio lo chiarisco, non ha mai fatto parte della categoria. Arriverderci.

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  29. Si rassegni, signorina: Lei è un’ignorante illusa. A me non interessa che a Lei interessi la mia opinione. Oportet che Lei legga quelle parole. Potessi, essendo un benefattore (come tutta la redazione) gliele farei mettere sotto il cuscino (dal sig. Train) quando Lei se ne va tra le quattro colonne.
    Sono contento del fatto che non si sia mai illusa: io, sinceramente, mi ero fatto una mezza idea che, dopo Dostoevskij e Tolstoj un minimo di illusioni, com’è nella sua natura, se le fosse fatta. Questo perché, ma solo per gentilezza, venne a postare una risposta di là da noi. Mi scusi, mi ero sbagliato.
    Con reciproca e concorde disistima, se ci rivedremo sarà per il sig. Train, che non è ancora guarito.

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  30. Si, mondiale. Di storici ne conosco parecchi, proprio oggi sono stato in compagnia di uno dei maggiori del Nord Sardegna, una persona squisita ed umilissima nonché coltissima.
    Nulla a che fare con lei, non a caso tutti la evitano come un cane morto.

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  31. Per riassumere:
    – un ministro (!) per confutare una tesi spara che l’avversario è stato comunista
    – un blogger, a sostegno del ministro (!) sostiene che il PCI post bellico continuava ad essere un partito rivoluzionario ( che c…c’entra?)
    – comunque gli si portano prove del contrario (svolta di Salerno, amnistia generalizzata libera-tutti, ordine di evitare sollevazioni dopo l’attentato a Togliatti etc.etc.; tutto questo mica per bontà, ma per cieca obbedienza a Mosca, che tutto voleva meno che mettere in discussione la spartizione di Yalta)
    – un altro blogger, tetragono, riprende la stessa opinione, ignorando del tutto i fatti e lanciandosi in un peana di Popper, pur essendo stata la sua tesi abbondantemente falsificata

    Conclusione: poi c’è chi si meraviglia della superiorità culturale della sinistra…

    P.s. del bilioso citrullo red.cac. invece non ci meraviglia più niente

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  32. In effetti mi hai convinto, avete ragione tu, Jazztrain e Claudio Bisio ed ammiro la vostra grande capacita’ di previsione; infatti l’avevate capito subito di aver ragione. Lo Storico, l’idraulico, l’elettricista il collezionista di francobolli, un mummificatore, un vetraio, un meccanico sono scienziati e il collezionismo e l’artigianato Scienze.
    Meriti proprio la difesa di uno che usa gli archivi fascisti per ricostruire la vita degli antifascisti, per la ricostruzione della Verita’, che, ben si sa, va a braccetto con la Scienza, nevvero?

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  33. Dio mio Sagredo, lei è come un bambino. qui non si vuole convincere nessuno. Le faccio un altro esempio. Ho avuto modo di vedere l’originale certificato di nascita di Giuseppe Garibaldi. Grazie a quel certificato abbiamo ricavato notizie interessanti: Da chi era composta la famiglia, dove abitava il mestiere del padre etc.; un altra notizia importante è che il certificato è stato scritto in francese perché Nizza nel luglio 1807 apparteneva alla Francia, tornerà al Piemonte nel 1815, dopo il Congresso di Vienna.

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  34. Nelle prefetture si trovano notizie interessanti perché alcuni sovversivi venivano schedati perché pagavano l’abbonamento al giornale Avanti, erano stati Consiglieri comunali, avevano partecipato a manifestazioni. Grazie a queste informazioni è stato possibile ricostruire un percorso.

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  35. Mi era sfuggito il fatto di essere evitato da tutti come un cane morto. Che brutta immagine. Ma sarà… Lei se la cava meglio, evitato da tutte come un cane vivo ma con la rogna?

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  36. Sono vieppiù basito dalla sua acribia di storico. Il percorso da dove passava? Da Briga e Tenda? Lei è stato schedato, sig. Train, per le molestie sessuali alle asine dell’Asinara?

