Giovani, profughi, disoccupati e cristiani

Pare che il sindaco di Gallio, tenuto ad ospitare un profugo nel suo Comune, abbia posto la condizione di andarselo a scegliere personalmente, e ha posto la condizione che il profugo sia tassativamente “giovane e di fede cristiana“. Queste due caratteristiche, dice il sindaco, sono imprescindibili perché il profugo si possa ben integrare nella comunità, poiché è noto che i paesi e paesini del Nordest, al giorno d’oggi, non hanno nel loro territorio nemmeno un immigrato di fede islamica, i quattro o cinque ragazzini stranieri per classe che si chiamano Yassine o Mehemet sono ologrammi, e gli operai delle fabbrichette sperse per il territorio veneto, ivi compreso quello di Vicenza, sono tutti ariani purosangue.

In ogni caso, auguriamo al sindaco, al fine di una lunga ed accurata selezione, di trovare il “suo” profugo giovane e cristiano. E ci auguriamo pure, a questo punto, per una forma di simpatico effetto boomerang, che, oltre ad essere giovane e cristiano, il profugo si riveli anche un piantagrane di prima categoria.

6 Comments

  1. E’ incredibile che dal nord est arrivino sempre le “sparate” più integraliste, quasi come se fosse un laboratorio di idee per la stesura di un nuovo Mein Kampf.
    Poi nella realtà le cose sono diverse; personale assunto a libro paga, badanti abbastanza regolari, etc.
    Le fucilate vere arrivano da altre parti…

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  2. Forse il sindaco di Gallio si è scordato di quando sull’Altopiano gli extracomunitari erano i suoi antenati “cimbri”…

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