Il tradimento di TeleSpinola

La sera, Anselmo Pedron, la tv la guarda di rado, come sottofondo, mentre controlla per l’ennesima volta i costi dei cantieri aperti, smadonna per telefono con i capimastri, insulta i suoi architetti perché si intestardiscono a sottolineare che certe cose non andrebbero costruite così e sono fuori norma. Se la guarda, evita accuratamente, di solito, le tv nazionali, perché tanto, che siano pubbliche o private, le tv nazionali sono tutte infiltrate dai comunisti, o dai fighetti che spalleggiano i comunisti, o da quelli che non sono comunisti ma lasciano i comunisti e i fighetti che li spalleggiano andare in televisione, e quindi, se sono così mona, non vanno guardati. Per cui, a parte qualche veloce passaggio su Ballarò e Annozero, fatto apposta per confermarsi nell’idea che il mondo è in mano ai comunisti, Anselmo Pedron, la sera, guarda solo le emittenti locali, e in particolare TeleSpinola, che, almeno, è una emittente dove di comunisti infiltrati non ce sono mai stati e non ce ne saranno mai, perché è di proprietà del suo amico Ennio Mason, uno che ha sempre saputo riconoscere i comunisti a naso, e appena li usma tira fuori la spranga.

Ad Anselmo Pedron Telespinola piace, perché racconta il mondo come dovrebbe essere. I film, per esempio, sono sempre quelli di Totò e Peppino, o di Peppone e don Camillo, perché per ridere Anselmo di Sordi già diffida: era romano, e poi faceva i film con Fellini, che era comunista (Sì, certo, anche Totò ha fatto un film con Pasolini, ma Anselmo non se ne è mai accorto, e poi mica c’era Peppino, in quello, quindi vabbe’). Poi i programmi di Telespinola, ecco, gli piacciono proprio. Alla sera, per esempio, il Tiggì è essenziale: c’è la ragazza che legge le notizie, sempre passabilmente gnocca ma discreta, che non se la tira da giornalista come avviene negli altri tiggì in cui a leggere le notizie sono le donne, perché a TeleSpinola è chiaro che anche se leggi le notizie al tiggì non sei una giornalista, sei una ragazza passabilmente gnocca che legge le notizie finché sei abbastanza gnocca per star lì, e poi via, ti sposerai e avrai dei figli, come è logico che facciano le ragazze gnocche, mentre alle bruttine zitelle tocca continuare a laurà.

Anche le notizie, al tiggì di TeleSpinola, sono notizie date in modo chiaro. Mica tanti fronzoli: si dicono le cose che vanno bene e quelle che vanno male, e poi si chiarisce che quelle che vanno bene è per merito dell’industriosità dei Veneti e dei bravi politici del territorio, e quelle che vanno male è colpa non del Governo, ma di quei maledetti comunisti, che, dopo aver tenuto il potere per decenni, ora che non lo hanno più sono sempre infiltrati dappertutto e tramano per sabotare.

A dire il vero, non è però il tiggì, a TeleSpinola, che piace ad Anselmo: sono i programmi. Il suo preferito è quello sulle sagre, in cui la telecamera viene piazzata a inquadrare il capannone dove si balla il liscio per l’intera serata, con l’orchestra che canta tutto il repertorio possibile, da Al bano alla Macarena, e anche Satisfaction, in versione però salsa, e la pista è piena di pensionati serissimi con moglie e panterone leopardate in cerca di partner, che ballano il liscio fra loro, avvinghiate e sorridenti.

Ad Anselmo quel programma piace perché lo può lasciare andare in sottofondo anche senza guardarlo, mentre fa i conti, o smadonna al cellulare. Gli piace vedere quell’umanità che balla, perché è la stessa che la mattina dopo viene in ufficio per comprare le sue case. Sa che non lo tradiranno mai, perché sono quelli che investono nel mattone, e lui i mattoni li ha sempre messi in posa l’uno accanto all’altro, per fare quelle villette sul lungomare del Cavallino o di Bibione che i pensionati comprano con i risparmi messi religiosamente via durante tutta la vita, per andarci in vacanza con i figlioli e i nipotini, e le panterone leopardate perché ci fanno la base per visitare le sagre dell’intorno, in cerca di un nuovo moroso dopo il divorzio o la vedovanza.

Adora il mondo di TeleSpinola, Anselmo, perché anche le pubblicità che interrompono i programmi sono belle, e parlano di acquisti che è giusto e sano fare. C’ quella del salone d’auto, in cui il proprietario illustra gli ultimi Suv arrivati, e spiega che ne ha un vasto assortimento di quasi usati, che fan figura come nuovi e si possono però comprare risparmiando un po’. Oppure la réclame della cartomante, che lui, Anselmo, alla cartomante non ci crede, ma sua moglie gli ha detto che quella là è proprio brava, perché quando la cugina Piera ci ha avuto problemi con il figlio, a dirle che il figlio si drogava è stata quella cartomante là, mica il Sert.

