Cercasi marito disperatamente

Ci sono delle volte in cui speri proprio di aver capito male. O, almeno, speri che a capire male siano stati gli altri. Così, quando leggo un post simile da Malvino, spero di aver capito male io, o che abbia capito male Malvino.

Perché se arriviamo al punto che un Cardinale scrive una lettera pubblica in cui sostiene senza mezzi termini che chi è sposato solo in quanto sposato deve aver diritto ad avere accesso ai servizi erogati dalla Regione con una corsia preferenziale (rispetto a che? Ai single? Ai conviventi? Ai vedovi?) ed invita una Giunta Regionale a comportarsi di conseguenza, vuol dire che in questo paese abbiamo davvero perso non solo il ben dell’intelletto e il comune buon senso, ma direi anche quel minimo pudore che ti ferma dal dire in pubblico una sonora cazzata per evitare di sputtanarti a vita.

Solo che a me non pare, letta la citazione del Cardinale, di aver capito male. E, conoscendo quanto di solito è preciso nella verifica delle fonti, dubito che abbia capito male Malvino. E soprattutto, mi pare che l’abbiano interpretata nel medesimo senso i destinatari, che si sono affrettati a prostrarsi ai desiderata del Cardinale, chiarendo che faran di tutto per metterli in pratica.

Quindi non so nemmeno che dire.

O meglio, sì, lo so: qualcuno vuole sposarmi? Vorrei poter essere considerata finalmente una cittadina a pieno titolo, in questo Stato.

21 Comments

  1. Mi piace molto il pezzo in cui viene detto che Dio sta guardando anche quelli che non credono alla sua esistenza. Sembra una frase di Alessandro Bergonzoni.

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  2. QUI si legge la lettera integrale.
    Chiosa meravigliosa:

    “Dio vi giudicherà, anche chi non crede alla sua esistenza, se date a Cesare ciò che è di Dio stesso. ”

    Trattandosi di parità di accesso ai servizi pubblici locali, francamente, non si capisce proprio cosa caspita c’entri il Padreterno.

    Meno male però che il cardinale, almeno, garantisce “la preghiera quotidiana per il vostro alto ufficio”. 😀

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  3. bè, il fondamento logico-giuridico alle parole del cardinale c’è tutto.
    Ed è persino di natura costituzionale ove si indica nella famiglia il nucleo sociale fondamentale della nazione : da questo principio derivano tutta la serie di preferenze accordate alla famiglia legittima e quindi agli sposati .

    Piuttosto c’è da chiedersi se, allo stato attuale, non sia il caso di verificare se sia ancora attuale la considerazione della famiglia legittima quale nucleo fondamentale della nazione .
    Non è forse che la famiglia tradizionale sta ormai giungendo alla sua fase di declino mentre si sta ritornando a nuove forme di nuclei sociali ?

    E se sì, non è forse il caso di iniziare a tutelare le famiglie estese tra divorziati aventi figli in comune che altro non sono che nuclei poligamici ?

    E’ evidente che tali nuove strutture rappresentano unj vulnus devastrante per il concetto tradizionale di “stato”: ricordiamo infatti che il concetto di “stato” centralistico sia esso un regno o una repubblica ha come conditio “sine qua non” il divieto di formare tribù poligamiche (per ragioni ovvie che non sto qui a spiegare).
    Ma, alla luce del fatto che gli stati nazionali sono anch’essi sulla via del declino, perchè non cominciare quanto meno a discuterne ?
    Ma non con le solite stupide diatribe tra radicali e cattolici ma proprio quale questione politico-istituzionale per un futuro non troppo lontano.

