Felicità darwiniana

Diamo per scontato che la vita ci debba dare la felicità, che essa ci sia in qualche modo dovuta come un diritto, ma non è così. Come tutto, la felicità non cade dall’alto, non è compresa nel pacchetto base, perché un pacchetto base, nella vita, non esiste: tutto ti arriva e può andarsene da un momento all’altro, per accidente o per disgrazia, o anche non arrivare mai. Non vi è nulla di certo, di sicuro, o di stabile, neppure tu, che pure combatti e stingi i denti, come se fossi invincibile ed immortale.

La felicità va guadagnata giorno per giorno, combattendo come i nostri antenati combattevano per portare a casa la cacciagione per cena, e giorno per giorno va rischiata, incessantemente.

Riuscissimo ad accettare questo fatto, forse non saremmo più felici, ma almeno più sereni: la felicità non è un dono, è una lotta.

12 Comments

  1. Io gli auguri per oggi e anche per domani (e per ogni domani) te li lascio qui perché non mi iscriverò a iltwitdiGalatea. Noin mi farai iscrivere ad un altro dannato giochino di rete con un altro nick ed un altra password. Ho dato abbastanza e per oggi non mi resta che un aperto sorriso: 🙂

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  2. Ogni giorno e’ una piccola battaglia e ti lascia un segno; come dici tu la felicita’ non e’ un diritto acquisito, quel che abbiamo e’ il diritto di provarci ed il dovere di difenderla ogni giorno, con serenita’ ma anche con forza.

    Auguri 😉

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  3. Faccio la counselor, aiuto la gente a ritrovare la sua felicità. Spesso, però, mi accorgo che chi viene da me sembra non voler essere felice, non fa niente per esserlo, si aspetta che tutto venga da sè, o meglio, da me! Arrivano e mi chiedono di dar loro una soluzione, come da un dottore vogliono un aspirina. Non si rendono conto che la loro vita è tra le loro mani, non tra le mie.
    Anzi, a volte si comportano come se ricercassero l’infelicità con tutti se stessi. Per questo da un po’ scrivo sul mio blog il manualetto “puoi rendere la tua vita un inferno” (sulla falsariga di Watzlawick): se si deve essere infelici facciamolo con metodo!
    http://counselinglifestyle.wordpress.com/category/puoi-rendere-la-tua-vita-un-inferno/

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  4. io credo che non dobbiamo lottare per la felicità, sentimento soggettivo, consapevolezza di attraversare un attimo appunto «felice»

    dobbiamo, molto più modestamente, lottare per la dignitosa esplicazione delle attività consone alla nostra specie: nutrirsi, avere affetti, se lo si vuole avere dei figli, poter esercitare la nostra istintiva capacità esplorativa, insomma la curiosità, e la naturale propensione al gioco

    coloro ai quali è impedito essere dignitosamente uomini, debbono giustamente lottare, non per esser felici, ma per essere se stessi e non un animale soggiogato al profitto altrui

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  5. “La felicità è una lotta”…quanto hai ragione!!
    Mi viene in mente un coro che eravamo soliti intonare ai cortei negli anni contestatori del liceo: LA LOTTA E’ DURA E NON CI FA PAURA!! 🙂

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  6. The most profound and correct thing I think I’ve ever heard was from my 3-year-old nephew: “Mommy, I’m trying to be happy, but it’s really hard.”
    I had to sit down and just absorb the elegance of that truth.

    non e’ mia, e’ presa da reddit (sperando non sia trattata come spam)

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  7. Il concetto di felicità è fuorviante. La felicità è uno stato estemporaneo dell’animo (rectius: del cervello, posto che l’anima non esiste) riscontrabile esclusivamente in una fase di transizione emotiva (male —>bene). Ad esempio, togliersi un paio di scarpe molto strette dopo una giornata passata su e giù per le calli di Venezia.
    Essendo per sua stessa natura effimero, uno stato perpetuo di felicità non potrà mai costituire un obiettivo perseguibile. Si dovrà parlare, piuttosto, di serenità, eventualmente contrapposta alla pena, individuando più correttamente l’autentica felicità nell’attimo di trapasso dalla seconda alla prima.

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