Barbara Berlusconi, la finanza etica e i cartoni animati: alla base della nostra formazione politica c’è Heidi?

Ieri sera – rivelo la cosa perché l’ha già rivelata lui – sono stata occupata in un consulto telefonico ad alto livello con Ghino la Ganga. Lo scambio di opinioni consisteva nell’affrontare il tema delle vere radici della nostra cultura contemporanea. Il Cattolicesimo? L’Illuminismo? O, molto più banalmente, i cartoni animati?

Dopo aver letto un’ intervista di Barbara Berlusconi alla Stampa – in cui la pargola quasi dottoressa in filosofia presentava la sua visione di economia etica (una richiesta a mamma Veronica: signora, non lasci i figli incustoditi, soprattutto se c’è nelle vicinanze Cacciari: il connubio Mediaset+Sono un filosofo tremendamente figo può causare devastazioni notevoli in giovani menti!) – Ghino, che ha un animo sottile e portato per i Cultural Studies, ha immediatamente notato come l’impianto della visione barbariana di finanza etica più che di Max Weber risentisse delle influenze di Saylor Moon.

Niente di male, a pensarci razionalmente: se l’uomo è figlio del suo tempo, prima o poi bisogna pagare il conto per aver lasciato che una generazione crescesse guardando Lupin III ed Occhidigatto: se poi tifano per i ladri o approvano il Lodo Alfano c’è il suo perché. Del resto, anche noi trenta-quarantenni che ci sciacquiamo la bocca con citazioni di Kant, gratta gratta abbiamo avuto i nostri imprinting politici da Heidi: sospetto da tempo che il vago e buonista programma piddino sia scaturito a una visione del mondo in cui la lotta di classe non esiste, perché Clara, pur se ricca, è una brava guagliona, le montagne sono verdi, le caprette fanno ciao, i nonni campano anche senza la pensione di Stato perché integrano intagliando legni nelle lunghe notti d’inverno e i pastorelli come Peter sono zucconi a scuola, ma possono sempre costruirsi un luminoso avvenire imparando a vendere al libero mercato il loro formaggio. Un mondo pacificato e bucolico, in cui, a buon diritto, l’inno nazionale dovrebbe essere affidato alla bambinesca voce di Elisabetta Viviani, o, se proprio si vuol fare ‘na cosa chic, alla versione della sigla cantata con commossa partecipazione da Baglioni, mentre Fabio Fazio annuisce sullo sfondo. Niente più destra, niente più sinistra, niente più inutili discettazioni di filosofia o di storia: una presente continuo in cui gli attimi vengono scanditi dal succedersi dei telefilm sul palinsesto, la pubblicità è amica del consumatore e dice la verità sui prodotti, un po’ come i politici dicono la verità ai loro elettori. Un mondo che, a ben vedere, babbo Silvio ha però già previsto, quando fece capire, in una memorabile seduta al Parlamento Europeo di tanti anni fa, che per lui l’unica fonte veramente imparziale ed attendibile per la ricostruzione del periodo nazista erano gli Eroi di Hogan.

24 Comments

  1. Niente più destra niente più sinistra…giusto. Già il Rutelli di Guzzanti diceva “il paese non è nè di destra, nè di sinistra, è di Berlusconi!”. Chissà se anche aGuzzanti vedeva Sailor Moon. Rutelli sì, di sicuro.

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  2. Mi spiace contraddirti, ma io sono cresciuto a pane, Goldrake e Mazinga. Tutt’altro che buonisti: si incazzavano di brutto e menavano come ossessi. Tirato su tra alabarde spaziali e magli perforanti, oggi come oggi ogni volta che vedo Berlusconi in tv mi viene voglia di indossare una tutina aderente (nonostante le mie forme abbondanti) e gettarmi in battaglia.
    P.S. le mie prime turbe sessuali le ho avute con Venusia; questo spiega tante cose!

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  3. Eh, pure io guardavo Goldrake e Daitarn. Infatti ho detto che i piddini guardavano Heidi. Io, onestamente, al massimo Lady Oscar, ma con una gran voglia di tagliar la testa a Maria Antonietta, onestamente… (sinceramente io ci sono rimasta malissimo che Lady Oscar morisse praticamente quando scoppia la rivoluzione: macchecaspita, adesso che poteva servire a qualcosa di utile, e non a stare a fare le parare a corte, salvando quella regina insopportabile dai casini che combinava! E il povero Andrè? Insomma, ho odiato Lady Oscar per la sua fine inconsulta. Meglio Candy Candy, che non sposava nessuno e diventava infermiera,alla faccia di quella insopportabile amichetta…come si chiamava, Annie?)