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  4. @->mirage: sul fondamento logico delle parole del cardinale avrei qualche dubbio. Su quello giuridico anche.
    Quanto a tutelare le “famiglie di divorziati che hanno figli in comune, che altro non sono che nuclei poligamici”..mi pare che i divorziati siano tali in quanto non più coniugati con i precendeti coniugi, quindi non mi pare proprio si tratti di “poligamia”. Inoltre non ho ben capito perché se io mi sposo, mi divorzio e poi mi risposo io crei un “vulnus” nel concetto di Stato.
    Le basi logiche delle sue affermazioni mi restano un po’ oscure, lo ammetto. Non mi risulta che il dettato costituzionale reciti in qualche parte che sia legittimo fare delle differenze fra sposati e non (per altro, se io sono single, formo una famiglia di una sola persona, quindi anche da solo/a ho tutto il diritto costituzionale di godere delle agevolazioni concesse per le famiglie).
    Inoltre confesso che non ho capito perché una coppia convivente con figli, ad esempio, debba essere considerata, come dice lei, una “nuova forma di nucleo sociale”. In realtà è una normalissima famiglia, solo che i genitori magari non sono sposati, oppure non si son oancora risposati perché in attesa di sciogliere i precedenti legami (o magari convivono dopo essere rimasti vedovi ed hanno avuto i figli da questa precedente unione…).
    Non ho poi capito perché lo Stato, che mi fornisce servizi in quanto suo cittadina, dovrebbe però erogarmerli con criterio preferenziale in base al fatto che io sia regolarmente sposata o meno. Se ho figli e convivo, ma non sono sposata, dovrei essere penalizzata, ad esempio, nelle graduatorie per una casa pubblica, rispetto ad altre coppie con ugual numero di figli, ma sposate, con reddito pari al mio? Perché, i miei figli, in quanto nati fuori del matrimonio, hanno forse meno bisogno di un tetto, o se lo meritano di meno?
    Eppure è quello che il Cardinale, implicitamente, auspica avvenga.
    Il suo Dio, se esiste, mi sa che avrà il suo bel daffare a giudicare lui.

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  5. Castroneria per castroneria: la corsia preferenziale per avere accesso ai sopracitati servizi, nelle Regioni che si sono ricordati di prevederli – ahimè credo che la mia sia latitante – spetta di diritto ai single in considerazione del fatto che non abbiamo da condividire con alcuno i costi fissi della vita – fitto, riscaldamento, luce, ed altre amenità- nè possiamo contare su adeguata assistenza in caso di impedimento fisico, sia temporeneo che permanente.
    Tiè!

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  6. Da Caffarra non ci si può aspettare altro: memorabili le sue passeggiate vicino alla fontana del Nettuno,anche per semplici spostamenti non ufficiali, con paramenti e cappelletto viola,in una riuscita imitazione di Totò imperatore di Capri (fatte ovviamente salve le differenze: laggiù i Faraglioni, qua il Pavaglione).
    Vent’anni fa lo avrebbero spernacchiato a manetta, con coretti stile ” e pippo-pippo-non-lo-sa-ma quando passa ride tutta la città…”.
    Oggi,ahimè, anche la laica e “solidale” Bologna ha altro da fare.
    Che aspettarsi da Errani?
    La solita politica veterodemoscristiana: tenterà la mediazione,obviously.
    Che palle.

    Senti,Mirage, a legger le tue parole si evince che:
    1) le famiglie di divorziati sono un vulnus devastante per lo stato; sicchè, cominciamo a tutelarle.
    2) un divorziato ( che quindi ha cessato il suo matrimonio,ndr), non può che dare origine a famiglie poligamiche.

    Boh: se ce l’hai chiaro tu,quel che volevi dire…beato te.
    Stai bene: inchino e baciamano alla padrona di casa.

    Ghino La Ganga

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  7. Senta mirage (nomen omen), cortesemente, ma di quale Costituzione parla?
    Quella italiana, per quel che ne so io, dedica alla famiglia gli art. 29, 30 e 31 e in nessuno di questi è scritto che la famiglia è “il nucleo sociale fondamentale della nazione”.
    Fino a prova contraria.
    Anzi, è talmente vero l’opposto, che l’art. 30 prescrive:

    La legge assicura ai figli nati fuori del matrimonio ogni tutela giuridica e sociale, compatibile con i diritti dei membri della famiglia legittima.

