Discariche architettoniche

Alemanno non perde tempo. Alla sua conferenza di insediamento, ha già annunciato il piano di intervento per la nuova Roma. Che, oltre alla cacciata dei delinquenti stranieri (i locali sono delinquenti uguali e peggiori, ma possono sempre essere contrabbandati per pittoreschi esempi di folklore), prevede lo smantellamento della teca dell’Ara Pacis. La teca di Meier, che Veltroni ha voluto come bomboniera per preservare e mostrare l’altare di Augusto, ad Alemanno proprio non va giù. E per spiegare che, anche se non è una priorità, quella bruttura non la scampa di certo, il neosindaco assicura: «La Capitale va liberata da tutti gli sfregi, per questo smonteremo la teca dell’Ara Pacis e la porteremo in periferia».

Ora, io non vorrei dire, Alemanno, ma non è proprio carino. Le periferie, a quanto pare, a Roma l’hanno votata sperando di trovare con lei un riscatto. E, per tutta risposta, lei che fa? La prima teca-schifezza che individua nel centro di Roma, promette di smontarla e sbolognarla nelle borgate?

Impari dagli antichi, Alemanno, che il potere lo sapevano gestire meglio di noi moderni. Per ringraziare il popolo che li osannava costruivano i Colossei.

Mica gli scaricavano sotto casa i monconi di colonne inutilizzabili per i monumenti del centro.

4 Comments

  1. “La prima teca-schifezza che individua nel centro di Roma, promette di smontarla e sbolognarla nelle borgate?”

    domanda: anche tu contro l’intervento di meier? 🙂

    LdS

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  2. No, riporto solo l’opinione di Alemanno. la teca di Meier dal vivo non l’ho ancora vista, solo in foto, quindi non esprimo giudizi. 😀

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  3. Ma non era Rutelli che l’aveva voluta?
    E poi a me piace molto, proprio perché “stacca” rispetto all’ambiente circostante; ma a quello che so piace solo a me.
    Infine per Alemanno non probabilmente tanto una questione estetica, è una questione simbolica. Smantellando la teca è come se smantellasse gli anni del centro-sinistra a Roma e la loro “cupola di potere”. A quello che per lui è uno sfregio simbolico si risponde con une demolizione simbolica. Una cosa un po’ ridicola, Alemanno crede che sia bastata la sua vittoria o al massimo un suo mandato da sindaco per rendere indipendente la città da quei gruppi di potere culturale, economico e politico si sono formati in 15 anni di sviluppo economico. Pensasse a fare quello che ha promesso sulla sicurezza e sulla viabilità (le “buche nelle strade”, altro refrain di ogni campagna elettorale).

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  4. Commento estetico. Il complesso dell’Ara Pacis è bellissimo, da dentro e da fuori. Per me. Antico e moderno perfettamente integrati insieme, diversi ma uguali.
    Siamo diversi ma uguali… diversi ma uguali… O, dio. Scusate.

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