Siamo quelli che hanno un blog. E allora?

C’è chi non sa vivere senza un mito da venerare, e di questi tempi in cui di miti c’è penuria, si attacca al primo idolo che trova, anche se la statuetta si vede a occhio che è roba da bancarella. Ma tant’è, non solo è sventurata la terra che ha bisogno di eroi, ma ognuna, per giunta, deve tenersi quelli che le capitano.

Non erano passate neppure due ore dal mio post di cortese presa per i fondelli di Adinolfi, che subito mi sono beccata un commento inviperito da una sua fan:

Mi rivolgo al webmaster. Mi dispiace, quello che scrivi sotto il nome di Adinolfi STORPIA il senso del suo articolo che trovi a questa pagina http://marioadinolfi.ilcannocchiale.it. Adinolfi esprime rispetto per questo modo di portare avanti informazione, per quei under30 che passano tempo a ricercare notizie, fonti, commentarle e cercare di informare. Lo dice lui stesso chiaramente:“Del blog noi faremo strumento di lotta politica, come abbiamo fatto ieri (…) giusto ieri sera ho pensato che qualcosa di importante sta accadendo (…) ho capito che manca solo un tassello per cominciare a vincere davvero. Mettere da parte ogni stupida rivalità tra noi (bloggisti) e fare rete tra chi dalla rete sta traendo linfa vitale per la battaglia. Ma forza, un passo insieme ed è fatta. Il futuro c’è.Siamo quelli che hanno un blog, siamo quelli che hanno imparato a condividere ormai per default. Siamo tanti, ora dobbiamo solo essere uniti e sorridenti, perché questa è la nostra stagione e per salvare il paese dalle destre peggiori del mondo non possiamo farla passare senza aver tentato. Loro, i cinquantacinquenni, sono stanchi e non ci credono più. Noi non ci crediamo ancora.”Sei libera di dare tue opinioni personali, ma non di distorcere il lavoro d’altri.

Cordialmente. Ambra

È un capolavoro, questo commento, lasciatemelo dire: una vera e propria cartina di tornasole su come possa ragionare chi in Adinolfi vede la luce, e perché. Tanto per cominciare, è un esempio di come si possa leggere male un post: Ambra infatti mi accusa di aver (volutamente o meno) frainteso il senso profondo della prosa adinolfiana, e pensa che io abbia voluto attribuirgli una critica nei confronti del mondo del blogger. La cosa la inviperisce tanto che addirittura mi urla in maiuscolo l’accusa di STORPIARE le parole del suo Marione. Ecchediamine, siamo ad un passo dalla lesa maestà!

Non si accorge, Ambra, che il mio post era invece proprio e volutamente una presa per il sedere del pensiero di Adinolfi nella sua forma più sincera, e una messa alla berlina dei suoi vezzi mentali e verbali. Il fatto che la critica potesse essere ironica non la sfiora nemmeno; dunque, punto primo: i fan di Adinolfi non hanno un gran senso dell’umorismo, a meno che le battute non le faccia Adinolfi stesso, of course.

Punto secondo, i fan di Adinolfi citano le parole del loro ideologo di riferimento, ma non si accorgono che così gli fanno fare peggior figura. Che rimproveravo, infatti, nel mio post al Marione? Di essere vago, terribilmente vago, nelle sue proposte. Il suo blog, così come i suoi articoli, sono pieni di belle parole di cui sfugge però l’intrinseca sostanza: democrazia diretta (vabbè, applicata come?), giovani (ok, ma quali? E perché?), meritocrazia e mercato (sì, d’accordo, e per misurarli?). Marione Adinolfi ha certo un gran merito, quello di aver trasformato l’essere trentacinquenni in un mestiere, e da tempo prova, dato il successo, a trasformare il mero dato anagrafico in un programma politico. Ma in questo tentativo, per ora, non mi pare abbia fatto dei grandiosi passi avanti. Né l’articolo che mi sono rifiutata di linkargli portava qualche novità in tal senso. Citato da Ambra, dimostra ancor più tutta la sua pochezza ideologica, mascherata dietro qualche frasuccia dalla retorica molto scontata: manca solo un tassello per cominciare a vincere davvero (già, quale tassello? Sarebbe il caso di dirlo). Dobbiamo mettere da parte le rivalità fra bloggisti, fare rete per vincere la battaglia (quali rivalità? Fare rete su cosa? E per che battaglia? Specificare, please).

