Gli anni e la libertà

Deve essere stata l’antirughe. Perché hai voglia a sentirti e comportarti da ragazzina, o almeno da ragazza: ma quando poi, entrata in profumeria, ne esci dopo aver comprato il tuo primo barattolo di crema antirughe, c’è poco da dire, è fatta. La guardi perplessa, la rigiri fra le mani, ti dici che l’hai presa non per quel segnetto che ti sei vista al bordo dell’occhio, l’altro giorno, ma solo perché la foto sulla scatola è quella di Penelope Cruz: ma dentro di te lo sai che hai varcato la soglia, ormai stai dall’altra parte: di là c’è la gioventù, quella vera, in cui le creme sono uno sfizio, e davanti a te il resto della vita, in cui le creme sono una dolorosa necessità.

Giulia, che mi legge dentro come se fossi di vetro, si mette la mano sotto il mento, gira con l’altra il caffè, e aspetta.

Sono vecchia.”dico.

Ma va’ là!” dice, lei, che ha due anni in meno, e quindi non può capire appieno il dramma.

Hai ragione – concedo – non sono vecchia. Ma non sono più giovane.”

Mi guarda perplessa, sorridendo, come se pensasse di trovarsi davanti ad uno di quei giochi di parole che facevamo da bambine. Invece non è un gioco, è il nocciolo del problema: quello a cui non ci si rassegna, nella vita, in fondo non è invecchiare, è non essere più dei ragazzini. Quello che ti ammazza non è pensare che aggiungi un anno a quelli che hai già, o la ruga che compare e poi si fa più profonda: è che ogni anno ed ogni ruga sono segnali di ciò che non è stato e non potrà più essere: ogni passo in avanti che si fa, l’orizzonte non si allarga più, si restringe. Le strade che ti si aprono davanti ci sono, e magari le vedi anche più chiaramente di quando sei partito, ma sono contate e non più innumerevoli. L’infinito che ti si parava davanti ora comincia a mostrare confini: le possibilità si assottigliano.

A Giulia non posso spiegarlo, perché le voglio bene, ma so che non capirebbe. Per lei le possibilità sono sempre state un numero finito: Giulia è una di quelle sagge ragazze che, fin da piccole, sanno quello che vogliono e vogliono quello che possono avere. Io no. Io mi sono sempre persa a immaginare quello che non si poteva, che non era saggio, che non era possibile, a inseguire qualcosa che stava sempre più in là, e magari non c’era proprio. Mi sono sempre mossa come se avessi davanti un tempo illimitato e un numero di tentativi senza fine, provando e riprovando; che poi, al massimo, se si cade si torna su. Ho sempre pensato come se dovessi essere giovane in eterno. Ed ora che l’anagrafe e lo specchio mi fanno presente che non è così, mi sento come se pian piano il mio destino fosse quello di essere chiusa in una gabbia che mi si stringe attorno, e diverrà sempre più piccola con il passare delle stagioni. Cogli anni non si perde la facoltà di muoversi, ma si può andare al massimo da qui a là, non più dappertutto. Forse quello che spaventa noi esseri umani, da sempre, non è la vecchiaia o il tempo che passa: è perdere la libertà.

20 Comments

  1. Non commento perché hai detto bene un fracco di… Non so come si può sentire una donna quando un uomo si gira per strada per guardare la figlia. So solo che non è ora ne il luogo.
    Se ho vent’anni io tu sei ancora bambina. Un altro post così e ci appiccico la foto.
    ciao

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  2. Galatea adorata, ma cos’è questa mestizia?;)
    Le creme antirughe me le metto sulla faccia da vent’anni, sull’anima mi spalmo il Dalai Lama..
    Sei giovane giovane, e bella bella!:)

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  3. “Specchiati come se fosse la prima volta,
    scrivi sul blog come se fosse l’ultima.”
    Goodidea

    “Per chi soffre di vertigini anche una ruga è un abisso.
    Anni di espressioni su cui affacciarsi.”
    (trovata in rete)

    “Avete guardato bene la faccia di Gianni Agnelli? Gli tirate cento lire e quelle non cascano per terra, *zack* gli restano incastrate in una ruga!”
    Beppe Grillo (molti anni fa)

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  4. da giovani si inveiva contro questa maledetta giovinezza, poi ti accorgi di quanto hai amato quegli anni tormentati e travagliati in cui cercavi la strada, perchè non li potevi fermare.
    la strada è stata trovata, non ce ne sono più altre.
    questo rende tristi coloro che devono avere buone gambe, perchè da sedersi non c’è, non c’è mai stato e non ci sarà mai 😉
    (da PPP)

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  5. bè ma non comprarti le creme antirughe, no? Non ti fanno mica tanto bene! (forse non hai capito bene: quella non è mica crema che si spalma sul pane al posto della nutella;-))) se la mangi ti viene mal di pancia e soffri un po’…
    Vatti a vedere Meryl Streep al cinema con tutte le sue rughe, và!

    ps: ovviamente il post è scritto meravigliosamente, tanto per cambiare!
    baciotti.