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  4. Beh,ma che onore…. citato e linkato,manco fossi davvero Max Weber redivivo!
    Mi permetterei, al più, di aggiornare il titolo della sua opera più famosa , suggerendo un più attuale:
    “L’etica di Capitan Harlock e lo spirito del capitalismo”.

    In effetti, quella strofa della sigla:
    ” tra i pianeti sconosciuti / per rubare a chi ha di più ”
    presta il fianco a varie interpretazioni,accomunando d’un sol colpo esproprio proletario violento e scalata borsistica selvaggia.

    Quanto alla risposta alla domanda del Tuo titolo:io ne son pressochè certo.
    Ti ricordi il mio post “Una canna con Goldrake” ?

    Grazie per l’immeritata divulgazione; inchino e baciamano.
    Ghino La Ganga

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  5. Eh eh….ti devo dire una cosa. Fare animazione è il mio lavoro. E quello che dico (scherzando, ma non troppo..) è che le vere “potenze” dietro tutto siamo noi.
    Un Luttazzi è un disegnatore e un animatore (da bimbo), ammiratore della scuola americana. Paola Cortellesi è fervente ammiratrice delle serie giapponesi….come vedi dominiamo la controcultura (come i Simpson) oltre alla “cultura”. Dipende da quali prodotti scegli di analizzare…

    Lady Oscar è morta durante la Presa della Bastiglia. Ha rinunciato ai gradi, alla nobiltà, alla ricchezza, a ciò in cui ha sempre creduto. E’ andata contro la sua famiglia, contro la società. Non si è sposata, rinunciando così ad una falsa sicurezza e preferendo l’amore di un non nobile.
    Ha preso il comando, dirigendo i “suoi” soldati (che l’hanno seguita solo perchè sapevano che non li avrebbe mai spinti ad uccidere persone disarmate) e reso possibile una delle conquiste più significative, per tutti noi. E’ ribadito più volte che solo grazie alla sua perizia e conoscenza del comando, è potuto avvenire. Sapeva di morire, ma ha preferito seguire la strada che ha scelto, fino in fondo, piuttosto che scappare.

    Ad una così si può perdonare non solo di essere morta, ma anche di non essere mai esistita. 🙂

    Ps ti consiglio cmq di leggere il fumetto, che secondo me è di gran lunga migliore rispetto alla serie.

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  6. Dimenticavo:non me ne volere, ma sospetto che Lady Oscar sarebbe finita come il Marchese Di Lafayette.
    Ossia a fare il figo con gli oppressi Americani contro gli inglesi, per poi tornare in patria e schioppettar i connazionali insorti al Campo di Marte: gli ideali d’uguaglianza van bene, ma dopo un po’ rompono dimolto i coglioni.

    Ri-inchino e ri-baciamano.
    Ghino La Ganga

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  7. @->Ghino: eccerto che mi ricordo il tuo “Una canna per Goldrake”! Era fenomenale! Capitan Harlock, invece, lo avevo sempre bazzicato poco, confesso: dalla sigla, più che altro mi sembra una serie profetica che apriva gli anni del Craxismo rampante ;-).
    @->Vale (cioè Stefano, se ho riconosciuto chi sei): A me lady Oscar stava simpatica, infatti me la sono vista tutta senza perdere una puntata. Però alla fine c’ero rimasta un po’ male proprio perché la facevano morire così: tisica, con Andrè altrettanto mal messo…io, che sono molto più rivoluzionaria, avrei preferito vederla convivere trionfante con Andrè, alla facciaccia di quel barone insopportabilmente cretino cotto di Maria Antonietta per cui si era presa (ma la si può perdonare, era una ragazza) una sbadata. Devo ammettere che però, più che Lady Oscar, mi stava simpatica la truffatrice, Jean, quella che metteva in piedi la truffa della collana ai danni di Maria Antonietta. Bel personaggio, cattivo, spregiudicato, sfrontato: una bella proletaria che non è rassegnata a chinare il capo e decide scientemente di essere una carogna, un po’ come Milady nei Tre Moschettieri.

