Mondo virtuale vs mondo reale. Ovvero gli amici sono amici dappertutto

Perché poi ti dicono che il mondo virtuale è virtuale, e non è mica reale, quella roba lì. Sì, quella roba lì che fai quando sei su internet, che scrivi e poi gli altri ti commentano, e poi tu commenti le cose che hanno scritto loro. Che poi trovi anche qualcuno che leggi il commento e pensi: “Ah, mica male, simpatico, questo/a qui!” E lui (o lei), dal canto suo, pensa: “Ah, mica male, simpatica, questa qui!”. E allora ci si scambiano le mail, e poi gli account su Skype e su Facebook, e poi va a finire che dai il numero di telefonino e in men che non si dica ci si parla non dico tutti i giorni, ma quasi, e quando non ci si parla, è un tutto un traffico di sms e mail, e, dopo un paio di mesi, chiacchiera qui chatta di là, della vita loro sai tutto e loro sanno tutto della tua, un po’ perché ci si legge di continuo, e un po’ perché si parla sempre, e ci si raccontano cose che, per dire, manco i tuoi ex compagni del liceo sanno davvero, perché mica gliele hai raccontate, tu. E poi ancora si dice sempre: ma dài, ma su, ma vieni qui a Venezia, che almeno ci si vede in faccia, faccio da guida per la città, e poi così ci conosciamo tutti, famiglie, i figli di cui ti han raccontato, le mogli e i mariti che ogni tanto li hai sentiti anche loro. E alla fine ci si ritrova tutti, con quelli che conosci già perché erano venuti su in passate occasioni, e quelli che non conosci ancora e per te, magari, erano soltanto un nome nei commenti.

Così si va a cena una sera, a Venezia, con alcuni di quelli che hai conosciuto in quella roba virtuale là: e ci sono M***** con moglie e figlia, arrivati da Brescia, che sono deliziosi tutti e tre, e spiritossissimi, e ogni due parole scoppi a ridere; e poi c’è anche M******, che tu manco sapevi che leggeva il tuo blog, ma anche lei è deliziosa, una piccola milanese trasferita in Irlanda e tornata in patria giusto giusto per due giorni di ferie e questa cena; e poi ci sono Michele e Rossana, che, conosciutisi grazie ai commenti del tuo blog, ora vivono già assieme, e progettano le nozze; e Elena, la sorella di Rossana, che anche lei ha un blog e anche un marito e una figlia, e mi hanno adottato in famiglia come se fossi roba loro. E tu mentre ridi e ti abboffi di fettuccine all’aragosta buone buone buone come era un pezzo che non ne mangiavi, pensi anche a tutti gli altri che grazie a quel benedetto mondo virtuale hai conosciuto nel corso di questi anni: ad Anskij che sta in America, ma senti regolarmente in chat aspettando che torni per le vacanze; all’adorabile Ghino, che, quando riesci a strappare al torpore del suo tran tran, trascini in giro per musei e calli del Nordest e poi sfrutti come coautore sul blog, perché le belle penne vanno sempre cooptate; a Chicco e Markino, che hai perso un po’ di vista, ma di cui conservi gelosamente il numero di telefono, se mai riuscissi a fare una puntata a Rimini; a Malvino che aspetti sempre l’occasione per incontrare, e prima o poi ci sarà; a Mitia che hai conosciuto solo di striscio ad una cena, e comunque sai che c’è sempre un caffè in sospeso da prendere; a M***, che non conosci dal vivo, ma che hai sentito prima perché sai che passa anche lui un periodo un po’ così, e quindi gli volevi comunque star vicina; a L**** e ai suoi meravigliosi bimbi, che ti piacerebbe tanto coccolare di nuovo un po’, assieme a quel delizioso angioletto figlio di C****, perché a te magari l’istinto materno un po’ latita, ma quello ziesco è sempre stato sviluppatissimo. E pensi che tutti questi, se non ci fosse stato il blog e il mondo “virtuale”, non li avresti mai conosciuti, incrociati, e, soprattutto, avresti perso la possibilità di considerarli tuoi amici.

E allora pensi: virtuale, sì, vabbe’, virtuale un cazzo.

15 Comments

  1. Concordo 😀 Più che altro a me fanno sorridere quelle persone che dicono che si comportano in un certo modo sulla rete perché tanto è finzione, e quelli che sono assoluti sostenitori della netta divisione tra rete e realtà.

    Come tu hai descritto in modo più chiaro, le persono sono quello che sono (quasi del tutto) indipendentemente dal mezzo di espressione. Se si incontrano persone interessanti, simpatiche e stimolanti, l’amicizia può nascere in rete o su un peschereccio, allo stesso modo.

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  2. Letto, messo nei segnalibri, e condiviso con gli amici di facebook. È solo un peccato che tantissima gente ancora non le capisca, queste cose. Ho due amici che si stanno per sposare dopo sette anni di relazione (pionieri nel campo qua in Italia), per dire, e senza internet col cazzo che si sarebbero conosciuti. E sono solo un esempio tra tanti.

    E mi spiace per chi a capire questo ancora non ci arriva (e sono troppi).

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  3. Il lato confortevole del virtuale è che può avvicinare tra generazioni. Perchè se non si sta bluffando, dopo un po’ si capisce in che range di età ci si colloca e nonostante ciò, ci si continua a scambiare messaggi e consigli.
    Il mio blog ad esempio, nonostante mi sforzi a frequentare e commentare blog tenuti da uomini e donne maturi, per attirarne qualche commento, è frequentato essenzialmente da ragazze di età media sui trent’anni.

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  4. come hai ragione, e vale anche in famiglia, da quando mia figlia, prima media, ha accesso alle rete, ogni tanto si esce dalle dinamiche tradizionali mamma figlia e ci si parla un po’ via email naturalmente, poi a casa tutto come prima intanto però un seme di conferma della reciproca esistenza…

    buona settimana
    qui a Bologna c’è finalmente un raggio di sole

    Nico la libraia

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