Ci deve essere un motivo

Ci deve essere un motivo per cui il fratello di una ragazzina uccisa dallo zio decide di ricordarla tramite un calendario che viene presentanto al pubblico prima in una discoteca milanese e poi in una festa di piazza con un ex tronista della De Filippi a far da conduttore.

Ci deve essere un motivo. Ma sinceramente mi sfugge.

14 Comments

  1. che il sistema per tirare su qualche soldo facile, oggi, è questo. anche dietro ai canili, alle onlus animaliste, pare girino fondi e finanziamenti poco chiari. sono una famiglia povera e non me la sento di fare del moralismo: non possiamo sapere se privatamente ricordano o no degnamente e sinceramentela la ragazza….

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  2. Perché? Ma che altro ti aspettavi? Una lettura poetica con Arbasino, un concerto di Paolo Conte, un dibattito con Barbara Spinelli? Ma li hai guardati in faccia i protagonisti di Avetrana? Quello è il loro mondo. E’ il principio dei nani da giardino, tale e quale.

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  3. ciao, dice bene Ozkar, quelli sono così, ma mi pare non solo loro, comunque è una cosa abominevole, perché non metterci assieme anche uno striptease?
    saluti, non si sa più cosa pensare…
    io ho amici berlusconiani, questi sono: convinti del nucleare, mentana è il miglior giornalista, scotti il miglior presentatore televisivco,, berlusconi il più illustre statista degli ultimi secoli, tremonti e frattini ce li invidiano tutta l’europa ed avanti di questo passo, si è arrivati al punto che nel bar si evitano discussioni con tali figuri, e pensare che è gente coi quali siamo amici da piccoli…
    ancora una cosa, nel mio paese ci sono gli abitanti di una frazione in mezzo ai campi, ogni anno fanno sulla strada un presepio molto semplice, belissimo, quest’anno c’è stata la sorpresa, hanno preso il bambolotto che rappresenta il bambino, lo hanno riempito di petardi e lo hanno fatto esplodere. una mia amica arrivata per prima sul posto diceva che le sembrava di vedere un bambino autentico fatto a pezzi, anche questa è italia

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  4. io ho amici berlusconiani, questi sono: convinti del nucleare, mentana è il miglior giornalista, scotti il miglior presentatore televisivco,, berlusconi il più illustre statista degli ultimi secoli, tremonti e frattini ce li invidiano tutta l’europa ed avanti di questo passo, si è arrivati al punto che nel bar si evitano discussioni con tali figuri, e pensare che è gente coi quali siamo amici da piccoli…

    CVD. il problema, come sempre, non è berlusconiani o antiberlusconiani. è… non lo dico, sono in casa d’altri.

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  5. la brutta storia di Avetrana ha reso plausibile pensare che in fondo la morte(madalità a parte) non sia la peggiore delle alternative visto il contesto sociale, ma bensì una liberazione da esso.
    potete pure darmi del cinico, ma ne sono sempre più convinto.

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  6. “la brutta storia di Avetrana ha reso plausibile pensare che in fondo la morte(madalità a parte) non sia la peggiore delle alternative visto il contesto sociale, ma bensì una liberazione da esso.
    potete pure darmi del cinico, ma ne sono sempre più convinto.”

    ma no, tranquillo, non è cinismo, non preoccuparti. è solo piccineria, incapacità a comprendere l’altro da se – anzi, di più: incapacità a sopportare l’idea che esista, l’altro da se. carenza d’umanità, insomma, e intolleranza.

    (scusa galatea ma non ho retto. se trovi il commento troppo offensivo per essere pubblicato, capisco le tue sacrosante ragioni)

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  7. @nomedelblog avresti potuto chiedermi cosa intendevo dire con quella frase invece di frainterdermi spudoratamente ed insultare gratuitamente. poi sarei io quello intollerante, certo. non so quanti anni tu abbia, quindi mi fermo qui.

    se invece la causa scatenante è stata l’ errata digitazione di “madalità” invece di “modalità” , ti consiglio una camomilla prima di sederti di fronte alla tastiera.

    come mai tutti quelli che insultano si nascondono dietro un eccesso di privacy con il link bloccato? perchè frequentare blog se poi si vuol rimanere anonimi? che stupido che sono…proprio per insultare senza pericolo d’ essere rintracciati! Già.

