Quelli che hanno un blog. (Blues politico, oh yeeeaah)

Computer che fa le boccacce

Quelli che hanno un blog, ci dice Mario Adinolfi, hanno fatto del blog uno strumento di lotta politica.

Quelli che hanno un blog frequentano i portali di foto, videosharing e i social network.

Quelli che hanno un blog si chiamano per nome, mettendo il link nell’articoletto, e si fanno citare da Panorama e Polis, e comprano il Corriere della Sera alla mattina presto per leggere gli interventi degli amici.

Quelli che hanno un blog non vanno all’assemblea del PD, ma al Caffè Letterario, e la mattina dopo, quando lo scrivono nel post, si fanno ciao ciao con la manina.

Quelli che hanno un blog sono uniti e sorridenti.

Prima o poi, ci dirà anche cosa vogliono fare, Quelli che hanno un blog.

Per ora si capisce solo che si divertono un sacco.

8 Comments

  1. I blogger non sono una categoria eterogenea. Anzi, non sono neppure una categoria.

    I sociologi et similia, miseri individui alla ricerca eterna del proprio significato, vagano ciechi sulle rigogliose pianure della banda larga, perduti come donne che leggono una mappa stradale rovesciata.

    E noi beati giochiamo a nascondino facendogli marameo.

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  2. Quelli che hanno un blog se la tirano perché loro hanno un blog
    Quelli che hanno un blog si conoscono tutti anche se non si sono mai visti
    Quelli che hanno un blog hanno tutti un nome anche se non è mai il loro nome
    Quelli che hanno un blog sono tutti “poeti, principi e pirati, Don Chisciotte e D’Artagnan”
    Quelli che hanno un blog non parlano, digitano e anche quando vanno al bagno la fanno virtuale
    Quelli che hanno un blog hanno tutti la stessa foto, anche quelli che non sono andati dal fotografo; una foto che si chiama avatar
    Quelli che hanno un blog sono tutti alti, belli e biondi, ma soprattutto intelligenti e colti (a volte sanno anche di latino); siano essi uomini o donne
    Quelli che hanno un blog ti dicono mezze verità perché le altre mezze te le mandano a dire in rete, e se si dimenticano qualcosa poco male, te lo ridicono a puntate
    Quelli che hanno un blog scrivono di tutto e le sanno tutte ma poi scrivono, anche delle tragedie (come le morti sul lavoro), come bigliettini in quei baci di quella famosa ditta
    Quelli che hanno un blog guardano continuamente il contatore convinti che il tempo si sia fermato e quando gira tirano un sospiro di sollievo
    Quelli che hanno un blog non connettono ma si connettono e quando parlano non emettono suono ma digitano, e a volte chattano
    Quelli che hanno un blog hanno tutti grandi amori e grandi dolori e grandi eccetera ma sono solo storie da… rete
    Quelli che hanno un blog non hanno paura di nulla tranne di un’interruzione dell’energia
    Quelli che hanno un blog perché l’amica ha un blog; perché tutti hanno un blog; perché cosa stai a fare al mondo se non hai un blog; perché se non hai un blog non sei trendy (questa non è pubblicità)
    Quelli che hanno un blog e non lo sanno si connettono cautamente e si chiedono chi scrive quelle cazzate che sono i loro post
    Quelli che non hanno un blog, perché semplicemente non sanno come cazzo si fa ad aprire un blog, girano per la rete incazzati, a rompere i coglioni a quelli che hanno un blog, lasciando commenti inappellabili e poi spariscono per evitare le risposte stizzite dei blogger
    Quelli che hanno un blog mandano a cagare quelli che non hanno un blog e vanno in giro a commentare perché infondo sono a casa loro
    Ma quelli che hanno un blog sanno che quelli che non hanno un blog prima o dopo si faranno anche loro il loro bel blog e aspettano pazienti il momento della vendetta
    CONTINUA…….

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  3. Mi rivolgo al webmaster

    MI dispiace, quello che scrivi sotto il nome di Adinolfi STORPIA il senso del suo articolo che trovi a questa pagina http://marioadinolfi.ilcannocchiale.it

    Adinolfi esprime rispetto per questo modo di portare avanti informazione, per quei under30 che passano tempo a ricercare notizie, fonti, commentarle e cercare di informare.
    Lo dice lui stesso chiaramente

    “Del blog noi faremo strumento di lotta politica, come abbiamo fatto ieri (…) giusto ieri sera ho pensato che qualcosa di importante sta accadendo (…) ho capito che manca solo un tassello per cominciare a vincere davvero. Mettere da parte ogni stupida rivalità tra noi (bloggisti) e fare rete tra chi dalla rete sta traendo linfa vitale per la battaglia.

    Ma forza, un passo insieme ed è fatta. Il futuro c’è.

    Siamo quelli che hanno un blog, siamo quelli che hanno imparato a condividere ormai per default. Siamo tanti, ora dobbiamo solo essere uniti e sorridenti, perché questa è la nostra stagione e per salvare il paese dalle destre peggiori del mondo non possiamo farla passare senza aver tentato. Loro, i cinquantacinquenni, sono stanchi e non ci credono più. Noi non ci crediamo ancora.”

    Sei libera di dare tue opinioni personali, ma non di distorcere il lavoro d’altri.

    Cordialmente

    Ambra

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  4. @->Ambra : cara Ambra, in realtà io non distorco nulla, forse sei tu che non hai chiaro il senso del post: si trattava, infatti, di una presa per i fondelli dell’Adinolfi stesso, che dell’essere giovani trentacinquenni ha fatto una professione, e tenta da tempo di trasformarlo un programma politico.
    L’articolo (che io non ho linkato perchè non regalo link) prendevo in giro il tono vago, che è proprio di Adinolfi: in tanti anni che gira per il web non ha mai formulato un post serio e preciso su quale sia questo mitico programma dei blogger-trentacinquenni-piddini; e quando ha scritto qualcosa che doveva essere un programma era una ripetizione orecchiata di cose già dette, già sentite e, in molti casi, ampiamente superate. Il tutto condito da questa aria da perenni ragazzoni che si trovano alla sera al bar – pardon, al virtual cafè – fanno cose, vedono gente, si conoscono tutti e si sentono tanto fighi: un atteggiamento a metà fra un film di Moretti ed una sceneggiatura di Muccino.
    Il futuro c’è, scrive il nostro: ci dica dove e come, tanto per cominciare, e come intende costruirlo. Sennò se ne può restare al caffè con gli amici, che i suoi sono discorsi da bar,e giusto lì possono avere un senso.

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  5. Credo che “quello” che ha un blog abbia già dato ottima prova di sé, performando a meraviglia nel ruolo dell’eterno trombato. Che altro volere di più, una partitina a poker o una puntatina all’ippodormo?

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  6. Ambra e Galatea, non litigate.

    Se volete farlo rispettate le regole di uno scontro fisico donna-donna: rotolate per terra tirandovi i capelli, restando al termine solo in bikini.

    Quindi postate le foto in una pagina vietata all’Adinolfi.
    Intanto io raccolgo le scommesse.

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  7. Ho riletto il post, chiedendo conferma anche all’autore.. non c’è nessuna ironia in mezzo.

    Ho pieno rispetto per chi tiene spazi informativi e cerca di divulgare quello che la televisione non dice. Non tutti hanno un blog solo per parlarne in un bar. C’è chi passa tempo a documentarsi e cerca di fare informazione. E sono tanti

    Ambra

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