La vecchia

La vecchia ti arriva alle spalle, sbuffando, con negli occhi lo sguardo cattivo degli anziani che odiano tutti quelli che non sono ancora vecchi e vivono per vendicarsi di questi scostumati che si ostinano ad essere più giovani. Come lo sai che sguardo ha, se sei di spalle? Lo sai: quello sguardo lì ti arriva sulla nuca, è come un proiettile e ti perfora come un trapano. Senti anche il suo alito sul collo e poi lo spintone, che ti scaraventa di lato mentre lei, sgomitando, sguscia per passarti davanti e salire sul vaporetto. Fai soltanto in tempo ad avvertire un sinistro crack al collo del piede, mentre sbotti in un: «Cazzo, signora, ma non può ammazzarmi per andare avanti, eh!»

Lei si volta inviperita, gettando attorno sguardi indignati che chiedono agli astanti: «Lo avete sentito, vero, che questa maleducata ha detto cazzo!», ma siccome gli astanti non ci cascano, allora risponde, con fare da regina offesa: «Be’ devo prendere il vaporetto, io!»

Il vaporetto parte, a te resta solo una distorsione alla caviglia per ricordo. E le nuvole nere che accompagneranno il battello fino a Piazzale Roma non sono pioggia. Sono le tue maledizioni alla vecchia.

21 Comments

  1. Ecchecaspita di spintone ti ha dato… per dover star ferma 15gg, con stampelle, tutore, ecc. ecc.
    Ma stavi su un tacco 12 per caso?
    E meno male che era anziana (veneziana?), altrimenti finivi in acqua direttamente.
    Qui a Florence, se ti spintonano sull’autobus o alla fermata, al 90% ti stanno allegramente borseggiando.
    Col sottoscritto c’han anche provato, gli è andata storta e istintivamente son stato lì lì per reagire molto ma molto male: cioè non proprio a parole (che è pure peggio).
    Tutta la mia solidarietà, Gala.

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  2. ne ho una così, come vicina di casa. Mi fa paura, infatti, anche se “la mia” si traveste da buona nonnina 🙂
    in bocca al lupo per una velocissima ripresa!
    daniela

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  3. Quando Sua Signoria fa emergere la sua vena politicamente scorretta, sappia che qua l’adoriamo.
    Auguri per una pronta guarigione dalla storta.
    Alla vecchia auguro di finire su una bomba americana della seconda guerra mondiale, che da qualche parte, in Veneto, ce ne sarà senz’altro qualcuna ancora inesplosa: vecchia quanto la vegliarda, tuttavia in grado di lasciarla almeno storpia.
    😀
    Inchino e baciamano.
    Ghino La Ganga

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  4. Tempo fa mi capitò una cosa simile con una vecchietta.

    Supermercato, 24 dicembre mattina.
    Ovviamente se sono al super in una data simile è perchè l’indomani ho il pranzo di famiglia e mi mancano quelle cinque-sei(mila) cose che mannaggia-ho-dimenticato l’ultima volta.

    Chi ti trovi a far la spesa? simpatiche vecchine che a braccetto passeggiano per il supermercato mettendoci mezz’ora a tastare un’arancia. Evabbé.

    Arrivo alla cassa, coda, non lunghissima, ma insomma. Davanti a me una signora anziana, pelliccia e colbacco, vecchi ma ben tenuti.

    Un signore di mezz’età si avvicina alla fila di carrelli di fianco alla nostra con 2-3 cosette in mano, e chiede se può passare prima. Lo fanno gentilmente passare.

    La vecchina nella mia fila vede la scena e inizia ad agitarsi. Punta il carrello con dentro le sottilette e il sapone felce azzurra in direzione dell’altra fila, bofonchiando che “ah, maleducati, che passano davanti” etc.

    Visto che commenta ad alta voce, dopo un po’ le faccio notare che il signore aveva chiesto il permesso, e che comunque quella non è nemmeno la sua fila, quindi che importa.

    La signora si agita ancora di più e inizia a dire che “non sono affari miei”. Peccato, ribadisco, che lei stesse parlando ad alta voce rivolta agli astanti, tra cui ci sono io, quindi mi sento in diritto di rispondere.

    Non l’avessi mai detto. Adiratissima mi risponde qualcosa che implica che lei è una persona istruita, laureata, con esperienza, e chi sono queste persone ignoranti che si permettono di intervenire, e che sostanzialmente i giovani dovrebbero tacere. A quel punto le faccio notare che anche io sono laureata, e lei, di risposta “oggi la laurea la danno a tutti”.

    Un dettaglio: il signore di mezza età che aveva chiesto di passare la fila era di colore (il razzismo dei vecchi è devastante).

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  5. Grazie a tutti.
    @frap: No, non era un tacco 12. Erano delle banalissime ballerine. L’ho sempre detto che sono pericolose, quelle scarpe così basse.
    @clo: Pure questa era sciccosissima. Un vecchia ricca stronza.
    @guido: un po’ uno schifo, grazie.
    @ghino: Gliela trovo io, la mina, e gliela recapito a casa mandandole anche un tizio che la minacci finché non ci salta sopra e boom. 😦

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  6. potrei esser perfino io, quel tipo: anzi, mi immagino già l’apertura della porta della vegliarda, e il mio ingresso in stile: eccomi qua, ma che bella casetta, adesso controlliamo se l’elasticità della sua postura è ancora quella del vaporetto, vecchia imbecille, mi faccia vedere come salta su questa bella mina.
    Il più è mantenere l’uso del “lei”.
    😀
    Inchino e baciamano.
    Ghino La Ganga

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  7. Galatea, attendi tranquilla, il tempo lavora sempre per noi, anche se non hai nei pressi a riva di qualche fiume…

    PS: in caso d’impazienza, qualche buona vecchia* maledizione contro l’orrenda vegliarda può sempre soccorrere: da noi in Sardegna si chiamano “frastimusu” o “mazzine”, e le mie vanno quasi sempre a segno.

    *(questa sì che possiede entrambe le caratteristiche!)

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  8. Fermo restando che mai si deve toccare una persona, spezzo una lancia per gli anziani in vaporetto.
    Bisognerebbe che qualcuno dotato di buona penna descrivesse un viaggio sulla linea 1 dell’ACTV alle sei di sera verso P.le Roma.
    Ne ho fatto di allucinanti!
    Comunque penso che gli anziani in questo periodo non si sentano protetti e si arrangino come possono, anche a spinte.
    Poi se uno è maleducato lo è da sempre!
    Galatea, tu sei gustosissima a descrivere situazioni tipicamente veneziane (e anche venete) con arguzia. Provaci

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  9. Io ho abitato per sei anni a Padova, città di gente riservata e un po’ freddina, ma sempre molto educata e cortese, e mi stupiva e faceva incazzare non poco la buzzurraggine dei battellieri dell’Actv, le poche volte che mi capitava di andare a Venezia: fortunatamente, essendo di Cagliari, ero abituato ai modi spicci e irritanti di certa – non tutta, ci mancherebbe – gente di mare e avevo sempre pronta la rispostaccia nella fondina…

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