Ramses e gli Ufi: Voyager, l’antico Egitto e le ricostruzioni storiche di ordinaria follia.

Ci sono momenti in cui, nel triste panorama televisivo serale, senti acutamente la mancanza di Vulvia, le geniale presentatrice di Rieducascional Channel inventata da Guzzanti. Per fortuna, a rasserenarti, c’è Voyager, con Roberto Giacobbo. Che quanto a fantasiose ricostruzioni e servizi allegramente strampalati dà dei punti a Vulvia e alla famiglia Guzzanti tutta intera, padre compreso.

Ieri sera, ad esempio, il primo servizio era quasi in diretta dall’Egitto, e si è aperto con Giacobbo in sahariana d’ordinanza, tutto giulivo per aver strappato ai locali sovrintendenti il permesso di passare in mezzo alle rovine la notte. Perché uno debba passare la notte dentro un tempio egizio per fare divulgazione scientifica è cosa già di per sé alquanto incomprensibile: ma andarci di giorno come tutti, quando la luce è pure migliore perché naturale, non avrebbe consentito a Giacobbo di lasciar capire quanto è ammanicato con le autorità di Giza. In ogni caso il Giacobbo, alla luce di simil torce, ha cominciato a passeggiare nei locali del tempio di Abu Simbel, costruito da Ramses e smontato negli anni ’60 dagli Italiani per evitare che finisse sotto le acque del lago artificiale di Nasser. Cammina di su, cammina di giù, ad ogni stanza, al Giacobbo sorgevano sempre più dubbi, che prontamente condivideva con il telespettatore: le lastre, per esempio, non erano troppo ben levigate per gente che aveva solo scalpelli rudimentali? E i blocchi di granito, come avevano fatto a tagliarli così ben ad angolo retto? C’è sempre qualcosa di divertente nella meraviglia che noi uomini moderni proviamo quando ci rendiamo conto che gli antichi riuscivano con mezzi ridicoli a creare opere perfettamente riuscite: se Giacobbo si prendesse la briga di andare in un cantiere egizio contemporaneo, o anche solo a Massa Carrara, si renderebbe conto che ancora oggi gli scalpellini tagliano, scolpiscono e sbozzano le pietre con gli stessi strumenti di millenni fa; ma lo stupore di Giacobbo era sincero, come quello di un proprietario di suv quando gli si spieghi che un tempo ci si riusciva a spostare anche senza navigatore satellitare.

Giacobbo al fatto che le pietre si possano spaccare con gli scalpelli e levigare con olio di gomito non riusciva a rassegnarsi: così d’improvviso ha annunciato che era ora e tempo di parlare di Ramses e delle nuove clamorose ipotesi riguardanti la sua vittoria nella battaglia di Qadesh, a seguito della quale il faraone aveva costruito il tempio di Abu Simbel. Battaglia che, lasciava intendere Giacobbo, era stata vinta grazie ad una arma segreta potentissima che era in mano al solo faraone, e di cui si trovano tracce ed accenni nelle fonti antiche. Ha ben parato avanti le mani avanti, ripetendo due o tre volte che si tratta di ipotesi che non hanno prove scientifiche, e tu che eri lì davanti alla tv già ti chiedevi: “E allora, perché caspita parlarne?”. Ma di tutte le domande che balenano nella testa di Giacobbo, misteriosamente questa è l’unica cui non risponde mai.

