Ghino la Ganga’s. Il Maestro del Natale

Contro il buonismo natalizio, un contributo di Ghino la Ganga, da un’altra Periferia dell’Impero.

Avviso: questo post è molto volgare, come certi regali di Natale, che però, alla fine, son quelli che fan più ridere e si ricordan meglio. Sicché, se lo leggete, non venite a lamentarvi. (N.d.A).

Seduto alla scrivania poco prima del Natale, ricevevi una signora incazzatissima: tu eri l’amministratore di quel comunino lì, lei era venuta apposta. All’inizio ti squadrò cattiva. Poi parlò: “’Sto comune lo amministrate malissimo.”

Perché, signora?”

Avevi commesso un errore: non si chiede mai perchè. Lo sguardo del tuo dirigente,seduto lì accanto,ti confermò quel che già sapevi: il politico bravo parte e zittisce chiunque abbia davanti simulando la massima attenzione, ci sono difficoltà ma le supereremo, non può non riconoscere i successi finora ottenuti,grazie per essersi scomodata a venir fin qui prima delle feste, eccetera. Invece tu, idiota, le avevi chiesto perché.

Perché non sapete fare. Vuole un esempio? Io ho un negozio sfitto da dieci anni in pieno centro storico,su per la salita al paese alto: nessuno di voi s’è mai degnato di dirmi cosa farci dentro. E adesso tutti gli altri negozi sono addobbati per le feste. Il mio no.”

Rimanesti basito. Senza favella. Cazzo rispondevi,adesso? Ci fu un silenzio tremendo: una parte di te voleva esplodere in un vaffanculo di tuono, cazzo rompi i coglioni vecchia scema, non ho una più lira a bilancio per fare eventi cretini con le renne, e te sei venuta a far perdere tempo con le tue pugnette private. La tua parte civile diceva invece: calma, Ghino, adesso prendi tempo e dille che esaminerai il caso.

Il risultato fu che restasti zitto.  Lei lo prese per quel che era: la resa di un incapace, a conferma delle sue idee.

Razza di incapaci. Lo dicevo: non sapete fare. Buone feste, con i nostri soldi pubblici. Ora vado, che ho da fare, io…”

Il dirigente si alzò,deferente, e le aprì la porta: Buone feste, signora, a nome di questa amministrazione.

Rimaneste tu e lui.

Cazzo di roba…” mormorasti.

Sei un pataca. Non hai ancora imparato. Eppure io ti ho insegnato.”

Insegnato cosa?”

A non farti prendere impreparato. Ti spiego subito: dove si trova il negozio della signora? Nel paese alto, lungo la salita. Ecco l’idea: lei mette uno scivolo in cima alla salita, una commessa con cassa e  un cartello con su scritto: SCIVOLATA  SESSUALE A  SORPRESA, FINALE DOVE CAPITA, CINQUE EURO. Lo scivolo entra diretto al centro del negozio, dove la signora si mette nuda dalla vita in giù a pecorina, appoggiata a un banco. Il cliente arriva in scivolata e piglia dove piglia, cinque euro comunque. “

La signora ha più di settant’anni…”

Facciamo quattro euro, allora, ma è un casino con il resto e si fa perder tempo ai clienti. Io dico: cinque euro. Al limite uno sconticino: tre giri, cioè tre scivolate, dieci euro. Sempre cifra tonda, così l’attesa alla cassa è minima. Bisogna lubrificare bene lo scivolo, il che può comportare qualche spesa aggiuntiva; e il didietro della signora, ovviamente….”

Ma il cliente…”

Il cliente? Eh, cavoli suoi se non si prepara bene e non termina la scivolata ben eretto . E’ come al poligono di tiro: è garantita la postazione di sparo e la corretta posizione del bersaglio, ma la pistola e i colpi li porti te, amico. “

Ma quello è centro storico, vincolatissimo…”

Diobuono, devo insegnarti tutto. E’ solo uno scivolo in legno o plastica, basta una d.i.a. e vai, hai fatto. Il cartello a norma, ci mancherebbe: ma chi non ti sa fare un cartello a norma, cazzo? E la dipendente alla cassa in regola, che sennò sei in pubblico, passa l’ispettore del lavoro e ti saluto scivolate. Così la signora se ne sta zitta. Lo dovesse fare a casa sua, che è in periferia, non le basterebbe un piano particolareggiato, per iniziare…”

Io… non so te dove….”

Scivolo con corrimano, così ti pigli il contributo per la sicurezza e l’abbattimento di barriere architettoniche; inoltre, siccome siamo a Natale,  ha perfino il supporto per le lucine colorate, buone feste, eccetera… la signora deve solo vestirsi da renna, se vuole…”

Zitto. Adesso stavi zitto davvero.

Io non so fare politica. Hai ragione tu.”

Ma no. E’ che non mi ascolti. Ma imparerai, te lo garantisco. Adesso vado, che devo prepararti quella relazione sul commercio equo e solidale. Così magari un giorno la signora potrebbe rientrare in questa categoria qui…”

Ora eri ammirato, sinceramente.

Sai che sei un grande? Perché non lo fai te,l’assessore?”

Ti guardò con tenerezza.

Perché il mio compito è di insegnare. Non di fare il pataca in pubblico.”

Suonò il telefono. Alzasti la cornetta. Era la segretaria.

Quella signora è andata via tutta arrabbiata…..ho dovuto faticare per farmi lasciare i dati…”

Brava. Domani richiamala. Fissiamole un appuntamento,dille solo che ci sono novità.”

Va bene.”

Il dirigente ti guardò, felicemente stupito.

Oh. Ecco un bel regalo di Natale. Grazie, Ghino.”

(State bene, Buone Feste . Ghino La Ganga )