L’ora di Religione Cattolica. Ma la insegnassero sul serio, almeno…

Se uno vuole divertirsi, a scuola, ad ascoltare una parata di sfondoni che non finisce più, la strada è semplice e garantita: basta che faccia due o tre domande riguardanti la religione cattolica. Non è una questione di alunni o di insegnanti: nel corso dei miei anni da docente i risultati sono identici applicando il metodo a qualsiasi classe, persino in quelle in cui mediamente i ragazzini erano assai svegli e bravi. Ragazzini che in epica, a furia di martellamenti, sanno indicare a memoria nomi e parentele dell’intero Olimpo greco-romano, sono totalmente all’oscuro dei fondamentali riguardanti la religione in cui, per loro diretta ammissione, credono.

Ci si sente rispondere di tutto: che la Trinità è formata da Gesù, Giuseppe e Maria o i Cattolici sono quelli che credono nella resurrezione di Cristo mentre i Protestanti no. Sconosciuti i nomi degli Evangelisti, con tutto che sono solo quattro, occhi che vagolano nel vuoto se si fa accenno alla “conversione sulla via di Damasco”, la quale probabilmente viene scambiata per una conversione a U lungo una autostrada mediorientale; anche se si suggerisce che si tratta di qualcosa riguardante S.Paolo, l’aiuto non giunge a buon fine, perché i più sgamati ritengono, nel migliore dei casi, che il San Paolo in questione sia una Banca. I nomi e le storie relative ai personaggi biblici sono completamente ignote: non stiamo parlando di accenni ad episodi secondari e trascurabili, roba da piè di pagina e due striminziti versetti. No, questi non sanno chi siano Noè, Abramo, Sansone, Davide e Golia. Gli insegnanti di lettere, così come quelli di storia dell’Arte, si trovano spesso totalmente spiazzati da questa ignoranza tetragona. Difficile trattare, chessò, i problemi di integrazione fra Romani e Barbari relativi ai primi secoli dopo la caduta dell’Impero romano, con classi che non solo non sanno che i Barbari erano ariani, ma non hanno neppure l’idea di cosa voglia dire essere “ariani”: tanto è vero che molto spesso, quando gli riveli che gli Ariani erano quelli che, in buona sostanza, credevano che Gesù fosse solo un uomo particolarmente illuminato e non il figlio di Dio, ti guardano stupiti, dicendo: “Embè?”

Ecco, oltre che la ben nota polemica sulla liceità dell’ora di religione, sarebbe ora e tempo di aprirne anche una sui suoi presunti contenuti. L’ora di religione cattolica settimanale viene spesa, nella quasi totalità dei casi, in discussioni su temi di attualità pescati dalla cronaca. In genere, negli ultimi tempi, esse riguardano esclusivamente i temi della sessualità e del fine vita. L’insegnante di religione cattolica, in pratica, passa il 90% del suo tempo ad illustrare la posizione della Chiesa su famiglia, contraccezione, rapporti sessuali, aborto, eutanasia, senza che però questi vengano inseriti o contestualizzati all’interno del pensiero filosofico e dottrinario che li giustifica. I più battaglieri affrontano anche le tematiche del darwinismo e del creazionismo, spingendosi a contestare gli esperimenti e le teorie scientifiche di cui, quasi sempre, parlano per sentito dire (mentre è assai diffuso che i cosiddetti “laicisti” conoscano a menadito le Sacre Scritture, molto spesso i “credenti” non si prendono nemmeno la briga di leggere in originale i testi che vogliono confutare). Va detto inoltre che gran parte degli insegnanti di religione attualmente assunti non ha alle spalle un percorso formativo che garantisca una solida preparazione teologica di base. Un tempo l’ora di religione la venivano a fare i sacerdoti, che in Seminario qualche concetto di teologia l’avevano almeno masticato. Oggi invece è affidata quasi sempre a laici, che sono stati indicati dalla Curia in quanto, magari, hanno cominciato come catechisti ed animatori in Parrocchia e lì si sono guadagnati la fiducia della gerarchia per la loro capacità di “coinvolgere” i giovani: non solo non è detto che siano laureati in qualcosa – nella maggior parte dei casi magari sì, ma non è certo – ma per giunta questo qualcosa quasi mai è Storia delle Religioni, e neppure Teologia. Il risultato, parlo per esperienza personale, è che, salvo qualche sporadica eccezione, gli stessi insegnanti di religione, interrogati in specifico su Storia della Chiesa, diatribe dottrinali o filosofiche, non sa spesso cosa rispondere. Ricordo una collega che si trovò spiazzata quando gli alunni le chiesero cosa fosse la Chiesa Copta; un’altra che mandò da me i ragazzini perché spiegassi la faccenda dei primi otto concili che sono comuni ad Ortodossi e Cattolici.

