Piccoli dubbi di economia spicciola in tempi di crisi

Io, per esempio, di economia non so una cippa. Le uniche cose che so sono quelle che ho imparato dovendo fare i conti con il mio stipendio e il mio borsellino. Esattamente come tanti altri milioni di Italiani che non si intendono di finanza e di mercati, ma vivono così: con uno stipendio a fine mese, quando c’è, e le spese da gestire.

Non sono povera. Non per lo meno “povera” come si intendeva ai tempi dei nostri nonni, quando la povertà voleva dire non saper come comprare il pane e qualcosa da metterci sopra. Ma già adesso, da sola e con un lavoro fisso, quindi messa meglio di tanti miei coetanei che non hanno manco quello, navigo a vista. Non posso permettermi una casa di proprietà, perché il mutuo mi strozzerebbe, e l’affitto anche; per fortuna ho quella dei miei, che mi consente quel minimo agio nelle spese e di arrivare al 27 senza il conto in rosso: io risparmio un po’ di denaro, loro una badante piazzata in casa, il welfare all’Italiana è un pezzo che funziona così. Ma ci sono le spese per la benzina, le bollette, le assicurazioni per la macchina e le spese di salute, che crescono piano piano, settimana dopo settimana, e pian piano erodono tutto il resto. Esci meno fuori la sera, diradi i cinema ed i teatri, compri meno libri, vestiti solo in saldo e non certo nelle boutique, viaggi sempre meno e per periodi brevi: perché i prezzi e le offerte e gli sconto possono esserci sempre, ma quando pian piano ti senti il cappio che stringe, non mancano solo i quattrini in portafoglio, passa anche la voglia di spenderli senza pensieri. Vedi una cosa in vetrina, guardi la foto di un posto esotico, ma pensi: «No, meglio di no, che domani non so cosa mi capita.» E lasci perdere.

Quando La sento parlare, caro Ministro Tremonti, e anche il suo beneamato capo Silvio Berlusconi, mi pare che sia sempre questo che vi sfugga, che non riuscite proprio a capire. Non lo capivate prima di questa buriana di crisi, quando inneggiavate all’ottimismo, invitavate la gente a comprare perché da lì parte il rilancio dell’economia. Sì, ma vedete, per comprare ci vogliono in primis in soldi, e poi la sicurezza di poterli spendere oggi perché ne arriveranno anche domani. E noi, cioè quel ceto medio di cui per larga parte l’Italia è costituita, questa certezza non l’abbiamo più, da anni. Ce l’avete portata via giorno per giorno, centesimo per centesimo. Noi abbiamo resistito e resistiamo più che si può, perché quando sei abituato ad un certo tenore di vita, ti arrabatti per mantenerlo anche quando non sarebbe più tuo.

Però se adesso per salvare il paese dalla crisi finanziaria (quella che fino a una settimana fa dicevate voi che non esisteva, perché erano tutte paturnie nostre che eravamo disfattisti) dite che la ricetta è chiederci ancora sacrifici, e tagliarci diritti, e assistenza, be’, che dire, noi berremo ancora l’amaro calice, perché purtroppo non possiamo fare altro: ci vedremo gli stipendi ridotti, i risparmi falcidiati, pagheremo bollette, e tasse e prestazioni sanitarie a prezzi più alti, come sempre, e tutti questi soldi finiranno, giustamente, per carità, a finanziare le industrie in crisi, che potranno produrre di più grazie alle festività abolite.

Resta sempre un problema, che io, che non so una cippa di economia, non so risolvere, e che ad un certo punto, molti anni fa, si pose anche un certo Ford, che non era proprio un comunista. Se io continuo a diventare più povera, nonostante lavori di più , e divento sempre più timorosa di spendere anche i pochi soldi che metto da parte, perché con sempre meno diritti non so cosa mi possa accadere in futuro, tutte quelle belle robe che verranno prodotte e poi messe in vendita nei negozi, alla fine, chi se le accatta?

83 Comments

  1. @Galatea
    La risposta alla tua domanda e` semplice.
    Vuol dire che in Italia si spendera` di meno e le aziende italiche, anziche` importare dalla Cina, esporteranno a milioni di Cinesi ricchi che faranno viaggi in Italia, divenuta una specie di parco giochi-culturale per milioni di turisti.
    Il benessere si muove (ed e` giusto che sia cosi`) dalle nazioni poco efficienti e produttive (Italia) a nazioni piu` efficienti e produttive (Brasile, Cina, etc. etc.)
    Lentamente e senza troppi scossoni.

    Gigi

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  2. Verissimo tutto quello che scrivi. Lontanissimo dal pensarla come Tremonti devo però ammettere che nel governo è un elemento di discontinuità. La gran parte dei ministri si sbarazzerebbe di Giulio assai volentieri e lo stesso farebbe con gusto Berlusconi. E la cosa mi inquieta non poco: perché non c’è nessuno nel PDL in grado di essere un credibile sostituto e perché ora come ora Berlusconi sceglierebbe un ministro che la pensi come Berlusconi (e questo è il peggio che ci può capitare). Non vorrei trovarmi la Minetti all’economia tanto per capirci.

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  3. @niko: la prova che Berlusconi è un politico pessimo sta anche in questo: non ha saputo creare o scegliersi dei collaboratori in grado di gestire le cose con competenza. Ha promosso gente come la Minetti. Quindi ora, nel momento della crisi reale, non ha nessuno da mettere nei posti chiave. Il fallimento suo totale è questo: un vero leader è tale perché sa selezionare anche la gente che si mette accanto.

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  4. La chiave di tutto sta nel fatto che la questiione di “chi si prenderà questi beni che nessuno compra”, il merdanano e i suoi pupazzetti caricati a molla, sanno che non li tangerà proprio, perché loro tanto non ci saranno più.
    Troppo semplicistica, come spiegazione?
    Mmmm… secondo me no.

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  5. @Galatea

    Secondo me più che “non ha saputo” bisognerebbe dire che “non ha voluto scegliersi dei collaboratori competenti”. E’ un leader all’africana, non vuole dissenso nel suo partito e non vuole dissenso nel suo consiglio dei ministri e quindi sceglie volutamente i più impreparati e senza personalità. Personaggi senza CV alcuno sono diventati ministri senza saper fare nulla, quasi per grazia divina e per questo a lui devoti e a lui fedeli. Credo che abbia scelto così anche i suoi parlamentari e che non sia affatto un caso la presenza di tanti imbecilli contemporaneamente: i deboli sono ossequiosi.

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  6. Avrei concluso, molto più prosaicamente, che i sacrifici in surplus magari li possiamo anche fare, ma i lorsignori devono dimettersi, prendere subito dopo il primo razzo interplanetario, e terminare la propria vita politica su una luna qualsiasi di Giove, come giusto risarcimento per il fallimento nel quale ci hanno trascinato senza sostanzialmente muovere un dito. Questo è l’unico sacrificio che si chiede a loro, mica ridursi del 10% il vitalizio.

    P.S.Il 10 settembre tutti sotto palazzo madama per una manifestazione nazionale che si preannuncia di fuoco, astenersi perditempo e allergici allo spread.

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  7. Tutto vero. Non è, però, che l’altra parte offra un’alternativa credibile; anzi. Quando saremo veramente alla frutta, forse troveremo il coraggio d’intervenire radicalmente su quel tumore maligno che è il sistema partitico-clientelare, vera ragione per la quale una democrazia si trasforma inevitabilmente in oclocrazia. Ci avevamo provato nel 1994 ed è andata male; speriamo che la Storia ci conceda un’altra possibilità.

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  8. Berlusconi è appunto un leader all´africana, e la sua forza è proprio il suo manipolo di sostenitori allevati nel culto della personalità del Capo. La sua debolezza è il fatto che i suoi collaboratori e chi lo vota sono dei babbei, che vivono di manicheismi e dicotomie di inaudita scemità, risalenti all´epoca di don Camillo e Peppone. Da questo logicamente nasce la sua alleanza con un movimento rozzo, incolto, razzista e demagogico come il nazileghismo.