Se Veltroni è il Vecchio perché vago, Marione sarà il Nuovo che Avanza, ma non si capisce dove voglia parare. Ciò che propone è questa mitica “rete” di blogger che pare la versione informatizzata e under trenta del partito di Walter: Là si fondono i compagni e il dopolavoro parrocchiale, qui i siti e i relativi link, e la modernità spinta sta nel fatto che si accettano anche gli avatar ai congressi. Ma tutto questo rimescolamento di bit non si capisce a cosa dovrebbe servire, perché poi, quando si va a vedere quelle quattro acche che l’Adinolfi aveva a suo tempo proposto come programma politico vien da piangere: tutte cose già viste, rimasticate e banalotte, orecchiate un po’ qui e un po’ là, anzi, dato che blogga, tirate su a forza di copia-e-incolla. Il tutto condito con quest’aria da perenne ragazzone che si trova alla sera con gli amici al bar – pardon, al virtual cafè – perché lì fanno cose, vedono gente, si conoscono tutti e si sentono tanto fighi: un atteggiamento a metà fra un film di Moretti ed una sceneggiatura di Muccino.
Il futuro c’è, scrive il nostro: ci dica dove e come, tanto per cominciare, e come intende costruirlo. Sennò se ne può restare al caffè con gli amici, che i suoi sono discorsi da bar, e giusto lì possono avere un senso.

E, per chiarire ad Ambra, sì, queste sono mie opinioni personali: ma non distorco il lavoro d’altri. Mi limito a leggerlo e a ragionarci su.

25 Comments

  1. Se non fosse stato cosi’ vago, se non avesse riempito post e discorsi di ggiovani (ma porcozzio! Ma i quarantenni davvero non servono piu’ a niente???), di democrazia volante non identificata e di passi da fare tutti insieme tre metri sopra il cielo, non gli avrebbero nemmeno permesso di guardarlo da lontano il piddi’.

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  2. Galatea, sei il mio mito.
    Sono poche settimane che ti seguo (il tuo blog, dico, mica te. Puoi continuare a girare per le strade – ops, rotonde – del Veneto senza fissare costantemente lo specchietto retrovisore:) ) e non sbagli un colpo.
    È proprio questa la vecchiezza della sinistra italiana, concordo con te (ehi, sto storpiando le tue parole!): avere un leader, sia chi sia, e non poter avere opinioni divergenti e differenti, discussioni, commenti al vetriolo che sottolineino la pochezza di certe affermazioni altisonanti. Insomma, la nostra cattolicissima Italia ha tirato giù la Madonna (e spesso viene da chiedersi se davvero l’abbia fatto) e ha messo al suo posto – un po’ sbilenco che gli altari sono piccolini e la statura media s’è alzata, dopotutto, negli ultimi venti secoli – il leader. O pecoraio, se vogliamo bandire l’inglese dalla nostra bella lingua.

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  3. “chiarezza, chiarezza mi punge vaghezza di te” cantava Pietrangeli. Non si accorgono, questi aspiranti leader, che ormai le persone che vorrebbero condurre gli camminano davanti. E che li guardiamo, di tanto in tanto, voltando appena lo sguardo e allungando l’occhio, giusto perchè non ci fidiamo ad offrirgli le schiene. Credono che basti un “su, dàai raga, avanti a tutta birra” per farsi aspettare e acchiapparci. Roba da scout sfiancati. Un “ooooh”-“eeeeehhh” di un’altrettanto sfiancato Vasco Rossi non sarà meno vago ma almeno il mix di chitarra elettrica attiva l’adrenalina.

    (toccare i miti, si diceva)

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  4. davvero siamo una nazione di santi e di eroi, che qualcuno voglia esserlo posso capirlo, ma vedere che esiste qualcuno, che gli sta dietro è raccapricciante. ciao galatea.

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  5. Non c’è che dire, lo hai piallato per bene. Sono d’accordo con te sulla caratura dei fan di adinolfi. E’ incredibile l’aria messianica, la piaggeria preventiva qualsiasi cosa scriva, di alcuni. I commenti ai suoi post sono sempre meglio dei post.

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  6. Per me la parte più raccapricciante è “ora dobbiamo solo essere uniti e sorridenti”. Perché mi viene in mente il mulino bianco?
    Uno direbbe che è impossibile essere più inconcludenti e vacui di Veltroni, e invece… c’è più politica in un post di Galatea che nell’intero blog di Adinolfi. Ma in fondo in fondo, direi che per il Pd va benissimo così.