L’ora di religione così impostata è, in buona sostanza, quasi sempre una gran perdita di tempo per tutti: per i ragazzini, i quali, sollecitati sì al “dialogo” sui temi di attualità, in realtà sanno bene che si tratta di un dialogo di tipo fasullo, perché l’insegnante parte proponendo alla classe già una posizione che non è contestabile (è quella della Fede, per cui è giusta a priori); per gli altri colleghi, che, ogni volta che durante le ore delle loro materie affrontano tematiche legate alla religione, finiscono con il sentirsi a disagio, o addirittura controllati a vista. Se capita infatti il collega di religione più fanatico – ce ne sono – i consigli di classe possono diventare battaglie: se l’insegnante di lettere si azzarda a fare una discussione su temi “etici” gli viene contestata la competenza e la parzialità; se in epica affronta le storie dell’Antico Testamento, altra baruffa, perché il collega di religione pretenderebbe che venissero illustrate non come “miti”, al pari di quelli greci e romani, ma come verità di fede. Il docente di religione vanta una sorta di “esclusiva” su taluni argomenti; su altri, invece, che però dovrebbero essere il suo specifico, come appunto la storia della Chiesa o il lessico specifico, ma che sono delle pizze, delega assai volentieri al docente di Lettere. Sa bene che, si mettesse a fare in classe interrogazioni serie di Storia del Cristianesimo, ammollando agli studenti pagine da studiare e pretendendo che imparassero a memoria le definizioni dei concetti, le adesioni volontarie alla sua materia crollerebbero di botto. Per cui si guarda bene dal farlo, ma, molto spesso, desidera al contempo che gli altri colleghi si tengano distanti dal suo specifico, perché, trattato da loro in altre ore, non sarebbe in grado di garantirsi che i concetti venissero spiegati secondo i dettami della morale cattolica. Si arriva così al paradosso che i docenti di lettere si ritrovano con classi che sentono trattare continuamente dall’insegnante di religione problemi relativi alla contraccezione, al sesso, alle biotecnologie, mentre non conoscono nemmeno per sentito dire cosa sia una gerarchia angelica, ignorano i nomi di Lot, Sem, Susanna, Esther, Giacobbe, pensano che il Pentateuco sia una sostanza dopante e se hanno una vaga idea di chi sia Maria Maddalena è perché sono andati a vedere al cinema Il Codice da Vinci.

Quando si alzano alti lai perché, non frequentando l’ora di religione, il ragazzino non cattolico non sarebbe poi in grado di decodificare la cultura in cui è immerso, si dimentica o non si sa che, in pratica, l’insegnamento delle storia della religione cattolica e delle sue peculiarità già ora si svolge in ore che non sono quelle di Religione, ma sono quelle di Lettere, di Arte, di Filosofia. Ciò è giusto, peraltro, perché gli insegnanti di Lettere, Arte, Filosofia sono più che competenti per trattare questi argomenti, dato che fa parte dei loro compiti illustrare la civiltà occidentale e le sue basi storiche-filosofiche. Ma allora, oltre che chiederci se sia o meno costituzionale un’ora di religione cattolica pagata dello Stato, sarebbe anche il caso di interrogarci, già che c’è, cosa dovrebbe prendersi la briga di insegnare.

69 Comments

  1. Ma che vogliamo fa’ adesso, vogliamo fare anche l’esame di religione per bocciare ste povere creature?
    L’ora di religione adempie pienamente al suo scopo che è quello di foraggiare il clero
    Pace e bene

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  2. Carissima Galatea: il problema si risolverà da solo col tempo. Mi sono letto qualche tempo fa i dati demografici pubblicati dall’Istat; c’è solo da aspettare venti-trenta anni, e gli islamici arriveranno ad essere una percentuale molto rilevante della popolazione italiana. Così come i non credenti, già oggi al 18% (fonte Eurispes). Nel contempo, i cattolici continueranno a calare.

    Formatasi la massa critica, la plateale incostituzionalità del nuovo concordato verrà finalmente affrontata, e ci sbarazzeremo dell’ora di religione cattolica (insieme al resto). Sempre che prima non arrivi anche da noi uno Zapatero che stracci unilateralmente il concordato.

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  3. hai scritto una riflessione molto interessante, peccato che pochi sacerdoti leggono il tuo blog, perchè questa faccenda è cruciale

    chi studia teologia con serietà spesso è fisto anche con un tantino di sospetto dentro la chiesa stessa

    il pensiero, perfino quello religioso, dà fastidio

    meglio la banalità

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  4. Da ex collega non posso che darti ragione. Mi ricordo la fatica che facevo a spiegare ai ragazzini delle medie la Riforma protestante e le differenze rispetto al cattolicesimo. Era un´impresa durissima parlare di teorie diverse da una che loro semplicemente ignoravano. Non faccio fatica a credere che negli ultimi 15 anni la situazione sia precipitata.

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  5. @Guidus. Sinceramente la prospettiva del “basta aspettare” non è che mi consoli molto. Inoltre mi dà molto ma molto fastidio che vengano sprecate ore e risorse per un’ora che così ha veramente poco senso. E che spesso è affidata a personale che non dà garanzie di alcuna affidabilità sulle cose che insegna, non fosse altro per mancanza di un titolo di studio che garantisca almeno la presenza di una competenza minima.

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  6. Ma scusa Galatea, la Chiesa cattolica ha sempre fatto di tutto perchè nessuno leggesse i testi sacri e adesso dovrebbero rovinare il lavoro di secoli per insegnarli ai ragazzini? Non è un pregiudizio anticlericale, i cattolici che conosco non hanno idea del contenuto del Nuovo Testamento (figuriamoci il Vecchio).