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  9. Nella stragrande maggioranza dei casi i sussidi alle industrie in difficolta’ son soldi buttati nel cesso: le difficolta’ vengono o dalla mancanza di sbocchi di mercato (e quindi i sussidi prolungano solo l’ agonia) o da carenze gestionali, e tenendo in vita chi non sa fare il suo mestiere si impedisce a chi lo sa fare di prenderne il posto.
    A parte questo concordo, i sacrifici vi toccheranno, sia che il governo continui ad annaspare sia che (costretto dalla BCE) si decida a sfoltire la massa di privilegi e sprechi che ammazzano l’economia, la banda di buffoni al governo e’ largamente responsabile della situazione ed andrebbe cacciata a pedate qui ed ora. Anche se purtroppo la concorrenza non da grandi speranze.

    @gigi
    L’Italia e’ ancora piu efficiente dei BRIC, il problema e’ che perde terreno.
    E riesce nel miracolo di tener alto il costo della vita nonostante il declino economico. Vivo a Londra, e l’ unica cosa che costa piu’ che in Italia sono gli affitti (a Londra, che appena esci costano una cicca) e la metropolitana.E un cameriere da starbucks qui guadagna come un impiegato in Italia.
    Tra costo della vita, carenza di infrastrutture e politiche tafazziane (tipo mettere i bastoni tra le ruote a Ryan Air &c per tenere in piedi Alitalia) io a ‘ste gran sviluppo turistico ci credo poco.

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  10. Paolo Marani , quelli come te vanno messi agli arresti domiciliari senza telefono e soprattutto senza internet. Ma ti rendi conto del danno che arrechi proclamando manifestazioni e contestazioni che potrebbero sfociare (londra insegna q.sa!!) in tafferugli, danni, morti e feriti? I giovani lanciasassi e bottiglie incendiarie non vedono l’ora di scatenarsi in piazza (a volte senza nemmeno sapere cosa ci vanno a fare) trascinati da quelli come te che inneggiano alla contestazione. Esiste una minoranza politica che mi pare sa contestare da sola senza il tuo aiuto e senza l’aiuto degli eroi che aspettando il tuo “annunciato fuoco” stanno già riempiendo le bottiglie con stoppino.. Vergognati e cerca di vivere + civilmente. Se devi cavalcare una battaglia politica candidati, fatti eleggere, e poi prenderai le decisioni.

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  11. @Galatea
    Gli inglesi hanno un ottimo modo di dire al riguardo.
    “You reap what you sow”.
    Detto anche: raccogli quelli che semini.
    Gli italiani hanno vissuto per anni (decenni) al di sopra delle loro possibilita` e fregandosene altamente della cosa pubblica.
    Ora ne pagano le conseguenze e io non mi mettero` certo a piangere per questo.
    Per fortuna, io non sono piu` residente in Italia da anni ormai e ho tutti i miei soldi all` estero.

    @Niko
    La colpa non e` tanto di Tremonti, quanto del fatto che Berlusconi (penso) gli abbia impedito di fare le riforme che dovrebbero essere fatte per riportare l` economia in positivo. E Berlusconi ha tenuto questa posizione non perche` e` stupido, ma perche` il suo elettorato di riferimento voleva questo.

    Gigi

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  12. @Marcello
    Dipende da come definisci “efficienza”.
    Se la definisci come quantita`/qualita` del prodotto come cost per produrlo, l` Italia e` anni luce dietro Cina e Brasile, dove fanno un prodotto competitivo a quello italiano e la paga dell` operaio e` un quinto o un decimo.
    Londa e` un caso particolare, perche` il costo della vita e` alto, non e` paragonabile a quello medio inglese.
    Comunque, UK, US o Italia poco cambia !
    E` tutto l` occidente che sta andando giu`, con i BRICS che crescono a botte di 5%-10% all` anno.

    Gigi

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  13. @il giusto: quelli come te, invece, rischiano di essere molto più semplicemente bannati dal mio blog, perché invitare la gente a partecipare ad una manifestazione non è reato, e i cittadini hanno tutto il diritto di indire manifestazioni e “fare politica” anche se non sono eletti. E quelli come te che accusano gli altri di essere per questo delle specie di “terroristi” insultando mi fanno semplicemente orrore. Scegliti un altro nick: “Il fascista” sarebbe più adatto, ad esempio.

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  14. @Gigi: io non ho seminato niente di tutto questo , ma sono quella che ci va in mezzo. Quindi, ripeto, ti auguro, all’estero, di trovarti nella stessa situazione. Forse allora ti commuoverai di più.

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  15. Qualcuno dica al Giusto anche che quelle di Londra non sono manifestazioni di gente con coscienza politica che scrive su blog, legge noiosissimi libri veterocomunisti e magari fa anche yoga, ma sono tafferugli di ragazzini senza istruzione, ideologia, possibilmente semidelinquenti ed inclusi in un contesto sociale completamente diverso da quello italiano.
    Scusate, precisazione dovuta, ma ogni volta che sento e leggo un’analogia tra la disgregazione sociale in corso nei paesi britannici e le sane manifestazioni di dissenso sostenute da gente pensante in Italia ed altri paesi mi si drizzano i capelli.

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  16. ” ci vedremo gli stipendi ridotti, i risparmi falcidiati, pagheremo bollette, e tasse e prestazioni sanitarie a prezzi più alti, come sempre, e tutti questi soldi finiranno, giustamente, per carità, a finanziare le industrie in crisi (…)”

    senza fare discorsoni, che tanto non ne sarei capace, con la mia mal fatta, raccattata triennale in economia aziendale.
    semplicemente non è così. per fortuna!
    è altro che grava sulla spesa pubblica. si può tagliare, o si possono alzare le tasse. se si taglia la gente strilla ai meno diritti, alla fine del welfare, se si alzano le tasse la gente strilla perchè si alzano le tasse. nel frattempo la sinistra strilla perchè i ricchi piagano. piangano o no, non cambia niente e lo sanno, perchè la baracca la teniamo insieme noi.
    se e quando e come si deve tagliare, o se e quando e come si devono aumentare le tasse, se si mettono insieme dieci economisti non se ne trovano due d’accordo, ma almeno… si parta dalla verità: non fottono i soldi ai poveri per darli ai ricchi o ai padroni. fottono i soldi ai poveri per tenere in piedi la baracca.

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  17. @Galatea
    Mi spiego meglio.
    Chi ha seminato e`:
    1) chi poteva informarsi sui politici che rubano
    e non l` ha fatto
    2) che poteva lavorare nei partiti o fuori dei partiti per migliorare la politica
    ma aveva da guardare il programma in TV
    3) chi ha predicato a destra e a manca
    ma non ha fatto niente per cambiare le cose
    4) chi se l` e` presa con comunisti/”terroni”/Berlusconi/extracomunitari/fascisti additando loro come il nemico da abbattere
    ma non ha mai cercato di capire perche` milioni di persone la pensano diversamente

    tutti quelli di cui sopra, il giorno che si troveranno in problemi economici non avranno il mio supporto morale.

    Io mi sono informato sui politici che rubano, ho lavorato per migliorare la politica, non me la sono preso con nessuno per principio, per cui adesso mettermi a piangere perche` persone che passavano le serate a guardare Paperissima mentre io studiavo.. questo proprio no!!

    Gigi

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  18. La definisco come produttivita’ totale dei fattori.
    Puo’ essere approssimata dal PIL pro capite, che in Italia e’ di circa 34k $ ed in Cina di circa 4k $.
    Poi non confondere la crisi italiana con quella occidentale: tutte le economie mature crescono piano, ma UK cresce 2/3 volte quanto l’ Italia, e DE 5/6 volte.
    Sempre meno di Cina o India, ma abbastanza da garantire un tenore di vita decente.
    UK un po’ meno: ha un sacco di finanza e con la crisi ha preso una batosta, ma nel medio periodo resta molto piu’ sostenibile.

    Il punto su Londra e’ appunto che per quanto sia cara, l’ Italia non e’ troppo lontana.

