Super Pippo contro Gelli: non era un golpe, era un reality.

Delle varie reazioni indignate raccolte dalla stampa alla notizia che Licio Gelli condurrà una sua trasmissione su Odeon Tv, la migliore, lo confesso, mi pare quella di Pippo Baudo. Il Super Pippo nazionale, l’uomo che in Italia è sinonimo di tv più che lo stesso tubo catodico, non appena ha sentito che il Venerabile andrà in onda non s’è saputo tenere, ed ha dichiarato, tosto tosto: “Una volta si faceva la gavetta, c’era una progressione di carriera per i meritevoli che crescevano in autorità e autorevolezza. Oggi non mi pare che sia più così”.

Ci vuole del coraggio, e riconosciamolo al Pippo, per trattare così Gelli, rintuzzandolo come se fosse l’ultima sgambettante velina che tenta di far carriera davanti allo schermo. Ma si sente: la sua è una indignazione che nasce dal cuore. Tutto si può dire del Pippo, ma gli va riconosciuto d’essere un gran professionista: al governo può tollerare che vadano, assai probabilmente, i peggio imbranati, ma in tv, Dio Santo, no, la sua coscienza si ribella: non può fare il conduttore di programmi uno che al massimo, nel curriculum, ha la regia fallita di un golpe e un paio di comparsate in tribunale, come Corona. Un po’ di serietà, ecchediamine! Sennò bisognerà concludere che la P2 non era affatto una società segreta: era soltanto il primo di tanti sgallettati reality show.

7 Comments

  1. galatea, tutti gli attentati anni ’70 in cui sono stati più o meno implicati i servizi segreti eran semplicemente le prove tecniche de “la talpa”… certo che da una che fa la critica tv su giornalettismo non mi aspettavo tanta ignoranza 🙂

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  2. Non è perciò un caso che tra i tesserati figurasse Maurizio Costanzo,tramortito dai disastri dello sciagurato quotidiano “L’occhio” : confessò a Repubblica ” Sì,ho preso la tessera della P2, ma per me era come quella della Canottieri Lazio”.
    Se tra i frequentatori di questo blog c’è qualcuno della mia classe (1965) ‘sta storia se la ricorda sicuro-sicuro : son queste le cose che distinguono una generazione, altro che strette di mano segrete delle confraternite americane.
    Inchino e baciamano.
    Ghino La Ganga

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  3. @->Ghino: Veramente la faccenda me la ricordo io pure, anche se sono una “ragazza” del ’72: tieni presente che noi ragazze degli anni ’70 siamo venute su con la tv accesa in sottofondo perpetuo. Io Costanzo me lo ricordo in bianco e nero, molto più magro e con un riporto esteso, quando ero piccolissima, che faceva una trasmissione in cui entrava e dava da mangiare ai pesci in un acquario e due divanetti grigi davanti. Ho una precisa immagine di lui che entra, butta la polverina ai pescetti e poi intervista Andreotti, che è uguale uguale ad adesso, persino quando gli viene un coccolone. In una puntata c’era anche Ciciolina, e mia nonna fece una fatica bestia a spiegarmi perché tutti guardavano così strano quella ragazza che a me sembrava solo una versione magnum della Barbie.
    Il buon Costanzo fece anche ammenda pubblica, con tanto di ritrattazione ed autocritica in pubblico, se non ricordo male. Che poi, scusa, ai Canottieri Lazio non c’era iscritto Previti? Insomma, anche quella una tessera pericolosa, neh.

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