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  37. @->red cac: Lei quando si incazza è divertentissimo. Un talento comico naturale. Ogni volta che riesco a farle perdere il lume della ragione mi fa morire dalle risate! Meglio di Massimo Boldi quando fa Cipollino. 😀
    Solo adesso basta con tutta quella bava alla bocca, che mi sporca il tappeto.

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  38. Mi scusi, sig. Noia, perché dovrebbe ammirarla, perché si diverte? E perché compatirla? Galatea lo sa che è meglio essere confutati che confutare.

    p.s.
    La bava alla bocca dev’essere del sig. Train. C’è modo di controllare con certezza: veda se ci sono tracce di s… vabbè, di sangue.
    Guardi che se mi blocca, come già Le ho detto, non mi impedirebbe di leggere il sig. Train, che ormai qui sta di casa, persino più che da Adipolpo e Malvone. Quindi, Le ripeto, se vuol procedere, proceda. Non me ne avrò a male.

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  39. red. cac., se si diverte, la compatisco.
    Potrei ammirarla per la sua passione pedagogizzante, ma tutto ha un limite. Per questo sono molto incerto.

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  40. Preciserò per Lei con assoluta onestà, sig. moltanoia. Mi diverto con e del sig. Train, la sig.ra Galatea non c’entra. E’ difficile che Lei possa capire le ragioni e le modalità di questo divertimento in quanto quella tra la redazione e il sig. Train è storia antica, senza conoscere la quale non è semplice capire il nostro divertimento.
    Purtroppo il sig. Train non viene quasi più da noi (o meglio, viene e guata e nulla più) mentre qui si trova spesso. Con Galatea c’è stato un piccolo inconveniente (ammetto che dipese da mia iniziativa) e la sig.na ha avuto, secondo me, il torto di mettere sullo stesso piano il sottoscritto e un fesso impareggiabile come il sig. Train.
    E’ vero, tutto ha un limite, e penso di esserci molto vicino. Spero soltanto che il sig. Train riprenda l’iniziativa di là da noi; in caso contrario, come già rischiammo di fare due anni fa, finiremo per chiudere. Allora furono i buoni uffici del sig. Train e di Topogonzo a farci capire che il lavoro non era finito.
    Scusi se non sono stato sintetico quanto avrei voluto.

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  41. @->red cac: Le assicuro che la bava è la sua, si vede benissimo. Per questo è così divertente. 😀
    Quanto al raschiarla: rec cac, sta diventando noioso: sembra che quasi la prenda come un’offesa personale il fatto che non mi incazzi e la censuri..ma via, perché dovrei prendermela? Con lei? Far tutta questa fatica? Su, siamo seri. 🙂

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  42. @red.cac.
    E’ vero, tutto ha un limite, e penso di esserci molto vicino.

    Lei va rassicurato, imho.
    Lei non è affatto un impareggiabile fesso, anzi.
    Lei è piuttosto e poco meno di un mediocre rompicoglioni.
    Quelli anche solo normali capiscono da soli e in fretta quando è l’ora di smetterla.

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  43. “Signorina Galatea, Lei deve proprio aver messo mano alla bava (che è del sig. Train ma – si fidi – non è bava) perché comincia a parlare come lui: capisce bene che non è buon segno.
    Francamente, non La facevo così sciocca. Da una settimana non dovrebbe più disturbare la mia autoreferenzialità intorno alla quale invece si affaccenda, qui come poco sopra. Qualcosa non torna. Si dia una mossa o finisce che sarò io il primo a lasciar perdere.

    Lei, sig. Train, torni a cazzeggiare di là, non rinunci alla sua vocazione ogni volta che s’imbatte in un blog gestito da ‘n raváttu de fuenta”.

    Se lo scordi di metter mano alla mia bava, sig.na. Si bei di quella del sig. Train.

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  44. @neri
    Tanta pochezza intellettuale e’ rara. Cosa ti fa pensare che io non sia di sinistra? Le battute su il Giornale o Libero di Galatea?
    In quale occasione sarebbe stato falsificato Popper? Io avrei ignorato “fatti” che Galatea ha precisato essere “indizi”?
    Prima di sparare sentenze, in assenza di calzini turchese, aggancia il cervello altrimenti rischi di farci passare dalla parte dei moralmente inferiori, fesso!

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