A me sto circolo fa schifo perché non mi danno la tessera

Io non ho queste opinioni perché scrivo sul Giornale ma scrivo sul Giornale perché ho queste opinioni. Forse la differenza le sfugge ma è decisiva. E aggiungo che le mie opinioni non troverebbero accoglienza negli altri 4 o 5 quotidiani maggiori d’Italia. Crede che la Repubblica mi farebbe scrivere quel che penso? No, signora mia, no.

Marcello Veneziani, Il Giornale, 15 marzo 2010

Cioè, in pratica, Marcellino non chiederebbe di meglio che scrivere su Repubblica, o sul Corrierone; insomma, su un giornale di quelli davéro-davéro. Ma siccome quelli non lo filano, je tocca  scrivere sul Giornale. Un po’ come Bondi, che soffriva perché le sue poesie non venivano recensite dai critici comunisti.

E’ curioso notare come le più belle menti della destra, sotto sotto, non odino l’intellighenzia di sinistra. Si lagnano di non farne parte.

24 Comments

  1. tutti gli intellettuali sono sinistra, quelli di destra è solo perchè lì c’è meno concorrenza

    ovviamente si parla degli intellettuali, le persone colte sono un’altra cosa

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  2. Per me è una cosa talmente di buon senso che un intellettuale (=persona pensante) sia di sinistra (o quanto meno antiberlusconiano) che dire che gli intellettuali stanno a sinistra mi pare quasi lapalissiano.

    So già che sarò criticato per questo mio assioma…

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  3. Secondo me hai fatto un po’ la furbetta, estraendo una frase dal contesto e dandogli un’interpretazione non autentica.
    Veneziani non è che abbia scritto (o lasciato intendere) che di suo desidererebbe scrivere ardentemente su Corriere o Repubblica. Semplicemente fa notare che opinioni “di destra” lì (su Repubblica, in particolare) non troverebbero semplicemente accoglienza; cioè a lui non lo pubblicherebbero mai.
    Ergo scrive su un giornale “di destra”, essendo lui di tale orientamento.
    Un po’ come se Travaglio volesse tornare alle origini e pubblicare sul Giornale. Su quello di Montanelli, con editore Berlusconi, poteva anche scrivere e ci ha scritto.
    Oggi nemmeno gli farebbero passare la soglia della redazione (e lui nemmeno si sognerebbe di provarci).
    Poi ci sono i Luca Telese che con estrema nonchalance lasciano il Giornale e approdano a Il Fatto.
    Un salto della quaglia non da poco: e tu vallo a capire. Ma se leggi la sua biografia, ti accorgi che ha fatto il precario per un tale numero di anni (Corsera compreso) che, una volta trovato chi lo assumesse in pianta stabile, non è stato poi lì a guardare tanto per il sottile il dove, con chi e per chi.

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  4. Ma scusate, voi per giudicare un giornalista guardate il giornale su cui scrive? Io pensavo funzionasse al contrario 🙂

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  5. @frap: In realtà la mia impressione è che Veneziani, pur apparentemente dicendo una cosa diversa, sotto sotto ed inconsciamente volesse invece dire proprio quello. Il sogno degli Italiani, diceva Longanesi, è di fare la rivoluzione d’accordo con i Carabinieri. Veneziani gradirebbe molto fare l’intellettuale di destra però gli piacerebbe essere osannato in quelli che lui reputa essere i santuari della “sinistra”, quasi che in fondo fossero gli unici autorizzati a determinare chi fossero i “veri” intellettuali. Mi sono sempre chiesta perché in Italia gli unici ormai che hanno il mito degli “intellettuali di sinistra” sembrino essere proprio quelli di destra: a non essere elogiati da certi critici o in certe cricche ci soffrono come cani. Ma fregarsene no? Travaglio non sbava per scrivere sul Giornale di oggi. Veneziani, secondo me, se gli offrissero domani di scrivere sul Corriere si butterebbe a pesce… 🙂

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  6. @Francesco: No, no. Veneziani non lo sopporterei nemmeno scrivesse di Topolino. Che, come è noto, è l’unica mia vera rivista letteraria di riferimento.