    Con questo compromesso ipocrita dell’ora di religione nessuno insegna il cristianesimo agli studenti (e non solo a quelli religiosi; perchè così come si studia la storia greca e romana è importante che tutti conoscano le radici e le basi della religione più diffusa). Togliamo religione, e diamo un’ora in più a storia e un’ora in più a filosofia.

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  7. ehm… l’arianesimo afferma che Cristo è “un Dio minore”, nel senso che è stato creato da Dio e gli è stata poi infusa la divinità. (ecco perché nel Credo niceno-costantinopolitano si dice del Cristo “generato, non creato, della stessa sostanza del Padre”: la consustanzialità è il punto fondamentale).

    Ciò detto, non credo che al ragazzino importi sapere queste minuzie; dal mio punto di vista è importante sapere (a) che ci sono state lotte feroci per definire chi aveva ragione e chi no, e (b) tutte queste lotte erano basate solo su nozioni teologiche completamente astruse alla maggior parte della gente.

    Sarebbe molto meglio fare storia del cristianesimo nell’arte, al limite.

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  8. Analisi che condivido in pieno, purtroppo la chiesa cattolica come ha più volte dimostrato lungo l’arco della sua storia accetterà molto malvolentieri che si discuta dei contenuti dell’ora di religione se sono i laici a farlo. Probabilmente l’ora di religione sarà abbandonata ma credo solo con sudore e sangue da parte della Chiesa Cattolica

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  9. Ovviamente sono d’accordo con te, Galatea!

    Ma il “basta aspettare” è purtroppo l’unico modo che ho di autoconsolarmi. Ce ne sarebbero, di cose sulle quali bisognerebbe agire di falce, nei rapporti tra Stato e Chiesa: intervenire sulla vergognosa ripartizione dell’8×1000, ad esempio. Ma devo prendere atto che non c’è nessuno, proprio nessuno, ne’ a “destra” ne a *cough* “sinistra” che voglia affrontare la questione.

    Prendo atto e faccio del mio “aspettiamo” la mia copertina di Linus. Ovviamente, se dipendesse da me (o da te, suppongo…) molte cose cambierebbero radicalmente.

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  10. scusate, ma è corretta la forma “allo scuro” nel primo paragrafo? Ero convinto che fosse “all’oscuro”.

    Non è per spaccare il capello in quattro, solo che poi arrivano i soliti grammar nazi che tentano di delegittimare il contenuto per un errore grammaticale

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  11. Ciao, in 36 anni di insegnamento ho avuto solo un solo collegadi di religione che insegnasse facendo leggere la Bibbia (era un giovane sacerdote poi chiamato in curia)con il quale si potesse lavorare decentemente. Il resto era esattamente come tu lo descrivi. Quello che mi stupisce sempre è la superficilità con cui si afferma di “credere” in qulcosa di così totalizzante come una religione senza conoscerne pressochè nulla. I protestanti, ma anche gli ebrei, i mussulmani, i buddisti ecc. sono molto più seri…

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  12. @alexej: No, grazie, ho corretto. Anche se non ho capito come fosse venuta fuori. Deve essere una delle genialate del correttore automatico di word. 🙂
    @giona: ricordo un mio amico inglese ed anglicano, lettore in università, che rimaneva sempre sconvolto del fatto che i ragazzi, a lezione, per quanto credenti, non fossero in grado di riconoscere la più semplice citazione biblica. Ogni volta che ne faceva una lo guardavano sconvolti. 🙂

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  13. smetti di usare word, allora 🙂
    la fede in word da parte delle pubbliche amministrazioni è un po’ come quella dei cattolici: non sanno come funziona (e funziona male), ma soprattutto non sanno che ci sono validissime alternative 🙂

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  14. Provate a chiedere in una classe: “Alzi la mano chi è cattolico”. Il novanta per cento alza, magari fanno anche la ola. Provate a chiedere cosa sono la transustanziazione, la nascita virginale, l’immacolata concezione, lo spirito santo etc. Silenzio totale. Cos’è un dogma figuriamoci, la religione cos’è è quello in cui credi come io che credo al Milan, soprattutto Dinho alè alè. E via le moschee dall’Italia.
    Ma qui c’è un problema più profondo. Non si tratta semplicemente del fatto che i ragazzini non sanno nulla del cristianesimo (le stesse domande rivolte ai baciapile che vanno in chiesa la domenica avrebbero esito negativo), è il cristianesimo stesso che permette ogni sua violazione possibile.
    Oggi la laicità viene gabellata per un’arma contro la presenza pubblica della religione. L’otto per mille spesso devoluto al Vaticano (anche all’insaputa dei contribuenti); gli insegnanti di religione scelti dallo stato della chiesa e pagati dallo stato italiano; la religione cattolica insegnata a scuola come superiore alle altre fedi; la caccia al voto cattolico come sicuro strumento di vittoria delle elezioni; i politici di ogni schieramento che si richiamano alle parole del pontefice per accreditare le proprie posizioni: nel segno della croce si svolgono le più svariate doppiezze della sbandierata e inesistente uguaglianza religiosa. L’ora di religione cattolica viene usata per fermare il dilagare del disincanto. Chi difende l’ipocrisia di una parità solo formale vorrebbe portare la laicità dal dottore. Si grida allo scandalo contro il laicismo, attaccando la laicità che a parole si abbraccia. La società in passato sussultava e trasaliva a causa di certi strappi nel cielo dei principi; oggi, invece, tutto fa brodo. La sempre più radicata tolleranza degli italiani all’aborto, ai contraccettivi, al sesso extramatrimoniale, alla pillola del giorno dopo, alle unioni tra omosessuali, alle famiglie di fatto, al divorzio, alla ricerca sulle cellule staminali per la cura di malattie gravissime, all’eutanasia, è un terreno su cui nascono l’indifferenza o l’opportunismo, non la fame di conoscenza. Molti giovani ripetono col sorriso della purezza le parole del presunto papa laico sull’importanza della pace, dell’amore, e magari anche gli appelli alla clemenza per i condannati a morte in Usa; ma le loro orecchie si tappano di soppiatto se lo stesso buon pontefice li ammonisce a non affrancarsi dal timore del peccato della carne. Hanno imparato un astuto kamasutra intellettuale, che permette loro di fregarsene della Verginità di Maria, della Resurrezione, della Trinità e di continuare a sventolare la fede come una bandiera, magari arrivando ad elogiare la virtù, che ha la legge cristiana, di farsi violare a cuor leggero. Viva il comando cristiano, che non è un comando, viva la sovranità di ciò che non obbliga!

