Il cinema del destino

Che poi ti domandi perché hai cambiato idea all’ultimo secondo, quella sera, nel parcheggio deserto, e, invece di baciarlo sulle labbra come volevi, gli hai solo sfiorato la guancia, e lui se n’è andato via così, stupito, non hai mai capito se deluso, o magari sollevato.

E cosa è successo quell’altra volta, che dovevi andare alla festa, dove c’era l’altro, che ti piaceva da morire, e invece poi, chissà come mai, hai deciso di no, di non andarci, e lui ha conosciuto lei e adesso sono sposati.

E ti chiedi come mai proprio quel giorno sei inciampata, ti hanno ingessato il polso, e non hai potuto andare a quell’incontro dove c’era un altro ancora, che ti aveva detto di volerti rivedere, e invece no, e poi non vi siete poi più rivisti.

E pensi a tutte le volte che hai perso i tram e gli autobus che avresti dovuto prendere, alle porte dell’ascensore che sei riuscita ad attraversare per il rotto della cuffia, correndo con il fiatone, e si sono chiuse in faccia invece a chi era solo giusto un attimo dopo di te, a tutti quelli che non hai mai incontrato o rivisto per la sfasatura di pochi minuti, un aereo in ritardo, un treno bloccato, per non aver girato l’angolo giusto del medesimo istante; a tutte le vacanze andate in fumo per un contrattempo, ai numeri di conoscenti dimenticati in vecchie agende, ai foglietti d’appunti indispensabili perduti sul fondo di chissà quale borsa, alle telefonate sempre rimandate senza un motivo, agli inviti declinati senza un perché vero, a tutto quello che ti è sfuggito dalle mani quando ti pareva che ormai fosse tuo, per un caso imprevedibile, o per semplice sfiga.

Ci pensi, ci ripensi, di quanto alle volte la vita sia così, un grumo di coincidenze che vanno o non vanno in porto, come se qualcuno si divertisse a fare lo sgambetto a te, proprio a te, per far andare a monte i tuoi progetti, oppure mandasse a monte i tuoi piani apposta, perché devono fallire i tuoi in modo che abbiano successo quelli di qualcun altro, e ciò faccia parte di un grande gioco, un gioco enorme che si chiama Fato, in cui ogni cosa si bilancia ed alla fine trova un senso, anche se tu questo senso non sarai in grado di intuirlo mai.

E infine, dopo averci riflettuto, decidi che forse ti sei solo fatta troppo influenzare per aver visto I Guardiani del Destino, al cinema.

Che, del resto, non ci volevi manco andare, e ci sei capitata per caso, eh.

11 Comments

  1. Non ho visto il film ma il trailer mi ha fatto venire in mente un racconto di asimov molto bello: “la fine dell’eternità”. In questo racconto c’è una casta di scienziati che ha inventato i viaggi nel tempo e passa il tempo a modificare la Storia in modo da migliorare il corso dell’umanità.

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  2. Ricorda anche il film “Sliding doors”…
    E chi ti dice che i tuoi piani andati a monte non ti abbiano offerto nuove possibilità più interessanti? forse quel che ti è sfuggito dalle mani ti avrebbe legato a un destino che non ti sarebbe piaciuto, chissà?

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  3. E’ bello immaginare che qualcosa sia o appartenga ancora alla sfera del sogno sognato da Prospero e non certo da Endimione, che l’antica arte del romanzo ha giustamente ( e forse con eccessiva retorica) celebrato nei fasti e nelle miserie. Con tutti i mondi possibili sei capitata proprio in questo dove le cose che non hai fatto sono lì a rimproverarti o a compiangerti e come è bello naufragare in questo mare evocando chissà quali curvi poeti ripiegati.
    Eppure riesci a mantenere una sottile vena di humour che è non solo mestiere ma anche qualità umana personale.
    Ecco perché continuo, continuiamo a leggerti con piacere amicale.

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  4. Galatea adorata, pensa cosa ti ha risparmiato il Destino…cataste di roba zozza usata a calcetto da lavare due volte la settimana. Parlo con cognizione di causa, eh.
    E’ anche vero che si chiude una porta (girevole) ma si spalanca un portòn. Porta pasiensa.;)

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