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  7. @Galatea: hai ragione, in realtà mi rendo conto che ce l’avevo genericamente con la destinataria formale dell’articolo di Veneziani, che l’ha aggredito in quanto “venduto” dato che scrivendo sul Giornale era, secondo lei, necessariamente uno in mala fede: e non mi pare un bel modo di argomentare. E un pochino ce l’avevo (metaforicamente eh) anche anche con frap1964 che si stupisce di Telese: che possa scrivere sul Fatto dopo aver scritto sul Giornale va semmai ad onore del Fatto, non vedo come possa andare a disonore di Telese, che a me sembrava uno piuttosto bravo prima e continua a sembrarmi piuttosto bravo anche adesso.

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  8. Almeno questa, di Veneziani, non era male:
    “In Italia essere un intellettuale di destra è una tragedia; quelli di sinistra non ti leggono perché sei di destra, e quelli di destra non ti leggono perché non leggono proprio”
    Se lo dice lui…

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  9. L’ammissione riferita da Mosque ce lo rende umanamente più vicino. Verrebbe da abbracciarlo e dirgli “Porello! Poro cocchetto de tzio che nessuno je vo’ bbene!”.
    Ma definirlo una “bella mente”, sinceramente, mi sembra volo eccessivo, anche ove si riconoscesse tratatrsi di uno dei cervelli meno incrickati della destra nostrana.

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  10. @mosque: Ed eventuali lettori non particolarmente di destra nè di sinistra lo leggono, il Veneziani, ma solo per farsi quattro risate…

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  11. Sig.na Galatea, pur condividendo il suo giudizio sulla modestia del sig. Veneziani, non vedo come non dirLe, con tutta sincerità, che questa volta Lei ha scritto un post veramente scemo.

    p.s.
    Il sig. mosco e il sig. topo lo leggono, Veneziani, per trovare conferma alla loro superiorità antropologica. Sono serveri nei suoi confronti perché persino lui è troppo difficile per loro.

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  12. Ma per carità. In questo paese, a vantarsi di essere antropologicamente superiore ce n’è solo uno. A Cesare, anzi a Silvio quel che è di Silvio.

    P.s. il fatto che tu lo appoggerai, sia pur indirettamente votando lega, dice invece parecchio sulla tua citrullaggine biliosetta. Ma si sa, fessi son sempre gli altri…

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  13. Qui c’è un gonzo che, per sentrirsi vivo, ha aperto un blog la cui ragione sociale è dichiaratamente quella di castigare la prestesa inferiorità antropologica altrui (sì, proprio come nelle più trite barzellette sui matti). Ma che qui si scrolla di dosso tale intento, attribuendolo inopinatamente quanto sprezzantemente al prossimo. Mi pare trattarsi, esimi colleghi, del più elementare ed ordinario esempio di proiezione psichica. Per favore, però, non se ne rida.

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  14. In effetti, sig. Mosco, per una volta ha ragione. Fessi son sempre gli altri. In questa circostanza (ma non si preoccupi: non solo in questa) Lei in persona.

    Lei, sig. topo, arrivato qui subito dopo il sig. Mosco, che a sua volta era alle natiche del sig. Train, come si permette di dare del gonzo ad altri? Capisco che Le dia fastidio il nome del blog, il felice Top(o) Gonzo, ma che colpa ne abbiamo noi se Lei ha deciso di fare il verso a top gun fin dal 1986?

    p.s.
    Esimi colleghi? E che succede, non è Lei titolare di un deserto blog? Vi si aggirano altri gonzi, sotto forma di topo anch’essi?

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  15. Mmm…beh, può anche darsi, vecchio citrullo, che l’ala dell’imbecillità ogni tanto mi sfiori la testa, come dice Baudelaire.

    Il fatto è però che sulla tua l’imbecillità ci ha fatto il nido.

    E non te ne sei nemmeno accorto.

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  16. Eh sì, in effetti, quella che Lei chiama ala… vabbè.

    p.s.
    Scusi, come dice Baudelaire? Sa, Baudelaire lo capisco solo in francese. Se Lei ha dei problemi, si faccia aiutare dal topo, che col francese va più forte che con il latino.

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