È partito dunque un servizio, con una breve biografia di Ramses II, faraone egizio rimasto sul trono più di sessant’anni, e famoso nella storia per aver combattuto contro gli Ittiti la battaglia di Qadesh, di cui si proclamò vincitore. Come sa chiunque mastichi un tantinello di storia egizia seria, tale vittoria è in realtà una abile costruzione propagandistica del Faraone stesso, che trasformò in epocale successo un mezzo disastro, in cui per inesperienza sua e dei suoi generali rischiò di lasciarci le penne con il suo esercito, e sfangò il peggio per una botta di fortuna. Il tono delle fonti a noi giunte è l’equivalente antico dell’odierno Tg4 quando illustra un provvedimento del Governo Berlusconi, e come un Berlusconi parla Ramses, che descrive se stesso come l’unico in grado di mantenere la testa sulle spalle e sbaragliare i nemici, che sono cattivissimi e tutti coalizzati contro di lui. Ma Giacobbo, anima candida, pensa che la fonte antica vada letta in maniera letterale: per cui, quando nel testo trova un passo in cui il Re dice di essere rimasto solo con il Dio al suo fianco che saettava per salvarlo raggi di luce, che cosa ne deduce, il Giacobbo? Che forse Ramses potesse contare su qualche arma innovativa e segretissima, tipo il laser. In effetti, sebbene non ci siano prove scientifiche – lo ha ripetuto altre due o tre volte, ma con il tono di chi lascia intendere che vabbe’ gli tocca aggiungerlo perché sennò poi qualche barboso archeologo gli manda lettere di protesta, certa gente si sa che è di una mentalità così ristretta! – il Giacobbo ha cominciato a far notare che di coincidenze strane ce ne sono a iosa. Basta pensare, per esempio, alla piramide di Cheope.

Che c’entra, direte voi, la Piramide di Cheope, a questo punto? A dire il vero non è che si capisca bene, dato che Cheope è faraone attorno al 2660 a.C., mentre Ramses sale al trono forse nel 1304, quindi aveva in pratica gli stessi legami con Cheope che noi abbiamo con Dante Alighieri. Però siamo in Egitto, e le Piramidi, si sa, van su tutto, un po’ come il nero. Ora nella camera più interna della Piramide di Cheope, ha continuato a spiegare Giacobbo, ci sono cose ben bizzarre: per esempio un sarcofago, che, meraviglia delle meraviglie tenuto conto i mezzi dell’epoca, è fatto a forma di scatola, ed ha tutti e quattro gli angoli di 90°! Adesso, io non vorrei fare la solita figura da rompiballe, ma riuscire a tagliare diritti gli angoli di un sarcofago non è che mi sembri una cosa particolarmente impegnativa, specie per un popolo che è stato in grado di tirar su le Piramidi e la Sfinge. Per Giacobbo, invece, la cosa era misteriosa assai, e lo diventava ancor di più perché le misure del sarcofago, ha aggiunto, sono tali da contenere perfettamente l’arca dell’Alleanza. L’arca dell’Alleanza? E che diavolo ci azzecca l’arca dell’Alleanza, adesso? L’arca, infatti, secondo tutte le fonti, fu costruita da Mosè per ordine di Dio perché vi fossero conservate dentro le Tavole della Legge, dettate da Jahvè sul Sinai e poi spezzate da Mosè stesso per via della nota vicenda del Vitello d’Oro. L’arca fu quindi costruita dagli Ebrei dopo la loro uscita dall’Egitto, quindi, anche se l’Esodo – ammesso che sia un avvenimento storico reale – si può datare all’epoca di Rames II o del suo immediato successore, l’arca non risulta essere stata mai in mano egiziana, né si capisce per quale caspita di motivo, in ogni caso, gli Egiziani avrebbero dovuto conservarla dentro la Piramide di Cheope, costruita 1300 anni prima e chiusa al pubblico, perché era all’epoca un sepolcro, non una tappa da tour operator. Quanto alle misure, l’arca, se si prendono per buone quelle fornite dalla Bibbia, dovrebbe esser stata lunga circa 125cm, mentre il sarcofago di Cheope è di parecchio più grandicello, sui 190: il che vuol dire che poteva contenere l’arca, certo, e anche qualsiasi cosa d’altro salti in mente, compreso un paio di portasci per le vacanze a Cortina.