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  7. Questo “Adinolfi” mi è sempre stato antipatico. Lui si vende agli elettori con una tattica troppo simile a quella del berlusconi di qualche anno fa. Berlusconi “presidente operaio”, questo qui “presidente blogger”.

    Il fatto che tu abbia una pompa di benzina non vuol dire che tu abbia la stessa visione politica di ogni benzinaio. Che magari quelle che lui chiama “rivalità” siano solo opinioni diverse non gli passa per la testa?

    Poi figuriamoci … ma non era lui quello che appoggiava la “moratoria” di ferrara dicendo addirittura che si impegnava a dissuadere “un’amante da una-botta-e-via (le migliori)”? Con uno così probabilmente non dividerei un panino….

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  8. Tutto ciò mi ricorda i papaboys.
    E che anche a trent’anni di questi tempi si ha bisogno di sentirsi parte di un gruppo per sentirsi forti. Come da ragazzini.

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  9. Marino: ERRATA CORRIGE
    Ma vi rendete conto che oggi, UN MONA QUALSIASI, SENZA ARTE NE PARTE, a 35 (trentacinque) anni si può auto eleggere a rappresentante di QUALSIASI COSA SENZA DOVER RISPONDERE CHE ALLA MANCANZA DEL PROPRIO SENSO DELLA VERGOGNA?

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  10. i papaboys…geniale! E’ che se di anni ne hai quaranta, ti accorgi che da un lato tutti si preoccupano dei ggiovani, dall’altro tutti gli altri si preoccupano dei vecchi, e di te che non hai mai avuto, non hai nè avrai mai una pensione, non gliene frega una beata minchia a nessuno. E non è che, quando avevo vent’anni io, mancasse chi straparlava dei ggiovani…

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  11. ne ha fatto un mestiere, ma a vederlo in TV, a leggerne i post, e poi a leggere il tuo magnifico ritratto, direi non gli e’ riuscito molto bene!

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  12. non avevo mai sentito parlare di quel signore, ma grazie a questo post ho potuto constatarne lo “spessore”… e anche il diametro dello stesso non mi sembra irrilevante… consultando il suo blog, tuttavia, ad un’analisi prettamente geometrica, non sono riuscito a rilevare alcuna “vetta” nel alcun acume: una strana contraddizione.
    Un quarantenne

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  13. Mai stata una Fan di Adinolfi.
    Ho letto il suo post proprio per curiosità dopo aver letto il tuo. Il tuo post lo cita è dà opinioni completamente diverse da quelle espresse dall’Adolfi pur sembrando un riassunto del suo lavoro, o che dir si voglia. Che siano opinioni TUE e non SUE non è per nulla chiaro.
    Quando dicevo di non storpiare il lavoro d’altri è proprio questo a cui facevo riferimento.

    Che io stimi chiunque spenda tempo a mantenere spazi informativi è vero. Che li “veneri” pura fantascienza.

    Cordialmente, Ambra

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  14. >Ambra
    Naturalmente con rispetto…
    Per generazione il modesto (nel senso di spessore politico) Mario (omonimo), naturalmente, non mi rappresenta; come modesto (nel senso di vizio umano) e provvisorio blogger non voglio lo faccia.
    Dovrebbe ringraziare.
    Se sa cogliere i suggerimenti, visto che la nuova politica dovrebbe essere fatta di idee, magari forti ma almeno idee, allora troverei conforto. Le idee si possono anche cercare intorno, da altri, quando non si hanno.
    Con la sola claque e una dose eccessiva (smisurata) di autostima non si va molto lontano o almeno non si può ambire di portare lontano un paese.
    Cordialmente, MarioDG

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  15. Gent. Mario.
    Concordo con quello che dice, che la politica debba essere fatta di idee ecc. infatti, NON sono una fan di Adinolfi e non mi schiero con lui politicamente. Concordo con lui su un punto pero’: l’unico mezzo rimasto per informare è web, e il modo con cui tanta gente cerca di portare avanti informazione sono i Blog. Le faccio un esempio pratico.
    Si parla molto di immunità parlamentare, dicendo che è una normativa già presente in tutta Europa, facendo quindi intendere al cittadino che in tutta Europa l’immunità parlamentare sia totale, cosa smentibile con qualsiasi libro di politica internazionale: l’immunità totale non c’è l’ha nessuno.
    Il giornalismo televisivo questo non lo fa: anzichè informare, mia opinione personale, disinforma. Chi non trova che questo sia giusto usa la rete per divulgare le informazioni, a suo parere a suo parere mancanti, usando Internet, in particolare i Blog.