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  19. @Nomedelblog
    Spiegami perche` Benetton deve avere la concessione sulle Autostrade e Berlusconi il “quasi” monopolio sulla TV privata.
    Perche` notai e farmacisti non possono essere professioni con libera concorrenza

    Gigi

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  20. @Marcello
    Guarda che il PIL pro capite NON e` la misura della produttivita`, semmai il contrario.
    Per guardare la produttivita` devi guardare semmai il trend di crescita del PIL.
    Giusto dire che UK cresce piu` dell` Italia, ma la crescita di UK e US e` piu` vicina alla nostra (circa 0) che a quella della Cina e India (8~10%)

    Gigi

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  21. @Gigi, vuoi dire che “all’estero” (dove?) non hanno mai vissuto al di sopra delle loro possibilità? Ed allora come spieghi ciò che è successo in USA, Irlanda e GB? Gente che si è trovata senzatetto da un giorno all’altro perché aveva creduto a banche e governi cinici e corrotti ed aveva acquistato un immobile a mutui quarantennali al 100%? Pensi che in Italia una cosa del genre sarebbe permessa? No. Perché almeno il paese non è stato “venduto alle banche”, come è successo, letteralmente, ad esempio in Irlanda, paese che probabilmente, a detta di vari economisti, ci metterà almeno un’altra generazione (non scherzo) per risollevarsi dalla recessione.
    Perché, quando gli fu detto di “spendere e spandere” per risollevare l’economia, l’hanno fatto, non mettendo via un centesimo, non certo con quella vecchia parsimonia e saggezza popolare che abbiamo almeno qui in Italia e che Galatea ha descritto così bene nel suo post. Non si va in vacanza se non sei sicuro del tuo stipendio il mese prossimo, punto. In Irlanda e USA la gente si è ritrovata con 2 lire e si è comprata il SUV, e adesso se lo possono usare come casa alternativa da quella da sui sono stati sfrattati perché sono invendibili (meno male).
    L’erba del vicino non è sempre più verde. Questa è una crisi globale, causata dall’insostenibilità del liberismo estremo e del sistema capitalistico basato sui consumi esasperati.

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  22. @gigi: il problema è che io non guardavo Paperissima, e ho fatto tutto quello che tu dici, compreso studiare. Quindi, come vedi, come al solito le cose sono un po’ più complicate, e quelli che mi dicono “adesso io rido perché non ci sono in mezzo gnè gnè” mi fan girare un pelino le palle perché se ci fossero loro in mezzo a questo casino riderebbero pochetto.

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  23. @Galatea
    Soldi da fregare ai poveri ce ne sono ancora eccome.
    Basta pensare a tagliare lo stato sociale, fare la sanita` privata, vendere ENEL e ENI, mettere la scuola privata e quanto altro.
    E mandare i celerini in piazza se qualcuno dice “mah!”

    Gigi

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  24. tenere in piedi la baracca: bel concetto. Bisogna però sempre ricordarsi che se si sbatte troppa gente a dormire sotto i ponti questi non avranno alcun interesse a salvarla. Anzi qualcuno proverà a bruciarla, la baracca…

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  25. È giusto pensare che questo blog, più che una tiratina di orecchie al Tremonti, sia uno sfogo al pensare che stia lì a leggere?

    Perchè oltre che al Tremonti, si dovrebbe spiegare al Bersani, al Di Pietro, al Casini, A tutto l’ambaradan che coi nostri dolori ci vivono.

    Ma la morale della favola poi è, che ci rispondono col paternalissimo, “gli italiani pensano solo al calcio, sesso, e ferie!”

    – Il calcio, lo fanno pagare con artifizi vari.

    – Il sesso, solo col portafoglio pieno, e tempo averne.

    – Ferie, chiaramente chi ha il lavoro, gli altri, ferie gratis!

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  26. credo, purtroppo, che i margini di «immiserimento» siano ancora ampi

    difatti il problema è squisitamente politico: cioè a chi far pagare i conti della crisi

    io penso che una piccola parte va anche presa dai cosiddetti diritti acquisiti (pensioni e stipendi del pubblico impiego), ma che gran parte vada recuperata attraverso regole che impediscano proprio le rendite finanziarie, che riportino il reddito laddove si produce, cioè nell’impresa, nei lavoratori e nei datori di lavoro «veri»

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  27. @Galatea
    forse tu personalmente no, ma Paperissima faceva dieci milioni di spettatori.
    Se controlli i dati Auditel, la maggior parte della gente, la sera passa una o due ore almeno di fronte alla TV.
    Tu magari leggi libri, non guardi la TV e non parli di cose cretine con gli amici e provi ad interessarti dei problemi e per questo ti ammiro.
    Ma la maggior parte della gente, una volta che ha la pancia piena e la partita di pallone in TV, di quello che succede nel resto del mondo se ne frega.
    Adesso e` venuto il turno anche per gli italiani di tirare la cinghia.
    Potrebbe addirittura essere educativo, direi..

    Gigi

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  28. @gigi: Io sto tirando la cinghia da anni. Quindi la famosa meritocrazia del sistema liberale consiste che io smadonno per una vita per arrivare a fine mese, e poi, quando c’è una crisi economica che i coglioni han causato, me lo prendo in quel posto come tutti gli altri, e tu sei pure contento e ghigni? Spero che da dovunque tu scriva, la crisi economica ti falcidi, così ti troverai nella stessa situazione mia, e potrai godere della stessa “educazione”. Eh scusa, Gigi, ma le maledizioni te le tiri.

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  29. @Galatea
    allora, io non sono contento, ho solo detto che non mi dispiace e trovo giusto che chi non si e` interessato alla cosa pubblica adesso (un po`) pianga.
    Riguardo ai “coglioni”, come li definisci tu, di chi stiamo parlando?
    Stiamo parlando dei politici, spero di no, in quanto sono stati votati da noi (beh, non da me..).
    Stiamo parlando dei milioni di italiani che se ne strafregano della politica, salvo tirare qualche “ostrega” di tanto in quando all` indirizzo di Berlusconi o Prodi?
    Tirare la cinghia nonbasta, se poi non si fa qualcosa per cambiare le cose..
    Io la crisi economica non la sento perche` prendo abbastanza bene (infatti, esattamente il doppio qui di quanto prendevo in Italia), ma mi sono dovuto fare un mazzo tanto per andare all` estero, trovarmi un lavoro e imparare una lingua (studiando di notte).
    Adesso mi devo sentire male per quelli che la Domenica anziche` cercare di fare qualcosa andavano a mangiare il risotto al lago?
    No grazie.

    Gigi

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  30. @Diego
    Hai ragione, sto spammando il blog in maniera oscena.
    Mi fermo e la pianto qui.
    La signora si e` dimostrata anche troppo liberale (davvero).

    Gigi

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  31. I due poli si stanno pian piano delineando sempre di più, era questo il progetto della classe politica che ci governa, solo che i poli non sono destra e sinistra ma pochi molto ricchi e il resto tutti poveri.

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  32. @gigi: Il problema è che qua non sta pagando chi si è “disinteressato alla cosa pubblica”, né chi si è limitato a tirare “qualche ostrega” contro Berlusconi i Prodi, come dici tu. La pagano e la pagheranno persone che per anni si sono fatte il culo studiando, che si sono date da fare in politica, che han sempre cercato di cambiare ‘sto paese. Perché sinceramente ne ho strapiene le tasche anche di chi, come te, quando capitano questi problemi, sa solo dire che “tutti” se la sono meritata perché non hanno fatto niente. Ma non diciamo cazzate: non stavo di certo a guardare Paperissima, e con me non la stavano a guardare centinaia di migliaia di persone che ora si troveranno a dover fare i conti con questa crisi. E ne ho ugualmente piene le palle di quelli che sono andati all’estero e dicono “Ah, io mi sono fatto il culo e ho rischiato”. Be’ non tutti sono potuti andare all’estero, cazzo, perché si hanno anche degli altri legami e perché non tutti possono piantare e partire, e quando si decide di restare non sempre lo si fa perché non si ha coraggio o voglia di mettersi in gioco. Per cui ripeto: visto che tu non sai provare un minimo di umana compassione per chi è preso in mezzo a questa crisi ti auguro, ma sinceramente e con tutto il cuore, di rimanerci prima o poi preso in mezzo tu, così capirai che tutte le tue belle lezioncine non valgono un beneamato, perché non c’è alcuna meritocrazia e tutti siamo nella stessa barca, alla fin fine.
    E quel giorno mi farò una risata io, allora, così vediamo quanto ti farà piacere sentire un idiota che ti dice: “Eh, cazzo, te lo sei meritato!”

