La Signora Pina e il diritto di replica

 

Luogo: il tinello di casa Pattaro.

Personaggi: la Signora Pina, il marito Gino.

 

“Uhmmm, che buona la cioccolata! Ne mangerei a quintali!”

“Come hai detto, Pina?”

“Gino, ma che, sei sordo? Ho detto: che buona la cioccolata!”

“E perché?”

“Be’, perché mi piace la cioccolata…”

“E allora? Non ti rendi conto che così fai un atto antidemocratico?”

“Un atto che?”

“Un atto antidemocratico! Che cazzo! Tu dici che è buona la cioccolata, e automaticamente offendi tutti quelli che la cioccolata non la amano! Non ti rendi conto? E’ come se dicessi implicitamente che loro sono dei cretini, se non amano la cioccolata…”

“Gino, ma non dire scemenze… se a loro non piace la cioccolata, non la mangiano, no? Mica ho detto che tutti devono mangiare per forza la cioccolata, come obbligo di legge! Ho detto che io la trovo buona e la voglio mangiare.”

“Ah, certo! E secondo te basta questo per dirlo ad alta voce, così, in uno spazio pubblico?”

“Gino, no scusa, ma mica è uno spazio pubblico, questo, siamo nel tinello di casa nostra!”

“E che vuol dire? Con queste pareti sottili i vicini possono sentire tutto! Li conosci i Bertolotto, no? Loro non mangiano cioccolata. Sono perennemente a dieta e sono conviti che la cioccolata sia un peccato mortale, una cosa che nessuno dovrebbe mangiare, mai. Te lo ricordi che casino han piantato, all’ultima riunione di condominio, perché la nonnina del quinto piano aveva portato i biscotti al cacao e voleva offrirli a tutti? Ecco, se ti sentono, si offendono, loro.”

“Ma saran cazzi loro se non vogliono mangiarla! Chi glielo dice, poi, di ascoltare quello che dico io? A casa loro diranno che la cioccolata fa schifo!”

“Eh no, perché noi, a casa, siamo in cinque: io, te, la zia Maria e i nostri due figli, no? E abbiamo anche tre gatti. I Bertolotto, invece, sono solo in due. Inoltre lo sai che a noi ascoltano di nascosto anche tutti i quattro vicini di pianerottolo e la signora di sopra, perché vogliono sapere i fatti nostri, mentre i Bertolotto non li spia nessuno, manco la portinaia. Se dicono una cosa in casa loro non la sente mica lo stesso numero di persone che c’è in casa nostra. Quindi c’è uno squilibrio…”

“Sì, c’è uno squilibrio mentale! Sarà colpa mia se i Bertolotto sono così pallosi ed antipatici a tutto il condominio che nessuno li ascolta, nemmeno di nascosto, perché persino la portinaia, dopo averci provato per un paio di volte, si è addormentata! E poi, scusa, secondo te cosa dovremmo fare, sentiamo! Dovrei smettere di dire in casa mia che mi piace la cioccolata?”

“Ma no, non essere sempre così drastica… adesso chiamiamo la signora Bertolotto e le diciamo che ogni volta che tu dici che ti piace la cioccolata, lei può venire a casa nostra per una ventina di minuti a ricordarci che secondo lei la cioccolata fa male. Così lei ha il diritto di replica e noi siamo tranquilli, no?”

“Gino?”

“Sì, Pina?”

“Tu la devi smettere di leggere sui giornali tutte le polemiche su Vieni via con me.”

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