Ho il terrore di invecchiare (male)

Ho il terrore di invecchiare.

No, non per le rughe o i segni dell’età. Con quelli prima o poi fai pace, o ti arrendi. Il mio terrore ė di diventare vecchia come vedo invecchiare male attorno a me tante persone, che magari anagraficamente non sono neppure vecchie, o lo sono ma non tanto, ma di testa si.

Siamo attorniati da vecchi. Da vecchi che brontolano per ogni novità, ma anche per ogni nuova categoria imprevista.

Io non voglio invecchiare. Non voglio diventare uno di questi pallidi fantasmi rancorosi e chiusi al presente. Non voglio rinchiudermi nelle mie certezze, rifiutare le nuove sfide, catalogare tutto il resto del mondo come un enorme coacervo di cose insensate e pericolose solo perché non sono le cose a cui mi sono abituato con gli anni, o non sono quelle fra cui sono cresciuto.

Non tutto il nuovo è bello, ma non tutto il vecchio merita quell’aura di intangibile reverenza che gli riserviamo solo perché è per noi noto, e quindi consolante.

Essere vecchi vuol dire non saper più reggere l’ansia di qualcosa che non rientra nei tuoi schemi. Non vuoi più avere nessun vento che ti scompiglia i capelli, e allora ti convinci che il vento vero non esista più, e la tua pettinatura sia perfetta.

Non è vero, ti sta da cani. Sei solo abituato da tempo immemore a vederti pettinato così, a indossare quei vestiti. Ti sono comodi non perché poi lo siano davvero, ma perché li hai sformati con il tuo corpo, e ora non distingui più il confine fra la tua pelle e loro.

Si diventa vecchi così, quando si è spaventati. Quando non si ha più voglia di rischiare, di conoscere, e allora cerchi il porto sicuro dei libri che hai già letto, dei conoscenti che conosci da sempre, dei film che hai già guardato. Quando pretendi che quelle categorie che hai usato per spiegarti questo enorme caos che è il mondo siano le uniche accettabili e usabili. Si è vecchi quando cominci a percepire il mondo attorno come ostile e non come una opportunità.

E io non voglio diventare vecchia, non voglio rinsecchirmi nel mio bozzolo, non voglio impormi di stare ferma mentre tutto giustamente cambia attorno a me, perché la vita, come diceva Eraclito, è un flusso, instancabile, inarrestabile, eterno. E a me piace il flusso, che cambia e ti cambia, che alle volte ti fa rotolare qual è là, ma almeno ti rende vivo.

Essere vecchi è come essere dei sassi che il flusso lo subiscono e basta, illudendosi di fermare con il loro ingombro la corrente.

Non voglio diventare vecchia, fare il sasso d’inciampo non fa per me.

8 Comments

  1. Molti stanno già sparendo. Non lo dico con “soddisfazione” o con “gioia”. Molti di quei vecchi che dici stanno sparendo. Chiusi a tutto, o meglio non aperti a niente, malfidati (magari a ragione) sono gli ultimi rimasti di una generazione in via d’estinzione.
    Vedrò di non seguirne l’esempio. Sarà interessante domandare tra 20 o 30 anni a un 25/30 enne come mi trova, oltre le rughe. 🙂

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  2. Forse potrebbe aiutare una visione del tutto come ce l’avevano gli antichi greci: si nasce, si vive, si invecchia, si muore, si è chiuso un ciclo, punto e fine. Oddio, forse sono andato troppo a avanti 🙂

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