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  33. @diego: no, grazie. Sono una donna, non una con un qualche tipo di handicap mentale. Non c’è bisogno di lasciarmi l’ultima parola per bontà. Anzi, detto tra di noi, trovo il tuo commento una delle cose più gratuitamente offensive che mi siano mai state dette.

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  34. @Galatea
    ..sperando di non venire censurato..
    In tutte le situazioni c` e` chi paga e non se lo merita..
    Ma e` anche vero che la stragrande (80%? 90% o 99% non so) delle persone se ne strafrega della cosa pubblica finche` non gli tocchi lo stipendio.
    Questa e` una realta`, a mio modo di vedere.
    E poi non ti arrabbiare piu` di tanto, che le professoresse (spero tu sia di ruolo) sono quelle che verranno meno toccate dalla crisi, perche` non possono essere licenziate.
    E la compassione umana sarebbe meglio usarla per quelli in Somalia che stanno in mezzo a una crisi, si`, ma di dimensioni diverse.
    Per loro crisi non vuol dire tirare la cinghia, ma tirare le cuoia.
    Io ho donato 60 euro, e tu?

    Gigi

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  35. Personalmente sono stanco di sentire parlare di competitivita’ da nn ha mai dovuto essere competivo,di flessibilita’ da chi non e’ mai dovuto essere flessibile, di sacrifici da chi non li ha mai fatti e mai li fara’.Il problema dell’economia e che ci sono variati trilioni di dollari di ricchezza che nn esistono piu’ e si deve cercare chi rimarra’ con il cerino in mano.Se dobbiamo salvare l’italia sarebbe meglio che cominciassero a pagare coloro che dalla festa precedente hanno ricavato i maggiori guadagni.

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  36. La favoletta che ci han raccontato negli ultimi tre anni, ovvero che da noi la crisi finanziaria globale non avrebbe colpito così duramente, che il nostro sistema bancario era più solido, che l’economia avrebbe presto ripreso a crescere, che nessuno sarebbe rimasto da solo, ecc. ecc. ora è finita.
    Negli ultimi tre anni ci siamo mangiati il (modesto) lavoro fatto nei 13 precedenti, quando eravamo riusciti a far scendere il rapporto tra debito e PIL (la ricchezza prodotta dal Paese) dal 121,8% al 103,6% .
    In europa ci hanno commissariato per questo.
    Dal 1984 al 1994 il paese è vissuto totalmente al di sopra delle proprie possibilità.
    Diciamo quindi grazie ai vari Craxi, Fanfani, Goria, De Mita, Andreotti, Amato e Ciampi per aver affossato il ns. Paese. Ma anche ai vari De Gasperi e Nenni per averci lasciato in eredità i loro delfini (Andreotti e Craxi, i loro governi sono stati tra i peggiori, sui numeri).
    E poi ai vari Berlusconi, Dini, Prodi, D’Alema, Amato per non aver avuto il coraggio di fare quel che avrebbero dovuto fare fino in fondo.
    Ancora non siamo falliti del tutto solo perché +/- il 50% del ns. debito pubblico è in mano ad investitori italiani. Peccato che nel 1995, con analogo rapporto debito/PIL, avevamo in mano il 90% del ns. debito. Ora siamo molto molto più esposti: la metà del ns. debito “estero”, circa 511 miliardi di euro, per dire, è in mano ai cugini francesi.
    La festa è finita: stavolta davvero.
    E il turbo-capitalismo mondiale ci sta sistemando definitivamente.

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  37. Gigi @Nomedelblog
    Spiegami perche` notai e farmacisti non possono essere professioni con libera concorrenza

    sono assolutamente d’accordo.

    ilmondodigalatea @nomedelblog: Be’, soldi da fottere ai poveri non ce ne sono più. Se pensano di tenere così su la baracca, crolla tutto.

    di nuovo sono assolutamente d’accordo.

    ma si è capito almeno che facevo riferimento ad uno specifico passaggio del post, quello citato?

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  38. @Galatea
    Se tu hai cercato di darti da fare, hai fatto un po` di politica attiva (e non per carriera), hai partcipato a consigli comunali e cercato di migliorare le cose, tanto di cappello.

    @Lonewolf
    “Se dobbiamo salvare l’italia sarebbe meglio che cominciassero a pagare coloro che dalla festa precedente hanno ricavato i maggiori guadagni.”
    senza distinguere chi i soldi se li e` guadagnati e chi no?

    @Frap1964
    “Ma anche ai vari De Gasperi e Nenni per averci lasciato in eredità i loro delfini (Andreotti e Craxi, i loro governi sono stati tra i peggiori, sui numeri).”
    Non mi risulta che i vari Craxi e Andreotti siano stati votati da De Gasperi e Nenni

    Gigi

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  39. @gigi
    esiste in qualcuno una mistica del lavoro autoreferenziale.Tutti pensano che i propri guadagni siano meritati e quelli degli altri no.Senza tenere conto che spesso chi piu’ ha lavorato lo deve al fatto che mediamente e’ meno’ preparato.Uno dei problemi italiani e’ che il lavoro da noi si misura e non si valuta.
    Comunque indipendentemente da questo, dal sistema passato c’e’ chi ha guadagnato di piu’ a deve pagare di piu’.

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  40. Se qualcuno vuol capire perchè sono scappato nauseato dall´Italia per venire a vivere in Germania, legga quanto segue

    LA PENSIONE DI HELMUT SCHMIDT – STATISTA TEDESCO !
    1.600 EURO AL MESE PER HELMUT SCHMIDT – EX CANCELLIERE TEDESCO !
    Helmut Schmidt (Amburgo, 23 dicembre 1918), politico tedesco e cancelliere della Repubblica federale dal 6 maggio 1974 al 1 ottobre 1982. Successe nel 1974 a Willy Brandt, che aveva dovuto dimettersi perché il suo segretario era stato smascherato come spia della Germania Est, e nel 1982 fu sostituito da Helmut Kohl per mezzo di una mozione di sfiducia costruttiva, utilizzata per la prima volta nella storia della Repubblica Federale Tedesca, che fu presentata dai suoi alleati della FDP in seguito a disaccordi sulla politica economica e sulla politica estera.
    Come cancelliere federale ha contribuito alla costruzione dell’Unione Europea quale oggi la conosciamo, in particolare istituzionalizzando il Consiglio Europeo nel 1974, lanciando il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale nel 1978 e il Sistema Monetario Europeo (antesignano dell’euro) nel 1979 e favorendo la prima elezione diretta del Parlamento Europeo nel 1979. Da quando ha lasciato la politica vive con una dignitosissima pensione di 1.600 euro, nulla a confronto con i 31.000 euro che riceve Giuliano Amato, o con le pensioni degli altri nostri parlamentari.

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  41. @lonewolf
    Non so se ti accorgi che quello che dici, in se`, non vuol dire una benemerita cippa.
    Berlusconi ha senz` altro guadagnato piu` di te negli ultimi dieci anni.
    Se paga quello che hai pagato tu + 1 euro, ti va bene?
    Ragassss..

    Gigi

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  42. Tanto contano sempre e soltanto i rapporti di forza. I poveracci possono contare solo se prendono coscienza di essere poveracci e agiscono di conseguenza, facendo massa. Altrimenti li fottono uno a uno. E’ sempre stato così e sarà sempre così. Quelli che come Gigi dicono che si sono emancipati dalla folla sono illusi se pensano di essere al riparo dalle conseguenze di questa crisi di sistema, a meno che non facciano parte del 10 o 20 percento più ricco . Giorni fa qualcuno sulla stampa evocava la consueta metafora del Titanic, consueta e abusata in situazione di crisi per dire che siamo sulla stessa barca e che tutti rischiamo di morire. Quindi, please, accettate le cose peggiori e più ingiuste Leggevo in rete che in realtà sul Titanic i morti di prima classe furono minimi in percentuale rispetto ai viaggiatori di terza classe. Fra questi molti di quelli che si salvarono furono coloro che ebbero il coraggio di affrontare l’equipaggio, armato, per salire sulle insufficienti scialuppe. Come metafora la preferisco.
    @Gigi: in uno dei tuoi post evocavi la repressione contro chi va in piazza. Assicurati che poliziotti e simili siano ben pagati, possano mandare i figli a scuola e ricevere adeguata assistenza sanitaria.