    Per cui una norma che, ad es., differenziasse l’accesso ai servizi sociali per i figli nati fuori o dentro dal matrimonio (es: accesso ad un asilo) sarebbe pure anti-costituzionale.
    Tanto per dire il livello delle cose che scrive ‘sto ecclesiastico.
    Che tutela significa una cosa e privilegio un’altra.

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  8. @mirage
    ricordiamo infatti che il concetto di “stato” centralistico sia esso un regno o una repubblica ha come conditio “sine qua non” il divieto di formare tribù poligamiche (per ragioni ovvie che non sto qui a spiegare).

    Da cui deduciamo che, ad es. l’India, che ammette la poligamia per i suoi cittadini di religione musulmana, non è uno stato.
    Interessante… 😀

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  9. Caffarra, mi sembra, prende più di mira le coppie di fatto che i single. Del resto anche i preti sono single. E tantissimi anziani.
    Nello sciogliere il suo inno al matrimonio, il cardinale, bontà sua, non fa distinzioni tra matrimoni religiosi e civili. Temo però che pure i secondi siano considerati, da lui e la sua ditta, alla stregua di mere convivenze. Che non abbia toccato questo tasto mi rallegra; vuoi vedere che ogni tanto questi preti si arrendono ?
    Non nella lettera, mi pare, ma in una dichiarazione a parte, questo bel tomo dichiara che queste <>. Queste parole mi suggeriscono la vecchia considerazione -già la facevano gli antichi- che un buon cristiano, stringi stringi, non può essere un buon cittadino, perché se le leggi di dio e quelle dello stato entrano in conflitto lui deve scegliere di rispettare le prime. Quali siano queste leggi divine, è naturale, lo sanno i preti che per mestiere lo rappresentano e ce ne illustrano i desiderata.
    A parte questo, cosa potrei fare, se fossi cattolico, per non rispettare questa legge ? Che faccio, vado in casa dei mie vicini, conviventi, e li caccio dall’alloggio che il comune gli ha assegnato ? Vado all’asilo comunale e caccio in strada il loro bambino ? Nel caso di questa legge l’obiezione di coscienza non è praticabile.
    E i toni della lettera poi. Quasi apocalittici. Dove sarebbero gli effetti devastanti per il tessuto sociale di una legge del genere ?
    p.s.
    Non ci si può distrarre un attimo. Devi ancora smaltire il nervoso per una cosa del genere e già salta fuori un ddl che intende estendere la personalità giuridica al concepito. Ma basta !
    p.p.s.
    tutte le scuse sono buone per cercare marito.

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  10. Accidenti, non capisco perché le virgolette basse e la frase che contenevano non sono apparse. Comunque: …questo bel tomo dichiara che queste leggi sono “gravemente ingiuste, che non meritano di essere rispettate”. Queste parole… ecc.
    Scusate.

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  11. sulla poligamia.
    essa va inquadrata sotto un profilo strettamente politico ed istituzionale e non certo in termini sessualistici o affettivi (che sono aspetti molto marginali).
    La poligamia era alla base della più antica struttura sociale umana : e cioè la “tribù orgiastica”.
    Il passaggio dalla tribù orgiastica alle prime forme di “stato” (regno) fu reso possibile da un evento traumatico e violentissimo per l’umanità :e cioè il divieto della poligamia e l’imposizione violenta (con l’ausilio della religione) di una nuova specie di nucleo sociale totalmente innaturale e cioè il matrimonio monogamico .
    Ecco perchè ancora oggi le costituzioni degli stati nazionali moderni conservano il divieto della poligamia e dell’incesto : non certo perchè esse siano cose deplorevoli ma per ragioni politche : l’instaurarsi di clan con legame di sangue scaturenti da famiglie poligamiche infatti metterebbe in pericolo la tenuta di qualsiasi stato.
    Ecco perchè ritroviamo nelle costituzioni degli stati nazionali (anche quella italiana) il riconoscimento e la tutela della famiglia basata sul matrimonio monogamico .
    Ed è proprio grazie a questi principi costituzionali che l’intervento del cardinale è più che giustificato sia sotto il profilo giuridico e sia sotto il profilo della logica elementare: vedere l’art 29, 30 e 31 . Nell’art 31 la repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia basata sul matrimonio : è evidente dunque l’obbligo dello stato di favorire gli spèosati rispetto ai single.