Ma, fatto balenare davanti agli occhi dell’ascoltatore il fantasma dell’arca, Giacobbo ci si butta a pesce, dicendo che l’arca nelle fonti è descritta come una roba strana strana strana, che manda attorno a sé raggi della morte. Che fosse dunque una fonte radioattiva, anzi un nocciolo di energia nucleare? Giacobbo è lanciatissimo, poco ci manca che chiami gli ispettori dell’Onu ancora in cerca delle armi di Saddam: sostiene che nelle fonti egizie, gli dei sono descritti come gente che scende dal cielo su barche in grado di navigare in aria. Sono chiaramente astronauti, dunque, e Ra, Horus e compagnia bella non sono divinità, ma antichi viaggiatori del cosmo, quindi perfettamente in grado, si presume, di conoscere l’energia nucleare. E la Piramide di Cheope, altro che sepolcro, signora mia! Giacobbo a questo punto cala il suo asso, cioè la teoria di un tal Mario Pincherle, che viene citato come un’autorità ma, se uno va a farsi un giro su Wikipedia, si scopre essere un altro dei soliti ingegneri esperti di teorie astruse (si sa, se il patito di misteri è ingegnere, qualsiasi idea spari già è ammantata di suo di credibilità scientifica). Il Pincherle sostiene infatti, non si sa su quali basi, che la Piramide di Cheope non sia un sepolcro, ma una specie di segnacolo, perché sotto ci sarebbe stato sepolto un affare, detto Zed, che avrebbe fatto più viaggi di un cliente Alpitour, perché, originariamente costruito in Mesopotamia, sarebbe poi stato ficcato sotto la piramide di Saqqara, e infine sotto quella di Cheope. Perché i poveri Egizi antichi dovessero passare il tempo a seppellire, disseppellire e traslare ‘sto coso non è che sia ben chiaro, e nemmeno Giacobbo pare avere idee precise in merito. Affaticato dall’andar su e giù per i cunicoli, si limita a dire che le tracce nei testi ci sono e “forse mettendole in fila potremmo capire.” Cosa, non si sa: l’unica faccenda da capire, semmai, è perché non li abbian già rinchiusi tutti alla neuro. Ma Giacobbo, con un ultimo sforzo – e dopo aver ripetuto ancora una volta che non ci sono prove scientifiche di quanto si sta allegramente dando in pasto al popolo da mezz’ora abbondante, con gran dispendio di uomini e mezzi pagati dalla pubblica tv – dice che magari lo Zed, cioè il coso, è una sorta di macchina del tempo, perché all’interno delle piramidi forse il tempo scorre in maniera diversa, e questo finalmente spiegherebbe il vero senso dell’antico proverbio egiziano: l’uomo ha paura del tempo, ma il tempo ha paura delle Piramidi.

Su questa frase ad effetto, Giacobbo ha concluso il servizio, facendo l’occhiolino e promettendo al telespettatore che “Se ci saranno novità, torneremo a parlarne.” Non su Rieducational Channel, su Raidue, in un programma che si spaccia per culturale e in prima serata.

Vulvia, Vulvia, dove sei???

Non per dire, ma questo post è stato citato sulla pagina di FB del CICAP. E sono soddisfazioni, eh!

27 Comments

  1. Oh bene. No, perché io conosco un sacco di persone che sono pronte a credere a tutto quello che spara quel programma. Dico tutto. Gli UFI e i cerchi nel grano, la fata turchina e i puffi, il drago in naftalina e il cane alieno del deserto. E se l’argomento è stato ampiamente sbufalato da tempo, PEGGIO: è chi contesta che non ha la mente aperta. E no, non parlo di quindicenni in fregola da ignoto, parlo di gente adulta, all’anagrafe.
    Beh, comunque c’è di peggio. Su Italia uno, un vero mistero. Anche il conduttore. 🙂

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  2. Grazie per avermi fatto conoscere l’esilarante Giacobbo (qui dove sono non vedo la TV italiana).
    Comunque, su una cosa ha ragione 😀 : qui in Canarias ancora adesso costruiscono le case con gli angoli “a occhio” e occhio strabico, direi, altro che 90º! Non ti dico la difficoltà per arredare, con gli armadi che toccano il muro in alto e in basso c’è una spanna dal battiscopa! per non parlare dei ripiani delle cucine, occorre farli sempre su misura…

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  3. da un paio di anni a questa parte è accelerata la diminuzione del livello culturale delle trasmissioni della RAI, rimane solo la famiglia Angela a cercare di mantenere la bandiera di un certo rigore scientifico.
    ho paura che tutto questo faccia parte di un esperimento sociologico che sta avvenendo qui in Italia (no, gli Illuminati non c’entrano niente), e credo che se vogliamo veramente fare la rivoluzione, non ci rimarrà altro che metterci agli angoli delle strade a leggere qualche buon libro ad alta voce. dico sul serio

