Nike, la volubile dea della vittoria

La mitologiadigalatea : #Nike ovvero la Vittoria che sopravvive a tutto.


Per gli antichi era lei, Nike, la personificazione della Vittoria, che volava leggera con le sue grandi ali bianche sopra i campi di battaglia e gli eserciti, e si posava, alla fine, benevola sulla testa del vincitore.

Era una dea veloce e inafferrabile, nonché volubile. Un momento amava un condottiero, il momento dopo ne coronava un altro. Come tutti gli dei, Nike, è capricciosa.

Un anonimo scultore la ritrasse con le ali aperte, sulla prora di una nave, a Samotracia, per ricordare uno scontro in cui i Siriaci sconfissero i Romani. Ma poi gli stessi Romani furono i suoi favoriti, e Nike svettava sui fori di Cesare e Traiano, cui aveva regalato trionfi e vittorie. Per cui anche moderni condottieri e aspiranti conquistatori dovrebbero fare attenzione, perché la ragazza è incostante: un momento sembra tua e il momento ti volge le spalle e ciao ciao.

Ma è anche furbissima la nostra amica Nike, soprattutto pro domo sua. Al tramonto degli dei, lei, Nike, è una delle poche sopravvissute. Ancora oggi, stilizzata e ridotta a brand, accompagna però i trionfi sportivi: non è più una dea, ma è pur sempre un marchio globale.
Il che vuol dire che Nike, capricciosa e testarda, alla fine ha vinto davvero tutti, ed è durata più di Zeus.