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  8. la frase tua non mi sembrava potesse dare adito a frantendimenti; non l’ho letta solo io, e credo di non essere il slo ad essere rimasto schifato dalla lettura. e sì, anche io sono stato intollerante rispondenti. ma a differenza tua, io lo sono verso una sola categoria: gli intolleranti stessi.
    una delle ultime volte che mi lasciai andare a queste inutili diatribe da blog, fu leggendo un tale, discotecaro e wannabe Conversano, che, di fronte alla notizia della morte di un giovane con qualche problema e dedito alla letteratura, disse: piuttosto di una vita così da sfigato, meglio morire.
    nessuna differenza nelle vostre posizioni, se non, appunto, quella di “contesto sociale”, come dici tu.
    quanto all’anonimato, vuoi il nome? se vuoi ti do anche la mail, altri contatti non ne ho.
    circa il tono usato, qui l’unica a decidere è la tutolare del blog.

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  9. vedo che non demordi a tirar conclusioni affrettate e le differenze dall’ esempio da te citato sono reali. ma la tua fretta nel giudicarmi t’ ha impedito d’ interpretarle.
    almeno ora s’ è capito l’ oggetto di tanta avversione nei miei confronti.
    dunque sarebbe l’ aver usato “contesto sociale”.
    quindi anche Verga, sostenitore storico dell’ impossibilità d’ aver opportunità diverse dal proprio contesto sociale e culturale è paragonabile ad un “discotecaro e wannabe Conversano”. complimenti per la tua conclusione. sei un vero umanista.
    ho forse detto ” meglio morti che sfigati”? NO, questo l’ hai interpretato malamente tu.
    che il suo contesto sociale le fosse ostile, dalla cugina, ai compagni di scuola fino al fratello speculatore, non sono io a dirlo ma i fatti a dimostrarlo.
    visto che non sono legato ad una religione in particolare, mi prendo quello che mi piace un po’ da tutte. in questo caso il pensiero induista sulla reincarnazione ha la precedenza.
    mi piace pensare che ad una vita breve e drammatica ne possa susseguire una lunga e favorevole.
    mi auguro sia questo il caso. ecco il senso della mia frase, che se tu avessi avuto il buonsenso di chiedere, t’ avrei suggerito.
    avrei al massimo potuto passare per cinico, ma non sicuramente per inumano come volevi far intendere tu.
    caro mio, tutti hanno letto anche te e il tuo pressapochismo. di questo dovresti preoccuparti perchè hai fatto un po’ la figura del bimbominkia che utilizza il buonismo per compiacere i propri lettori(in questo caso Galatea, presumo).
    un po’ come Vespa, insomma.
    camomillati prima di pensare, ch’è meglio.
    da me non meriti altre spiegazioni, già sono dubbioso se maritassi queste! buona vita comunque.

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  10. ok, ho sbagliato a interpretare alla lettera. ho peccato di pressapochismo e quando sbaglio lo ammetto senza problemi. ma ammetterai che supporre collegamenti tra la tua frase e idee religiose legate al post morte era piuttosto arduo.
    confermo però che, se interpretata alla lettera, la tua frase mi schifava. E siccome se non tu, altri – appartenenti sia al tuo “contesto sociale”, sia a quello di Conversano – hanno sostenuto idee simili, ribadisco il mio schifo – verso le persone, ovvio, non verso il contesto sociale.
    Perchè l’idea che una persona sia solo il risultato necessario e inevitabile degli accidenti che lo hanno collocato in un dato ambiente mi sembra mostruosa. E se devo essere sincero non credevo, fino ad oggi, che fosse questa l’idea di Verga. Ma può darsi che mi sbagliassi, perchè ho letto sia i romanzi che le novelle, ma mai le critiche o saggi di letteratura, e questo mi toglie la possibilità d’essere un “umanista”: mi accontento d’esser umano e di non dar valore alla vita e alle persone basandomi sulle differenze di contesto sociale e culturale. se anche tu non lo fai, perfetto, siamo in sintonia.
    e sì, credo anch’io sia inutile andare avanti in questa discussione a due, qundi questo è l’ultimo mio messaggio.
    buon anno!

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  11. il motivo potrebbe essere quello di una mamma che si è vista portare via in un modo così orribile la figlia e la vuole ricordare ad ogni costo e vuole che tutti quelli che l’hanno conosciuta non la dimentichino.
    La ragazzina amava gli animali. Un canile? vabbene se Sarah ne sarebbe stata contenta.
    Io non ci trovo niente di male, anzi la cosa mi commuove.

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