    Il problema però è che oggi assistiamo ad una ormai irrimediabile tendenza al dissolvimento della famiglia tradizionale in concomitanza (GUARDA CASO !) con l’inesorabile declino degli stati nazionali i quali perdono sempre piu potere rispetto alle organizzazioni internazionali – organizzazioni in mano proprio a quelle potentissime oligarchie mondialiste che fanno di tutto per sovvertire con ogni mezzo la famiglia basata sul matrimonio.
    Ci troviamo di fronte ad una mare angosciante di singles senza alcuna tutela e senza alcuna voce in capitolo – un mare di nullità. E nel contempo vanno emergendo quei gruppi etnici che praticano una specie di poligamia come i rom o gli islamici.
    Le masse non capiscono un tubo : pensano che sia un bene la sovversione del matrimonio perchè così si sentono più liberi . La chiesa di roma che invece ha miullenni di esperienza ha capito perfettamente il pericolo – e se si oppone lo fa non certo perchè è contrraria alla libertà sessuale ma perchè sa bene che in gioco c’è il nuovo assetto di poteri mondiali.
    In gioco c’è infatti lo stesso tipo di trauma che si ebbe dal passaggio dalla “tribù orgiastica” allo “stato”.
    In futuro cesseranno di esistere gli stati nazionali caratterizzati dall’elemento “popolo” ed emergeranno le nuove forme sociali mondiali.
    Ma per fare questo hanno bisogno di demolire la famiglia monogamica (su cui si fonda lo stato) : e pian piuano ci riescono.

    Scusate lka sintassi ma vado di fretta

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  12. @->mirage: un giorno farò un “Best of” dei commenti ridicoli comparsi sul mio blog, e questo avrà un posto di riguardo. Scusi, le nozioni che ha richiamato di antropologia e di storia delle religioni, nonché di diritto, dove le ha reperite, sui cartigli dei baci perugina scritti da Moccia?

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  13. che bello !
    avvisami quando lo realizzi .
    Ti chiedo solo la cortesia di correggere stilisticamente la seconda parte del mio commento (quando parlo degli stati nazionali) perchè l’ho riletta e fa davvero pena .

    Se poi tu venissi a fare una visitina al mio povero blog (che ahimè non legge e non commenta mai nessuno) ti sarei davvero grato … oltre che onorato.

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  14. @mirage
    La prima (parte) contiene invece spunti di riflessione che non esito a definire assolutamente mirabili (es: su poligamia e incesto).
    In termini sessualistici, s’intende.

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  15. ti ringrazio frap1964 ma mi corre l’obbligo di dire che le tesi del legame tra monogamia e struttura statale che si contrappone al legame tra poligamia e tribù arcaia non sono mica mie: ne parlava già il grande G.B. Vico e il fior fiore dei romanisti come il Mommsen o il Bonfante.
    Inoltre sul passaggio da tribù orgiastica a struttura statale e sulla necessità del trattamento di favore da riservare alla famiglia monogamica legittima vi sono mirabili interventi di insigni costituzionalisti e di padri della repubblica in sede costituente di atti preparatori per l’approvazione dell’art. 29 della Costituzione della Repubblica Italiana ove vi è pieno di riferimenti al Vico e al Bonfante e dove in particolar modo si discusse (in maniera stupida direi) chi fosse nato per prima : la famiglia o lo stato ? ahahahha…come dire chi è nato prima l’uovo o la gallina ?

    Ora estendo anche a te l’invito a visitare il mio blog per il quale sto preparando un nuovo e affascinante argomento : l’arcadia in relazione al misterioso quadro del guercino … “et in arcadia ego”.

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