    Questo è quello che dice Adinolfi in quel preciso Post. Tanti bloggers cercano di fare informazione per completare quello che i media non dicono e sono una risorsa.
    Tutto qui. In questo non c’è nessuna dose smisurata di autostima, semmai c’è una dose smisurata di preoccupazione per questo paese. Ma questa è un altra storia.

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  16. Gent. Ambra
    Io sono in ferie, dispongo del mio tempo (sa, se ci legge Brunetta).
    Ci sono molte iniziative lodevoli nella rete, questo non ne fa, di per sé, un ambiente virtuale. Quell’altro Mario ne fa un mestiere e l’anticamera del potere; un mezzo per autocandidarsi di continuo. Mi aspetto di più. Io che non ho mai mangiato con la politica mi aspetto di più che solo sedersi a tavolo e mettersi il tovagliolo al collo.
    Da militante di base da oltre 45 anni, davanti alla pochezza del presente, e del personaggio, non mi resta che piangere o buttarla, come l’amica Galatea, sull’ironia.
    Non dico tanto, non dico alta politica,,, le faccio un esempio, uno a caso.
    Sulla sicurezza nessuno a sinistra non solo ha mai proposto una ricetta ma nemmeno ha fatto una diagnosi. Come andare dal medico per sentirsi ripetere quello che gli hai spiegato cioè che hai un dolore. Ci sarà pure un modo per combattere la paura, e la percezione del pericolo, che non sia fatto solo di muscoli e carriarmati, oltre a quello della sinistra massimalista che si limita a spiegare che il fenomeno non esiste?
    Chi ha la grande platea dovrebbe provare a formulare ipotesi e risposte e progetti. Non sta certo a noi farlo. Noi possiamo poco. Lavorare nel nostro piccolo. Nello specifico provare a sgonfiare i palloni gonfiati. Se si propone come nuova classe dirigente dimostri coi fatti e i progetti di valerlo; non con vaghi e vuoti slogan.

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  17. Gent. Mario. Il suo, come le ho già detto è un discorso che condivido, non supporto Adinolfi per gli stessi motivi.

    Stiamo però andando fuori del tema di questo post, che, giusto per ricordarlo, prende la sottoscritta come esempio di ” una vera e propria cartina di tornasole su come possa ragionare chi in Adinolfi vede la luce” soltanto perchè ha fatto notare alla webmaster che un suo post par proprio un riassunto di un altro articolo che in realtà ha contenuti opposti. E in quanto pare un riassunto (l’Ironia la coglie forse solo chi conosce Adinolfi) par proprio una storpiatura.

    Il dipingermi, per questo, come Fan fan di Adinolfi è alquanto ilare, oltre che un’altra distorsione…

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  18. Ambra
    Non l’ho dipinta in nessun modo; io. Ora non voglio continuare a occupare ed invadere spazio non nostro. Adinolfi non faceva ironia, questo è certo. Cercava di farla Galatea. Ci sia riuscita o meno non sta a me deciderlo che poi, per essere ironico un post, deve possedere la stessa ironia anche il lettore. Io, il post in origine delle dispute, l’ho letto come ironico ma forse è perché la conosco. Diceva solo una somma verità: non esiste il blogger ma i blogger e non tutti stanno dalla stessa parte, non tutti si occupano, che ne so, di morti bianche o della costruzione di un nuovo soggetto politico (mi auguro progressista), ma molti parlano delle loro cose, anche private. Facendo attenzione ci si accorge che alcuni militano proprio dalla parte opposta. Che non ci sono solo biechi individui (per esempio) leghisti ma anche blog nazisti.
    Usiamo pure l’ironia, quando ci vuole, che quando ci sarà da esser seri, stia certa che, quelle stesse persone saranno pronte a dare il loro tributo. vedrà che

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  19. @-> Ambra: Ripeto, perchè forse non hai colto: il mio post non era affatto un riassunto del post di Adinolfi: era una presa in giro del post di Adinolfi, e, come tutte le parodie, citava, rivoltandolo in chiave umoristica, il modello. Se non ti piace il post è un problema tuo, se non sai cogliere la differenza fra un post di satira e un post in cui si danno delle informazioni, pure.

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  20. Esatto, il 1 post non si capisce sia ironico e par proprio un riassunto.
    Problema mio? Forse anche di tutti quelli che non conoscono Adinolfi.

    In merito a questo post togli il mio nome fra i fan sfegatati di Adinolfi, se non lo avessi capito NON faccio parte di alcun fun-club. Quello che scrivi è completamento fuori luogo.

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