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  15. “L’ora di religione cattolica viene usata per fermare il dilagare del disincanto”.
    Notevole. Questo signore ha capito tutto quel che concerne la presenza dell’ora di religione nella scuola.
    Bravo.

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  16. @red.cac: Meno male, le scapperebbe quella schifata, compromettendo il tono perculatorio del commento, no?

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  17. Nel caso, sig. Sagredo, che la sua domanda sia una richiesta di istruzioni, le risponderò che è sufficiente impostarle nella maniera tradizionale, con i segni di interpunzione, e poi ci pensa WordPress.
    Nel caso invece (da me preferito) che le sua sia una domanda retorica, che significa: “ma come si può essere così fessi da mettere le faccette?” le si risponderà così: a volte la Natura è matrigna.

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  18. Cara Galatea,
    le parlo da ex alunna di liceo con prof di religione suora e veneta mandata in profondo sud a spiegare perchè il modo di pensare di circa metà classe era moralmente scorretta. Le discussioni che abbiamo fatto per giustificare l’esistenza di un’alternativa laica in uno Stato civile erano battaglie infinite con gente che si diceva cattolica totalmente a digiuno di nozioni bibliche: orrore.
    Poi ricordo i giorni in cui alle medie la prof di religione (accidentalmente anche mia genitrice, ma vabbè) dava compiti, spiegava la Bibbia, parlava di altre religioni. Laurea in scienze religiose, quindi presumo anche che sapesse abbastanza bene di cosa parlasse. E, miracolo: mai nessuno che si sia lamentato perché faceva “catechismo” non richiesto. Al massimo del fatto che facesse compiti in classe di religione. Se proprio volevano la versione “catechismo”, potevano trovarla in parrocchia il sabato pomeriggio.

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  19. Non c’è nulla di male a mettere l’emoticon, (non faccette) alcuni che hanno la faccia come il culo trovano inconcepibile fare simili operazioni!
    Non è bello mostrare in pubblico certe cose!
    😀

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  20. @lady Mercury: Mi scusi, ma dal suo commento non mi è ben chiaro cosa intenda:
    1) lei, la prof di religione suora e veneta mandata in profondo sud a spiegare perchè il modo di pensare di circa metà classe era moralmente scorretta la appoggiava o no? E perché diavolo una persona, suora o meno, dovrebbe essere pagata dallo Stato per spiegare a metà classe che si comporta in maniera “moralmente scorretta? Cioè, mi chiarisca, “moralmente scorretta” rispetto a cosa, o a chi?
    2)Quali erano le discussioni che abbiamo fatto per giustificare l’esistenza di un’alternativa laica in uno Stato civile? Cioè, Lei a la suorina facevate battaglie perché venisse abrogata l’ora di religione o perché tutti gli altri alunni fossero costretti a seguirla?
    3) Non dubito sua madre sia persona preparatissima, nonché laureata, e tartassasse gli studenti con compiti di religione ogni settimana. Però nel panorama degli insegnanti di religione, se lo lasci dire, è proprio una rara avis. La maggior parte dei suoi colleghi, almeno per quanto posso dire per esperienza personale, non fa manco catechismo, perde solo le ore in indottrinamento spicciolo, per altro suscitando quasi sempre solo gli sbuffi disattenti dei ragazzini.
    4)mai nessuno che si sia lamentato perché faceva “catechismo” non richiesto. Non dubito che nessuno si sia mai lamentato, ma non prova granché, mi scusi: sarebbe stato ben strano che si fossero lamentati anche se Sua madre avesse fatto catechismo puro e semplice: quelli che vogliono evitare di far catechismo perché dà loro fastidio, probabilmente non si iscrivono a priori; gli altri, anche se gli arriva il “catechismo” lo accettano senza protestare..

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  21. Carissima, scusa la pignoleria, ma dire “che gli Ariani erano quelli che, in buona sostanza, credevano che Gesù fosse solo un uomo particolarmente illuminato e non il figlio di Dio” non mi pare precisissimo.