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  8. oddio…sono proprio fuori tempo massimo. Cresciuta a pane e Cenerentola, le pappe con il pane cotto e Cappuccetto Rosso, l’adolescenza farcita di fotoromanzi….la TV non aveva ancora invaso le case…..sarà per questo che ho una spiccata predilizione per la mitologia e per l’etica nicomachea, tanto per restare nel suo ambito 🙂

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  9. io ero schierato per il Gundam, poco tempo fa ho pure scoperto che fu colpa del berlusconi che non pagò i diritti ai giapponesi il fatto che ad un certo punto le puntate furono sospese di brutto.

    e le canne le ispirò heidi con quel suo “le caprette ti fanno ciao”

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  10. @Lineadisenso
    Mi pare che Berlusconi stavolta non c’entri, a non pagare i diritti era stata una SRL che aveva venduto la serie a TMC.
    O almeno questa è la versione più diffusa in rete.

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  11. Visti gli effetti della scuola steineriana, notoriamente frequentata a lungo dalla giovane Barbara e dai suoi fratelli? Sarà seguace del Geminello Alvi, sarà…

    Lisa

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  12. Quanto a Lady Oscar: a me invece piaceva proprio l’idea della tormentosa evoluzione del personaggio, in parallelo su due piani diversi: mentre arriva gradualmente e con dure sofferenze a rifiutare il suo ruolo di maschio artificiale e riscoprirsi donna… contemporaneamente si centellina uno per unogli stessi ripensamenti (con una fatica mentale ed emotiva ancora peggiore) in materia di politica, prendendo sempre di più le distanze dalla sua classe sociale d’origine e dalla mentalità dell’assolutismo, fino a schierarsi apertamente al fianco dei rivoluzionari.

    Non so, io l’ho sempre capita così… 🙂

    Lisa

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  13. Ciao,

    posto la sensazionale notizia dell’esistenza del Dizionario dei Cartoni Animati!!!

    Per maggiori informazioni visitate su Google: Il Dizionario dei Cartoni Animati.

    \^_^/

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  14. mi sembra che chi ha scritto questo commento non conosca affatto Barbara Berlusconi e non abbia nemmeno letto la sua intervista. Mi pesa dover difendere questa ragazza dal momento che non amo nulla di suo padre, anzi…

    io sono una professoressa di diritto presso un’università prestigiosa milanese e vi posso garantire che ciò che è stato detto dalla signorina, piaccia o non piaccia, coincide con il pensiero di Guido Rossi, importantissimo giurista contemporaneo e acerrimo nemico di Silvio Berlusconi. Vi dico che Guido Rossi proprio un pirla non è… anzi… e di certo non è crescito con cartoni e cose simil.. vista la sua età… da anni studia le problematiche economiche circa il conflitto di interessi nel mondo finanziario e i limiti del diritto in questo campo. inoltre tratta ampiamente il rapporto difficile tra etica diritto ed economia…
    chi commenta, quindi, prima si informi. o almeno abbia la decenza di leggere quello che va a criticare.

    che figuraccia…

    poi mi era sembrato di leggere, tempo fa, circa il tema della televisione che la figlia di Berlusconi, Barbara, non amasse guardare televisione, varietà e cartoni animati…

    quindi, un consiglio a tanti… prima di parlare imparate a ragionare e a ricercare le fonti per i vostri sproloqui.

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  15. @->Cinzia: le fonti erano citate, e l’intervista l’ho letta. Nessuno dubita che Guido Rossi non sia un pirla. Francamente, però, fra lui e la Barbarella Berlusconi continuo a notare una certa differenza. Grazie per i consigli, esimia professoressa di prestigiosa università, ma ragiono già di mio e se faccio sproloqui, pazienza.

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  16. per Cinzia, di cui solo ora vedo il commento:

    ” che figuraccia”, “prima di parlare imparate a ragionare e a ricercare le fonti dei vostri sproloqui”.
    Mmmh….Ma quanto siamo nervosetti!
    Non è che la professoressa Cinzia è in realtà Barbara Berlusconi?
    Quanto a Guido Rossi: bah, l’utilità dei suoi ragionamenti m’è parsa assai vaga, visto come son disattesi da tutti; semmai, i suoi abbigliamenti paiono usciti proprio dai cartoni animati.

    Suvvìa, Cinzia/Barbara: si rilassi, si guardi un episodio di Daitarn III e non si senta in colpa.
    Un caro saluto

    Ghino La Ganga

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