Gli piacciono anche tanto quelle dell’agenzia di viaggi, che per qualche migliaia di euro offre ai pensionati settimane in giro per il mondo. Lui li conosce i pensionati, e sa che loro adorano girare come trottole, soprattutto adesso che il costo di un viaggio in America è uguale a quello di una giornata in pullman al santuario di Sant’Adelmo. Ama che i pensionati e le panterone vadano in giro per il mondo, e magari anche qualche settimana in crociera, perché tanto sa che sono diversivi, e quando poi devono comprare la casa stabile per le vacanze di tutto l’anno vengono da lui, in cerca di villette.

Ogni tanto compra anche lui degli spazi pubblicitari su TeleSpinola, per far vedere le sue villette in costruzione sul litorale, e dire al pubblico che se le comprano al grezzo, con qualche centinaio di migliaia di euro se le portano via subito, e possono scegliere anche il colore del sofà. Nel mondo perfetto che Anselmo ama e TeleSpinola riflette ognuno desidera avere una villetta sul litorale, con il colore del sofà personalizzato.

Per questo l’altra sera, guardando la televendita su TeleSpinola, ad Anselmo è venuto un coccolone. Perché d’improvviso è partita una pubblicità, una pubblicità immobiliare, che non era la sua. E pazienza che comprino spazi anche i concorrenti, perché in fondo Anselmo è democratico, e non pretende di essere il solo a vendere villette sul litorale con dentro sofà di colore personalizzato. No, questa era la pubblicità di una immobiliare che non vendeva villette sul litorale, ma appartamenti in residence a Miami, Florida. Perché, spiegava suadente il venditore, è un posto dove c’è il sole tutto l’anno, e anche i pensionati possono godere di tutti i divertimenti che l’America può offrire, i locali, la vicinanza con i vips, invece che le banali vacanze sul litorale, a prezzi che, in fondo, erano gli stessi di una villetta a schiera al Cavallino.

Ad Anselmo Pedron è venuto uno stranguglione. Conoscendo il suo pubblico, si è immaginato subito file di ragionieri in pensione e panterone fresche di vedovanza o divorzio che, fattisi due conti, sciamavano verso le loro nuove casette a Miami, dopo essere scesi da voli low cost. E davanti a lui si è parata davanti la visione delle sue villette sul litorale, desolatamente vuote, perché, arrivare in macchina al Cavallino nei giorni di traffico, ormai, è più lungo che ad andare a Miami, e costa anche si più.

Ha spento la tv. Non gli raccontava più il suo mondo perfetto. Si è sentito tradito.

E’ un racconto immaginario che non fa riferimento a costruttori, villette o televisioni reali. Però io un’occhiata ai prezzi delle case a Miami ce la darei.

 

11 Comments

  1. “perché per arrivare in macchina al Cavallino nei giorni di traffico, ormai, ci vuole meno che ad andare a Miami,”
    C’è un refuso che rovina il senso della battuta finale, forse quel “che” è di troppo … io lo toglierei.
    Ciao.

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  2. Ma che scema e scema. Questo è un ottimo post. Con quel passaggio sulla cartomante che individua il figlio drogato. Mica il Sert. Sua Signoria è grande.
    Inchino e baciamano.
    Ghino La Ganga

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  3. Forse non tutti sanno che sulla Bayerischer Rundfunk di Monaco amano la sera mettere gli spettacoli con orchestra di “liscio” e tavolate di bavasresi che mangiano e trincano birra.
    Da Spinola al Brennero quanto ci si mette?

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  4. il brano qui scritto è piacevole e ben corredato d’immagini ed evocazioni, d’un certo mondo e della sua crisi

    mi ha fatto venire in mente la conferenza di ilvo diamanti, tenutasi al festival della mente di quest’anno, ove un tema centrale per capire il successo elettorale della destra, è quello della paura, dell’insicurezza

    difatti il protagonista ben tratteggiato da galatea è un uomo che teme l’evolversi inevitabile dei tempi, l’irrompere di un mercato globale a frantumare quel che appariva certo ed immutabile

    in fondo anche un certo anticomunismo d’istinto altro non è che il timore di ciò che sovverte il certo, quell’ordine delle cose che è assurdo, secondo queste persone, voler modificare

    e allora i nuovi eventi, l’irrompere della globalizzazione, personificata nello straniero e nel mercato senza confini, ingenerano paura, e quindi consenso a chi t’illude di presidiare le antiche certezze

    mi permetto di segnalare la conferenza di diamanti, molto calzante al riguardo

    http://www.festivaldellamente.it/eventi_dettaglio.asp?id=261

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