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  43. Mi viene da ridere a leggere qui e là dell’entità dei tagli che vorrebbero fare.
    Abbiamo un debito pubblico da 1.843 miliardi di euro.
    La ricchezza annua del Paese viaggia su 1.536 miliardi di euro (nel 2010, siamo i settimi nel mondo). Però se calcoliamo il PIL pro capite, guarda caso, scendiamo al ventinovesimo posto (circa 25.600 euro a testa). Subito prima della Grecia.
    Per riportare il ns. rapporto debito/PIL a livelli più ragionevoli, diciamo tra quello di Francia e Austria (cioè il 75%, che comunque non è ancora l’ottimo secondo Maastricht, che sarebbe sotto il 60%) dovremmo tagliare diciamo +/- 700 miliardi di euro dal ns. debito e/o riuscire a far salire il PIL a tassi di crescita ben più elevati di quelli degli ultimi 10 anni.
    2000 +3,6%
    2001 +1,8%
    2002 +0,3%
    2003 +0,0%
    2004 +1,1%
    2005 +0,6%
    2006 +1,9%
    2007 +1,5%
    2008 -1,4%
    2009 -5,1%
    2010 +1,3%
    In quanti anni pensiamo di poter fare un taglio così imponente?
    Sono 5 manovre da 140 miliardi, 10 da 70 miliardi e così via.
    Ci vuole tanto a capire che qui serve una cura da cavallo di quelle “lacrime e sangue”, come si dice in gergo, per tutto il prossimo decennio, oppure si fallisce davvero?

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  44. @Paolo
    Guarda che c` e` un malinteso.
    Io mica manderei i poliziotti in piazza.
    Ma chi comanda li mandera` se non trova altra soluzione.

    “Quindi, please, accettate le cose peggiori e più ingiuste”
    Perche` sarebe “ingiusto” fare dei tagli allo stato sociale?
    Capisco se fossimo in una dittatura dove i poveracci subiscono e basta, posso capire.
    Ma invece non volete capire voi che questa situazione la maggioranza degli italiani se la e` VOLUTA?
    Chi e` causa del suo al, pianga se` stesso.

    @frap1964
    “Abbiamo un debito pubblico da 1.843 miliardi di euro.”
    Aggiornati un po`, vah..

    Gigi

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  45. @Gigi:la maggioranza degli italiani se la è voluta…mah…mica sono convinto: mi sembra un mantra detto per darsi coraggio e razionalizzare le brutte cose che ci capiteranno.
    Oltre che per tenere buoni quelli che potenzialmente potrebbero rileggersi Locke.

    frap ha ragione: ci vuole una cura da cavallo, per questo l’equità è fondamentale ed è ingiusto tagliare il welfare state oltre un certo limite: per non ammazzare il cavallo.

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  46. mettiamola così: io posso essere fesso se casco nelle mani un truffatore, anche pensando di fare il mio interesse a scapito di altri più scemi. Però io resto il truffato e lui il truffatore. Considerando poi il popolo in questione parlerei anche di circonvenzione di incapace.

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  47. @Gigi
    I dati sono il consolidato riferito a fine 2010.
    Piuttosto, non è che hai qualcosa di più intelligente da scrivere invece di idiozie tipo che la Cina sarebbe un paese efficiente e produttivo?
    Perché ad essere “efficienti e produttivi” con gli schiavi, la pena di morte e lo stato sociale cinese siam tutti bravi, che ti credi?
    Quella fase noi l’abbiamo passata e anche da parecchio.
    Comunque è un bene che tu sia all’estero, imho.
    Questo Paese non ha bisogno di gente che sragiona come te.

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  48. Il primo problema e` che Tremonti, presentato dalla propaganda Raiset come fine economista frenato da Berlusconi, è in realtà un incapace cialtrone. Basta vedere le sue pensate in tempi non sospetti della tassa sui profitti delle aziende energetiche, oppure il suo libro che scrisse “La paura e la speranza”, al mitico grafico che fece in televisione in cui avrebbe azzerato il debito pubblico nel giro di tre anni…

    Il secondo problema è che non vedo nemmeno nell’opposizione dei leader politici in grado di avere delle idee sensatew su cosa fare ed in piu` ci sono ancora i vari d’alema, veltroni, rutelli e amichetti vari in grado di fare enormi danni.

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  49. Non sono d’accordo con tutto quello che dice Gigi, ma a dire il vero penso anch’ìo che ragionare in termini di “abbiamo eletto politici capaci, ci meritiamo il boom” quando le cose vanno bene e “abbiamo eletto politici incapaci, colpa loro” quando va male, sia troppo, troppo comodo!

    Abbiamo a che fare con un popolo, che dal dopoguerra a oggi, ha avuto a disposizione qualcosa come DICIASSETTE occasioni per eleggere politici capaci e onesti. E le ha buttate quasi tutte alle ortiche. Non solo, ma si è votato a larga maggioranza il governo che ha blindato la liste elettorali togliendogli rappresentanza… accogliendola non con le sommosse di piazza che avrebbe meritato ma con una blanda critica sul metodo da una parte e una aperta soddisfazione sulla “governabilità” dall’altra.
    Guardiamo in faccia la realtà: quel popolo siamo noi.

    Se invochiamo la “circonvenzione di incapaci”, allora, in coerenza alla nostra incapacità, dovremmo abdicare la nostra democrazia e trovarci qualcuno che faccia da tutore ai poveri fessacchiotti truffabili che siamo. Che decida per noi.

    Vedi dove porta? Io non ti seguo su questa china.

    Ma anche se parto dalle stesse premesse di Gigi, personalmente ne traggo le conseguenze opposte. La democrazia è responsabilita: ammettere che è anche colpa nostra, per me vuol dire che ora sta a noi muovere il c**o e uscirne, con le buone o le cattive, ma non certo fuggendo in altri paesi. Libero di farlo, chi vuole, io no.

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  50. “Se invochiamo la “circonvenzione di incapaci”, allora, in coerenza alla nostra incapacità, dovremmo abdicare la nostra democrazia e trovarci qualcuno che faccia da tutore ai poveri fessacchiotti truffabili che siamo. Che decida per noi.”

    che è quello che ci dicono che sia successo con la famosa lettera della BCE..

    la truffa continua, solo è cambiato il truffatore.

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  51. Solo che dal punto di vista della BCE i truffatori siamo noi! Ti ricordo che a causa del nostro debito pubblico siamo stati accolti nell’Eurozona solo a patto di un progressivo calo del debito. Patto che abbiamo stipulato e poi sistematicamente violato. Chi truffa chi?

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  52. Faccio riferimento alla diatriba ta Gigi e Galatea.
    Il problema non è se gli italiani si meritino o meno quello che gli sta succedendo: faccio politica da più di dieci anni e mi ricordo come all’epoca di Genova venivamo guardati come dei pazzi o degli illusi o dei teppisti, le richieste di quel movimento (che dieci anni dopo si dimostrano sempre più sensate) son state fatte cadere miseramente e “la gente” non ha capito un cazzo per tutto questo tempo, e adesso ci troviamo tutti col culo per terra: un minimo di “ci avete riso in faccia e adesso inculatevi” devo dire ogni tanto mi passa per la testa, nei momenti più neri, non spesso per fortuna.
    Ma il punto è che reazioni del genere ci sono state in tutto il mondo.
    La crisi non è dovuta al fatto che gli italiani son stati spendaccioni e poco attenti alla cosa pubblica. Questo è senza dubbio vero: ma la crisi è globale e l’Italia è semplicemente il paese a cui è capitato (insieme ad altri) di essere preso sotto il tiro della speculazione: ma se si vede che perfino gli Stati Uniti hanno iniziato a registrare un piccolissimo ma sensibile flusso migratorio, capiamo che non è questione di un prezzo troppo alto dei nostri politici (che esiste) nè un problema dell’apparato statale ipertrofico soprattutto al sud (che esiste) ma si tratta di problemi molto più grossi che questa manovra non risolverà.
    Il punto è che il sistema industriale-finanziario non ha più mercati su cui espandersi. L’espansione (o crescita) è uno dei cardini del sistema: ma al momento tali mercati non esistono. I paesi del primo mondo non producono praticamente più niente, si limitano a trasformare ricchezze che provengono da altrove: quindi han bisogno di un mercato appunto. Ma la Cina e l’inda, nonostante il progresso tanto sbandierato, sono produttori-esportatori e non consumatori: quindi fondamentalmente non sono un mercato in grado di assorbire, se non beni di lusso per i loro (ancora pochi) ricchissimi. I paesi del terzo mondo sono solo vacche da mungere per ottenere materie prime, e certamente non sono un mercato.
    A ciò si aggiunge che siamo in mezzo ad una crisi ecologica che sta iniziando a far sentire i suoi effetti: i prezzi dei cereali stanno aumentando perchè la produzione mondiale è in calo a causa dei cambiamenti climatici, e la domanda di carne è in aumento per cui i cereali vengono usati per nutrire i polli in india anzichè gli esseri umani nel corno d’africa, il pesce è sempre più scarso…ah sì, il picco del petrolio quasi sicuramente è superato.
    Chi crede di risolvere le cose con una manovra economica è un illuso, le cose andranno sempre peggio. E chi è disposto a pagare per salvare il paese è, come si dice dalle mie parti, “tre votes bon, valadì cojon” (tre volte buono, vale a dire coglione). L’unica soluzione sarebbe cambiare il sistema: ma non basta andare a prendere i parlamentari e appenderli a testa in giù ai distributori di benzina (il che andrebbe comunque fatto e ringrazino che non li si brucia vivi lentamente). Il potere è altrove, ed è in altri modi che andrebbe colpito.
    Ma non succederà, e il sistema affonderà con gran casino di morti e guerre, che con ogni probabilità ci arriveranno in casa. Buona serata a tutti.

