Esterno Lido

La spiaggia di fine Agosto ha proprio quel senso di fine: è lì, ma già sfuma verso qualcosa di diverso, come sono sfumati i raggi solari che arrivano di già più obliqui e stanchi. Poca gente,lo sciabordio delle onde ed un silenzio ovattato intorno, perché anche i bambini, quelli che ci sono, gridano piano, e sembra che si siano stancati di giocare.

I turisti nordici, sulla battigia, con le loro improbabili mise (calzoncini corti, sandali e calzini, oppure pantaloni di tela lunghi ma arrotolati per mettere i piedi in acqua), guardano perplessi un mare che sentono più loro: perché è ancora caldo, sì, ma ingrigito, con una punta di broncio: meno Mediterraneo e più simile a quello che conoscono, insomma quasi familiare.

Le ragazze, stese sui lettini, rabbrividiscono un poco alla brezza, si raggomitolano nell’asciugamano, decise però a resistere fino all’ultimo, come soldati che non si arrendono nella terribile battaglia della tintarella. Si spiano poi, raffrontandosi con le amiche, le more soddisfatte e tronfie, le chiare deluse che anche quest’anno non ce la faranno a superare il loro limite epidermico, perché ormai il tempo è passato e l’abbronzatura non sarà più scura di così. I morosi adolescenti si baciano, avvinghiati sulle sdraio, ma con meno foga di quella che avevano solo poche settimane fa, perché sono giovani, la vita è lunga, l’estate breve, e il grande amore che è lì accanto sembra già qualcosa di passato, una foto sbiadita per l’album dei ricordi.

Sul Gran Viale, fra le vecchiette che prendono il gelato al nipotino e per sé ordinano lo spritz, i Leoni della Mostra incombono e si ergono sui rossi piedistalli ancora da terminare, con cellofan che lasciano indovinare sotto le scritte, le date, i programmi. Segnano il rito di passaggio, il momento di svolta in cui il Lido è abbandonato dalle torme di famigliole e di ragazzini patiti di abbronzatura e viene invaso da pallidi cinefili amanti dei film francesi e delle pellicole iraniane, da consumarsi esclusivamente in lingua originale senza sottotitoli, in sale buie, in cui il sole non entra mai. Poi arriveranno le orde di cameraman, giornalisti, inviati, conduttori tv, accreditati a vario titolo, che gronderanno giù dai vaporetti, berciando dal cellulare per pianificare interviste, incontri, contatti, collegamenti, show.

Fra i camerini della spiaggia, intanto, i Veneziani cominciano l’esodo dalle capanne, che è cosa lunga ed intricata, un vero trasloco, perché in tre mesi la quantità di cianfrusaglie che si sono ammonticchiate è impressionante, non ha fine, pare che si riproducano per clonazione con processi che ogni laboratorio biogenetico vorrebbe riuscire a duplicare.

E così, piano piano, ogni sera, le nonne e le mamme e, in rafforzo, quando tocca, i bimbi ed i papà prendono il vaporetto carichi di sporte rigurgitanti giocattoli, gommoni, materassini, ceste di costumi da lavare prima di essere risposti, stoviglie di plastica e paccottiglia varia, che migra dalla spiaggia alla soffitta di casa, dove passerà l’inverno come un tempo le mogli dei cumenda milanesi svernavano ad Alassio.

E tutti passano sul Gran Viale, mentre di lontano di indovina la sagoma del Des Bains, le cupole dorate dell’Excelsior, e i profili eleganti delle villette liberty e dell’Ausonia, che tutto quel via vai lo vedono da sempre, e lo vedranno ancora, e non se ne lasciano sfiorare, perché Venezia è abituata alle onde che passano e poi tornano e poi vanno via, e siano di marea o di gente non fa differenza: lei aspetta, le guarda e resta là.

2 Comments

  1. Mi piace la spiaggia poco affollata, quella di fine estate oppure, in piena estate, quando ci si avvicina al tramonto e la gente sale per andare a cena.

    Mi piace il silenzio, mi piace la luce che si fa più morbida, e mi piace la calma dei pochi che rimangono a godersi questi momenti.

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  2. in realtà ogni settembre è diverso dagli altri, eppure amiamo percepire ciò che è costante, ciclico; così come in noi c’è un paradigma d’estate ne persiste anche uno per la fine estate; del resto, i poeti sguazzano nei momenti di transizione; più o meno, comunque, anche la versilia da le stesse sensazioni

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