    Ario non negava la dvinità di Gesù (e nemmeno la Trinità, ma subordinava il Figlio al Padre, negandone la consustanzialità che sarà poi formulata nel concilio di Nicea).

    più interessante sarebbe qualche domanda sulla storicità di Gesù, ma perché complicarsi la vita e rischiare la contestazione dei genitori e delle autorità ecclesiastiche e rischiare il posto?

    ciao, cara.

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  22. Mi manda il sig. Train, momentaneamente impedito da impegno pressante delle 56 falangi delle quattro fidanzate per dire quanto segue:
    “Straordinaria, come sempre, brava Galatea! Non c’è nulla di male a mettere l’emoticon, (non faccette) alcuni che hanno la faccia come il culo trovano inconcepibile fare simili operazioni! Non è bello mostrare in pubblico certe cose! E il tono perculatorio del commento? Non so cosa significhi ma ahahahahahahahah! Grande Galatea!”

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  23. @alice: l’avevo scritto anche io in uno dei primi commenti… ma immagino la cosa sia molto tangenziale al post, vedendo il resto dei commenti.

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  24. (commento serio)
    Entrare nel merito dei contenuti dell’ora di religione è quanto sperano i preti e i loro reggicoda, tanti e insospettabili, qualcuno anche inconsapevole. L’ora di religione va abolita perché discrimina. Punto.
    Esiste anche il modo di abolirla come facoltativa: basta far sì che l’insegnante di religione non faccia più parte del consiglio di classe, che al momento è un’altra evidente discriminazione. Nel giro di pochi anni sarebbe marginalizzata senza nessun intervento legislativo e senza far mancare l’offerta FACOLTATIVA che ai preti attualmente serve solo come pretesto.

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  25. Beh sì, signorina, così lesse il sig. Train, così mi chiese di scrivere: tono perculatorio. Ora mi esorta a tener duro. E’ qui al telefono: vuole che glielo passi?

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  26. Le chiedo un favore di dimensioni colossali, per cui Le sarei grato per quel poco di tempo che mi resta da vivere, signorina. Mi lascia postare anche come sig. Train, e-mail sig.Train69@ticali.it?
    Per ogni commento come sig. Train prometto due commenti cicisbeici.

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  27. @alice e .mau. : Sì, lo so che la spiegazione non è precississima. ma insegno in una scuola media.Onestamente credo che farei un po’ fatica a spiegare queste sottigliezze teologiche a dei dodicenni.

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  28. Ma perchè privare i giovani di quei bellissimi bivacchi in bagno,o a copiare compiti, finanche a intrattenere le ragazzine o a quant’altro spinga l’umana e giovanile curiosità, mentre due o tre più devoti intrattengono il prete in banalità sulla famiglia gli embrioni e l’aiuto della ccar ai poveri?

    è il bello dell’ora di religione!

    (è un commento ironico, anche se per me è stata così…)

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  29. Ma scusi, sig. Train, perché patetico? E poi, abbia pazienza, Lei dovrebbe fare il tifo per me. La sig.na Galatea non mi ama, certo, ma almeno mi maltratta: se postassi come sig. Train Lei potrebbe illudersi, di quando in quando, di attirare la di lei attenzione. E ancora, trovo che la faccina o faccetta non sia consona alla considerazione di patetismo. Quella è una risata, ci vuole qualcosa di meglio: io non le so mettere, ma Lei che mette faccine da quasi 8 anni dovrebbe averne una adatta all’espressione “Che personaggio patetico”.
    Insomma, sig. Train, dobbiamo concludere che non sa neanche mettere le faccine o faccette?

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  30. “… i più sgamati ritengono, nel migliore dei casi, che il San Paolo in questione sia una Banca”
    Onore al merito: questi han colto appieno la vera essenza della religione.

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  31. Ma guarda! Ed io che ci credevo da sempre!
    Non a Dio, ma al Pentateuco sostanza dopante. Vabbè.
    Resta da scoprire che cosa mi hanno venduto in tutti questi anni.

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  32. sì però sui santi siamo tutti un po più informati.
    In fondo chi è Gesù (già il nome è brutto) o la maddalena o il battista, il mosè : tutta gente straniera e triste che impone una vita sfigata e piena di lacrime.
    Vuoi mettere invece un San Gennaro un guerriero miracoloso che ha annientato i nemici con la sua elegante spada o San Francesco di Paola che mette il mantello sullo stretto di Messina e ci naviga sopra e dà pure un passaggio a una decina di persone.
    O San Nicola di Bari: chiedete a qualsiasi alunno di Bari e vedrete che vi diranno vita, morte e miracoili del loro protettore.
    Che bello avere il proprio santro personalizzato : e già perchè ce ne sono talmente tanti che si trova sempre quello giusto che fa giusto per noi, il nostro protettore.
    Un po come con gli antichi Dei.
    Sarà forse per questo che noi italici siamo più devoti ai nostri variegati e colorati santi che a gesù abramo e mosè ?

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  33. Nessuno può pretendere di vendere agli altri un oppio che non mi compete. Mi riferisco a quel tizio che fa morire di inedia i piccioni. Sarà un misantropo.

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  34. l’unica cosa bella de L’ora di religione è il film di Bellocchio.

    da collega di lettere, concordo su tutta la linea (che, essendo diplomata allo scientifico, so bene essere infinita).