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  53. @—>Nomedelblog
    “Spiegami perche` notai e farmacisti non possono essere professioni con libera concorrenza”
    Semplice, almeno per quanto riguarda i notai. Attraverso il notaio passa la stragrande degli atti con i quali si modificano gli assetti patrimoniali. Data l’entità dei suoi guadagni, diventare notaio è come vincere al superenalotto. Qualsiasi notaio dotato di comune buon senso sta molto attento in ciò che fa, perché la cosa che più teme è venire radiato. Se il notaio non guadagnasse ciò che guadagna, non vi sarebbe alcuna garanzia nella stipula degli atti e la mancanza di questa garanzia determinerebbe un danno economico incalcolabile per il paese.
    Per i farmacisti, il discorso è più o meno analogo. La garanzia di lauti guadagni impedisce che il farmacista si trasformi, magari, in uno spacciatore di droga.
    La liberalizzazione di Bersani delle farmacie è stata una pagliacciata: solo una marchetta pagata alle Coop rosse. Il PD non vuole liberalizzare, vuole solo spostare un business ingente dai professionisti attuali alle organizzazioni sindacali e alle Coop che finanziano il partito. Alle favole, miei cari, non ci crede più nessuno.

    @—>Guido dalla Germania
    Se il pubblico di questo blog è effettivamente del livello intellettivo autoproclamato da molti in più occasioni, dovrebbe facilmente capire, tramite la lettura del tuo commento, dove risiede a differenza tra un paese serio e un paese di Pulcinella.Se, al contrario, non lo capisce, allora si rassegni, perché non c’è proprio speranza: il paese di Pulcinella rimarrà sempre il paese di Pulcinella.

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  54. Non c’è bisogno di lasciarmi l’ultima parola per bontà.

    hai frainteso, è solo educazione, banale educazione, non dar così peso ad ogni riga scritta

    sei molto intelligente, ma leggi con troppa serietà quel che qui si scrive

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  55. @ lector
    io credo che hai fatto un po’ di confusione con i messaggi. i notai non li avevo tirati in ballo io, anche perchè non hanno niente a che fare con la discussione e con la mia piccola osservazione inziale, cui mi è stato risposto tirando in ballo notai e televisioni (??).

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  56. @Hacksaw
    Contento che la pensi come me sulle premesse.
    Le conclusioni non sono opposte come dici tu in quanto sono d` accordo anche io sull` esigenza di lottare e, come spiegato piu` sopra, lo sto gia` facendo, a differenza di molti qui, immagino..

    @Luigi
    “ma la crisi è globale e l’Italia è semplicemente il paese a cui è capitato (insieme ad altri) di essere preso sotto il tiro della speculazione:”
    La speculazione non prende di mira la Germania.
    chissa` come mai..

    “Il punto è che il sistema industriale-finanziario non ha più mercati su cui espandersi.”
    Non e` vero.
    Margini ce ne sono ancora, vedi l` esempio germania, il punto e` che bisogna avere aziende che puntano a settori tecnologicamente avanzati e in Italia non ce ne sono, (quasi)

    “i prezzi dei cereali stanno aumentando perchè la produzione mondiale è in calo a causa dei cambiamenti climatici, ”
    A questa non ci credo molto. hai dei dati?

    @Lector
    Il discorso dei notai l` ho tirato in ballo io ed era una domanda retorica

    A Frap1964 inutile rispondere.
    Oltre a non aver capito di che parla si permette il lusso di insultare pure..

    Gigi

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  57. @ Gigi: i dati sui cereali li ho letti negli ultimi mesi su Internazionale che ha seguito da vicino l’oscillazione dei loro prezzi e le carenze di produzione dovute agli incendi in Russia, Ucraina, Australia e alle inondazioni nel subcontinente indiano.
    a speculazione non prende di mira la Germania per ovvi motivi: il branco di lupi se la prende con il vitello più debole, non certo con il maschio dominante.
    I “settori tecnologicamente avanzati”: questo è il mito della crescita infinita, che è un’assurdità palese in un mondo dalle risorse finite. I settori tecnologicamente avanzati potrebbero andar bene per quanto riguarda la produzione energetica (in particolare il fotovoltaico) ma per tutto il resto, beh: non puoi aumentare indefinitamente il tenore di vita della popolazione mondiale se non hai un serbatoio di energia illimitato a disposizione, e noi non ce l’abbiamo più. I combustibili fossili erano sostanzialmente illimitati nel secolo scorso quando erano di faile reperibilità, non c’erano problemi di effetto serra e gli unici ad avere un tenore di vita alto erano Europa e Stati Uniti, con in più l’Unione Sovietica che consumava moltissimo per la propria industrializzazione. Ora non è più così.
    Come dice Galatea: puoi anche produrre nel settore delle nuove tecnologie, ma se non hai nessuno che ti compra resti col culo per terra pure tu.

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  58. “i prezzi dei cereali stanno aumentando perchè la produzione mondiale è in calo a causa dei cambiamenti climatici, ”
    I prezzi dei cerali stanno aumentando vorticosamente per via del sempre maggiore utilizzo degli stessi per la produzione di biodiesel (Brasile, Cina, Argentina, States), anziché per scopo alimentare.

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  59. Ho scritto in un commento più sopra che i ns. cugini francesi detengono 511 miliardi di euro del nostro debito estero. In realtà sono 511 miliardi di dollari, cioè +/- 365 miliardi di euro.
    Sorry.
    QUI si legge molto bene chi detiene il nostro debito estero in Europa, cioè a chi siamo in mano a tutti gli effetti.

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  60. @ Lector: è un insieme di fattori. Biodisel, è vero, ma anche per l’aumentata domanda di carne e anche perchè i raccolti sono in calo. Ad esempio il fatto che la Russia l’anno scorso abbia bloccato le proprie esportazioni in seguito agli incendi è stato uno dei fattori determinanti negli aumenti.

    @ Nomedelblog : “nel frattempo la sinistra strilla perchè i ricchi piagano. piangano o no, non cambia niente e lo sanno, perchè la baracca la teniamo insieme noi.”
    Che la teniamo insieme noi è un triste dato di fatto; che sia possibile fare altrimenti è materia di studio su cui riflettere: alcuni dicono che tassando “i ricchi” non si riuscirebbe comunque a raggiungere le cifre necessarie. Può essere che sia vero, ma mercoledì scorso Piazza Affari ha bruciato in un giorno 22,2 miliardi di euro (e per una volta ho la fonte sottomano: il manifesto del giorno dopo, che sarà pure un giornale comunista ma sulle cifre è serio ed attendibile).
    Una cifra del genere è dell’ordine di grandezza della manovra di Tremonti di cui stiamo parlando. Il fatto che sia pari ad una oscillazione di un giorno nero in borsa, per quanto particolarmente nero, la dice lunga su quanto le ricchezze siano concentrate in pochissime mani, e su quanto le risorse ci sarebbero ma non c’è la volontà politica di andarle a prendere presso chi le detiene. Finchè il popolo resta succube e paga, non vedo perchè dovrebbero: dopotutto i governanti non sono che i lacchè del sistema.

