Gli ultimi saldi dell’umanità

Giulia ed io, davanti alla vetrina del negozio di borse.

Ci veniamo sempre, davanti a quel negozio. Guardiamo, col naso appiccicato al vetro,  e non compriamo, perché i prezzi anche di un misero borsellino richiederebbero lo svuotamento dell’intero nostro conto corrente. Ma sono gli ultimi giorni di saldo, chissà.

“Guarda!- dico io – che bella, quella borsetta rossa!”

“Già, che meraviglia!Ma quanto costa? Con lo sconto del 50% solo 130 euro?” chiede Giulia, che per vezzo non mette mai gli occhiali nonostante la miopia.

“No, con lo sconto del 50% sono 1300,gli euro, ti sei persa uno zero!” chiarisco.

Persino Giulia sobbalza: “Ecchecazzo! 1300 euro per una borsa di cuoio? E di che pelle è fatta, di pelle umana?”

Scuoto la testa.

“Non credo. Con i tempi che corrono, costerebbe molto meno.”

13 Comments

  1. Mi ricorda una scena di “La banda degi onesti”: “Che ladri! A Macerata le stesse identiche scarpe l’ho viste a metà prezzo”.

    Anni fa andai a mangiare nel ristorante sito proprio dentro il castello (bellissimo) di Balsorano (AQ). A fine pasto chiesi al gestore se era appunto possibile visitare il castello e quello gentilmente mi affidò ad un cameriere, un troglodita che si esprimeva a mugugni e che mi guidò lungo un po’ tutte le segrete stanze, fino a quello che lui riteneva il pezzo forte di tutta la visita: un baule completamente rivestito, a suo dire, di pelle umana (quella, diceva il tizio, di un fiero nemico del castellano). Io espressi imprudentemente qualche dubbio sulla genuità del pezzo, scatenando l’inopinata veemente reazione del troglodita, più che offeso dalla mia diffidenza. In ogni caso, penso che con 1300 euro ne avrei portati a casa almeno una decina di quei bauli.

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  2. Topo, ti guidò lungo un po’ tutte, il troglodita?

    Risponda piuttosto alla domanda, Lei, conoscitore di Totò: a quale scena, nello stesso film, tramite la figura retorica dell’hysteron proteron, si collega quella in cui il portiere (Totò, si spera lo sappia), posando il telefono dice “se n’è andato”?

    Bah. Mi sa che dopo De Andrè e tanti altri, dovremo aggiungere anche Totò, “sconosciuto sopra la linea gotica”. Sono parole Sue, sig. Topo. Vediamo se è vero.

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  3. p.s. per la sig.na Galatea.

    Vedrà che nicchia a lungo, signorina, il Suo nuovo acquisto [che La segue da sempre, sia pure intervenendo raramente… se così fosse, complimenti a Lei per quel franco “si metta la lingua là dove il sig. Train tiene il sax tenore”].

    Saluti, signorina.

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  4. Io invece la ringrazio, Sig. Mario, del suo complimento, ove rivolto anche a me e comunque a nome dei commentatori tutti.

    A te invece, vecchio citrullo di un Redime Cacche, devo dire che la sordida immagine che dai di te in ambiti come questo delizioso salotto di Galatea al famoso Porcone dell’inarrivabile Reiser fa letteralmente un baffo. Ad ogni modo non si fatica ad immaginarti trascinarti in casa, tra la cucina e lo stanzino del pc, vestito delle sole tue Cagi (quelle col triangoletto strategico), che ti pendono stralarghe e non cambi da una settimana e passa.

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  5. Delizioso salotto, inarrivabile Reiser, trascinarmi in casa, cucina e stanzino, Cagi stralarghe, e niente cambi.
    Va bene, topo. Ricordi che cosa diceva Lello a Troisi in Ricomincio da tre, a proposito del romanzo della signora ospitante? No, eh?

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  6. Visto che non si riesce ad insegnarvi che non si viene in casa altrui per litigare e insultarsi per questioni personali, da ora Top Ganz e red. cac. saranno bannati dai commenti. Basta, ora mi avete scocciato. Arrivederci.

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  7. Però, se vogliamo, un risparmio di 1300 euro non è male. E’ vero che uno sconto del 50% è sempre proporzionalmente uguale, ma qui fa davvero impressione (anche l’altro 50%, quello che devi sborsare, fa impressione uguale se non di più, però!)

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