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  6. zitta tu che io ne fatto 50!!! e in questo caotico anno ho avuto il tumore, cambiato casa, mi hanno spostato di ufficio e mi son caduti tutti i capelli (e li avevo lunghi sino al seno)
    rughe???
    mia zia la peste quando ero piccola mi istruiva così da quando avevo 4 anni:
    ” non ridere e non piangere altrimenti ti verranno le rughe”
    ma si può pensare???
    naaaaaa
    ho riso e ho pianto
    le rughe?
    ci sono
    mica sono di plastica botulinica
    Enrica

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  7. dunque, io sono sicuramente molto più vecchia di te e più passano gli anni e più la mia libertà aumenta. Infatti:

    a) più passa il tempo meno cose devi dimostrare al mondo.
    b) non devi render conto a nessuno di ciò che fai ogni giorno.
    c) degli amici che hai sai che ti puoi fidare (li conosci da tempo).
    d) se ti chiedono un consiglio puoi dire “sulla base della mia esperienza…” e nessuno ride.
    e) puoi prenderti cura del tuo corpo senza sentirti leziosa (anzi meglio che lo fai se no ti sfasci).
    f) quando qualcuno più giovane di te ti parla di un suo tormento puoi spesso dire e/o pensare “tranquillo/a, poi passa” sentendo un gran sollievo.
    g) ciò che fai per vivere non ti definisce più come persona: tu sai chi sei a prescindere.
    ….
    insomma l’elenco può continuare e poi la vita ha sempre orizzonti infiniti, ciò che li limita è solo la nostra immaginazione 🙂

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  8. se ho molte rughe è perchè ho molto vissuto….
    è solo l’idea del tempo che mi potrà mancare per fare tutto ciò che ancora tenacemente desidero come se avessi trent’anni che mi diventare malinconica, talvolta…
    besos
    crilomb

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  9. Galatea,Galatea.
    Adesso la crema antirughe: c’eran mie compagne di liceo che la mettevano a sedici anni.
    Il tempo che passa non ci leva la libertà: anzi, ce la fa apprezzare .
    Sicchè una ragazza affascinante e libera resta tale; al più diventa una donna affascinante e libera.
    Basta che non cominci a guardarsi con gli occhi di qualche altra donna,mai stata libera nè affascinante.
    Inchino e baciamano.
    Ghino La Ganga

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  10. Oh Marì! Che bel post.
    Una ragazzina non avrebbe potuto scriverlo meglio, mi sembra di sentire quel vento fresco che asciuga il sudore dopo una camminata senza cartina, zaino e sacco a pelo in spalla, mi godo il panorama e stanotte dormo sotto quest’albero… domani si vedrà.
    Grazie Galatea
    Anna

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  11. Ti capisco.
    E’ dal 2003 che sono recluso in casa con mio padre e mi sembra che fuori il tempo scorra più velocemente, le persone diventino peggiori e la miseria stia devastando la terra.
    Io vedo (e ti giuro, quasi piango) le persone che conosco invecchiare e mi rendo conto che sto invecchiando anch’io. Il tutto improvvisamente, irreversibilmente.
    Ci vuole un colpo di reni.
    Speriamo però di non fare l’ennesima, disastrosa cazzata…

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  12. Ma scusa, io pensavo che avessi sui 35 anni. Ne hai di meno? Ma allora sei di una maturità espressiva impressionante.

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  13. @->barbara: ehh, appunto perchè sono sui 35 che l’antirughe diventa una necessità… prima ci si accontentava della cremina da supermercato! 🙂

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  14. “Il piacere – uno dei più autentici – di accorgersi che qualcuno è costretto a scegliere, che non può avere due cose in una volta. E’ un richiamo alla tragicità della vita, che consiste nel fatto che un valore non si concilia con un altro. Nasce da questo, che tu hai rinunciato a tante cose per averne una sola – e ti pare che questa legge schiacci tutti.” C. Pavese
    (citaz di Bobbio in verità, e lo ringrazio)

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