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  35. Una piccola premessa: sono un diacono.
    Ma veniamo al punto. La sua analisi è abbastanza corretta.

    Sulla ‘concessione’ dell’idoneità da parte vescovile non so quale sia la prassi nelle altre diocesi. Nella mia non viene data se non si ha il diploma in scienze religiose (fino a pochi anni fa 3 anni, da poco passato a 4 anni). Inoltre per legge dello Stato per insegnare devi avere il titolo di studio adeguato alla scuola. Da quando anche per le elementari è necessaria la laurea quindi anche per insegnare religione devi essere laureato. Difatti io che non sono laureato non posso insegnare religione.
    Altro argomento è come viene poi nella pratica svolta l’ora di religione. E qui penso che innanzi tutto venga fuori la responsabilità dei singoli insegnanti. Per ogni materia ci sono insegnanti che cercano di fare al meglio il loro lavoro e altri che invece pensano solo ad arrivare alla fine del mese con i minori problemi possibili. E gli insegnanti di religione non sono da meno. Ma questo punto, quello cioè del reclutamento degli insegnanti, della politica scolastica, del ruolo della scuola nella società, è un punto enorme che però esula dall’argomento trattato dal suo post.
    Le potrei portare l’esempio dei miei insegnanti di religione di cui alcuni veramente validi, ma altri meglio perderli che trovarli. Ma qui andiamo troppo indietro nel tempo. 😉
    I miei figli invece hanno avuto (soprattutto alle superiori) degli insegnanti di religione validi, persone che hanno portato avanti progetti interdisciplinari con gli insegnanti di lettere, di filosofia e di storia dell’arte.
    Ci sono poi i programmi ministeriali. Come ci sono per le varie materie, così ci sono anche per l’ora di religione. Il guaio è che nessuno controlla che vengano svolti. I presidi (o come si chiamano adesso) in primis.
    Una cosa comunque, almeno per quanto riguarda l’Istituto di Scienze Religiose della mia diocesi, che veniva sempre ripetuta è che l’ora di religione NON è ora di catechismo. E questo mi pare sia stabilito anche dalla legge.
    In fondo scontiamo una situazione storica tipicamente italiana. Quando vennero chiuse le facoltà di teologia nelle università italiane, tutta la ‘formazione teologica’ venne affidata alla Chiesa. Negli stati in cui invece sono presenti (Germania, Belgio solo per fare due esempi) la formazione degli insegnati di religione viene fatta dallo Stato al pari degli altri.
    Sinceramente mi spaventa l’ignoranza religiosa generale. C’è il rischio di non capire l’Italia e l’Europa; c’è il rischio di fare un giro in un museo e non capire la stragrande maggioranza dei quadri; c’è il rischio di camminare per una città come Firenze, Roma o Parigi e non dico apprezzare, ma neanche capire gran parte di quello che si vede.
    Spero di non averla tediata.
    Pace e benedizione
    Julo d.

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  36. effettivamente il mio commento nn era molto chiaro..la suora asseriva che buona parte di noi pensasse in modo moralmente scorretto perché le idee,mie e di buona parte della classe,erano sempre abbastanza lontane da quelle di madre chiesa..e lo scriveva sui compiti in classe che facevamo su temi come aborto omosessualità..e quando parlo di catechismo spicciolo non voluto non parlavo tanto degli alunni di mia madre,quanto dei loro genitori,magari anche di altro credo,che li lasciavano seguire religione perché appunto sapevano che non era indottrinamento spicciolo..tutto qui

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  37. e per quanto riguarda le battaglie,in realta erano quelle che io e altre miscredenti facevamo in classe contro compagni che si proclamavano gioiosamente cattolici e giustificare opinioni piu moralmente corrette delle nostre,salvo poi non sapere due nozioni base in croce su bibbia,cristianesimo et similia..Beata ignoranza,in un certo senso.

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  38. è molto interessante quel che scrive julo, due post sopra: la cultura religiosa “vera” come strumento d’interpretazione della nostra storia e cultura; tra l’altro è l’opinione di un uomo di chiesa, ma si incardina perfettamente sul senso delle riflessioni proposte da galatea

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  39. @Julo d.
    1) Sulle qualificazioni degli insegnanti di religione, ha perfettamente ragione, ogni Diocesi decide per conto suo. Già questo, a pensarci, è scandaloso: primo perché non in tutte ci sono scuole per gli insegnanti di religione, ma anche perché comunque i corsi sono corsi interni (anche quelli di durata pluriennale) che sono tenuti da personale della diocesi stessa, e a cui può accedere come studente anche persone che non abbiano lauree compatibili o correlate. Quindi, mentre per le altre materie io devo fare un corso di studi coerente (se insegno lettere non posso essere laureato in matematica) di quattro anni o cinque anni (con il 3+2 del nuovo ordinamento universitario) e poi 3 anni di Scuola di Specializzazione, immissione in ruolo ed anno di prova, per quelli di religione il percorso è in sostanza una certificazione interna acquisita con un percorso molto più breve, e affidata alla decisione del Vescovo.
    2) Mi pare abbastanza ovvio che la Laurea in teologia si possa conseguire solo nelle università private confessionali. In Germania, a quanto mi consta, questa laurea viene rilasciata da Università confessionali, che hanno però il diritto di rilasciare titoli validi (Almeno, questo per quanto sono riuscita a scoprire attraverso una breve ricerca).
    3)”c’è il rischio di fare un giro in un museo e non capire la stragrande maggioranza dei quadri; c’è il rischio di camminare per una città come Firenze, Roma o Parigi e non dico apprezzare, ma neanche capire gran parte di quello che si vede”. No, mi scusi: per insegnare quello che si vede in un museo, per strada, eccetera, ci sono gli insegnanti di lettere, storia e storia dell’arte: è un loro compito. Purtroppo l’idea che tutto ciò che ha a che fare con la religione sia un patrimonio esclusivo e lo insegni soltanto il docente di religione è una fesseria. Diventa una jattura, poi, quando il collega di religione pretende che gli altri non insegnino nulla di quello che crede riguardi esclusivamente la sua materia, con il bel risultato che i ragazzini non imparano nulla davvero.