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  61. @Luigi
    “i dati sui cereali li ho letti negli ultimi mesi su Internazionale che ha seguito da vicino l’oscillazione dei loro prezzi e le carenze di produzione dovute agli incendi in Russia, Ucraina, Australia e alle inondazioni nel subcontinente indiano.”
    Quando si fanno affermazioni nette come dire che l’ aumento del prezzo dei cereali e’ dovuto al cambiamento climatico, bisognerebbe portare sempre qualche link, perche’ altrimenti il discorso non quaglia.
    Personalmente sono molto dubbioso che si riesca a porre in relazione diretta le due cose, e’ piu’ probabile un insieme di fattori, come hai poi detto tu piu’ sotto

    “a speculazione non prende di mira la Germania per ovvi motivi: il branco di lupi se la prende con il vitello più debole, non certo con il maschio dominante.”
    e dove sta scritto che la Germania e’ il maschio dominante?
    Lo e’ perche’ ha una economia piu’ forte e perche’ ha il primo settore manufatturiero europeo

    “I “settori tecnologicamente avanzati”: questo è il mito della crescita infinita, che è un’assurdità palese in un mondo dalle risorse finite. ”
    Leggi bene quello che ho scritto.
    Non ho mai parlato di crescita infinita, ma di competitivita’.
    Se tu sei il leader nella produzione di microchip o computer quantici, il cantinaro cinese e’ un po’ difficile che ti copi.
    Se tu sei il leader nella produzione di grattuggie, e’ piu’ facile.
    In Italia avevamo un’ economia forte basata sulla produzione per lo piu’ di prodotti a medio-basso contenuto tecnologico, per cui piu’ facilmente copiabili.
    La Germania ha piu’ aziende grosse che possono investire in settori piu’ avanzati e meno copiabili.

    “Come dice Galatea: puoi anche produrre nel settore delle nuove tecnologie, ma se non hai nessuno che ti compra resti col culo per terra pure tu.?
    Vatti a leggere un attimo quanto e’ il market cap di Apple.

    “e su quanto le risorse ci sarebbero ma non c’è la volontà politica di andarle a prendere presso chi le detiene. Finchè il popolo resta succube e paga, non vedo perchè dovrebbero: dopotutto i governanti non sono che i lacchè del sistema.”
    In Italia le risorse non sono particolarmente concentrate, leggi il coefficiente Gini dell’ Italia.
    E’ tutto il sistema basato su un’ economia fatta di piccole aziende poco competitive e di interi settori otto il controllo di burocrazia e/o mafia.
    Gli italiani se ne sono sempre fregati di andare a vedere dove erano i problemi perche’ tanto si viveva bene lo stesso.
    Adesso i nodi sono venuti al pettine e qualcuno sta piangendo.
    Mi dispiace ma la maggior parte se lo merita.

    Gigi

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  62. a) La competitività ha senso solo in un contesto di crescita
    b) Se ti interessa vai a spulciarti i numeri di Internazionale degli ultimi mesi, sono tutti disponibili in rete in pdf, e che ho tempo di andare a ripassarmeli tutti per farti un favore? Ha parlato quello che ha detto che la colpa della crisi era degli italiani che guardavano paperissima: mi potresti mettere un link al riguardo per favore?
    c) Germania come maschio dominante: è una METAFORA, che significa tra le altre cose che ” ha piu’ aziende grosse che possono investire in settori piu’ avanzati e meno copiabili”. Doverti anche spiegare che non penso veramente che la Germania sia un maschio mi sembra decisamente eccessivo.

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  63. State facendo un po’ troppa confusione. Non si riesce più a capire chi dice cosa, chi risponde a chi e, soprattutto, oramai s’è completamente perso il filo logico del discorso.

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  64. @lonewolf
    Si ma non e’ di questo di cui parlavi tu sopra.
    Tu parlavi solo di far pagare piu’ tasse a chi guadagna di piu’.

    @Luigi
    “La competitività ha senso solo in un contesto di crescita”
    E la crescita avviene quando c’ e’ competitivita’

    “Se ti interessa vai a spulciarti i numeri di Internazionale degli ultimi mesi”
    I tuoi compiti a casa magari te li fa tu..

    “Ha parlato quello che ha detto che la colpa della crisi era degli italiani che guardavano paperissima: mi potresti mettere un link al riguardo per favore?”
    E magari un link anche al fatto che non mi piace Berlusconi?
    C’e’ una differenza tra affermazioni fattuali e opinioni

    ” ha piu’ aziende grosse che possono investire in settori piu’ avanzati e meno copiabili”
    Il che non e’ arrivato dal fatto che i tedeschi sono ariani e la Razza Eletta, ma dal fatto che hanno investito e lavorato meglio di noi italiani.
    Per cui loro si meritano la crescita che hanno e noi la crescita che non abbiamo.
    Il che e’ piu’ o meno quello che ho detto nel secondo post di questo thread.

    @Lector
    “State facendo un po’ troppa confusione. ”
    Basta che guardi il nome dopo il “@”

    Gigi

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  65. @–>Gigi
    Mi sto grattando sotto le ascelle per la raffinatezza della battuta. Se qualcuno ti dice che “non riesce più a seguire il filo del discorso”, significa che la confusione è oggettiva. Se m’avessero indirizzato una richiesta di quel tipo, mi sarei chiesto: come posso fare per migliorare il mio modo di comunicare? è il momento di fare una pausa di riepilogo? c’è qualche sistema che mi permetta di raggiungere meglio i miei interlocutori? è opportuno che chiarisca qualche punto?
    Comuque, se per te, quando ti capisci tu, basta e avanza, allora vuol dire che te la fai e te la godi.
    La superbia arriva a cavallo e se ne torna a casa a piedi, vecchio mio.

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  66. @ Gigi:
    “E la crescita avviene quando c’ e’ competitivita’”

    No caro, questa affermazione dimostra solo che hai un’idea molto approssimativa e superficiale di cosa sia la crescita. Ti consiglierei di leggerti “armi acciaio e malattie” di J. Diamond in modo da farti un’idea di quali sono i contesti in cui c’è crescita e quali sono i contesti in cui non c’è. Non certo per darti i compiti per casa: ho smesso di fare il professore anche perchè non mi piaceva dire alla gente cosa deve fare: ma se ti interessa, e solo se ti interessa, può essere una lettura interessante.

    Per uno come te poi che si vanta tanto di pensare in modo diverso, di essere fuori dagli schemi e simili, potrebbe essere interessante anche mettere in discussione l’idea che la crescita sia una cosa buona, visto che è piuttosto indubitabile che il pianeta terra abbia risorse limitate e non ti basterà evitare di leggere gli articoli di internazionale per eludere questo semplice fatto.
    Comunque da domani sono in ferie e non accederò alla rete per un po’, quindi per favore evita di continuare questa sterile polemicuccia e piuttosto approfitta per fare qualche ricerchina: sui prezzi dei cereali in rete trovi milioni di pagine.

    Ad esempio se internazionale non ti piace:

    http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2011-02-20/prezzo-cereali-stelle-causa-081438.shtml?uuid=Aaxl9x9C

    (il sole 24 ore, noto covo di sovversivi)

    http://frontierenews.it/2011/02/cina-siccita-estrema-prezzi-dei-cereali-lievitano/

    http://italian.cri.cn/781/2011/06/10/223s148646.htm

    http://www.vita.it/news/view/111448
    ( l’aumento delle coltivazioni negli Stati Uniti non sarà sufficiente a ricostituire le scorte globali. , 05 maggio 2011 )

    Contento? L’ultima pagina parla di “ricostituzione” delle scorte globali e dice chiaramente che non sarà possibile. Questo ti dice niente?

