Santità obbligatoria

Se io fossi cattolica, voterei la legge che consente l’eutanasia. Sarei favorevole al divorzio breve, all’equiparazione delle convivenze al matrimonio, e, anzi, sarei entusiasta se fosse possibile sposarsi per i gay e adottare per i sigle. E poi vorrei una legge per l’aborto ancora meno restrittiva, e le pillole, del giorno prima dopo e durante, disponibili al bancone delle farmacie, persino nei supermercati, senza ricetta. Vorrei preservativi nelle scuole nelle macchinette delle merendine, corsi di educazione sessuale per i ragazzi a go-go e l’unica possibilità di fare ore di religione solo nelle parrocchie, e anche in orari scomodi che comportino il sacrificio del calcetto, o per lo meno di parte del week end. Ci terrei proprio a vivere in un mondo in cui le tentazioni fossero a portata di mano, il peccato sempre sorridente e disponibile davanti a me, e il perseguimento della virtù fosse difficile e pieno di ostacoli.

Che caspita di merito c’è nel comportarsi da santo, se i peccati ti sono vietati per legge da un’etica di Stato, in pratica quasi impossibili da commettere e non tu hai alternative?

21 Comments

  1. Sì, ma poi contro chi punterebbero il dito? Il problema del cattolicesimo è che vuole reprimere più di quanto non voglia educare. Anche a me piacerebbe il mondo che hai descritto, più ragionevole e onesto, ma nel suo tendere a un’ideale troppo alto per essere raggiunto la Chiesa Cattolica non si cura di lasciare scoperte le profonde imperfezioni che la caratterizzano. Mette la testa nella sabbia lasciando in mostra “la sua parte meno nobile”.

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  2. E’ ormai da lungo tempo che le gerarchie cattoliche ed i teologi hanno realizzato che le patrie galere fanno piu’ paura dell’inferno… lo so… fa un po’ tristezza anche se non ci credi :¬(

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  3. Sono dell’idea che dio non accetti certa gente in Paradiso. Insomma, voglio dire. Credo che neanche a lui piaccia la gente che si sente padrona in casa d’altri.

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  4. Io sono cattolico (beh, diciamo credente, la parola cattolico non mi é mai piaciuta per le divisioni che sottolinea) e non solo sono daccordo con quello che scrivi, in quanto cittadino, ma in quanto credente faccio fatica a considerare “tentazioni” e “peccati” il divorzio se non c’é piú amore, l’aborto se non c’é la possibilitá di crescere un figlio come si deve, gli anticoncezionali per evitare di dover ricorrere all’aborto, il matrimonio tra persone che si amano (di qualsiasi distribuzione di sessi siano). Sono anche daccordo sul fatto di parlare di religione a chi ha deciso di ascoltare e non a chi é costretto ad ascoltare. Sull’eutanasia ho qualche perplessitá, come credente, ma di nuovo come cittadino non vorrei che le scelte religiose fossero imposte per legge.

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  5. “La Chiesa è costretta ad accettare il Puttaniere incallito che però non asporta crocifissi nelle aule,non vuole i Pacs, i Dico, non farà la legge sulle adozioni ai single, nè la fecondazione in vitro, né l’eutanasia, piuttosto che il morigerato Prodi che non ha mai fatto un corno alla signora Flavia, ma avrebbe sottoscritto quanto sopra. ” (cit.)

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  6. mah, credo che tra tutte le giustificazioni teologiche alle umane miserie, quella a rompere i coglioni non sia la più difficile da trovare: mi pare che i cattolici dovrebbero proprio avere come missione diffondere in ogni modo la buona novella… e le sue applicazioni.
    è infatti Dio che lascia la scelta, e lui è onniscente e valuta sempre senza problemi, leggi o non leggi, Stato o non stato.
    almeno, a catechismo me l’avevano spiegata così, ma non sono sicurissimo, di solito giocavamo a ping pong