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  40. @Lady Mercury: se la suora vi attaccava e diceva che pensavate in maniera “moralmente scorretta” perché lontani dalla intepretazione che la Chiesa dà, aveva perfettamente ragione, dal suo punto di vista. Il problema sta tutto là, in quel “moralmente” che non è una valutazione scolastica ma, appunto, morale. Ci fosse una semplice ora di “Storia delle religioni” uno darebbe i voti su quello che gli alunni sanno e imparano; non sarebbe autorizzata a dare invece giudizi morali su quello che “pensano” o condividono in base ad una visione di Fede. Io, in Italiano, do ad un alunno un buon voto su Manzoni non perché mi dice che Leopardi gli piace tanto e lo trova il miglior autore del mondo, anzi, lo considera il suo faro; gli do un buon voto se sa analizzarmi il testo delle poesie di Leopardi, contestualizzare Leopardi nel periodo in cui è vissuto, etc; poi, se anche mi dice che però a lui Leopardi fa schifo, la cosa è un problema di gusto personale, e io rispetto il suo punto di vista, non gli dico che è “moralmente scorretto”.
    Se una dà i voti in base a ciò che trova “moralmente scorretto” sta già fecendo catechismo, per quanto preparata sia.

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  41. Sono d’accordissimo al 101% che sia scandaloso che ogni diocesi decida per conto suo. E questo l’ho detto più volte anche al vescovo.
    È vero che sono ‘corsi interni’ e che sono ‘aperti a tutti’ (anche se per accedervi devi avere almeno un diploma di scuola media superiore, e in questo caso devi fare anche corsi suppletivi), però, e questo almeno nella mia diocesi, se non hai una laurea col cavolo che ti danno l’autorizzazione a insegnare nella scuola. Col ‘diploma in Scienze religiose di primo grado’ (attualmente di 4 anni) puoi ottenere l’autorizzazione solo per le elementari; con quello di secondo grado (un anno ulteriore) quella anche per medie e superiori.

    Le Università che danno una laurea in teologia sono si in molti casi private, però il titolo è riconosciuto e valido (come ad esempio una laurea alla Bocconi è valida e riconosciuta dal governo italiano). Questo in Italia invece no. Una laurea in teologia di una università teologica per il governo italiano è carta straccia.

    Mi sono spiegato male. Non volevo dire che solo l’insegnate di religione possa spiegare un quadro a soggetto religioso. Penso che, sempre per rimanere nell’esempio, lo debbano fare l’insegnate di storia dell’arte, quello di storia, quello di filosofia e quello di religione. Il tutto fatto ognuno per la sua parte e tutti insieme in un lavoro inter-disciplinare.
    Spero di essermi spigato meglio
    Pace e benedizione
    Julo d.

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  42. @diego b: No, veramente nel caso non si sia capito, io sono di opinione del tutto diversa. Secondo me per capire e spiegare un quadro o una opera letteraria con riferimenti religiosi, l’ora di religione non serve ad un caspita: spiegare i riferimenti letterari e culturali delle opere è compito delle ore di letteratura, storia dell’arte o storia. Secondo me ‘sta manfrina che bisogna far fare ai ragazzini l’ora di religione perché altrimenti non riescono a comprendere la nostra civiltà appieno è una baggianata: la “nostra” civiltà e suoi fondamenti sono spiegati in altre ore e siegarli è compito di insegnanti di altre materie, che sono apposta là per far questo. Durante le ore di religione cattolica ci sono degli insegnanti che spiegano spesso esclusivamente morale cattolica. Una cosa che, appunto rientra nell’ambito del catechismo e andrebbe fatta, quindi, nelle parrocchie e basta.
    @Julo: Impostare un lavoro interdisciplinare con un docente di una materia alternativa che non viene frequentata dalla totalità degli alunni sarebbe molto scorretto: chi non sceglie l’ora di “religione cattolica” si ritroverebbe ad essere privato di parte delle lezioni che gli servono per capire il resto del progetto. L’unica via è abolire l’ora di “religione cattolica”, trasformandola in ora di storia delle religioni, frequentata obbligatoriamente da tutti gli alunni, e affidata a laureati in storia delle religioni, selezionati per pubblico concorso, che nulla hanno a che fare con i corsi tenuti in curia e non ricevono l’abilitazione dal Vescovo.

