
Oh, ecco, finalmente abbiamo capito: è una questione di dignità. I precari dell’insegnamento che la Gelmini, con i tagli di ore e di cattedre, ha mandato per strada sono una genia che merita d’essere allontanata. Mica perché sia dimostrato che non sanno fare il loro lavoro, eh. In effetti, il loro lavoro lo hanno fatto per anni, spupazzandosi classi scoperte a sostituir colleghi in malattia o in maternità, senza riuscire ad entrare in ruolo perché magari hanno avuto la sfiga di laurearsi o specializzarsi dopo l’ultimo concorsone, mentre vagonate di loro predecessori più ignoranti ed impreparati sono per anni allegramente andati in cattedra grazie a immisioni un tanto al chilo. No, questi impuniti vanno allontanati, ci spiega la Redazione del Giornale stamani, perché per protestare contro il licenziamento hanno osato sfilare in mutande davanti agli ex Provveditorati.
Ommioddio! – Chiosa lo scandalizzato redattore, che immaginiamo davanti al suo computer mentre guarda le fotografie con la manima pudicamente posta dinnanzi alla bocca, per evitar di farsi sfuggire un gridolino di compito disappunto – Professori in mutande, come è mai possibile un simile scempio?
E dunque via, a ricordar i bei tempi andati, quelli del Cuore di deamicisiana memoria, che, come tutti sanno, è un romanzo di sano impianto realista, un po’ come quelli di Zola, e descriveva già allora dal vero la classe docente italica. È tutto un rimpianto, dunque, per le maestrine dalla penna rossa e i professori di ginnastica ex garibaldini dal collo sciabolatosi per servire la Patria: gente per bene quella, e la dimostrazione è che, in tutto il libro, De Amicis non li descrive mai mentre perdono un’ora a fare sciopero o minimamente si sognano di contestar l’Autorità.
I loro moderni successori, invece! Signora mia, non me ne faccia parlare, ve’. Comunisti sbracati, che indottrinano i bambini distribuendo a scuola volantini in cui si spiega la riforma Gelmini, facendogli credere che verran tagliati maestri e ore di lezione – cosa assolutamente falsa, come ognun sa – mentre l’unica forma di informazione corretta è quella dei prof di religione, che, solo perché esclusi dagli scrutini, dicono che si vuole abolire in toto la loro ora dalla scuola pubblica. Toccano i bambini, capisce? Che poi i genitori portano, con cartelli, alle manifestazioni antigovernative, cosa che non si fa, perché è turbare l’infanzia (difatti i bambini alle manifestazioni del centro destra non si vedon mai: ne avete forse visti al Family Day? Ne avete mai incrociati ai cortei del Pdl, mentre sventolano la bandierina azzurra o il palloncino?)
Ora questi insegnanti indegni, per colmare la misura, che fanno? Pure in mutande, si presentano, e si fanno fotografare! Senza un minimo di dignità, senza un minimo di decoro. Si può affidare i figli a gentaglia del genere? Perché si fossero almeno guardati bene, prima di inscenare la protesta: fossero almeno state supplenti toniche, venticinquenni con glutei scultorei, precari con pettorali a tartaruga, ecco, i bambini magari potevano anche guardarli senza farsene troppo impressionare, come guardano le veline che accompagnano il Gabibbo o i calendari che papà trova allegati a Max. Ma questi sono uomini e donne normali, con pancette e culoni, ciccia cellulitica, rotolino a vista. E anche le mutande, poi! Roba di cotonaccio andante, comprata alle bancarelle cinesi, perché questi pezzenti, da bravi comunisti, manco si peritano di difendere il buon made in Italy. No, che caspita, e proprio non si può, sono sempre pubblici ufficiali, rappresentano bene o male lo Stato, e un rappresentante dello Stato, seppur infimo, non può certo sfilare in mutande in pubblico.
A meno che non sia un sindaco Albertini, su una passerella di Milanomoda, of course.
Petizione per salvare i precari su http://www.salviamoiprecari.tk
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Il malcontento e’ il primo passo del successo
O. Wilde
comunicazionelavoro.splinder.com
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A volte, non so perché, dovrebbe venirmi da piangere e invece mi viene da ridere… anzi, a me mi viene di ridere.
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Una sempre più grave forma d’intolleranza nei confronti della logorrea mi ha ahimè impedito di proseguire oltre la ventesima riga e me ne dispiaccio, chissà cosa mi sto perdendo.
Mi è caduto però l’occhio sull’ultima delle righe. Io scriverei “of course” e non “of couse”.
Best regards
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Cara Galatea,
Possono dare fastidio i red.cac. e i Marcello 42. Però ….
Lo fanno per professione: pagati per provocare, per disturbare. E allora lasciamoli lavorare in pace fin quando ti piacerà di bannarli, chè comunque non resterebbero senza blog da prendere di mira…
Lo fanno per passione: notevole tenacia che va premiata. E poi chissà che a furia di leggere cose intelligenti non siano tentati dall’esercitare la loro, di intelligenza.
E comunque fanno numero.
Quanto al Giornale, certo lì si apprezzano – per vocazione o per compiacere il padrone – solo le smutandate. (Ma mi dispiace, e tanto, per Giancarlo Perna. Ma ormai anche lui sarà vicino alla pensione …)
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Per sicurezza io proporrei anche una petizione per salvare i pochi insegnanti di ruolo che restano.
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@->Albigin:Veramente, per ora, non ho mai bannato nè censurato nessuno (tranne Giamba, vabbe’, ma quello non è nemmeno un troll, è una macchietta!). Quanto al Giornale…comincio a pensare che siano allo stesso livello di Giamba. 🙂
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@->Marcello42: Grazie per la segnalazione, ho corretto. Ripassa quando vuoi, sei un ottimo correttore di bozze.
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Galatea, non potrei mai! Io, semplice ragioniere. rivedere i testi di una laureata e per giunta professoressa. Non sia mai, ma grazie della proposta, che ovviamente mi lusinga.
Semplicemente è che ho l’occhio allenato e le inesattezze mi vengono a cercare.
La cosa comunque mi preoccuperebbe perché sarei costretto a leggere anche oltre la ventesima riga e questo potrebbe nuocere gravemente alla mia salute.
Se tuttavia le capitasse di avere dubbi o incertezze, anche in inglese, ha la mia email; non esiti a contattarmi.
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@albigin
dovresti studiare un po’ e documentarti meglio su chi sono i troll.
Certo che se chiunque esprime critiche, osservazioni o dissenso diventa un troll beh, qualche dubbio sulla intelligenza è legittimo. La tua, ovviamente.
Credo che anche la padrona di casa, se come ritengo ha un minimo di onestà intellettuale, non consideri nè me nè in particolare red.cac. dei troll.
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Ciò che veramente mi rode (non dico come non dico dove: per quello chiedere non a Fabrizio ma al sig. Train) è il fatto che questo lavoro sporco lo faccio agrati. Non mi paga nessuno, e questo pechant pervers non sarebbe più tale se fosse prezzolato.
E poi Galatea lo sa che j’suis d’la mauvaise herbe, brave gens, brave gens: je pousse en liberté dans les jardin mal frequentés.
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È il momento dell’off topic pandemico.
Cerchiamo un vaccino!
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