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  7. Santo cielo ma ti rendi conto di quanto affermi?
    Sei consapevole di esprimere concetti che comporterebbero un salto di qualità nella maturità e nella conoscenza della natura umana tale da consentire a tutti di vivere liberamente senza che si possa abusare o prevaricare gli altri con idee personali vuoi sull’etica e fors’ anche sulla morale?
    Sei consapevole che le cose che proponi potrebbero realmente migliorare la vita e il fine vita di milioni di persone senza per questo intaccare o danneggiare l’attuale statu quo o turbare in qualche modo quello che chiamiamo “tessuto sociale”?
    Ma ti rendi conto che quanto hai appena affermato dovrebbe essere non solo auspicabile ma obbligatorio in un paese come questo?
    ..Ah, già.
    Avevo dimenticato che era il nostro.

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  8. Parole sante, è proprio il caso di dirlo. Purtroppo qualche giorno fa è stato celebrato l’anniversario del Concordato, che è come festeggiare la ricorrenza del rogo di Giordano Bruno…
    C’è in giro gente che si professa con orgoglio creazionista, ci rendiamo conto? Altro che Medioevo!

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  9. Il punto è proprio questo, la confusione tra peccato e reato. Le cose elencate da Galatea non sono vietate in nome della morale, ma in nome della religione, come “se vivessimo” in uno stato non completamente laico. E poi, siamo proprio sicuri che la morale corrente sia contraria?

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  10. La mia era un’osservazione di carattere generale, senza riferirmenti obbligati a quanto portato come esempio nel post.
    Pur comprendendo l’intento satirico di Galatea, sono intervenuto per venire incontro alle persone oneste; le quali, leggendo il post, potrebbero sentirsi sminuite nella loro onestà, solo perché la società pone un sacco di impedimenti a una serie di azioni peccaminose (furti, truffe, omicidi), seppur, nella maggioranza dei casi, con strumenti non preventivi (multe, carcere).
    Non sia mai che si metta in dubbio il merito di essere onesti solo perché esistono norme che, in un modo o nell’altro, ti costringono a esserlo!

    (Ho abbandonato una discussione sulla distinzione tra peccato e reato qualche post fa, perché si sarebbe andati troppo per le lunghe, e non intendo ritornarci. Desidero dire, però, che noi non vivremo in una società compiutamente laica finché essa non diventerà amorale. Eliminare le religioni comunemente intese non basta.)

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  11. Non sono d’accordo con quanto affermi nell’ultima parentesi, credo che la moralità sia indipendente dalla religione.

    Non capisco perché incentri il tuo intervento sulla questione dell’onestà. Nel post si fa riferimento a questioni che nulla hanno a che fare con l’onestà… Prendo come esempio una questione che non è citata, la fecondazione in vitro. Se voglio aggirare la legge 40, posso rivolgermi ad una clinica all’estero, concepire i miei figli in provetta con pratiche non permesse dalla legge in Italia e poi tornare con mia moglie incinta. Sono disonesto?

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  12. A) Che la moralità sia indipendente, dipendente o coincidente alla religione trovo sia irrilevante, ai fini di quanto ho affermato (si può benissimo essere atei e ben poco laici al tempo stesso).
    Per comodità, così può essere chiaro, riporto la definizione di laicità che si trova su Wikipedia:”La parola laicità, in senso politico e sociale, denota la rivendicazione, da parte di un individuo o di una entità collettiva, dell’autonomia decisionale rispetto a ogni condizionamento ideologico, morale o religioso altrui.” (grassetto mio)

    B) La mia era un’analogia portata alle estreme conseguenze: il merito sussiste solo dove nulla ti impedisce di fare diversamente (puro è chi rimane tale pur avendo la possibilità di peccare, onesto è chi rimane tale pure in assenza di leggi repressive).

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  13. Credo che stiamo scivolando un po’ troppo fuori tema… Secondo me il concetto di base sollevato dal post sta nell’ultima frase “peccati […] vietati per legge da un’etica di Stato”. È opportuno che uno stato proibisca per legge comportamenti che non hanno nulla di male se non andare contro dei precetti religiosi?

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