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  43. La storia delle religioni, signorina, fa parte a pieno titolo della storia. Si aggiunga un’ora di storia, da assegnare a insengnanti abilitati all’insegnamento della storia nelle diverse classi di concorso. Niente religione nella scuola primaria e nella secondaria di 2° grado, ovviamente.
    Sono già troppi gli insegnanti? Bene, si esaminino i docenti in atto e per ogni decina di sigg. Trains cacciati si assumano 5 nuovi insegnanti, tutti al di sotto dei 35 anni. Sempre che non finisca come ad Orbetello, il che non è improbabile.
    L’abolizione dell’ora di religione sarebbe anche un’ottima scusa per ridurre di qualche migliaio di unità il pubblico parassitismo.
    Lo riconosca, sig.na Galatea: sono un genio.

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  44. red.cac: la storia delle religioni fa parte a pieno titolo della storia, ma quando si hanno 3 ore a settimana per spiegare l’intera materia (+1 di educazione civica) si spiega pochino.
    Più che insegnanti al di sopra o al di sotto di una certa età, sarebbe il caso di prenderli competenti.
    Lei che è un genio e ha entrature nella Lega, caro red, la porti alla Gelmini questa bella pensata. Li vota lei, sono al Governo. Invece le uniche volte che si interessano di scuola è per assicurarsi che ci siano i crocifissi in ogni classe e per far assumere i professore di religione.

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  45. Ma infatti io sono totalmente d’accordo con Lei: penso che storia delle religioni e una buona infarinatura di cultura religiosa sarebbe un sacrosanto toccasana, soprattutto data l’ignoranza dilagante di gente che si dice cattolica.
    E comunque, il “pensiero moralmente scorretto” era, molto semplicemente, lasciare libera scelta. Qualcosa del tipo “io non lo farei, ma riconosco il diritto di chiunque altro di farlo.”
    So che cattolicamente parlando è un abominio, ma tentare di pensare con la mia testa mi è sempre sembrato più importante delle posizioni di santa madre chiesa. (e quel compito con “questo modo di pensare è moralmente scorretto” è uno dei ricordi più belli dei miei 5 anni di liceo, detto tra noi :D)

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  46. Signorina, devo puntualizzare.
    Sono un genio, è vero, ma solo se comparato al sig. Train e, siamo onesti, anche a Lei.
    Ho un bel po’ di entrature nella Lega, nonostante essa (“essa”, sig. Train, non “lei”) non riscuota molti consensi fra i dipendenti pubblici: ma quando lo sono diventato io la lega non esisteva. Se tra noi tre (io Lei e il trespolante dell’Asinara) qualcuno è diventato dipendente pubblico grazie a entrature, quello non sono certo io. Diciamolo pure, la mano sul fuoco non ce la metto non solo per il sig. Train, ma neppure per Lei… che tra l’altro è insegnante non avendo trovato di meglio. Però, visto che si è ridotta a tale mestiere, veda di insegnare ai suoi studenti un italiano decente, per la storia delle religioni c’è tempo. Al massimo, qualche nozioncina e qualche data. Già che c’è, dica alle sue colleghe di matematica che spieghino come fra 2/3 e 1/17 non è più grande la roba che contiene il 17.
    Vede, quelli di Orbetello possono essere passati da Lei e dal sig. Train, ma non dal sottoscritto. Altro che storia delle religioni.***

    *** Sig. Train, per favore, può concludere Lei per me il commento con la faccina adatta?

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  47. Lei cosa vuole? Può forse vantarsi di essere il sig. Train? Lei non è neppure il portavoce del sig. Train, quello che, se non sbaglio, oltre che Sacripante, Bah, Critico etc. si faceva talvolta chiamare anche Jazztrain. Chi crede di fregare? Crede che non lo veda il numerino che le hanno marchiato allo zoo?

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  48. Se lo ricordi in futuro, e tenga conto del buon sangue che la facciamo fare, la prossima volta che Le pungerà vaghezza di dirci “intolleranti, ottusi, presuntuosi, antipatici, odiosi, bugiardi, malevoli, disonesti, ricattatori, la melma putrida della blogosfera”

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  49. @red.cac: Si sa che Lei, esimio red.cac, è l’unico al mondo ad essere diventato insegnante per puro merito. E leghista per puro merito. Ed è notoriamente l’uomo più intelligente del mondo. Inoltre assomiglia anche a Brad Pitt.

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  50. Esagerata! L’unico al mondo! Facciamo uno dei pochi in Italia, dai! Quanto al leghismo, sarò sincero: non ho fatto concorsi. Intelligente, insomma, certo che leggendo il sig. Train, e spesso anche Lei…
    Niente Brad Pitt, invece, quello è biondo. Salga anche un po’ con gli anni.

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  51. come pedagogo non sono qualificato (vai maggico erode)
    come erudito non sono qualificato (ragioneria, 42)
    come blogger non sono qualificato (10 visite al giorno)
    come cittadino non sono qualificato (fuoriuscito)
    come ateo non sono qualificato (so’ pastafariano, in realtà)
    ma in quanto exallievo salesiano, cazzo, dichiaro che

    QUESTO E’ IL MIGLIOR ARTICOLO DELL’ANNO

    (adesso non si monti la testa, siamo solo a inizio febbraio)

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