Irene ed Io

La attendeva, perché lei gli aveva promesso di arrivare da lui, e lui non poteva farsi trovare impreparato: lei era così, travolgente, inarrestabile, una forza della natura. Così lui si era preparato, e tutto il mondo attorno a lui pareva non fare altro, come se il giungere di lei avesse paralizzato tutto, la città, le strade, il mondo.

La aspettò tutta la notte, insonne, rivoltandosi fra le coperte, ascoltando ogni rumore, per trovare tracce di lei in ogni scricchiolio, in ogni alito d’aria o goccia di pioggia. Il suo studio gli sembrava troppo piccolo e troppo fragile per contenere lei, l’irruenza della sua gioventù. E fu tempesta, scroscio dei sensi, muri che tremavano per il vento della passione.

Ma al mattino, lei era già scomparsa, svanita: e lui si chiese se tutto ciò che gli avevano raccontato di lei non fosse soltanto sogno, forse pettegolezzo, di certo esagerazione. Era passata quasi senza lasciare segno. Vagò per la città deserta, una Manhattan spettrale, cercando le sue tracce, ma tutto era vuoto e banale, nella pioggia che scorreva lungo viali solitari.

Così si rifugiò nei libri e riversò la sua pena in frasi minime che sgorgavano dal cuore come torrenti, piene di rammarico e di delusione per ciò che poteva essere e non era stato.

Si sentì tradito, Gianni. Perché le femmine sono così: dicono che ti sconvolgeranno la vita, ma non mantengono le promesse e ti riempiono di bugie.

Persino quando sono uragani.

11 Comments

  1. Poro Riotta. Manco di un uragano col nome di donna è riuscito ad essere il Peter Arnett. Te credo, che invidia Molinari.
    Inchino e baciamano.
    Ghino La Ganga

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  2. tutto l’equivoco si ingenera dalla strana abitudine di conferire un nome agli uragani; se lo si definisse semplicemente «perturbazione K818» o qualcosa del genere, a nessuno verrebbe in mente di attenderla, temerla ed amarla

    invece con quei nomi di donna, è chiaro che suscitano sentimenti, amori segreti, attese

    irene è arrivata già stanca, derubricata, depressa, come un amore di fine estate

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  3. A proposito di uragani e donne, mi hanno raccontato questa: perché gli uragani hanno nomi di donna? perché quando arrivano sono caldi e umidi e quando se ne vanno si portano via casa e macchina.

    Su Riotta non mi viene in mente niente.

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  4. In realtà da un po’ di anni gli uragani hanno sia nomi femminili che maschili.
    La cosa strana è che quelli che fanno danni sono sempre quelli coi nomi femminili…
    La cosa strana… Beh…

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