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  4. Oh ecco ecco… grazie 😀
    Pensavo di ricordarmi male quando ho pensato… “mah… Ramses non aveva PERSO contro gli hittiti?” XDD

    Quanto a tutto il resto… bah… ho retto solo fino a metà del servizio successivo. Poi la scelta era tra spegnere la tv o suicidarmi 🙂

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  5. Può essere…..:) ad ogni buon conto vi avviso che dopo la puntata sulla data 21.12.2012 da ‘ste parti si sussurra che l’unico paesucolo che si salverà sarà quello da cui scrivo. Si accettano prenotazioni…..

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  6. In formissima, Splendido. Giacobbo potrebbe sostituire Emilio Fede al tg4. Non se ne accorgerebbe nessuno.

    Se c’era qualcuno che avava un’arma segreta a Qadesh, quelli erano gli Ittiti.

    Ma non erano spade laser, erano spade di ferro, superiori a quelle in bronzo di di Ramsete II e soprattutto i loro carri da guerra erano molto migliori di quelli egizi.

    Ramsete se la cavo’ per il rotto della cuffia; purtroppo il re ittita Mutawallish pur avendo fermato gli egiziani, si trovo’ ben presto a fronteggiare gli assiri.

    E quelli menavano.

    🙂

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  7. Manca una cosa nella ricostruzione della battaglia: gli spingitori di cavalieri (egizi). E poi sto zed sarà mica un ‘buto? 🙂

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  8. > all’interno delle piramidi forse il tempo scorre in
    > maniera diversa, e questo finalmente spiegherebbe il
    > vero senso dell’antico proverbio egiziano: l’uomo ha
    > paura del tempo, ma il tempo ha paura delle Piramidi.

    Questa la so: Terry Pratchett, Maledette Piramidi! 🙂

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  9. il vero mistero, signorina, è che da questo post sembra che lei nun c’abbia un cazzo d’altro da fa’, ma dagli altri post non si direbbe… 🙂

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  10. Lunedì sera Voyager collegava le piramidi a Robert Oppenheimer.

    Martedì sera Mistero collegava gli Egizi a Grey’s Anatomy.

    Prossimamente Ulisse collegherà Raz e Giacobbo, in un’innovativa teoria dei campi di papavero unificati.

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  11. Ma Giacobbo è disposto ad accettare contributi? Se vuole, gli faccio vedere come ottenere angoli di 90 gradi perfetti con corda e paletti di legno. Anche un uomo di Neanderthal ce l’avrebbe fatta… ma lui no, deve sempre parlare di mistero.

    Lo sa benissimo anche lui che quello che va raccontando sono tutte fesserie; il che me lo rende particolarmente odioso. La diseducazione scientifica è, dal mio punto di vista, un gravissimo peccato mortale (laico).

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  12. Ma nella puntata c’è un mistero: come mai non ha parlato dei templari in questa puntata? Chi lo ha fatto desistere dal parlare anche in questa puntata della cattedrale di Chartres? Quale mistero cela questa mancanza?

    Ma nessuna verità ufficiale ci spiegherà questo mistero….

    Cordialità

    Attila

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  13. Mancavano il Santo Graal e le madonnine piangenti.
    Comunque sono d’accordo con Guidus: chi diffonde falsità e dis-cultura essendone consapevole commette un crimine contro la società, ritengo che sia un comportamento assolutamente immorale.

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  14. Brava a reggere fino alla fine quel cesso di programma.
    Tuttavia, di che ti meravigli? C’è gente che crede alla Sindone, a Fatima, a Lourdes, al sangue di S. Gennaro, a Medjugorie, alla statua di Civitavecchia, al terzo mistero sui preti pedofili (fresca, fresca dal Portogallo), alle stigmate di padre Clio, ecc. ecc.
    In tale parafernalia, vuoi che non ci sia un posticino per Roberto Giacobbo?