    Buona lettura,

    Luigi

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  67. Per tornare alla domanda di Galatea
    “Se io continuo a diventare più povera, nonostante lavori di più , e divento sempre più timorosa di spendere anche i pochi soldi che metto da parte, perché con sempre meno diritti non so cosa mi possa accadere in futuro, tutte quelle belle robe che verranno prodotte e poi messe in vendita nei negozi, alla fine, chi se le accatta?”
    Una rispota è: anche i poveri devon mangiare e telefonare, per cui troveranno il modo per procurarsi questi beni (magari indebitandosi migliaia di volte). L’uomo piu’ ricco del mondo è un signore messicano che gestisce le maggiori compagnie di telefonia (messicane) – e il Messico e’ uno dei paesi piu’ poveri.
    In realtà in Europa sta avvenendo la distruzione del ceto medio (spinto verso la povertà) attraverso l’eliminazione dello stato sociale (sanità e scuola solo a chi se la puo’ permettere, privatizzazione di tutto = impoverimento degli stati, pensioni gradualmente portate a età sempre piu’ avvanzate = loro eliminazione, diminuzione dei salari) voluta e imposta dalla commissione europea (non eletta democraticamente, ma con un potere enorme), dalla bce, dal fondo monetario internazionale, ecc…E l’euro è un formidabile meccanisco che spinge gli stati ad indebitarsi in modo sempre maggiore, senza che possano fare una politica deflazionistica (nessuno stato possiede l’euro e puo’ emetterlo, ma deve acquistarlo dalle banche private – in pratica, nessuno stato che ha adottato l’euro puo’ fare una politica monetaria).
    Cio’ sta accadendo in tutta Europa e, presto tardi, arriverà anche in Francia e Germania. Con buona pace di tutti.

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  68. la classe media che cala, che tende a sparire; le differenze sociali e di censo che si amplificano, sempre più polarizzate, cristallizzate e senza centro; la disoccupazione endemica; sembra la foto di qualche paese del sudamerica. Questi sono gli effetti della globalizzazione selvaggia, quella che piace ai grandi capitalisti, alle multinazionali. Delocalizzano oltre la forza lavoro anche i consumatori e, infatti, a giudicare da quali nazioni danno la spinta agli utili record di Apple (tanto per citarne una) ci stanno sostituendo o, almeno, ci stanno provando. La politica all’interno di tutto questo? Non pervenuta.
    @Luigi
    Ci hanno riso in faccia? sei riduttivo.

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  69. @Luigi
    Adoro le persone che, per contestarti un’ affermazione, ti mandano a leggere un libro.
    Magari uno nemmeno tanto famoso!
    Per quanto riguarda il discorso “crescita”, per piacere nota che crescita non significa necessariamente “consumare piu’ risorse”, ma, al contrario, saperle gestire meglio.
    La crescita di aziende come Microsoft e Google ha portato a una *diminuzione* e non ad un *aumento* dell’ uso di risorse.
    Letto poi l’ articolo del Sole, dove danno contro alla tua ipotesi che il prezzo dei cereali sia univocamente frutto del clima, come dicevi tu nel tuo primo post (i prezzi dei cereali stanno aumentando perchè la produzione mondiale è in calo a causa dei cambiamenti climatici) e invece presentano una serie di con-cause tra cui una *potrebbe* essere il clima, come invece dicevo io.

    @Infingardo + HokutoJen
    Non e’ cosi’ !!
    Le aziende (quando possono) traslocano in Cina perche’ la’ il lavoro costa meno.
    Cosi’ semplice.
    E traslocano quando possono farlo, cioe’ quando producono prodotti a scarso valore aggiunto o a basso contenuto tecnologico.
    Se tu produci microchip o sistemi ERP, non e’ facile trasferire baracca e burattini nell’ entroterra cinese, se tu produci grattuggie si.
    I tedeschi sono forti nei sistemi ERP e in altri prodotti ad alto contenuto tecnologico, per cui ci sono ancora molte aziende tedesche che mantengono la produzione in Germania; noi che siamo forti nel produrre grattuggie (e vestiti, e borsette, ..) facciamo piu’ fatica.
    Senza contare il fatto che abbiamo tre regioni italiane sotto il controllo di Cosa Nostra, mentre i tedeschi no.

    Gigi

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  70. @Gigi
    Dici che non è cosi: ma io non ho parlato di quanto tu dici, ho parlato di distruzione della classe media – e ti assicuro che è cosi, sta avvenendo ovunque e soprattutto nei paesi aderenti all’euro (e le misure decise ieri dal duo Sarkozy – Merkel, ossia obbligare gli stati al pareggio di bilancio = tagliare tutto il tagliabile – vanno in questa direzione). Per ora lo si avverte nei paesi più deboli, ma anche la Germania non puo’ sorridere piu’ di tanto (vedi il suo pil cresciuto di pochissimo, ammesso che il pil sia una misura corretta per identificare la ricchezza di una nazione), ma tu non hai parlato di questo.
    Sono d’accordissimo sul discorso che fai relativo ai prodotti: se esporti alta tecnologia e qualità (investendo nella ricerca), come fa giustamente la Germania, i mercati li trovi sempre, anche se produci in un luogo dove il costo del lavoro è alto. Il maggiore mercato per i beni di lusso, tra l’altro per aziende come BMW, Porsche, Mercedes e VW (sicuramente ho dimenticato qualche marca) è la Cina. La VW addirittura produce un modello di superlusso (la Phantom, mi sembra si chiami) che vende (e ne vende parecchie) solo in Cina, per dire. I discorsi alla Marchionne, per cui bisogna diminuire il costo del lavoro per essere competitivi, li trovo ridicoli. Al posto di produrre beni di scarso valore aggiunto (come avviene spesso in Italia, con la conseguenza che, come dici tu, le aziende delocalizzano dove costa meno) sarebbe molto meglio puntare sulla qualità. Sulla mafia sono ancora più pessimista di te: secondo me non sono solo 3 regioni in mano alla mafia, ma lo è tutta l’Italia. Il pizzo è ormai arrivato anche al Nord (prova ad aprire una gioielleria a Milano…), per non parlare della mafia finanziaria. E i governi (da Berlusconi, a Prodi –> basta vedere chi aveva messo a ministro della giustizia…) sono ormai da tempo collusi con la criminalità – fanno sempre piu’ leggi ad mafiam e tolgono potere alla giustizia. L’Italia è alla canna del gas (tanto per dirne una, il Tremorti, ministro dell’economia, non è economista, il che è grave) da tempo, ma truccando i conti o corrompendo i funzionari a Bruxelles riesce a dimostrare di non essere in Default. Per ora. Il problema è che non mi sembra che i cittadini abbiano la possibilità di far qualcosa, visto che votando nano o ante-nano, non cambia nulla. Forse dovrebbero ripristinare il vecchio partito comunista. O fare una rivoluzione. Ammesso che lo vogliano (magari preferiscono esser fedeli al loro maggiore datore di lavoro, ossia la mafia).

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  71. @ Gigi: “Armi acciaio e malattie” non tanto famoso? HA HA HA!!!! Ha venduto milioni di copie e per l’antropologia storica è considerato un testo divulgativo di base…

    Io non ho mai detto che il clima è l’UNICA causa dell’aumento del prezzo dei cereali. Faccio notare che comunque tutte e tre le cause del loro aumento di cui si è discusso in queste pagine (biodisel, carne, cambiamenti climatici) sono legate alla crisi ecologica in corso che si allaccia strettamente alla crisi economica in corso. Quanto siano legate lo dimostra questo passaggio:
    “Una recentissima inchiesta della Bbc ha mostrato che il prezzo di un ettaro di terreno coltivato a grano nel Kansas, la cui produzione è ampiamente esportata, è passato in pochissimo tempo da 750 a circa 1300 dollari. Gli agricoltori sostengono che chi acquista un campo a tale prezzo non può attendersi dei profitti. Tuttavia la crescita dei valori dei terreni non è dovuta all’entrata di nuovi produttori, bensì ad investitori finanziari. Questi si attendono, grazie alla crescita cinese ed indiana, un’ulteriore inflazione nei prezzi dei cereali ”
    dell’articolo
    http://www.ilmanifesto.it/archivi/commento/anno/2011/mese/06/articolo/4799/

    @ HokutoJen
    In effetti non potevo dire che “ci hanno manganellato” perchè io a Genova non c’ero, però come tutti gli altri sono stato criminalizzato, trattato da terrorista, “amico degli arabi”, visionario et sim. In effetti sono stato riduttivo, sì.

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