Aspiranti intellettuali in treno

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Ecco, così dovrebbe andar bene: lo sguardo enigmaticamente perso nel vuoto, a cercare un punto indefinito là, nel buio della notte oltre il finestrino; sul sedile accanto, in ben studiato disordine, la borsa, aperta quel tanto da far trapelare la sagoma di un grosso libro e una risma di fogli stampati, che sono, sì, solo le programmazioni di seconda media, ma battute al computer hanno l’aria abbastanza professionale per sembrare altro. Tocco finale, sulle ginocchia il numero di una rivista di musica antica, alla pagina in cui si discetta sull’Orfeo di Monteverdi.

Ok, forse non mi sgamano che nelle cuffie dell’emmp3 sto ascoltando Baglioni….

13 Comments

  1. gillipixel nasconde Tex Willer in “Il mondo come volontà e rappresentazione”, io vorrei usare la critica della ragion pura per nascondere l’uomo ragno e tu nascondi baglioni…. ma perchè ci nascondiamo? 🙂

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  2. dài, dopo tutta questa attenta presentazione, nelle cuffie mi nascondi Baglioni? Baglioni??? E io che mi aspettavo qualcosa tipo “il nuovo disco degli ACDC”, il ritorno dei Sex Pistols, o quantomeno un Piero Pelù…

    😉

    ps
    quanto ti capisco, io, abbigliata in tailleur, mentre discuto di analisi e progettazione java, che ripenso al Dylan Dog che non sono ancora riuscita a leggere… o ascolto il nuovo disco degli ACDC! 🙂

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  3. chiedo scusa per la non voluta petulanza… da noi si dice “sgamare”… la tua doppia è un errore del proto o una lectio alternativa?

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  4. Bubo osserva a lungo l’emmp3 e si chiede perché non è stato chiamato Ipod. Anche io me lo chiedo.

    Intanto il treno ha già superato i confini austriaci…

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  5. @-> farlocca: in realtà, credo che l’origine del tutto si debba attribuire ad una battuta di Beppe Grillo risalente alla sua era pre-impegnata (almeno, il mio nascondimento di Tex Willer era ispirato alla battuta di Grillo)…la cosa divertente però, nel racconto grillesco, era una sorta di buffo ribaltamento del meccanismo comico in questione: sosteneva infatti il buon Beppe che Giacomo Leopardi fin da bambino era solito nascondere, dietro i libri di studio normali, poesie in greco antico che si dilettava a leggere con gran golosità, di nascosto dal padre, tanto per complicarsi un po’ la vita, come solo lui sapeva fare 🙂

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  6. Mi fai pensare alla scena in cui Woody Allen (mi pare in “Manhattan”) sparge per la casa oggetti “intellettuali” per rendersi più interessante agli occhi di Diane Keaton… Comunque mi chiedo come mai, pur essendo cresciuti con Guccini e De Gregori, ci si può ritrovare a canticchiare i Pooh!

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  7. @grazia:

    Era “Play it again Sam” e fra gli oggetti c’è una medaglia da vincitore dei 100 metri pagata 20 dollari al mercato delle pulci! La ragazza (che non è D. Keaton) è un’aspirante attrice che, poi, rivela di avere girato un film dal significativo titolo “Gangbang”…

    E’ per oggi anche io ho sparso in giro un po’ di oggetti intellettuali 😉

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