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  15. giacobbo è un poveraccio; anche se non economicamente, purtroppo. ma come mai c’è chi lo paga per raccontare tutte queste fesserie? perché evidentemente fanno pubblico. pubblico di poveracci peggio di lui.
    (galatea esclusa: lei lo vede per dovere di documentazione 🙂 )

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  16. Un paio di puntate fa (vista per caso, eh!!) mastro Giacobbo tra un servizio sull’Arca dell’alleanza e uno sul Graal ha sostenuto che la deriva dei continenti è una teoria come le altre e che invece la Terra può essersi espansa (praticamente come un popcorn), con le acque oceaniche che venivano “da dentro”. Tra le prove a sostegno, le dimensioni dei dinosauri più grandi, compatibili con una minore forza di gravità. La cosa che mi ha fatto sobbalzare è stata quando ha associato la gravità alle dimensioni della Terra (al volume, in pratica) e non alla massa. Roba da bocciatura in seconda media. Occorrerebbe una class action contro questi rovinastudenti.

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  17. @nicolabel:

    mi vuoi dire che hanno tirato fuori ancora la vecchia teoria della Terra in espansione? Come se da decenni non sapessimo come funziona la crosta terrestre: tettonica a placche. Si riesce perfino a misurare praticamente al millimetro di quanto (e come) si spostano i continenti.

    E bravo Giacobbo. Quando vinceremo noi, sarai tra quelli che manderemo in Siberia.

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  18. adoro Giacobbo, e come rigira con fantasia sempre gli stessi elementi (egizi, ufo, templari, fantasmi: talvolta tutti insieme) in modo imprevedibile (per un quarto d’ora: poi mi annoia e lo spengo). Però la critica non dovrebbe essere superficiale come il suo oggetto.
    Abu Simbel non è a Giza, non è stato spostato dagli italiani, di giorno non c’è luce naturale e ci sono i turisti (che non possono fotografare perché le luci forti rovinano le pitture, ma a cui l’Egitto non rinuncerebbe neanche per un’ora, con tutta l’amicizia per Giacobbo). E se uno li guarda togliendo l’audio sono posti bellissimi.

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  19. @liczin: non mi risulta di aver scritto che Abu Simbel sia a Giza (ho scritto che Giacobbo voleva farci sapere di essere in buoni rapporti con la soprintendenza egizia). Per quanto ne so lo spostamento del tempio di Abu Simbel fu in pratica eseguito da un manipolo di esperti cavatori di marmo italiani, che diedero un fondamentale controbuto tecnico e pratico per lo smontaggio e il riposizionalmento dei blocchi. La luce naturale c’è per lo meno nell’entrata, nelle stanze interne no, ovvimente, ma quelle dove Giacobbo si muoveva sono comunque interdette al pubblico, quindi andarci di notte era al massimo una questione di suggestione.

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  20. La domanda fondamentale, che già si pone Crozza a Kazzenger è: com’è possibile che io (Giacobbo) sia vicedirettore di Rai2?
    E’ la TV pubblica, (pagata coi soldi degli italioti) bellezza!

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  21. Sei riuscita a seguire Voyager?
    Complimenti per lo stomaco, io non sono così masochista.
    Ho mollato Giacobbo e le sue ridicole farneticazioni anni fa dopo una puntata di “Stargate” dedicata alla vita della regina Maria Antonietta di Francia.
    Ricordo un tale ammasso di cazzate senza capo nè coda che riuscì nell’impresa di farmi rizzare i peli sulle braccia dopo la ceretta.
    Del resto, uno come Giacobbo è perfetto per un paese in cui la disonestà intellettuale è considerata una delle massime virtù.
    Vulvia? M’Mmmbuto! Puro genio “guzzantiano”.
    Un saluto
    Mad

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  22. il nazionalismo calcistico in certe cose è buffo (è buffo sempre, ora che ci penso). Lo spostamento di Abu Simbel è stato fatto su progetto svedese da una società tedesca, che poi su wikipedia italiana si faccia sembrare opera degli italiani (che ci saranno pure stati, non lo nego) senza neanche citare i responsabili è piuttosto tipico.
    E poi chissà, siamo proprio sicuri che non siano stati gli ufo? o i templari?
    PS: a proposito di carrarini, credo non usino più scalpelli e mazzuolo, ma fili diamantati e motori.
    PPS: non te la prendere, si scherza tra noi…

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